Danimarca, la Baia rimarrà isolata

Tele2 dovrà continuare a rendere inaccessibile The Pirate Bay. Così stabilisce la Corte Suprema danese, che ha confermato altre sentenze sfavorevoli al provider nordeuropeo

Roma – I torrenti della Baia più famosa del P2P dovranno rimanere inaccessibili, arginati dai blocchi del provider danese Tele2 . È alla fine arrivato il parere ultimo della Corte Suprema del paese nordeuropeo, a confermare ciò che già altri tribunali avevano spiegato: i marosi di The Pirate Bay devono rimanere isolati dal resto del traffico in Rete.

A dare avvio all’aspra battaglia legale era stata l’ International Federation of the Phonographic Industry (IFPI), che aveva trascinato l’operatore danese davanti alla corte specializzata fogderetten . Tele2 si era infatti rifiutato di bloccare l’accesso alla Baia in assenza di un ordine esplicito da parte dell’autorità giudiziaria .

Ordine che era immediatamente arrivato, per una decisione poi confermata in sede d’appello: il fornitore di connettività avrebbe dovuto industriarsi per far calare i filtri, per dissuadere con la forza i netizen dall’attingere all’illecita fonte del torrentismo . Ma nell’aprile dello scorso anno, la stessa corte d’appello danese aveva accettato un ricorso portato avanti da Tele2.

Il caso sarebbe stato portato all’attenzione della Corte Suprema. Per una decisione giunta solo di recente, che ha sostanzialmente confermato le ganasce al torrentismo per Tele2 e, di conseguenza, tutti gli altri provider in terra danese.

Mauro Vecchio

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  • Vitalij scrive:
    Generico pubblico di massa?!?!?
    Questa frase mi sembra un po' strana:"Si tratta di un momento tipico di ogni forma di produzione culturale: quando da oggetto di culto di una nicchia diventa medium di massa, una forma di maturazione del sistema produttivo e "normalizzazione" dei contenuti, i quali mantenendo le loro specificità si acquietano e cercano di diventare buoni per un generico pubblico di massa."Secondo me si mischia troppo il mezzo attraverso cui vengono fruite le opere coi processi di generazione dei contenuti. Se ho un mezzo di fruizione dei contenuti, ci fruisco i contenuti che mi pare, indipendentemente dal target per il quale i contenuti sono stati pensati.Il cinema è abbastanza di massa, ma c'è una grandissima varietà di opere e generi. Anche la radio è di massa, ma tra i vari canali ci sono differenze enormi.In Italia c'è la volontà politica di appiattire i contenuti televisivi e finora ci stanno riuscendo abbastanza bene. In Cina, Iran e Russia preferiscono appiattire tutti i contenuti comunicativi, indipendentemente dal mezzo di fruizione.Secondo l'autore, il modello della TV Italiana è la normalità a cui convergerà anche la TV via web. Secondo me è una eccezione dovuta ad una concomitanza di fattori che il web non presenta.
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