DARPA e i satelliti fenice

L'ultimo ambizioso progetto dell'agenzia militare statunitense prevede il riciclo dei satelliti abbandonati nello spazio e la loro reimplementazione sotto forma di network parabolico polivalente

Roma – I satelliti-rottame sono un problema grave e complicato, ma l’agenzia statunitense DARPA ha tutta l’intenzione di trasformarlo in una opportunità senza precedenti con il riutilizzo di grandi antenne paraboliche destinate a orbitare senza senso attorno al Pianeta.

DARPA ha annunciato l’avvio del programma Phoenix, progetto che mira appunto a riconvertire 300 miliardi di satelliti ancora in orbita, non funzionanti. Il piano necessita di tecnologie ancora tutte da inventare, visto che prevede la manipolazione, lo smontaggio e la riconversione dei satelliti direttamente in orbita.

Al centro dell’iniziativa Phoenix c’è la volontà di sviluppare un sistema Tender da mandare nello spazio, una sonda robotica che ha tutto il necessario per procedere allo smontaggio delle grandi antenne satellitari in loco, al massimo giovando dell’assistenza umana con il controllo remoto delle stazioni a terra.

Il Tender ha la funzione di disassemblare le antenne e poi di installarvi sopra tanti piccoli Satlet, nuovi apparati di controllo essenziali e funzionali che dovrebbero trasformare il network di antenne riciclate in reti di comunicazione utilizzabili a piacimento da DARPA, e non solo.

L’idea dell’agenzia è ambiziosa, al punto che i suoi stessi vertici mettono in conto la possibilità di fallire. Se però “il programma avesse successo”, dice il direttore di DARPA Regina E. Dugan, “i detriti spaziali si trasformerebbero in risorse spaziali”.

Alfonso Maruccia

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  • ruppolo scrive:
    Qui ci sono molti cultori del gratis
    Chissà se avranno capito qualcosa da questo racconto...A proposito di gratis, il cavallo di XXXXX non fu un "dono" <s
    degli sviluppatori </s
    dei greci <s
    agli androiani </s
    ai XXXXXni?
    • panda rossa scrive:
      Re: Qui ci sono molti cultori del gratis
      - Scritto da: ruppolo
      Chissà se avranno capito qualcosa da questo
      racconto...

      A proposito di gratis, il cavallo di XXXXX non fu
      un "dono" <s
      degli sviluppatori
      </s
      dei greci <s
      agli androiani
      </s
      ai
      XXXXXni?Quel cavallo i XXXXXni lo hanno pagato molto caro, altro che gratis.Ricordano molto gli applefan che scaricano tutte le app che trovano.
    • jaro scrive:
      Re: Qui ci sono molti cultori del gratis
      - Scritto da: ruppolo
      Chissà se avranno capito qualcosa da questo
      racconto...

      A proposito di gratis, il cavallo di XXXXX non fu
      un "dono" <s
      degli sviluppatori
      </s
      dei greci <s
      agli androiani
      </s
      ai
      XXXXXni?A proposito di closed. Il cavallo di XXXXX era chiuso, e dentro c'era la sorpresina.
    • zomas scrive:
      Re: Qui ci sono molti cultori del gratis
      - Scritto da: ruppolo
      Chissà se avranno capito qualcosa da questo
      racconto...

      A proposito di gratis, il cavallo di XXXXX non fu
      un "dono" <s
      degli sviluppatori
      </s
      dei greci <s
      agli androiani
      </s
      ai
      XXXXXni?Ma in tutto il discorso fatto da Calamari dove trovi riferimenti al Droide? Ho letto male io?E' un atto di fede il tuo?Non puo' essere che sia un telefono della "mela fatata" (per restare in tema...)?Credo che la Diva bionda ma Scarlatta possa permettersi un iPhone ;)O il telefono di altra marca?Non e' meglio ragionare su quello che cerca di comunicarci Calamari (argomento non ancora affrontato nelle discussioni, finora...)?imho...
    • tucumcari scrive:
      Re: Qui ci sono molti cultori del gratis
      - Scritto da: ruppolo
      Chissà se avranno capito qualcosa da questo
      racconto...

      A proposito di gratis, il cavallo di XXXXX non fu
      un "dono" <s
      degli sviluppatori
      </s
      dei greci <s
      agli androiani
      </s
      ai
      XXXXXni?Ma cosa cavolo dici?Ruppolo mi fai pena pulisciti il cervello dalle mele e fatti non dico una vita ma almeno una sco..ta ...Lascia perdere i XXXXXn anzi... lascia perdere la n finale per te sarebbe già un passo avanti.
  • .poz scrive:
    pigrizia
    la gente è mediamente pigra ed ignorante. Meglio appaltare la gestione della fortezza a terzi anche se questo significa in pratica trasformare al fortezza in una prigione.
  • ruPollo scrive:
    morale della favola
    mai dare in mano un telefono furbo ad un cappuccetto stupido.
  • Lucignolo scrive:
    Il paese dei balocchi
    Altra bella fiaba. Venghino signori venghino al paese dei Balocchi, si rimpinza e ci si diverte, nessuna fatica, nessun obbligo, niente scuola.Poi piano piano ti crescono le orecchia da asino, diventi un asino e sei messo a lavorare duramente, quando non servi più con la tua pelle ci si fa un tamburoSembra che Collodi già sapesse che ci sarebbe stata una certa tecnologia e entusiasti sostenitori che se gli dici di stare un pò attenti ti rispondono, machissene oppure non vorrai mica che torniamo all'età della pietra. Insomma non c'è niente da fare asini e tamburi a buon mercato signori nel futuro, anche nel presente, il potere di acquisto cala, la politica fa sempre più schifo e lo stato sociale (pensioni, sanità, scuola) sta sempre peggio. E gli asini non vedono la relazione.
    • jaro scrive:
      Re: Il paese dei balocchi
      - Scritto da: Lucignolo
      Altra bella fiaba. <Snip
      Carina. E senti questa (un po' più recente):"Un cavallo aveva per nemico un lupo pericoloso e feroce, e viveva continuamente nel terrore. Ridotto alla disperazione, decise di procurarsi un forte alleato. Incontrò un uomo e gli propose un patto facendogli notare come il lupo fosse, in fondo, anche un suo nemico. L'uomo acconsentì e si offrì di uccidere immediatamente il lupo purché il suo nuovo amico accettasse di collaborare mettendogli a disposizione la sua grande velocità. Il cavallo, contento, si lasciò mettere le briglie e la sella. L'uomo gli balzò in groppa, diede la caccia al lupo e lo uccise.Il cavallo, sollevato e contento, ringraziò l'uomo e gli disse: 'Ora che il nostro nemico è morto, toglimi le briglie e rendimi la libertà.'L'uomo rise di cuore e replicò: 'Ma cosa stai dicendo? Hop! Hop!' e gli diede un violento colpo di speroni."(Isaac Asimov, Foundation)
  • reXistenZ scrive:
    carina
    La favola è carina, però la morale mi pare un po' troppo generica.In un mondo dove il ricambio dei dispositivi tecnologici è altissimo e vengono sfornate nuove app in continuazione, mentre nessuno è ancora riuscito a moltiplicare il numero di ore contenute in un giorno, *praticamente*, cosa e come si deve fare per stare più attenti?Mi rendo conto che faccio un po' fatica a spiegarmi, ci provo di nuovo: la gente vuole vivere, non vuole studiare. Ha degli oggetti che pensa gli rendano la vita più facile, non hanno voglia di rendersela più difficile in anticipo immaginando tutte le difficoltà.Come si fa a fare una sintesi *praticabile*?
    • Martyn scrive:
      Re: carina
      - Scritto da: reXistenZ
      Mi rendo conto che faccio un po' fatica a
      spiegarmi, ci provo di nuovo: la gente vuole
      vivere, non vuole studiare. Ha degli oggetti che
      pensa gli rendano la vita più facile, non hanno
      voglia di rendersela più difficile in anticipo
      immaginando tutte le
      difficoltà.
      Come si fa a fare una sintesi *praticabile*?Ti rispondo con una citazione: " Se non studi, rimani un pinco pallino qualunque!"È un utopia non studiare e voler capire il mondo, da quando nasci a quando muori è un continuo studiare. Quello che rende difficile tutto è l'impegno.
      • Dee O Mayall scrive:
        Re: carina
        - Scritto da: Martyn
        Ti rispondo con una citazione: " Se non studi,
        rimani un pinco pallino
        qualunque!"
        È un utopia non studiare e voler capire il
        mondo, da quando nasci a quando muori è un
        continuo studiare. Quello che rende difficile
        tutto è
        l'impegno.Capisci anche che nessuno ha voglia di prendere un PhD in sicurezza informatica per poter usare con profitto uno smartphone, soprattutto se magari se n'è appena preso uno in un'altra disciplina che non ha nulla a che fare con l'informatica (e magari nemmeno con la matematica). D'accordo studiare con impegno, ma tu stai prevedendo l'onniscienza, almeno in campo tecnico-scientifico, per chiunque! :)
  • MeX scrive:
    Morale della favola...
    meglio avere un walled garden
    • uno qualsiasi scrive:
      Re: Morale della favola...
      <i
      Chi è pronto a dar via le proprie libertà fondamentali per comprarsi briciole di temporanea sicurezza non merita né la libertà né la sicurezza </i
      B.Franklin
      • Healty scrive:
        Re: Morale della favola...
        Un'ora di applausi-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 21 ottobre 2011 22.59-----------------------------------------------------------
      • Guybrush scrive:
        Re: Morale della favola...
        - Scritto da: uno qualsiasi
        <i
        Chi è pronto a dar via le proprie
        libertà fondamentali per comprarsi briciole di
        temporanea sicurezza non merita né la libertà né
        la sicurezza </i



        B.FranklinUn'ora di applausi, standing ovation e bacio accademico.
        • il solito bene informato scrive:
          Re: Morale della favola...
          - Scritto da: Guybrush
          - Scritto da: uno qualsiasi

          <i
          Chi è pronto a dar via le proprie

          libertà fondamentali per comprarsi briciole
          di

          temporanea sicurezza non merita né la
          libertà


          la sicurezza </i






          B.Franklin

          Un'ora di applausi, standing ovation e bacio
          accademico.la frase è bellissima... ma non c'azzecca molto con l'argomento.edit: forse dovrebbe essere "chi è disposto a dar via la sicurezza in nome della semplicità d'uso, non merita né la sicurezza né la semplicità d'uso"Benjamin <s
          Stallman </s
          Franklyn-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 24 ottobre 2011 08.56-----------------------------------------------------------
      • ruppolo scrive:
        Re: Morale della favola...
        - Scritto da: uno qualsiasi
        <i
        Chi è pronto a dar via le proprie
        libertà fondamentali per comprarsi briciole di
        temporanea sicurezza non merita né la libertà né
        la sicurezza </i



        B.FranklinGià, libertà fondamentali.La libertà di poter comprare un'app dove mi pare è ben lontana dall'essere "fondamentale".
    • iome scrive:
      Re: Morale della favola...
      - Scritto da: MeX
      meglio avere un walled garden.....ngh......mrfsssss......non resisto....non ce la faccio.... SEI UN POVERO XXXXXXXX!!!!!!wow, molto meglio, ora.
    • bubba scrive:
      Re: Morale della favola...
      - Scritto da: MeX
      meglio avere un walled gardenVero. E va ricordato che agli ospiti del walled garden e' vietato usare cellulari. Questo per non disturbare chi rimira e lavora.
    • jaro scrive:
      Re: Morale della favola...
      - Scritto da: MeX
      meglio avere un walled gardenIo francamente fatico a capire in che modo questo del walled garden possa essere considerato un concetto adeguato. Se cerco protezione da pericoli provenienti dall'esterno mi sembra più appropriato andarmi a rinchiudere in una fortezza, piuttosto che in una prigione. Ma dalla fortezza, se desidero, posso uscire. Se non desidero, non ho bisogno che qualcuno metta delle sbarre alla mia porta per impedirmi di farlo. Se invece non lo desidero ma sono convinto che comunque lo farei, allora devo ammettere che non ho il minimo autocontrollo e sono incapace di assumermi le mie responsabilità.Il che è anche comprensibile, dopotutto, chi è che non ha dei difetti? Non sarebbe comprensibile se io pretendessi che a causa delle mie debolezze <i
      anche altri </i
      dovessero essere costretti a sopportare le sbarre. Una cosa del genere dovrei vergognarmi al solo pensarla.Anche perché la possibilità di uscire, che oggi ti sembra tanto inutile e addirittura dannosa, un giorno potrebbe rivelarsi indispensabile. Un edificio che oggi sembra indistruttibile, domani potrebbe andare a fuoco. In quel caso, se l'edificio è una fortezza tu potresti uscire e salvarti. Se è una prigione, allora avresti un problema piuttosto serio.
      • ruppolo scrive:
        Re: Morale della favola...
        - Scritto da: jaro
        - Scritto da: MeX

        meglio avere un walled garden
        Io francamente fatico a capire in che modo questo
        del walled garden possa essere considerato un
        concetto adeguato.Io fatico a comprendere cosa sia un "concetto adeguato".
        Se cerco protezione da
        pericoli provenienti dall'esterno mi sembra più
        appropriato andarmi a rinchiudere in una
        fortezza, piuttosto che in una prigione.Giusto.
        Ma dalla
        fortezza, se desidero, posso uscire.Infatti dal sistema Apple posso uscire, in almeno 2 modi:1) Con il XXXXXXXXX;2) Abbandonando semplicemente la piattaforma.
        Se non
        desidero, non ho bisogno che qualcuno metta delle
        sbarre alla mia porta per impedirmi di farlo.Anche nelle fortezze ci sono sbarre e catenacci.
        Se
        invece non lo desidero ma sono convinto che
        comunque lo farei, allora devo ammettere che non
        ho il minimo autocontrollo e sono incapace di
        assumermi le mie responsabilità.No, sei incapace di difenderti.
        Il che è anche
        comprensibile, dopotutto, chi è che non ha dei
        difetti? Non sarebbe comprensibile se io
        pretendessi che a causa delle mie debolezze
        <i
        anche altri </i
        dovessero
        essere costretti a sopportare le sbarre.Infatti nessun cliente Apple determina l'obbligo per altri clienti ad essere clienti del giardino recintato.
        Una cosa
        del genere dovrei vergognarmi al solo
        pensarla.Nessuno la pensa.
        Anche perché la possibilità di uscire, che oggi
        ti sembra tanto inutile e addirittura dannosa, un
        giorno potrebbe rivelarsi indispensabile.Visto che si può uscire quando si vuole, nessun problema.
        Un
        edificio che oggi sembra indistruttibile, domani
        potrebbe andare a fuoco. In quel caso, se
        l'edificio è una fortezza tu potresti uscire e
        salvarti. Se è una prigione, allora avresti un
        problema piuttosto
        serio.Già, solo che non esiste alcuna prigione.Esiste un guardino recintato nel quale puoi soggiornare quanto ti pare, al riparo dei briganti.
        • krane scrive:
          Re: Morale della favola...
          - Scritto da: ruppolo
          - Scritto da: jaro

          - Scritto da: MeX


          meglio avere un walled garden

          Io francamente fatico a capire in che modo

          questo del walled garden possa essere

          considerato un concetto adeguato.
          Io fatico a comprendere cosa sia un "concetto
          adeguato".

          Se cerco protezione da pericoli provenienti

          dall'esterno mi sembra più appropriato

          andarmi a rinchiudere in una fortezza, piuttosto

          che in una prigione.
          Giusto.Infatti...

          Ma dalla

          fortezza, se desidero, posso uscire.
          Infatti dal sistema Apple posso uscire, in almeno
          2 modi:
          1) Con il XXXXXXXXX;
          2) Abbandonando semplicemente la piattaforma.Quindi o forzi le sbarre per far passare quello che vuoi oppure rinunci a stare nella forezza/prigione.In pratica ammetti che non hai le chiavi per aprire legalmente la porta a chi vuoi; questa e' appunto la differenza tra fortezza e prigione.

          Se non desidero, non ho bisogno che qualcuno

          metta delle sbarre alla mia porta per impedirmi

          di farlo.
          Anche nelle fortezze ci sono sbarre e catenacci.Se della fortezza sei ospite e non prigioniero non hai bisogno di forzare le porte con un jaibrack per fare entrare / uscire quello che vuoi.

          Anche perché la possibilità di uscire, che
          oggi

          ti sembra tanto inutile e addirittura
          dannosa,
          un

          giorno potrebbe rivelarsi indispensabile.

          Visto che si può uscire quando si vuole, nessun
          problema.Se esci non rientri, e' molto diverso dell'avere le chiavi con cui far entrare ed uscire i tuoi ospiti.

          Un

          edificio che oggi sembra indistruttibile,
          domani

          potrebbe andare a fuoco. In quel caso, se

          l'edificio è una fortezza tu potresti uscire
          e

          salvarti. Se è una prigione, allora avresti
          un

          problema piuttosto

          serio.

          Già, solo che non esiste alcuna prigione.
          Esiste un guardino recintato nel quale puoi
          soggiornare quanto ti pare, al riparo dei
          briganti.Ma del quale non hai le chiavi...
        • jaro scrive:
          Re: Morale della favola...
          - Scritto da: ruppolo
          Infatti dal sistema Apple posso uscire, in almeno
          2
          modi:
          1) Con il XXXXXXXXX;Chissà perché si chiama XXXXXXXXX ...
          2) Abbandonando semplicemente la piattaforma.Fa un po' impressione ascoltare un tifoso che ti suggerisce di tifare per un'altra squadra. Da altri tuoi interventi che mi è capitato di leggere avrei detto che per te l'unica plausibile ragione per evitare quella piattaforma era l'essere "pezzenti". Fortuna che ne esiste qualcun'altra.

          Se non

          desidero, non ho bisogno che qualcuno metta
          delle

          sbarre alla mia porta per impedirmi di farlo.

          Anche nelle fortezze ci sono sbarre e catenacci.


          Se

          invece non lo desidero ma sono convinto che

          comunque lo farei, allora devo ammettere che
          non

          ho il minimo autocontrollo e sono incapace di

          assumermi le mie responsabilità.

          No, sei incapace di difenderti.Di difendermi da me stesso. Cioé di assumermi le mie responsabilità. Cosa che normalmente non si dovrebbe delegare a un'azienda, e nessun'azienda dovrebbe presumere di potersene prendere carico.
          Infatti nessun cliente Apple determina l'obbligo
          per altri clienti ad essere clienti del giardino
          recintato.Ho sentito in giro che nella visione della Apple vi sarebbe la "fine dell'era del pc", che dovrebbe essere sostituito da questi iCosi con il giardino murato. Se è così che dire? Brindiamo alla tua squadra, augurandoci che perda.
        • zomas scrive:
          Re: Morale della favola...
          - Scritto da: ruppolo
          - Scritto da: jaro

          - Scritto da: MeX


          meglio avere un walled garden

          Io francamente fatico a capire in che modo
          questo

          del walled garden possa essere considerato un

          concetto adeguato.

          Io fatico a comprendere cosa sia un "concetto
          adeguato".


          Se cerco protezione da

          pericoli provenienti dall'esterno mi sembra
          più

          appropriato andarmi a rinchiudere in una

          fortezza, piuttosto che in una prigione.

          Giusto.


          Ma dalla

          fortezza, se desidero, posso uscire.

          Infatti dal sistema Apple posso uscire, in almeno
          2
          modi:
          1) Con il XXXXXXXXX;
          2) Abbandonando semplicemente la piattaforma.Ed i miei dati? li lascio in osatggio alla piattaforma?Quando lascio il mondo iQualcosa...la mi amusica, le mie foto, i miei dati sulle nuvole, che fine fanno?C'e' un interscambio tra i vari formati?
    • say no scrive:
      Re: Morale della favola...
      - Scritto da: MeX
      meglio avere un walled gardenmi sa tanto che già lo hai... con dentro il cervello
    • Ubunto scrive:
      Re: Morale della favola...
      - Scritto da: MeX
      meglio avere un walled gardeneh già...[img]http://img98.imageshack.us/img98/98/wallett.jpg[/img]al giorno d'oggi solo un buon custode può darti la sicurezza di cui hai bisogno.
    • Funz scrive:
      Re: Morale della favola...
      - Scritto da: MeX
      meglio avere un walled garden1) Se sei un personaggio famoso e come "risposta alla domanda segreta" metti il nome del tuo cane (noto), puoi avere tutte le mura alte quanto vuoi ma non ti serviranno a niente.2) Se sei un personaggio famoso (ma anche no) e ti fai le foto osé e le tieni dentro un aggeggio tecnologico che non sai come funziona, allora te le vai proprio a cercare.
  • Cracker Salato scrive:
    Ho dovuto approfondire ...
    Non capivo bene il passaggio delle "figurine" e di come una App potesse rubare addirittura FOTO così alla cavolo ... sarebbe insomma un problema molto importante.In realtà pare la questione sia più subdola, si Gizmodo si dice ... <i
    The FBI says Chaney used publicly available data about his victims to help him break into their e-mail accounts. For most victims he would then secretly set a forwarding address so every incoming e-mail would be forwarded to an account he controlled. </i
    Quindi se ho capito bene l'unica cosa che ha fatto quel tizio di 35 anni è stato quello di crakkare gli indirizzi email e piazzarci dei forwards, a causa del fatto che le celebrità hanno un profilo pubblico piuttosto noto.Il resto del male le persone se lo son fatte da sole ... e questo mi sembra ancora più significativo.
  • ... scrive:
    ma che era il puttanone?
    ma il puttanone che era, "Scarlatta figlia di giovanni"?
    • Rosso Carico scrive:
      Re: ma che era il puttanone?
      - Scritto da: ...
      ma il puttanone che era, "Scarlatta figlia di
      giovanni"?Per l'esattezza "Scarlatta, figlio di Giovanni".Il genere zoppica, ma il resto e' di altissima qualita'!
      • il solito bene informato scrive:
        Re: ma che era il puttanone?
        - Scritto da: Rosso Carico
        - Scritto da: ...

        ma il puttanone che era, "Scarlatta figlia di

        giovanni"?

        Per l'esattezza "Scarlatta, figlio di Giovanni".

        Il genere zoppica, ma il resto e' di altissima
        qualita'!per quanto gli americani usino "son of a bitch" anche riguardo le ragazze :D
  • bertuccia scrive:
    le cose gratuite
    non esistono.tutto ha un prezzo: a volte è il nostro tempo,a volte sono i nostri dati.
    • krane scrive:
      Re: le cose gratuite
      - Scritto da: bertuccia
      non esistono.
      tutto ha un prezzo: a volte è il nostro tempo,
      a volte sono i nostri dati.In realta' nulla ha un prezzo in natura, siamo noi a darglielo.
      • bertuccia scrive:
        Re: le cose gratuite
        - Scritto da: krane

        In realta' nulla ha un prezzo in natura,
        siamo noi a darglielo.se devo accendermi un fuoco,impiegherò tempo ed energie.. mi è costato
        • krane scrive:
          Re: le cose gratuite
          - Scritto da: bertuccia
          - Scritto da: krane

          In realta' nulla ha un prezzo in natura,

          siamo noi a darglielo.
          se devo accendermi un fuoco,
          impiegherò tempo ed energie.. mi è costatoCerto, ma al massimo ti costa quello che sei disposto a pagare, ed a un altro potrebbe costare di piu' o di meno.
          • bertuccia scrive:
            Re: le cose gratuite
            - Scritto da: krane

            Certo, ma al massimo ti costa quello che sei
            disposto a pagare, ed a un altro potrebbe costare
            di piu' o di meno.certo, io argomentavo solo sul gratis.in natura, non esiste.
          • Sgabbio scrive:
            Re: le cose gratuite
            (rotfl)(rotfl)(rotfl)
          • bertuccia scrive:
            Re: le cose gratuite
            (rotfl)
          • Sgabbio scrive:
            Re: le cose gratuite
            (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
          • gerry scrive:
            Re: le cose gratuite
            - Scritto da: Sgabbio
            (rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)Da che si evince che gli emoticon sono gratis.(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)(rotfl)
          • Ubunto scrive:
            Re: le cose gratuite
            - Scritto da: bertuccia
            - Scritto da: krane



            Certo, ma al massimo ti costa quello che sei

            disposto a pagare, ed a un altro potrebbe
            costare

            di piu' o di meno.

            certo, io argomentavo solo sul gratis.

            in natura, non esiste.Esiste esiste... :D
          • gerry scrive:
            Re: le cose gratuite
            - Scritto da: bertuccia
            - Scritto da: krane



            Certo, ma al massimo ti costa quello che sei

            disposto a pagare, ed a un altro potrebbe
            costare

            di piu' o di meno.

            certo, io argomentavo solo sul gratis.

            in natura, non esiste.Il problema però non è solo <b
            se </b
            costa ma anche <b
            quanto </b
            costa, e cosa ti stai comprando.Esempio: Hey Jude dei Beatles puoi prenderla su uno store digitale, ascoltarla su un servizio di streaming, prenderla in CD, prenderla in vinile limited edition, ascoltarla su youtube, scaricarla da torrent (non continuo, l'elenco sarebbe lungo).Quello che prendi lo puoi copiare, non puoi copiare, metterlo su alcuni device, tutti i device... (non continuo, l'elenco sarebbe lungo).Inoltre devi considerare che nemmeno fissando un supporto riusciresti a stabilire quanto costa, un CD più costare più o meno a seconda di quali e quante offerte concorrenti esiston, l'efficenza della catena di distribuzione, le tasse locali.Per cui come fai a stabilire un prezzo equo?Dalla giusta remunerazione? Iniziamo a dire: di chi? Dell'autore? Dell'editore? Del distributore? E quanto avrebbero diritto a guadagnare questi?Il problema è che una canzone può costare tanto o poco a seconda di una motitudine enorme di variabili.Invece in realtà una canzone costa <i
            quanto riescono a fartela pagare </i
            .
        • OldDog scrive:
          Re: le cose gratuite
          - Scritto da: bertuccia
          - Scritto da: krane
          se devo accendermi un fuoco,
          impiegherò tempo ed energie.. mi è costatoTi "costa" se in alternativa con quel tempo ed energia avresti fatto altro, più "vantaggioso" per te.Altrimenti il modello ottimale a minor costo è "vegetare" spendendo meno energie possibili. Non vedo il senso di un modello simile, dato che siamo tutti vivi con scadenza (a "tempo finito").Il valore economico di un volontario che (senza essere pagato!) ti soccorre in ambulanza?La persona che si ferma ad assistere (gratis!) un automobilista in panne al bordo strada?Dire che nulla è gratis è esercizio da cinici (e sotto sotto anche persone che ti aspetti non ti aiuteranno mai, in caso di bisogno).Illudersi che tutte le caramelle siano gratis, ovviamente, è ingenuo quanto meno.
          • bertuccia scrive:
            Re: le cose gratuite
            - Scritto da: OldDog

            Ti "costa" se in alternativa con quel tempo ed
            energia avresti fatto altro, più "vantaggioso"
            per te.eh no, mi è costato a prescindere.ho speso energie e tempo per ottenere ciò di cui avevo bisogno.se avessi potuto avere il fuoco gratis, potevo starmene a riposo e non sprecare energie, e dedicare il tempo a qualcosa di piacevole
            Il valore economico di un volontario che (senza
            essere pagato!) ti soccorre in
            ambulanza?in realtà ho pagato le tasse che hanno reso possibile l'esistenza di un sistema all'interno del quale ci sono anche volontari, che a loro volta traggono un beneficio (anche solo psicologico, o di qualunque altra natura) dal loro volontariato
            La persona che si ferma ad assistere (gratis!) un
            automobilista in panne al bordo
            strada?ma quella persona che si è fermata ha pagato un prezzo! sicuramente minimo in termini di tempo

            Dire che nulla è gratis è esercizio da cinici (e
            sotto sotto anche persone che ti aspetti non ti
            aiuteranno mai, in caso di
            bisogno).nulla è gratis, lo ripeto.altrimenti perchè lavoriamo?dici che è per la società che abbiamo costruito?allora vai su un'isola deserta, e dimmi se riesci a vivere "gratis"
            Illudersi che tutte le caramelle siano gratis,
            ovviamente, è ingenuo quanto
            meno.illudersi che esista qualcosa di gratis, è ingenuosolita lettura consigliatahttp://it.wikipedia.org/wiki/Il_gene_egoista
          • Skywalker scrive:
            Re: le cose gratuite
            - Scritto da: bertuccia
            - Scritto da: OldDog

            Il valore economico di un volontario che
            (senza

            essere pagato!) ti soccorre in

            ambulanza?

            in realtà ho pagato le tasse che hanno reso
            possibile l'esistenza di un sistema all'interno
            del quale ci sono anche volontari, che a loro
            volta traggono un beneficio (anche solo
            psicologico, o di qualunque altra natura) dal
            loro volontariatoOgni tanto, quando sono fuori in ambulanza, mi piacerebbe che quelli spiaccicati che la pensano come te, avessero un cartello in fronte con su scritto quello che hai scritto sopra. Giusto per fargli capire il "beneficio psicologico" di essere svegliato in piena notte prima di un giorno di lavoro...Chi dice che nessuno fa niente per niente è perché LUI non farebbero niente per niente.Il Gene di Dawkins sarà anche egoista, ma c'è in giro una marea di gente altruista che nulla chiede in cambio. Solo perché fatti non fummo a viver come bruti.Visto che ti piacciono le citazioni di Wikipediahttp://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_PerlascaSono stati gli altri, dopo 40 anni, a cercarlo. Tu, al suo posto, cosa avresti fatto?Poi, con calma, un altro giorno, leggiti la pagina in Inglese di Wikipedia su "The Selfish Gene" e scoprirai che lo stesso Dawkins a distanza di 30 anni riconosce che quel titolo fu una "sparata" perché suonava bene come titolo, cavalcando l'ambiguità tra un concetto morale ed uno di evoluzionismo biologico. E che il concetto stesso è stato argomentatamente criticato da S.J.Gould ed Eldredge, forse meno noti alla massa ma non certo tra naturalisti e biologi, i quali al contrario da una vita cercano di spiegare rigorosamente l'evoluzione come fatto scientifico invece di cavalcare pseudointerpretazioni "morali".
          • Socrate scrive:
            Re: le cose gratuite
            - Scritto da: bertuccia
            nulla è gratis, lo ripeto.
            altrimenti perchè lavoriamo?
            dici che è per la società che abbiamo costruito?Proprio perché tutto ha un prezzo, il valore della gratuità è inestimabile.
        • panda rossa scrive:
          Re: le cose gratuite
          - Scritto da: bertuccia
          - Scritto da: krane



          In realta' nulla ha un prezzo in natura,

          siamo noi a darglielo.

          se devo accendermi un fuoco,
          impiegherò tempo ed energie.. mi è costatoIn tal caso puoi provare a venderlo, il tuo fuoco, o a scambiarlo per qualcosa.Cosi' ti renderai presto conto dell'effettivo valore che ha quel fuoco che ti e' costato tempo e fatica.E anche della considerazione che gli altri avranno di te, non appena proverai a vender loro quel fuoco.
    • tucumcari scrive:
      Re: le cose gratuite
      - Scritto da: bertuccia
      non esistono.

      tutto ha un prezzo: a volte è il nostro tempo,
      a volte sono i nostri dati.Si che esistono..I tuoi post sono <b
      SEMPRE </b
      gratuiti e privi di logica!
  • tucumcari scrive:
    e che me frega
    E che me frega disse il genio...Tanto io sono il lupo! ;)Bravo come sempre Cala.
    • bertuccia scrive:
      Re: e che me frega
      hanno levato il tuo post sotto,ci poteva stare, mi aveva strappato una risatina :)
      • Rosso Carico scrive:
        Re: e che me frega
        - Scritto da: bertuccia
        hanno levato il tuo post sotto,
        ci poteva stare, mi aveva strappato una risatina
        :)Prova a riscriverlo ....
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