In ritardo i nuovi dazi degli USA sulla Cina

Dagli Stati Uniti nessun nuovo dazio a settembre per i prodotti importati dalla Cina: l'introduzione della misura slitta al mese di dicembre.
Dagli Stati Uniti nessun nuovo dazio a settembre per i prodotti importati dalla Cina: l'introduzione della misura slitta al mese di dicembre.

Nelle scorse settimane il Presidente USA ha annunciato l’introduzione di nuovi dazi per i prodotti importati dalla Cina. Una misura che finirà col ritoccare verso l’alto anche il prezzo di alcuni dispositivi tecnologici realizzati o assemblati nel paese asiatico. Oggi la notizia di uno slittamento nell’entrata in vigore della misura: non più l’1 settembre come previsto in un primo momento, ma il 15 dicembre.

USA: i nuovi dazi arriveranno in ritardo

Immediata la reazione del mercato azionario, con i titoli del Dow Jones che hanno subito guadagnato oltre l’1,4%. +1,95% per quelli del Nasdaq Composite. Guardando ai big del mondo hi-tech, Apple è andata oltre il 4% di rialzo, a testimonianza di come gli investitori temessero l’arrivo delle nuove tasse, quantificate nel 10% del valore di ogni prodotto. Il rinvio è particolarmente importante per il business della mela morsicata poiché andrà a tradursi in un mancato rincaro per i modelli di iPhone 11 attesi in autunno.

La USTR (United States Trade Representative) ha reso noto che i dazi interesseranno “telefoni cellulari, computer laptop, console per i videogiochi, alcuni giochi, monitor per computer e determinate categorie di calzature e vestiario”. Donald Trump ha dichiarato nella giornata di ieri che la decisione di posticiparne l’entrata in vigore ha come obiettivo anche il non compromettere il giro d’affari legato alla stagione dello shopping che passerà dal Black Friday del 29 novembre ancor prima che dalle festività natalizie.

Non è da escludere che la scelta faccia parte di quella strategia del bastone e della carota con la quale Washington intende far pressioni nei confronti della Cina nel contesto della guerra commerciale che ancora non esclude la possibilità di giungere a una stretta di mano. Questo il commento di Adam Crisafulli, analista e Managing Director di J.P. Morgan, che fa riferimento al ban di Huawei e alle promesse disattese da Pechino per quanto concerne l’acquisto di prodotti destinati all’agricoltura, già citate dal Presidente USA di recente.

I prossimi impostanti step per quanto concerne i rapporti tra Stati Uniti e Cina riguarderanno Huawei e l’agricoltura.

Fonte: CNBC
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