Debian, nessuna maretta

Uno dei contributori italiani del progetto Debian, Emanuele Rocca, chiarisce il pensiero di Andreas Barth attorno all'esperimento Dunc-Tank

Roma – Emanuele Rocca, del progetto Debian, ci scrive in risposta all’articolo C’è maretta in Debian.org pubblicato su PI nei giorni scorsi. Scrive Emanuele: “Andreas Barth, Debian Release Manager, non ha mai affermato che vi siano degli sviluppatori in “sciopero”, che stiano ostacolando il rilascio della nuova versione, come sostenuto dall’articolo, ma ha anzi criticato duramente l’articolo di Linux-Watch (ripreso da PI) nel quale si sostiene che proprio a seguito dell’opposizione di alcuni sviluppatori, il rilascio di Debian sia in ritardo.

Quello che Andreas ha fatto notare sul suo blog è che “l’esperimento Dunc-Tank ha avuto sia effetti positivi che negativi” e che a suo avviso “non sia corretto guardare solo agli uni o agli altri”.

L’esperimento Dunc-Tank è un progetto che si propone di fornire fondi allo sviluppo di Debian. Non pagare per server o per rimborsare spese di viaggio, ma pagare sviluppatori Debian per permettere loro di dedicare più tempo allo sviluppo della distribuzione.

Sempre secondo Barth, le ragioni per cui il rilascio è in ritardo rispetto alla data pianificata in origine sono altre. Messaggi esplicativi sono linkati dal sito release.debian.org , atto a seguire gli sviluppi delle release Debian.

Tra i motivi , la necessità di chiudere ancora alcuni bug release critical (senza la chiusura dei quali non si rilascia) e l’inizio del supporto di sicurezza per la nuova release.

Già a novembre, Steve Langasek aveva fatto notare che “Non sarà possibile rilasciare Etch come preannunciato ” (ad inizio dicembre) “mantenendo al contempo il livello di qualità che la comunità si aspetta”; ci sarà un “ritardo di circa un mese sia sul freeze dell’archivio che sul rilascio”.”

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    La cosa che sfugge a chi non abita in UK
    E' che qui (io abito a Londra) attualmente non solo NON ESISTE la carta d'identità ma non è nemmeno obbligatorio girare con i documenti in tasca, cosa che invece è obbligatoria in Italia (anche se poi ognuno fa come gli pare ma questo è un'altro paio di maniche).Quello che la redazione non ha evidenziato è che quelle che ha riportato sono per il momento solo discussioni che non è assolutamente detto vengano messe in pratica spacciandole per dati di fatto.Giornalisticamente parlando la cosa è grave.
    • Gatto Selvaggio scrive:
      Re: La cosa che sfugge a chi non abita

      discussioni che non è assolutamente detto vengano
      messe in praticaVuoi dire che non si tratta di decisioni già prese dal governo, ma si è ancora nella fase delle discussioni preliminari?
      • Anonimo scrive:
        Re: La cosa che sfugge a chi non abita

        Vuoi dire che non si tratta di decisioni già
        prese dal governo, ma si è ancora nella fase
        delle discussioni
        preliminari?Esatto.Poi ci sarà la votazione del parlamento ed alla fine ricordiamoci che, essendo una monarchia (che piaccia o meno) la Regina ha ancora diritto di veto (esattamente coem il Presidente della Repubblica in Italia).Per inciso: alcuni membri del parlamento (conservatori) hanno chiesto perché mai si dovrebbero dotare i cittadini di un qualsivoglia documento d'identità (eccezzion fatta per il passaporto necessario per quando si va all'estero).
  • Alessandrox scrive:
    Impronta digitale...
    Ma a che serve? Ricordo ancora con orrore la notizia di un possessore di un auto (grande e costosa) a cui hanno mozzato un dito per disabilitare l' allarme e rubargli l' auto...
    • Gatto Selvaggio scrive:
      Re: Impronta digitale...

      Ma a che serve?Soprattutto, ogni informazione biometrica digitalizzata per esser letta da un lettore può essere riprodotta, ad esempio catturandola dal soggetto a sua insaputa, o registrandola manomettendo il lettore stesso, o rubandola a una banca dati. Non è nemmeno necessario cavare occhi e mozzare diti, se sai come interfacciarti al lettore in modo da scavalcare il sensore.I dati biometrici non sono nemmeno paragonabili a una password o a un PIN, il loro impiego è un colossale pasticcio. -----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 22 dicembre 2006 23.54-----------------------------------------------------------
      • Alessandrox scrive:
        Re: Impronta digitale...
        - Scritto da: Gatto Selvaggio

        Ma a che serve?

        Soprattutto, ogni informazione biometrica
        digitalizzata per esser letta da un lettore può
        essere riprodotta, ad esempio catturandola dal
        soggetto a sua insaputa, o registrandola
        manomettendo il lettore stesso, o rubandola a una
        banca dati. Non è nemmeno necessario cavare occhi
        e mozzare diti, se sai come interfacciarti al
        lettore in modo da scavalcare il
        sensore.

        I dati biometrici non sono nemmeno paragonabili a
        una password o a un PIN, il loro impiego è un
        colossale
        pasticcio.Tra l' altro se rubano una password o un pin questi si possono sempre cambiare...ma prova a cambiare un dato biometrico! :s :|
        • Gatto Selvaggio scrive:
          Re: Impronta digitale...

          Tra l' altro se rubano una password o un pin
          questi si possono sempre
          cambiare...
          ma prova a cambiare un dato biometrico! :s :|Infatti. E stanno nella tua testa, o in un foglietto da qualche parte, nel peggiore dei casi nel portafoglio insieme al bancomat o in un post-it incollato sul monitor, ma non sei obbligato a portarli sempre addosso!
    • Anonimo scrive:
      Re: Impronta digitale...
      - Scritto da: Alessandrox
      Ma a che serve? Ricordo ancora con orrore la
      notizia di un possessore di un auto (grande e
      costosa) a cui hanno mozzato un dito per
      disabilitare l' allarme e rubargli l'
      auto...Ah, finchè è il dito...
Chiudi i commenti