Dialer, una partita ancora aperta

Da qualche giorno basta una telefonata al 187 per disabilitare 709, 166 e 899. Qualcuno si lamenta perché è rimasto senza connessione. File agli uffici della Polizia Postale per denunce e rimborsi, mentre un disegno di legge...


Roma – Sono state segnalate nei giorni scorsi file davanti ad alcuni uffici della Polizia Postale, dove centinaia, forse migliaia di utenti si sono recati per denunciare l’abuso subito attraverso i software di riconnessione a servizi a pagamento, i dialer, e poter così dare avvio alle pratiche per ottenere i rimborsi da Telecom Italia .

Per chi non necessita di rimborso ma vuole comunque impedire che dalla propria linea vengano effettuate chiamate verso il 709, da qualche giorno, come noto, è possibile chiamare il 187, il call center di Telecom Italia, per inoltrare la richiesta di disabilitazione delle chiamate verso quei numeri, usati dai dialer e da altri servizi internet. Una disabilitazione gratuita che viene effettuata contestualmente alla disattivazione delle chiamate verso numeri 166 o 899.

Ciò nonostante vi sono alcuni utenti che, come già era accaduto alla fine del mese scorso, stanno lamentando l’avvenuta disattivazione senza averla richiesta. Poiché vi sono servizi di connettività internet del tutto legittimi che sfruttano i 709, la disabilitazione non richiesta di questo numero può provocare la “disconnessione da internet” o, più propriamente, l’obbligo di passare ad altro provider. Si tratta di situazioni ben difficili da chiarire. Come si ricorderà Telecom Italia, interrogata da Punto Informatico sulla questione, aveva negato con forza che vi possano essere state disattivazioni non richieste dei 709.

Se tale disattivazione venisse davvero effettuata si lederebbero evidentemente i diritti delle migliaia di utenti che utilizzano servizi di accesso del tutto legittimi svolti sul 709, nonché naturalmente le posizioni di mercato dei fornitori di questo genere di servizio che hanno adottato numeri approvati dall’Autorità TLC.

Eppure, proprio la disabilitazione “in massa” e “preventiva” dei numeri a pagamento viene proposta da un singolare disegno di legge che porta la firma del senatore Mauro Fabris, del gruppo dell’Udeur. Il ddl 2227 è stato presentato il 27 aprile scorso ma solo da qualche giorno è stato assegnato alla commissione Lavori pubblici per l’esame in sede referente.

Il ddl si ispira, peraltro, ad un principio di difesa dei consumatori diffusamente condiviso ed espresso all’articolo 3:

1. L’attivazione delle utenze relative ai servizi di connessione ad Internet con tariffazione specifica può avvenire soltanto su espressa richiesta scritta dell’utente.
2. Il concessionario della rete è tenuto a disattivare gratuitamente e automaticamente entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge le linee dei servizi già attivate, rimanendo fissato, entro lo stesso periodo, il termine per evitare la disattivazione dei servizi, previa espressa richiesta scritta da parte dell’utente.

E’ ancora presto per sapere se questo ddl arriverà ad un esame approfondito e se potrà essere trasformato in legge dal Parlamento, di certo però ben si inserisce nelle numerose iniziative portate avanti per tentare di bloccare il fenomeno dei dialer.

Non è un caso che vi siano molti siti che hanno deciso di rimuovere dalle proprie pagine le pubblicità dei dialer, i software per la riconnessione a pagamento, dopo la bufera che si è scatenata con l’intervento delle associazioni dei consumatori e dei media più sensibili agli abusi che hanno colpito migliaia di utenti.
Ma i dialer sono ben lungi dall’essere uno strumento defunto.
Come segnalava nelle scorse ore lapecheronza.org , succede incredibilmente che alcuni siti che combattono i dialer finiscono addirittura per promuoverli involontariamente: alcuni si trovano infatti su servizi di hosting gratuito che per pubblicità hanno spot di dialer pronti da scaricare e devono avvertire i propri utenti di non cliccare su quegli spot. Segno che i dialer, per il momento, rimarranno a portata di clic, che lo si voglia o meno.

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