Diffami su internet? Diffami ovunque

Anche in Australia, come in Italia, chi si sente diffamato può perseguire nel proprio paese qualsiasi sito o attività internet


Canberra (Australia) – Con una sentenza destinata a far discutere, un giudice australiano ha di fatto stabilito che un cittadino del suo paese che si senta diffamato da una pubblicazione apparsa su internet può ricorrere contro la stessa nel proprio paese anziché nel paese di pubblicazione.

Alla sentenza, che ricorda da vicino la posizione della Corte di Cassazione italiana sulla diffamazione via internet, si è arrivati dopo che la Corte suprema dello stato di Victoria, in Australia, ha condannato il colosso americano Dow Jones, colpevole di aver pubblicato negli USA, su internet, un articolo diffamante contro un industriale australiano.

Quest’ultimo, Joseph Gutnick, si è rivolto alla Corte sostenendo che la pubblicazione online non si poteva considerare come una “pubblicazione americana” in quanto era resa immediatamente disponibile anche ai lettori australiani, dunque andava trattata in tutto e per tutto come una pubblicazione australiana. La tesi è stata accolta dai giudici, che hanno così introdotto per i cittadini del loro paese la possibilità di denunciare per diffamazione in Australia qualunque attività internet nel mondo.

La Corte ha sottolineato come “questa tecnologia rivoluzionaria modifica in modo significativo i confini territoriali”.

Si ricorderà come qualche mese fa una sentenza della Corte di Cassazione italiana aveva stabilito che i cittadini italiani possono ricorrere contro una pubblicazione web realizzata all’estero e pubblicata su internet.

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  • Anonimo scrive:
    Il solito danno agli onesti, ma stavolta pesante
    Spulciando http://www.cdfreaks.com/news2.php3?ID=2344 si pososno fare interessanti considerazioni.1) I pirati ovviamente se ne fregano: possono usare un lettore Plextor (su cui la protezione non funziona) oppure CloneCD, che è in grado di rimuovere questa protezione ( e suona meglio del CD dicono :-) )2) Questa tecnica è capace di DANNEGGIARE seriamente l'impianto stereo o il lettore CD qualora si suonasse una copia non preventivamente sprotetta, perché genera anche dei dannosissimi spikes (per gli altoparlanti) e costringe il lettore a fare il triplo salto mortale per recuperare dati inesistenti perché puntati da dati contraffatti ad arte.Questo è il bello, che dimostra che solo gli onesti che pagano sopporteranno il danno: in Europa in molti paesi è perfettamente legale farsi la copia personale ad uso backup, e sul CD viene posto solo l'avviso che non può suonare su un CD-ROM. Quindi l'onesto malcapitato, ignaro di quel tecnologia contenga quel CD, può tentare di farsi una copia di sicurezza e, al momento di suonarla, vedersi il proprio HI-FI, magari del costo di milioni, distrutto...Complimenti ai vampiri dei produttori discografici che come al solito, hanno capito tutto, e con l'augurio che la pirateria vi porti davvero in rovina (cosa che nonostante i vostri ipocriti piagnistei, non solo è ben lontana dal succedere, ma anzi si parla pure di incrementi di vendite grazie al tam-tam che il file sharing Internet fa dei brani portandoli a conoscenza di milioni di persone che poi si appassionano e li acquistano).
  • Anonimo scrive:
    Strano
    E' strano che quando il MIT cerca di difendere i proprio diritti nei confronti di una societa' nessuno dice nulla.Quando e' invece Adobe che se la prende con il creatore di KIllustrator, o altri brevetti in generale la gente si rivolta e si ribella contro l'assurdita' dei brevetti.Strane storie..
    • Anonimo scrive:
      Re: Strano
      XP mi pare che tu generalizzi sempre e comunque quando ti si toccano gli Stati UNITI.ADOBE se l'e' presa con un programmatore che ora rischia la galera (VEDI p.i. di qualche giorno fa).il MIT se la prende con SONY, che credo sia la maggiore multinazionale in Giappone.ADOBE se l'e' presa per un crack, il MIT per un brevetto.NON e' la stessa cosa. Non disinformare (come noto stai facendo spesso).
      • Anonimo scrive:
        Re: Strano
        Marcho registrato = brevetto, almeno per il USPTO.All'autore di KIllustrator era stato chiesto di cambiare nome o pagare una multa. La cosa si e' risolta con il cambio di nome e nessuna multa.Il crack di Dmitri non aveva nulla a che fare con il brevetto. Non facevo per nulla riferimento a quella situazione perche' li si tratta di infrangere una legge molti diversa.Non e' questione di fare disinformazione perche' altrimenti andremmo a finire sul livello di "chi e' senza peccato scagli la prima pietra". Il MIT si sta giustamente facendo valere, cosi' come era giusto che Adobe facesse valere i suoi diritti. Quello che mi chiedo e' come mai l'orda di gente che si era scatenata a dire peste e corna di Adobe perche' aveva esercitato i suoi diritti sul suo marchio registrato adesso qui non c'e'.Credo sia una domanda legittima?Per tua conoscenza lo sai che la "W" di Wilson e' un marchio registrato? Una semplice lettere dell'alfabeto, pero' usata nel contesto del tennis e' un marchio che appartiene alla Wilson, cosi' come la stessa "Wilson" (anche se e' un cognome molto comune). Sembra una banalita', e forse lo e', ma conoscere bene la legislazione in maniera di brevetti e marchi registrati aiuterebbe molta gente a capire che tutti possiamo commettere errori (di ignoranza, di disattenzione, etc.) ma alla fine c'e' nero su biano che stabilisce i diritti di ognuno. Se tali diritti vengono infranti esiste il diritto di fare causa. O no?E per favore smettila di dire cose del tipo "quando ti si toccano gli Stati Uniti" perche' non sono ne di mia proprieta' ne di altri. Si sanno difendere da soli e certo non hanno bisogno di gente come me. Vorrei solo chiederti se credi veramente a tutte quelle belle cose che ti propinano i media oppure cerchi da te di vedere come in realta' stiano certe cose.Non c'e' rancore, o astio in questa discussione, giusto per chiarire :-)Ciao.- Scritto da: The Oblivion
        XP mi pare che tu generalizzi sempre e
        comunque quando ti si toccano gli Stati
        UNITI.
        ADOBE se l'e' presa con un programmatore che
        ora rischia la galera (VEDI p.i. di qualche
        giorno fa).
        il MIT se la prende con SONY, che credo sia
        la maggiore multinazionale in Giappone.
        ADOBE se l'e' presa per un crack, il MIT per
        un brevetto.
        NON e' la stessa cosa.
        Non disinformare (come noto stai facendo
        spesso).
        • Anonimo scrive:
          Re: Strano
          Guarda di astio non c'e' n'e' neanche da parte mia.Mi fa pero' venire il sangue alla testa vedere come spieghi per filo e per segno come funzionano le leggi omettendo qualsiasi critica alle stesse. Non riesco a PENSARE che se una legge non ti sta bene la PRIMA cosa che fai e' badare bene a rispettarla. Non dico VIOLARLA per forza, ma insomma...E mi sembra che quando si parla di USA ragioni con un'altra testa.
          • Anonimo scrive:
            Re: Strano
            - Scritto da: The Oblivion
            Mi fa pero' venire il sangue alla testa
            vedere come spieghi per filo e per segno
            come funzionano le leggi omettendo qualsiasi
            critica alle stesse. Non mi ricordo esattamente in quale forum, ma su di un thread con A.C. ho avuto modo di spiegare come il sistema dei brevetti USA fa ridere e presto sara' causa di molti problemi. Piu' recentemente (forum di Ieri) l'ho scritto anche in un thread con Dixie.Da adesso in poi mettero' le postille ad ogni messaggio, cosi' almeno sara' chiaro anche a quelli che non hanno la possibilita' di leggersi tutti messagi degli altri forums ;-)
            Non riesco a PENSARE che se una legge non ti
            sta bene la PRIMA cosa che fai e' badare
            bene a rispettarla. Non dico VIOLARLA per
            forza, ma insomma...E invece si. Proprio per questo mi sono ritrovato spesso a venir chiamato coglione.Poi ripeto, ci sono tante leggi che magari non conosciamo e che quindi inconsciamente infrangiamo ma una volta che ne veniamo a conoscenza credo rispettarle sia il primo dovere. Criticarle, sensibilizzare l'opinione pubblica, etc, sono ovviamente validi sistemi per "combattere" certe leggi, ma non violarle.
            E mi sembra che quando si parla di USA
            ragioni con un'altra testa.Non sono ancora un cerbero con tre teste :-)Da cosa lo evinci? A me non sembra di usare metri diversi. Da senza dubbio fastidio il fatto che in molti commenti si parli di stereotipi USA quando il paese e' cosi' diverso che io lavorando a 60 km da dove vivo mi trovo ogni giorno in due realta' molti diverse. Eppure e' la tanto conosciuta California, che sicuramente fa piu' notizia di altri stati del midwest.Se uno stereotipo Italiano e' piu' facile che esista, ma che anche quello e' di enorme difficolta' da delineare, qui proprio non se ne puo' parlare perche' ogni comunita' fa storia a se. A seconda di che scuole frequenti, che lavoro fai, cosa fai per divertiri diventi una persona COMPLETAMENTE diversa dagli altri, per questo frasi del tipo "la giustizia Americana", "i poliziotti Americani", etc. sono del tutto inutili. Ogni Stato fa storia a se, ogni contea all'interno dello stato fa storia a se.Tutto qui. Mi piacerebbe che piu' gente pensasse agli USA come all'Europa Unita, dove c'e' l'Italiano, lo Spagnolo, il Tedesco, il Francese, etc. che sono persone tutte diverse tra loro per usi e costumi ma vivono in Europa. Cosi' come gli States.
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