Digital advertising: editori europei denunciano Google

Digital advertising: editori europei denunciano Google

Il Consiglio degli Editori Europei ha denunciato Google alla Commissione europea per le sue condotte anticoncorrenziali nel settore dell'advertising.
Il Consiglio degli Editori Europei ha denunciato Google alla Commissione europea per le sue condotte anticoncorrenziali nel settore dell'advertising.

L’European Publishers Council (EPC), un gruppo che comprende molti importanti editori (GEDI, The Guardian, News UK, Condé Nast e altri), ha presentato alla Commissione europea una denuncia antitrust contro Google, chiedendo di porre fine alle sue pratiche anticoncorrenziali nel settore del digital advertising. Ciò potrebbe dare una forte spinta all’indagine avviata a giugno 2021.

Nuovi problemi per Google

Le accuse degli editori europei sono dovute alla posizione dominante di Google nel settore dell’advertising. L’azienda di Mountain View è infatti acquirente, venditore e intermediario allo stesso tempo. Tutto nasce dall’acquisizione di DoubleClick nel 2008 per 3,1 miliardi di dollari. All’epoca c’erano più concorrenti sul mercato, tra cui Microsoft, Yahoo! e AOL, quindi le autorità antitrust hanno approvato la transazione.

Da allora la situazione è molto cambiata (ad esempio Yahoo! e AOL sono uscite dal mercato). Google ha raggiunto così un market share del 90-100%, senza tuttavia offrire servizi migliori o tariffe inferiori. Gli editori affermano che, in seguito all’acquisizione di DoubleClick, Google ha messo in atto una serie di condotte per ostacolare i concorrenti.

L’azienda è in conflitto di interesse perché svolge il ruolo di acquirente e venditore. Inoltre non ha mantenuto la promessa di “neutralità” per il servizio di DoubleClick, in quanto viene data preferenza alle sue attività di intermediazione. Secondo gli editori è “come se Goldman Sachs o Citibank fossero proprietari del New York Stock Exchange“. La posizione monopolistica di Google ha causato danni a inserzionisti, editori e consumatori. Se verranno eliminati cookie di terze parti da Chrome, gli editori stimano una diminuzione delle entrate fino al 70%.

La Commissione europea dovrebbe intervenire per imporre misure che permettano di ripristinare una leale concorrenza nel settore. In pratica, EPC chiede di risolvere i problemi derivati dall’acquisizione di DoucleClick. La Commissione europea aveva già avviato un’indagine su Google. L’azienda di Mountain View ha cercato di trovare un accordo per evitare una sanzione.

Un portavoce di Google ha dichiarato:

Quando gli editori scelgono di utilizzare i nostri servizi pubblicitari, mantengono la maggior parte delle entrate e ogni anno paghiamo miliardi di dollari direttamente ai partner editoriali della nostra rete pubblicitaria.

Fonte: EPC
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Pubblicato il 11 feb 2022
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