Digital-is-not-analog.2002

Si avvicina il festival di net.art, virus, media jamming e via digitando


Roma – Dal 24 al 26 ottobre alla Chiesa di San Bartolomeo a Campobasso si terrà “Digital-is-not-analog.2002”, la nuova edizione di una manifestazione che acquisisce ancora maggiore spessore per le numerose importanti presenze di net-artist, hacker e giocolieri elettronici.

Il Festival è un incontro internazionale dedicato alla net.art e alla cultura di rete, a cui quest’anno parteciperanno, tra gli altri: Bureau of Inverse Technology, EpidemiC, Gentian Shkurti, Institute for Applied Autonomy, Jaromil, Josh On, LAN e 0100101110101101.ORG.

La terza edizione della manifestazione curata da d-i-n-a.net è organizzata dalla cooperativa GEA di Campobasso e da Eventi e Progetti Speciali di Bologna e promosso dalla Regione Molise e dal Comune e dalla Provincia di Campobasso.

Il sito di riferimento è qui

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  • Anonimo scrive:
    Re: Solo se serve.
    Il messaggio l'ho salvato e lo leggero' in futuro. Piu' o meno penso di essere d'accordo con tutto quello che dici (ho dato un'occhiata).Comunque si dice 'cacare' e 'fica' in italiano.
    • Anonimo scrive:
      Re: Solo se serve.
      - Scritto da: E(X)
      Il messaggio l'ho salvato e lo leggero' in
      futuro. Piu' o meno penso di essere
      d'accordo con tutto quello che dici (ho dato
      un'occhiata).
      Comunque si dice 'cacare' e 'fica' in
      italiano.Sicuro?Io ho sempre usato entrambi i temrini con la "g"
      • Anonimo scrive:
        Re: Solo se serve.
        - Scritto da: SiN

        Comunque si dice 'cacare' e 'fica' in

        italiano.


        Sicuro?

        Io ho sempre usato entrambi i temrini con la
        "g"Momentaneamente non ho un dizionario sotto mano. Comunque in toscana si dice 'cacare'. sapere.it riporta cagare come variante regionale di cacare;e figa come variante 'settentrionale' di fica.Comunque il mio era un intervento pedante. In pratica si sente usare talmente spesso la variante con la g che praticamente e' diventata ufficiale.
  • Anonimo scrive:
    Re: Io la vedo in un altro modo
    Scusa DPY, ma la lingua non è solo un fine ne solo un mezzo. E' uno stile: e se il mio stile è quello di non farmi capire non è solo stupido è anche perdente: prendi "hackare", prova a pronunciarlo. Non si capisce, semplicemente. Quindi è una parola sbagliata, mentre "crackare" si capisce (a patto che si sia "del giro", naturalmente), perciò può entrare nel linguaggio, perché riempie un vuoto, semplifica la vita. Però non puoi crackare il cassetto in cui tuo padre tiene i soldi o le chiavi della macchina. Non puoi perché perdi contatto con chi quel cassetto lo "forza" o, più abile, lo "apre", con la destrezza di uno scassinatore vecchia maniera, senza lasciare segni.Credo che lingua possa essere usata per separarsi, distinguersi, separarsi; oppure per riconoscersi, unire, capirsi. Per quanto mi riguarda, la seconda che ho detto!CiaoStefano
  • Anonimo scrive:
    E crittare?
    Un altro termine orrendo è crittare, oppure anche criptare (con i loro contrari decrittare e decriptare).Un mio conoscente diceva alle persone che usavano tali termini, che nella cripta ci stanno i morti...Putroppo moltissimi usano questi termini, invece di cifrare e decifrare, che sono italianissimi.
    • Anonimo scrive:
      Re: E crittare?
      - Scritto da: josafat
      Un altro termine orrendo è crittare, oppure
      anche criptare (con i loro contrari
      decrittare e decriptare).Guarda che anche criptare è italianissimo.Antiquato, ma italiano
    • Anonimo scrive:
      Re: E crittare?
      Sfortunatamente in ambito tecnico 'cifrare' significa un'altra cosa. Crittare e' italiano da sempre.
      • Anonimo scrive:
        Re: E crittare?
        - Scritto da: E(X)
        Sfortunatamente in ambito tecnico 'cifrare'
        significa un'altra cosa. Crittare e'
        italiano da sempre.Si, si usa spesso quando si parla delle leggi e leggine italiane :-)
        • Anonimo scrive:
          Re: E crittare?
          - Scritto da: cript
          - Scritto da: E(X)

          Sfortunatamente in ambito tecnico
          'cifrare'

          significa un'altra cosa. Crittare e'

          italiano da sempre.

          Si, si usa spesso quando si parla delle
          leggi e leggine italiane :-)Non l'ho capita.
  • Anonimo scrive:
    Re: Solo se serve.
    Rimanendo nel discorso delle italianizzazioni dei termini inglesi, io ricordo ancora quando, dodicenne, ebbi a scontrarmi con un termine, che, nonostante avessi compreso cosa volesse dire, mi risultò decisamente fuori luogo.Questo termine, che oramai tutti usano comunemente, è "salvare". Non credo che chi sia estraneo al mondo dell'informatica dia a codesto verbo il significato che ha per noi utenti di computer, e cioè di "registrare".Sicuramente il termine è di uso comune, ma sinceramente al tempo mi pareva sbagliato, come oggi scannare o craccare (che comunque sono molto meno peggio di altri...)Cosa ne pensate voi altri?
  • Anonimo scrive:
    Antianglofoni... perchè ?
    Sono un estimatore della lingua italiana e credo che il vostro modo di porvi davanti al problema sia errato.Sono un informatico e sapendo a quali ambiguità si può andare incontro sono felice che vi siano parole come oppare, patchare, slinkare, dossare, kickare, bannare e via dicendo.L'uso di parole italiane sarebbe fuori luogo e renderebbe probabilmente ancora più difficili le cose in un ambito come l'informatica dove la maggior parte dei programmi sono in inglese o comunque si rifanno all'inglese in moltissimi termini gergali.A Babele si parlava una sola lingua, se oggi non abbiamo ancora una lingua comune (non sostitutiva della lingua nazionale) almeno abbiamo dei termini che sono derivati da quelli inglesi, e i motivi ci sono...Innanzitutto calciare qualcuno da un canale è sicuramente molto esplicativo ma ovviamente riscrivere il protocollo IRC (ad esempio) per supportare il comando '/calcia' non è una soluzione molto seria.Poi l'inglese ban è preferibile all'italiano 'bandire', se non altro per una questione di digitazione e il querare è preferibile al nostrano 'interrogare'...Ci sono poi termini derivate da sigle, come il famoso dossare, che è l'azione di attaccare qualcuno con un programma che provoca un Denial of Service.Le lingue vive si differenziano dalle lingue morte perchè si evolvono, assorbono e forgiano nuovi termini... gli americani hanno inventato il termine "bobbittare" per indicare l'evirazione, se i termini di quest'ambito li prendiamo dall'inglese vuol solo dire che gli anglofoni sono più avanti di noi nell'informatica ed esportano i termini che coniano così come noi esportiamo termini relativi ad altri campi dove siamo all'avanguardia.Non c'è nulla di cui scandalizzarsi...
  • Anonimo scrive:
    e che mi dite di "interpETRare?
    o della parola junior (leggasi "giunior"), o delle frasi del tipo "la maggior parte delle persone fanno così"?purtroppo ormai sono espressioni di uso comune che mi fanno incazzare più che "scannare" o "uppare" (in questi casi semplicemente rido in faccia al mio interlocutore), soprattutto perchè ormai sono stabilmente entrate nei giornali scritti e teletrasmessi, al punto che ho visto un intervistato in tv correggersi perchè aveva detto per errore "interpretare".Che vogliamo fare? le soluzioni sono 3:1. far notare l'errore, possibilmente in maniera tanto più sgarbata quanto più è alto il livello culturale (presunto) dell'interlocutore;2. fregarcene;3. subire passivamente questo scempio della lingua italiana iniziando con dolori al fegato destinati a degenerare in cirrosi epatica.Gente, chi mena primo mena due volte...all'attaccoooooooo
  • Anonimo scrive:
    Re: proviamoci invece di mugugnare
    e nemmeno scansire, come avresti dovuto leggere nei messaggi precedenti.;-)
  • Anonimo scrive:
    scanner =
    scandire
    In realtà lo scanner è un apparechhio inizialmente per telecomunicazioni la cui opera consisteva nello scandire, fare una scansione delle frequenze. Talvolta i termini "equivalenti" ci sarebbero ...
    • Anonimo scrive:
      Re: scanner =
      scandire
      Dico la mia: ritengo che "scannare" sia piuttosto orribile, considerando pure che ha già di per sè un significato ben diverso. Ho lavorato per più di anno in una ditta che usava scanner e OCR per rilevazione dati, e da più parti (colleghi, consulenti, tecnici kodak) il termine più usato, anche se criticabilissimo, era "scannerizzare". "Scannare" era usato solo in modo scherzoso.Mondi cita il termine "scandire", che in genere è il più citato dai vocabolari, ma lo ritengo poco adatto a descrivere l'azione. Anche questo è un verbo con un significato ben preciso e ben diverso.Ho spesso discusso con una persona a riguardo di questi verbi, e sono giunto alla conclusione, che la parola giusta per descrivere l'azione che si opera con lo scanner sia "scansione". Di qui ritengo che il verbo corretto possa essere con più probabililità "scansionare".Accetto altri punti di vistaSaluti
      • Anonimo scrive:
        Re: scanner =
        scandire

        Mondi cita il termine "scandire", che in...
        Anche questo è un verbo con un significato
        ben preciso e ben diverso.Ben diverso perché? Secondo me il significato è quello giusto.da www.garzantilinguistica.it:1 analizzare dei versi di tipo quantitativo nella loro composizione metrica: scandire un esametro | scandire il tempo, segnarlo, marcarlo con l'accento della voce o con il gesto2 (estens.) pronunciare le parole in modo distinto, spiccandone le sillabe: parlava scandendo le parole3 (tv) analizzare l'immagine da trasmettere, decomponendola in un gran numero di punti.Ti ricordo che neanche in inglese "to scan" significa "digitalizzare un'immagine" o, almeno, non solo, e non in origine.Pippo
  • Anonimo scrive:
    Promemoria IBM
    Ciao a tutti, vi riporto paro paro una cosina simpatica che mi è arrivata per e-mail.Come sapete il mouse si chiama in francese "sòuris", in spagnolo "raton", in tedesco "maus" e solo noi, invece di chiamarlo "topo", lo chiamiamo "mouse". Gli americani della IBM non lo sapevano e hanno tradotto un po' troppo letteralmente un loro manuale di istruzioni distribuito in tutte le filiali del mondo, tra cui quella italiana.RE: Palle dei topi: Istruzioni per l'usoMemorandum realmente distribuito agli impiegati di tutte le filiali statunitensi IBM.Nelle intenzioni di chi Io ha scritto e' assolutamente serio, la traduzione e' stata fatta dagli americani per gli impiegati della IBM ItaliaLe palle dei topi sono da oggi disponibili come parti di ricambio.Se il vostro topo ha difficoltà a funzionare correttamente, o funziona a scatti, è possibile che esso abbia bisogno di una palla di ricambio.A causa della delicata natura della procedura di sostituzione delle palle, è sempre consigliabile che essa sia eseguita da personale esperto.Prima di procedere, determinate di che tipo di palle ha bisogno il vostro topo. Per fare ciò basta esaminare la sua parte inferiore.Le palle dei topi americani sono normalmente più grandi e più dure di quelle dei topi d'oltreoceano.La procedura di rimozione di una palla varia a seconda della marca del topo.La protezione delle palle dei topi d'oltreoceano può essere semplicemente fatta saltare via con un fermacarte, mentre sulla protezione delle palle dei topi americani deve essere prima esercitata una torsione in senso orario o antiorario.Normalmente le palle dei topi non si caricano di elettricità statica, ma è comunque meglio trattarle con cautela, così da evitare scaricheimpreviste.Una volta completata la sostituzione il topo può essere utilizzato immediatamente.Si raccomanda al personale esperto di portare costantemente con sé un paio di palle di riserva, così da garantire sempre la massima soddisfazione dei clienti.Nel caso in cui le palle di ricambio scarseggino, è possibile inviarne richiesta alla distribuzione centrale utilizzando i seguenti codici.PIN 33F8462 - Palle per topi americaniPIN 33F8461 - Palle per topi stranieri
    • Anonimo scrive:
      Re: Promemoria IBM

      "topo", lo chiamiamo "mouse". Gli americani
      della IBM non lo sapevano e hanno tradotto
      un po' troppo letteralmente un loro manuale
      di istruzioni distribuito in tutte le
      filiali del mondo, tra cui quella italiana.Ma non lo sai ancora che questa è una grandissima bufala che qualcuno (in Italia) si è inventato?E' completamente inverosimile per una serie di ragioni che non ti sto a spiegare... esempio:
      RE: Palle dei topi: Istruzioni per l'usoQuesto, in inglese, fa ridere almeno quanto in italiano, perché "balls" vuol dire "testicoli" quanto da noi. Quindi non è la traduzione comica, lo sarebbe anche l'originale, e perciò gli americani stessi si sarebbero spanciati dalle risate nel leggersi il manuale. Senza contare il fatto che le palle più dure, più pesanti, ecc. sono particolari comici ma puramente inventati.Un po' di scetticismo, please, altrimenti poi si crede a tutte le catene di S. Antonio che ti arrivano via mail...PippoPippo
  • Anonimo scrive:
    Un ottimo esempio: Ultima Online
    Ora ditemi, giocatori di UO, che non avete mai visto nessuno scrivere: "killare", "ressare", "poisonare", "craftare", "smeltare", "castare", "fizzare", "tamare"....e tanti altri... Odio da morire questi termini, primo perché non sono affatto in stile GDR.. ma poi perché denotano -secondo me- una povertà di linguaggio, e contemporaneamente un desiderio di accelerare estremamente l'espressione del pensiero... Posso passare sulla seconda... può essere utile in certi casi, quando il gioco si fa vorticoso.Ho notato altre espressioni in altre comunità di gioco online, tra cui Dark Age of Camelot. Un giorno, mentre gioco, un personaggio mi fa :"Expiamo?"Voleva dire che intendeva alzare i suoi punti esperienza andando a cacciare mostri con me.Sono d'accordo che ci avrebbe messo un minuto a dirlo in italiano corretto....ma quella domanda mi ha quasi messo i brividi!Anche un'altro personaggio mi ha molto sorpreso dicendo "Follatemi"... intendeva dire di seguirlo con la funzione Follow del gioco.. So benissimo che questi termini faranno tutto tranne che scomparire, ma cerchiamo di non esagerare... Io personalmente ho il terrore di perdere la Lingua Italiana.
    • Anonimo scrive:
      Re: Un ottimo esempio: Ultima Online
      - Scritto da: Tzeentch
      Ora ditemi, giocatori di UO, che non avete
      mai visto nessuno scrivere: "killare",
      "ressare", "poisonare", "craftare",
      "smeltare", "castare", "fizzare",
      "tamare"....e tanti altri...

      Odio da morire questi termini, primo perché
      non sono affatto in stile GDR.. Esatto! E da bravo master, il primo che usa quei termini al mio tavolo finisce malissimo
      :-D
  • Anonimo scrive:
    La fortuna dell'inglese
    Alcuni anni fa, mentre mi trovavo in irlanda per il progetto erasmus, ho lavorato (o forse 'lavorai') per una ditta di localizzazione di software (visto il tipo di forum non sto a spiegare di osa si tratti). Dovevo rivedere la formattazione della versione francese di un file di help e mi veniva da ridere a leggere tutte le parole che i francesi si erano inventati per dire 'file, computer, cartella, ecc.'. Ero contento che in italiano non si commettessero nefandezze simili.All'autore dell'articolo dico che prendere parole dalle lingue straniere non e' un sintomo di decadenza, almeno se consideriamo che una delle fortune dell'Inglese e' la sua capacita' di prendere parole straniere e inserirle senza tanti complimenti nel proprio vocabolario.Attendo controdeduzioni.
    • Anonimo scrive:
      Re: La fortuna dell'inglese

      veniva da ridere a leggere tutte le parole
      che i francesi si erano inventati per dire
      'file, computer, cartella, ecc.'. EroMon cher Andrea,almeno lascia che a giudicare le parole "nefandezze" siano i francesi stessi. Al di là della mia opinione sugli inglesismi, credo che "octet" per byte non sia neanche confrontabile con "oppare" "patchare" e altri verbi che si usano a cuor leggero al di qua delle Alpi.Pippo
      • Anonimo scrive:
        Re: La fortuna dell'inglese
        - Scritto da: Pippo Al di
        là della mia opinione sugli inglesismi,
        credo che "octet" per byte non sia neanche
        confrontabile con "oppare" "patchare" e
        altri verbi che si usano a cuor leggero al
        di qua delle Alpi.'oppare', 'patchare', etc... fanno schifo anche a me. 'octet' e' un grandissimo errore dei francesi visto che un byte non e' necessariamente di 8bit (e la traduzione degli RFC per i francesi deve essere complicatissima...)
        • Anonimo scrive:
          Re: La fortuna dell'inglese

          dei francesi visto che un byte non e'
          necessariamente di 8bit (e la traduzionePerché, esistono anche byte non di 8 bit?Pippo
          • Anonimo scrive:
            Re: La fortuna dell'inglese
            - Scritto da: Pippo

            dei francesi visto che un byte non e'

            necessariamente di 8bit (e la traduzione

            Perché, esistono anche byte non di 8 bit?Esatto. Nei normali PC sono ad 8bit ma e' una grandezza variabile. Purtroppo non ti posso fare esempi percisi (perche' non ricordo). Ma ad esempio ci sono processori con byte di 9bit (8bit dati + 1 di parita'). L'assembly del libro di knuth non specificava una grandezza fissa per i byte. Purtroppo non mi ricordo in quale range poteva variare la quantita' di bit in un byte: credo da qualcosa tipo 5bit fino a qualcosa di piu' di 10bit (forse 11bit o 13bit).Se vuoi posso fare una ricerca.
    • Anonimo scrive:
      Re: La fortuna dell'inglese
      - Scritto da: andrea
      Dovevo rivedere la formattazione della
      versione francese di un file di help e mi
      veniva da ridere a leggere tutte le parole
      che i francesi si erano inventati per dire
      'file, computer, cartella, ecc.'. Ero
      contento che in italiano non si
      commettessero nefandezze simili.I francesi sono "fuori di cranio": hanno addirittura delle leggi che vietano l'uso di qualsiasi parola straniera in contesti ufficiali. Se non esiste un termine equivalente lo creano, coi risultati che hai visto ("octet" per "byte" credo sia la peggiore...).
      All'autore dell'articolo dico che prendere
      parole dalle lingue straniere non e' un
      sintomo di decadenza, almeno se consideriamo
      che una delle fortune dell'Inglese e' la sua
      capacita' di prendere parole straniere e
      inserirle senza tanti complimenti nel
      proprio vocabolario.Il problema sono le "storpiature": se gioco in rete parlo tranquillamente di "multiplayer", ma sentire "mi hanno fraggato" sinceramente mi *fa schifo*.Ti rimando all'altro mio "post". ;)bye, Andrea
      • Anonimo scrive:
        Re: La fortuna dell'inglese
        Mah, il discorso dei francesi fuori di testa lo vedrei un po' diverso e alla luce di altre considerazioni: in Francia semplicemente vogliono evitare una colonizzazione culturale.Forse loro sono eccessivi, però pongono un argine; noi no, niente.Puoi prenderla come ti pare, ma la Francia è una Nazione, l'Italia uno Stato.Come mai questa differenza?
        • Anonimo scrive:
          Re: La fortuna dell'inglese

          [...] la Francia è
          una Nazione, l'Italia uno Stato.
          Come mai questa differenza?Sono perfettamente d'accordo e ci sono precisi motivi storici, ma uno di questi e' che da piu' tempo esiste uno stato unitario o comunque centrale (va be'... non proprio per tutta la francia ma quasi). Il giacobinismo e' un'altra ragione fortissima per cappire il nazionalismo francese (se sei francese, conoscerai Benjamin Constant e cio' che pensava del sistema scolastico centrale-giacobino). La verita' e' che tutti gli stati sono _prima_ stati e _poi_ nazioni. L'Italia non ha fatto in tempo a superare i "nazionalismi interni", nonostante un'enorme profusione di sforzi da parte dei vari regimi e governi, prima che la globalizzazione e l'integrazione europea entrassero in scena.Non dimentichiamoci che quando si dice che l'Italia ha avuto mille dominatori non si tiene in dovuto conto che la repubblica di Venezia, la parte centrale dello Stato Pontificio e la parte continentale del regno di Napoli/delle due Sicilie erano, prima dell'affermarsi delle idee nazionali, percepiti senz'altro come entita' statali solide e affermate da parecchi secoli. Ad es. gli storici sono tutt'altro che concordi sul fatto che Machiavelli, quando parlava d'Italia, intendesse quello che intendiamo noi. E teniamo comunque presente che fino all'Ottocento inoltrato questi erano problemi che interessavano si' e no l'1% della popolazione...
      • Anonimo scrive:
        Re: La fortuna dell'inglese

        I francesi sono "fuori di cranio": hanno
        addirittura delle leggi che vietano l'uso di
        qualsiasi parola straniera in contesti
        ufficiali. Se non esiste un termine equivalente
        lo creano, coi risultati che hai visto ("octet"
        per "byte" credo sia la peggiore...).e "ordinateur" per computer? sembra quasi come un termine che trovavo sul mio libretto di pascal a ragioneria e cioè "direttrice" per directory...I francesi sono nazionalisti, ma sono spesso ridicoli..
    • Anonimo scrive:
      Re: La fortuna dell'inglese
      - Scritto da: andrea
      ...mi
      veniva da ridere a leggere tutte le parole
      che i francesi si erano inventati per dire
      'file, computer, cartella, ecc.'. Ero
      contento che in italiano non si
      commettessero nefandezze simili.
      All'autore dell'articolo dico che prendere
      parole dalle lingue straniere non e' un
      sintomo di decadenza, almeno se consideriamo
      che una delle fortune dell'Inglese e' la sua
      capacita' di prendere parole straniere e
      inserirle senza tanti complimenti nel
      proprio vocabolario.
      Attendo controdeduzioni.Un conto e' voler difendere la Lingua Italiana, e un conto e' fare come fanno i francesi che mi sembrano assolutamente ridicoli.Mi sta benissimo che si prendano termini inglesi, specialmente in ambito informatico dove si usano spesso termini intraducibili o troppo difficili e lunghi.Quello che non sopporto e' la storpiatura della lingua fatta prendendo termini stranieri e coniugandoli come se fossero italiani o inventando nuovi verbi al posto di quelli che gia' abbiamo e che traducono perfettamente il concetto.E' il caso di "to scan" che ha l'equivalente in Italiano con "scandire" che lo traduce perfettamente.Non vedo quindi perche' inventarsi i vari scannerizzare, scannerare, scansionare o peggio ancora scannare quando la parola che abbiamo e' gia' corretta.Ben vengano invece termini come "cliccare" o "pingare" per i quali non credo esistano equivalenti, ma per favore non ditemi "sendare" o "deletare" al posto di "inviare" e "cancellare" che sono corretti ed esprimono perfettamente il concetto.
    • Anonimo scrive:
      Re: La fortuna dell'inglese
      - Scritto da: andrea
      Attendo controdeduzioni.Sara' che io ormai ci sono piu' che abituato ai termini informatici francesi, ma non li trovo cosi' ridicoli.Una premessa: se ti rivolgi a qualcuno "che ci prende" in informatica costui capira' senza problemi il lessico inglese, quindi tra addetti del settore il problema non si pone, puoi usare indifferentemente le due versioni.Il pregio del tradurre tutto e', IMHO, che il non addettto ai lavori ha piu' facilita' a farsi un idea dell'oggetto di cui si parla.La maggior parte di coloro i quali hanno partecipato a qeusta discussione trova ridicolo il termine octet, secondo me non e' cosi' male ti da subito l'idea che sia formato da 8 *pezzi*.Poi come dappertutto ci sono quelli che anch'io ritengo eccessi, come per esempio per esempio il cederom (da leggersi sederom)....il Conte
      • Anonimo scrive:
        Re: La fortuna dell'inglese
        - Scritto da: CountZero
        per esempio il cederom (da leggersi
        sederom)....Azz... è vero!!! Ed è addirittura accentato (cédérom!!!). L'avevo completamente rimosso... questo supera di gran lunga l'octet :-(((bye, Andrea
        • Anonimo scrive:
          Re: La fortuna dell'inglese

          Azz... è vero!!! Ed è addirittura accentato
          (cédérom!!!). Vabbe' che sia accentato ci sta tutto altrimenti la pronuncia sarebbe diversa....ne vuoi un'altro? eccoti servito:memoire vive e memorie morte vediamo se indovini cosa sono (non e' cosi difficile)il conte
          • Anonimo scrive:
            Re: La fortuna dell'inglese
            - Scritto da: CountZero
            ne vuoi un'altro? eccoti servito:
            memoire vive e memorie morte vediamo se
            indovini cosa sono (non e' cosi difficile)Ram e rom... sono stato in Francia per 6 mesi, e devo dire che sono rimasto letteralmente disgustato dal fanatismo linguistico dei francesi: la maggior parte dei termini informatici e' stata "rimossa" dal mio cervello in modo autonomo... :-)Non dico che sia sbagliato avere una traduzione nella propria lingua, pero' *impedire* a livello legislativo l'uso di termini e sigle ormai consolidati mi sembra davvero eccessivo.bye, Andréa (sigh!... nemmeno dei nomi propri hanno pieta'...)
  • Anonimo scrive:
    it_IT
    Viva la localizzazione! Viva i programmi localizzati!Un esempio tra tanti: mozilla.gl :)
  • Anonimo scrive:
    Re: Solo se serve.
    Applausi!!Scroscianti applausi!!!
  • Anonimo scrive:
    Complimenti per l'ignoranza Pierangelo
    I dialetti versioni semplificate della lingua ufficiale? Complimenti per l'ignoranza caro Pierangelo. Non solo le lingue locali non sono affatto piu' semplici nella grammatica e nei vocaboli di altre lingue ma non sono affatto versioni dipendenti in alcuna maniera dall'italiano. Le lingue locali si sono sviluppate ed evolute in migliaia di anni in maniera del tutto autonoma e vantano quindi una storia e una cultura imponente ed importante. E' invece l'italiano ad essere una orribile lingua artificiale, inventata da letterati non molto tempo fa a partire da una base di lingua toscana. Insomma una lingua fredda, arida, artificiale, di plastica. Una lingua senza una storia, senza una cultura, una lingua senza un popolo.
    • Anonimo scrive:
      Re: Complimenti per l'ignoranza Pierangelo
      E complimenti anche alla tua considerazione della lingua italiana; se Dante, Petrarca o "I promessi sposi" o Tabucchi e la Deledda e (sic!) persino Baricco sono freddi, artificiali, di plastica...vivaddio benvenga tanta congerie di pessimi esempi.Ca staga bin.
    • Anonimo scrive:
      Re: Complimenti per l'ignoranza Pierangelo

      [...] una lingua fredda,
      arida, artificiale, di plastica. Una lingua
      senza una storia, senza una cultura, una
      lingua senza un popolo.Rincaro la dose, cosi' scateniamo l'ira dei vetero-nazionalisti: una lingua usata come pretesto per una serie di guerre d'espansione mascherate da guerre d'indipendenza, una lingua che si e' tentato di imporre con la scuola pubblica giacobina e si e' definitivamente imposta con la televisionizzazione (ma si', usiamo un neologismo non anglofono...) di massa.Ma quanti sanno che, secondo una ricerca mi sembra di Tullio De Mauro (o comunque di un altro insigne linguista) all'epoca dell' "unita' di'Italia" solo il 2% della popolazione, se si esclude la toscana, parlava l'italiano?Allora l'espansione del Regno di Sardegna a formare uno stato che potesse essere 'nazionale' al modo francese rispondeva a precise esigenze economiche. Oggi, nell'era della globalozzazione non ha piu' senso uno stato di questo tipo, ma adesso sto andando off topic... ops... fuori tema. SalutiPS: questa discussione sembra fatta apposta dopo che stamattina ho letto su un quotidiano on line che era stato aperto il sito internet dell'accademia della crusca. Era ancora in allestimento. Ora e' su e se comunque si vuoel usare l'italiano e' il caso di dargli un'occhiata, no?
      • Anonimo scrive:
        Re: Complimenti per l'ignoranza Pierangelo

        d'indipendenza, una lingua che si e' tentato
        di imporre con la scuola pubblica giacobina
        e si e' definitivamente imposta con la
        televisionizzazione (ma si', usiamo un[cut]
        altro insigne linguista) all'epoca dell'
        "unita' di'Italia" solo il 2% della
        popolazione, se si esclude la toscana,
        parlava l'italiano?Ma allora chi ha deciso la lingua nazionale cosa doveva fare? usare il gallurese? o il romanesco, che era sicuramente più conosciuto? o dovevamo inventarci l'esperanto ad uso interno?O usiamo la lingua con cui furono scritte molte delle opere del tardo medioevo in Italia?Peccato che non c'eri tu a decidere la lingua nazionale, a quei tempi. Chissà che scelta illuminata :-)Pippo
      • Anonimo scrive:
        Re: Complimenti per l'ignoranza Pierangelo
        - Scritto da: Andrea



        [...] una lingua fredda,

        arida, artificiale, di plastica. Una
        lingua

        senza una storia, senza una cultura, una

        lingua senza un popolo.
        Rincaro la dose, cosi' scateniamo l'ira dei
        vetero-nazionalisti: una lingua usata come
        pretesto per una serie di guerre
        d'espansione mascherate da guerre
        d'indipendenza, una lingua che si e' tentato
        di imporre con la scuola pubblica giacobina
        e si e' definitivamente imposta con la
        televisionizzazione (ma si', usiamo un
        neologismo non anglofono...) di massa.
        Ma quanti sanno che, secondo una ricerca mi
        sembra di Tullio De Mauro (o comunque di un
        altro insigne linguista) all'epoca dell'
        "unita' di'Italia" solo il 2% della
        popolazione, se si esclude la toscana,
        parlava l'italiano?
        Allora l'espansione del Regno di Sardegna a
        formare uno stato che potesse essere
        'nazionale' al modo francese rispondeva a
        precise esigenze economiche. Oggi, nell'era
        della globalozzazione non ha piu' senso uno
        stato di questo tipo, ma adesso sto andando
        off topic... ops... fuori tema.
        SalutiGuarda, hai ragione sulla diffusione dell'italiano, la televisione ha unito l'Italia sotto il profilo linguistico. Le guerre di indipendenza sono state anche guerre di invasione mascherate, e tutto il resto. Tuttavia cio' non toglie che questa lingua che ora e' l'italiano ha comunque la sua dignita', la sua storia letteraria dignitosissima e rispettabile al pari di ogni dialetto che abbia prodotto qualcosa di letterario e che non e' pero' assurto a lingua nazionale. Che sia di plastica ed arida e' una ben misera provocazione.Siccome e' di fatto la lingua di molti milioni di persone, di fatto e' una lingua importante nel panorama nella penisola.Le lingue sono cosi', vivacchiano per secoli, cambiano, si trasformano e poi per una serie di coincidenze o per prepotenze, prendono il posto di altre lingue e dialetti. Lo stesso latino prima di essere la lingua dei dotti era la lingua di qualche pastore e poi le guerre, le leggi, le mode, le migrazioni, l'hanno resa quasi universale per l'epoca. Lo stesso sta accadendo oggi con l'inglese.Insomma e' inutile scaldarsi, la storia della lingua italiana e' ricca di alti e bassi. Non e' corretto difenderla ad oltranza, ma nemmeno denigrarla ad oltranza.Ciaomario
  • Anonimo scrive:
    Re: siamo in Italia
    - Scritto da: Sberox
    Siamo in Italia, quindi parliamo italiano!vieni qua in cina e poi ti voglio vedere a parlare cinese mandarino secondo il dialetto del monte xiaodong
    sembra quasi che tali soggetti si vergognino
    di parlare la lingua del paese dove sono
    nati.io mi vergogno di parlare italiano per via di berlusconi ad esempio
  • Anonimo scrive:
    Re: siamo in Italia

    Siamo in Italia, quindi parliamo italiano!In germania fanno la stessa cosa, "uppato" o "uploadato" diventa "geuppt", "scannerizzare" e' "scannen", una cosa disgustosaAltri termini informatici come "byte", "label", "review", "task" e cosi' via non sanno nemmeno loro se diventano maschili, femminili o neutri.La lingua dell'informatica e' l'inglese e tutti gli altri si adattano e poi l'importante e' capirsi. A me quei termini non danno fastidio piu' di tanto mentre altri neologismi italiani ad es. mi stanno molto piu' sul culo (tangentopoli, girotondini, etc.)
  • Anonimo scrive:
    Re: Solo se serve.

    Vorrei solo che ci andassimo un po' più
    cauti prima di accettare di cambiare lingua,
    quando possiamo usare ancora la nostra,
    inserendo solo qua e la quello che serve se
    PROPRIO serve e senza arrivare ai limiti dei
    francesi.L'informatica e' molto probabilmente l'ambito culturale dove piu' fortemente si manifesta, da qualche anno a questa parte, l'invasione di termini anglosassoni.Concordo con te sul fatto che molta parte di quest'invasione dipenda dall'ignoranza della lingua italiana, da parte di chi - essendo italiano di nascita, ma spesso molto giovane e disinteressato a tutto cio' che esula dal contesto informatico in cui e' immerso - si trova ad aver a che fare quotidianamente con concetti e termini prodotti nel mondo anglosassone.Personalmente lavoro da anni nel mondo dell'informatica, ma mi sono sempre ribellato alla moda di importare pedissequamente termini e locuzioni dall'inglese. Provo anzi, fin dove non pregiudica la comprensione, ad usare termini italiani in luogo dei corrispondenti termini inglesi.Nella presentazione del mio sito - http://www.diodati.org/presentazione.htm - dedicato in parte a traduzioni di testi tecnici dall'inglese, esprimo appunto simili opinioni. Cosi' anche la traduzione in italiano delle Specifiche HTML 4.01, che ho quasi terminato (http://www.diodati.org/w3c/html401/cover.html), e' stata effettuata seguendo il principio di utilizzare l'italiano anche per quei termini che normalmente, su Internet e sulla stampa, si trovano in inglese (scrivo "modulo" ad es., invece di "form", "impostazione predefinita" invece di "default").Purtroppo questo mio tentativo di "rinvigorire" l'uso della lingua italiana in ambito informatico (cioe' dove e' attualmente piu' minacciata) ha ricevuto pochi riscontri. I testi presenti nel mio sito hanno ricevuto numerosi apprezzamenti per quanto riguarda i contenuti, ma pochissimi sono stati i commenti relativi alla scelta linguistica da me fatta nel parlare d'informatica.Cio' mi ha lasciato pensare che il problema dello stato di salute della nostra lingua susciti pochissimo interesse, almeno tra coloro che si occupano di informatica. La quantita' di commenti che ha suscitato, invece, la lettera di Pierangelo Pensa pubblicata su PI mi fa sperare che ci sia un'inversione di tendenza. Mi farebbe piacere che chi scrive professionalmente di informatica, cominciasse ad avere una maggiore consapevolezza nella scelta delle parole. Sarei anche lieto che cominciasse a farsi strada nella gente l'idea che tutto quest'uso inutile dell'inglese (si pensi ai nomi delle societa', dei negozi, delle professioni, ai vari "call center" e "customer care") non ci rende magicamente piu' professionali o piu' ricchi, ma ci espropria semplicemente, a poco a poco, delle nostre radici culturali.Michele Diodati-----------------------------http://www.diodati.org-----------------------------
    • Anonimo scrive:
      Re: Solo se serve.
      - Scritto da: Michele Diodati
      L'informatica e' molto probabilmente
      l'ambito culturale dove piu' fortemente si
      manifesta, da qualche anno a questa parte,
      l'invasione di termini anglosassoni.

      Concordo con te sul fatto che molta parte di
      quest'invasione dipenda dall'ignoranza della
      lingua italiana, da parte di chi - essendo
      italiano di nascita, ma spesso molto giovane
      e disinteressato a tutto cio' che esula dal
      contesto informatico in cui e' immerso - si
      trova ad aver a che fare quotidianamente con
      concetti e termini prodotti nel mondo
      anglosassone.Senza dubbio. Anche perche' gli anglofoni sono molto piu' rapidi di noi nell'adottare nuovi vocaboli, e poi come dici la comunita' di entusiasti dell'informatica e' composta in gran parte da giovani e giovanissimi, a cui poco o nulla importa della lingua nativa: abbozzando un'analisi "sociologica" (parola grossa...) direi che e' una questione generazionale; si cerca di sentirsi un gruppo o una comunita' anche codificando il linguaggio: meno mi faccio capire dall'esterno, piu' il gruppo acquista "identita'".
      Personalmente lavoro da anni nel mondo
      dell'informatica, ma mi sono sempre
      ribellato alla moda di importare
      pedissequamente termini e locuzioni
      dall'inglese. Provo anzi, fin dove non
      pregiudica la comprensione, ad usare termini
      italiani in luogo dei corrispondenti termini
      inglesi.

      Nella presentazione del mio sito -
      http://www.diodati.org/presentazione.htm -
      dedicato in parte a traduzioni di testi
      tecnici dall'inglese, esprimo appunto simili
      opinioni. Cosi' anche la traduzione in
      italiano delle Specifiche HTML 4.01, che ho
      quasi terminato
      (http://www.diodati.org/w3c/html401/cover.htm

      Purtroppo questo mio tentativo di
      "rinvigorire" l'uso della lingua italiana in
      ambito informatico (cioe' dove e'
      attualmente piu' minacciata) ha ricevuto
      pochi riscontri. I testi presenti nel mio
      sito hanno ricevuto numerosi apprezzamenti
      per quanto riguarda i contenuti, ma
      pochissimi sono stati i commenti relativi
      alla scelta linguistica da me fatta nel
      parlare d'informatica.

      Cio' mi ha lasciato pensare che il problema
      dello stato di salute della nostra lingua
      susciti pochissimo interesse, almeno tra
      coloro che si occupano di informatica. La
      quantita' di commenti che ha suscitato,
      invece, la lettera di Pierangelo Pensa
      pubblicata su PI mi fa sperare che ci sia
      un'inversione di tendenza. Mi farebbe
      piacere che chi scrive professionalmente di
      informatica, cominciasse ad avere una
      maggiore consapevolezza nella scelta delle
      parole. Sarei anche lieto che cominciasse a
      farsi strada nella gente l'idea che tutto
      quest'uso inutile dell'inglese (si pensi ai
      nomi delle societa', dei negozi, delle
      professioni, ai vari "call center" e
      "customer care") non ci rende magicamente
      piu' professionali o piu' ricchi, ma ci
      espropria semplicemente, a poco a poco,
      delle nostre radici culturali.E' vero, adesso l'uso dell'inglese e' una moda, che cerca di suscitare nelle persone le idee di innovazione e di modernita'.Ma le mode sono passeggere, e soprattutto questo tipo di uso non crea neologismi. Probabilmente pero' portera' ad un impoverimento, se non si fara' qualcosa per sostenere la nostra lingua. Anch'io sto cominciando a dilettarmi di traduzioni dall'inglese (localizzazione di programmi), e noto che rispettare il piu' possibile la lingua italiana e' quasi una sfida: interessante, a mio avviso. Ciononostante molte parole inglesi rimangono insostituibili, perche' l'equivalente italiano richiederebbe l'uso di una perifrasi eccessivamente lunga.Quello che mi "irrita" pero' non e' tanto l'uso di termini inglesi, quanto la loro storpiatura: che e' poi quello di cui parla l'articolo. Ma come dicevo sopra e' una lotta gia' persa, in quanto i giovani (o almeno la maggior parte) hanno _bisogno_ di un loro gergo. Gergo che si perderebbe con gli anni, se non intervenissero gli "organi di informazione" ad appropriarsene diffondendone l'uso...L'importante e' sostenere la cultura: se uso l'inglese deve essere perche' conosco l'italiano, so il significato di quello che sto dicendo e soprattutto conosco il pubblico a cui mi rivolgo. In questi termini, l'uso di "newsgroup" (provate a tradurlo...) o di "mailing list" non scandalizzera' un abituale utente di internet - e anzi l'intero discorso ne beneficiera' in comprensione e immediatezza -, mentre "customer care" e' quantomeno irrispettoso, proprio perche' si rivolge ad una fetta di utenza sensibilmente piu' larga.Anche in questo caso, basterebbe il buonsenso...bye ;) Andrea
      • Anonimo scrive:
        Re: Solo se serve.
        newsgroup=
        gruppo di discussioneche ne dici?
        • Anonimo scrive:
          Re: Solo se serve.
          - Scritto da: josafat
          newsgroup=
          gruppo di discussione
          che ne dici?Dico che e' corretto. Pero' e' *troppo* lungo, e le espressioni troppo lunghe diventano pedanti e perdono di efficacia. Almeno io la penso cosi'.bye, AndreaPS: Anch'io come te sostengo "scansionare"; mi sembra meno ridicolo di "scannare" o "scannerizzare" e piu' efficace di "scandire" o "scansire".Il fatto che si discuta su quale termine adoperare per un'azione relativamente "nuova" lo vedo pero' come molto positivo: dimostra che l'italiano non e' affatto una lingua morta.Riciclare termini esistenti non e' sempre la strada migliore: se l'idea non e' esprimibile in altro modo coniare un nuovo termine mi sembra la scelta piu' giusta, a patto che si cerchi di conservare un minimo di eleganza e di coerenza nello stile (ogni lingua ha una sua "musicalita'" che la distingue dalle altre: anche se alcune non le capisco, riesco a distinguere molto velocemente tra spagnolo, tedesco, francese, inglese, russo e giapponese - ad esempio).Quale sia il termine che verra' poi scelto, be', il mondo e' bello perche' e' vario: gia' su questo forum, su 10 persone abbiamo 5 opinioni diverse...Ai posteri l'ardua sentenza!bye, Andrea
    • Anonimo scrive:
      Re: Solo se serve.
      - Scritto da: Michele Diodati(cut)
      Personalmente lavoro da anni nel mondo
      dell'informatica, ma mi sono sempre
      ribellato alla moda di importare
      pedissequamente termini e locuzioni
      dall'inglese.Devo dire che non mi sono mai ribellato eccessivamente, per essere sincero. Ma vedere che si da per scontato che sia "giusto" il parlare gergale ... questo mi ha messo sul chi vive.Troppo spesso nella vita quotidiana i problemi di comunicazione BASILARE da parte di persone ignoranti in posizioni strategiche mi causa del danno.Si tratta di veri e propri fraintendimenti causati dalla loro incapacità di utilizzare le basi della lingua italiana... infarcendola poi magari di acronimi o sigle di cui nemmeno conoscono il significato esteso (ASAP, PLS, AKA ... etc etc ; tanto da leggere "rispondimi ASAP, PLUS :-( !!!!)Ho perciò compreso che non andava preso sotto gamba l'uso della lingua italiana. Non si tratta di facilità nel comunicare, ma di vera e propria incompetenza in un ambito importantissimo dell'essere umano.Non disdegnamo poi l'estetica... credo che millenni di trasformazioni, dal rotacismo ad oggi, a qualcosa abbiano portato ... in maniera fluida e ragionata.(cut)
      Nella presentazione del mio sito -
      http://www.diodati.org/presentazione.htm -
      dedicato in parte a traduzioni di testi
      tecnici dall'inglese, esprimo appunto simili
      opinioni. Cosi' anche la traduzione in
      italiano delle Specifiche HTML 4.01, che ho
      quasi terminato
      (http://www.diodati.org/w3c/html401/cover.htmtraduzione delle specifiche?il DTD?

      Purtroppo questo mio tentativo di
      "rinvigorire" l'uso della lingua italiana in
      ambito informatico (cioe' dove e'
      attualmente piu' minacciata) ha ricevuto
      pochi riscontri.La verità è che la maggior parte delle persone considera questo (come molte altre cose invece molto importanti) "seghe mentali" :-)Se ne fregano, salvo poi incorrere in equivoci catastrofici, perdite dì tempo assurde o anche semplicemente dare un'immagine personale o aziendale da veri e propri caproni/burini.Devo ricordare a tutti che non ho che la terza media, non sono un laureato o chissà che.Sono certo che il 70% dei nostri conoscenti non saprebbero nemmeno leggere ad alta voce decentemente ... discutiamo con queste persone di neologismi?
      I testi presenti nel mio
      sito hanno ricevuto numerosi apprezzamenti
      per quanto riguarda i contenuti, ma
      pochissimi sono stati i commenti relativi
      alla scelta linguistica da me fatta nel
      parlare d'informatica.:-)Forse perché spesso i commenti arrivano solo per le scelte errate.:)coraggio!
      Cio' mi ha lasciato pensare che il problema
      dello stato di salute della nostra lingua
      susciti pochissimo interesse, almeno tra
      coloro che si occupano di informatica.Si tratta di intere classi di persone; c'è poca speranza, ma ce n'è. Il rischio è che diventi "elite" ... e io odio personalmente tutto ciò che si ritiene "elite" ... per me la lingua italiana è per tutti, non per pochi. E sarebbe a portata.Questo mi rattrista ancora di più.
      La
      quantita' di commenti che ha suscitato,
      invece, la lettera di Pierangelo Pensa
      pubblicata su PI mi fa sperare che ci sia
      un'inversione di tendenza.Su questo devo purtroppo smentirti... devo essere molto pessimista in questo senso.Ma non smettiamo di dare importanza alla comunicazione e al suo mezzo. I contenuti si corrodono se la forma è inadeguata.
      Mi farebbe
      piacere che chi scrive professionalmente di
      informatica, cominciasse ad avere una
      maggiore consapevolezza nella scelta delle
      parole.Mi farebbepiacere che chi chiunque scriva professionalmente di qualsiasi cosa, cominciasse ad avere unamaggiore consapevolezza nella scelta delleparole: ma guardiamoci attorno ... avranno anche il bollino di appartenenza all'ordine, ma pochi sanno scrivere; e non parlo certo di "arte".
      Sarei anche lieto che cominciasse a
      farsi strada nella gente l'idea che tutto
      quest'uso inutile dell'inglese (si pensi ai
      nomi delle societa', dei negozi, delle
      professioni, ai vari "call center" e
      "customer care") non ci rende magicamente
      piu' professionali o piu' ricchi, ma ci
      espropria semplicemente, a poco a poco,
      delle nostre radici culturali.Beh ... l'effetto "uozzamerica" fa sempre colpo ... :)Posso capire che sia più figo sentire "Effettuo un download" piuttosto che "scarico". :-)puzza molto meno! :-))))))Il mio non è un estremismo, spero si capisca.Ma ricordo chiaramente un Nanni Moretti che dice "ma come cazzo parli?" ... bisognerebbe dirlo più spesso.
  • Anonimo scrive:
    A Pierangelo Pensa
    Secondo me l'Italiano, e non l'inglese o le lingue in generale è una lingua universale. Si adatta con tutti gli stranieri. Quando vengono in italia o entrano a contatto con gli italiani (quelli veri, non quelli che si credono americani) riescono subito a farsi capire. Inoltre se l'italiano è universale non è detto che sia come le altre lingue in cui i teorici che insegnano, dicono che si debbano evolvere. Tirando le fila, se NOI parlassimo inglese, capirei che bisogna mettere un vocabolo italiano, inglesizzato qua e là nel dizionario (in quanto l'HiTech è tutto inglesizzato), ma se siamo ITALIANI veri, con le palle chi le dovrebbe avere (i maschi) e la FIGA (le femmine) dovremmo avere una sola lingua, in una sola nazione. Tutti o quasi tutti i termini stranieri non dovrebbero essere messi al livello della lingua nazionale, ma raggruppati a parte, nel dizionario ed indicati come TERMINI STRANIERI.
    • Anonimo scrive:
      Re: A Pierangelo Pensa
      è arrivato il talebano dell'italiano!Con il nick che ti sei scelto, parlare da estremista mi sa che ti viene facile :-))
  • Anonimo scrive:
    Re: Solo se serve.
    Totalmente, completamente, fortissimamente d'accordo con te :-))))CiaoGiorgio
  • Anonimo scrive:
    L'inglese degli ignoranti?
    Personalmente parlo e scrivo correntemente in Inglese, e proprio per questo mi da profondamente fastidio chi usa termini inglesi al posto di quelli italiani quando non ve ne sia assoluta necessita'.Le motivazioni di chi lo fa penso siano fondamentalmente 2:- ignoranza (non capisce il significato del termine, quindi non sa trovare l'equivalente italiano);- moda (e' sempre molto "in" sfoggiare di conoscere un gergo riservato a "pochi" eletti).Tuttavia ritengo che vi siano rari casi in cui questo e' giustificato, perche' l'Italiano non ha termini semanticamente equivalenti.A titolo di esempio, ecco cosa penso sia davvero intraducibile:- default- link (ipertestuale)- linkare (operazione che si fa dopo la compilazione)Ecco invece alcuni esempi di cosa e' perfettamente traducibile (se si conosce l'Italiano!):- tradare = scambiare/commerciare- downloadare = scaricareIn generale, poi, trovo veramente abominevole coniugare i verbi stranieri in Italiano.Comunque, la comunita' degli informatici e' in buona compagnia (purtroppo): presso i fisici (di cui io faccio parte) la pessima abitudine di distorcere termini inglesi al posto di usare quelli italiani e' prassi comune fin dagli anni '80.Vi riporto alcune chicche:- targhetta = bersaglio (perche' in inglese bersaglio si dice target, sigh!)- inerentemente = intrinsecamente (poiche' in Inglese inherent vuol dire intrinseco, sigh!!)Mal comune mezzo gaudio?Saluti :-)))Giorgio
    • Anonimo scrive:
      Re: L'inglese degli ignoranti?

      - ignoranza
      - moda Dimentichi la pigrizia.Cmq sono perfettamente d'accordo.Ma le tendenze si possono anche invertire.Qualche anno fa quasi tutti parlavano di "stage" all'inglese: "steig" adesso per fortuna si è diffusa la corretta pronuncia francese.
    • Anonimo scrive:
      Re: L'inglese degli ignoranti?

      A titolo di esempio, ecco cosa penso sia
      davvero intraducibile:
      - defaultIn un impeto di italianismo, io ho sentito tradurre "by default" con "in contumacia" :-)
      - link (ipertestuale)Collegamento non va bene? E' la stessa cosa, non è che il termine inglese sia più/meno specifico...
      - linkare (operazione che si fa dopo la
      compilazione)idem (forse "collegare le librerie" per chiarire)Pippo
    • Anonimo scrive:
      Re: L'inglese degli ignoranti?
      Bravo che sai l'inglese correntemente ma lasciacelo usare impropriamente anche a noi ignoranti senza romperci i coglioni!
      • Anonimo scrive:
        Re: L'inglese degli ignoranti?
        Bene, sono contento che tu abbia scelto l'Italiano (aulico, direi) quale lingua eletta per esprimere il tuo raffinato e filosofico pensiero :-)))Ti chiedo scusa per aver cercato di invadere la tua privacy intellettuale mettendo a rischio l'integrita' dei tuoi neuroni (che fisiologicamente so devi per forza avere [in quanto appartenente alla specie umana], nonostante non se ne manifesti alcuna traccia percepibile). ;-)Buona giornata.Giorgio- Scritto da: Monnezza
        Bravo che sai l'inglese correntemente ma
        lasciacelo usare impropriamente anche a noi
        ignoranti senza romperci i coglioni!
    • Anonimo scrive:
      Re: L'inglese degli ignoranti?
      Sono d'accordo con gran parte del tuo messaggio, mi viene pero' da aggiungere una considerazione sul termine "intraducibile" default.Quando ho dovuto spiegarlo molte volte a molte persone, ho scoperto a poco a poco che con "standard" ne rendevo bene il senso: "impostazioni standard, opzioni standard, stampante standard,tavolozza standard" ecc.Sono riusciuto a far intendere il concetto con efficacia con questa traduzione.CiaoMario
      • Anonimo scrive:
        Re: L'inglese degli ignoranti?
        Aggiungo che invece ho una certa difficolta' a tradurre "file" e "files" con un unico termine che si adatti a tutti i contesti in cui viene usato in inglese."Archivio", come spesso si trova tradotto, non convince se usato al posto di Nuovo documento in "new file"."Elemento" e' troppo generico ma e' un passo avanti "duplica/sposta/cancella elemento" ma non risolve la traduzione di "new file" ("Nuovo elemento" ? Bleah!)Se penso a tutti i casi in cui il termine file e' utilizzato, non trovo proprio una traduzione adeguata se non una specifica per ogni singolo contesto. CiaoMario
      • Anonimo scrive:
        Re: L'inglese degli ignoranti?

        Quando ho dovuto spiegarlo molte volte a
        molte persone, ho scoperto a poco a poco che
        con "standard" ne rendevo bene il senso:
        "impostazioni standard, opzioni standard,
        stampante standard,
        tavolozza standard" ecc.Già, per spiegare a qualcuno che non sa cosa voglia dire "default" puoi rendere l'idea con "standard", ma in inglese sono due cose *molto differenti*.Standard vuole più o meno dire "Secondo un modello ben definito" che si chiama anch'esso standard. Si potrebbe tradurre con "canonico" (in senso matematico).Default invece circa "in assenza di impostazioni definite", e quindi anche "in assenza di standard".L'ho visto tradurre con "in contumacia" ma mi rendo conto che la parola è un ottimo emetico.Dubitate pure (l'ho fatto anch'io a suo tempo) ma vi assicuro che è così. Chiedete ad un anglofono "standard", non ad uno che ha imparato l'inglese attraverso l'informatica...Pippo
      • Anonimo scrive:
        Re: L'inglese degli ignoranti?
        - Scritto da: default o non default
        Sono d'accordo con gran parte del tuo
        messaggio, mi viene pero' da aggiungere una
        considerazione sul termine "intraducibile"
        default.

        Quando ho dovuto spiegarlo molte volte a
        molte persone, ho scoperto a poco a poco che
        con "standard" ne rendevo bene il senso:
        "impostazioni standard, opzioni standard,
        stampante standard,
        tavolozza standard" ecc."Predefinito" ha forse qualcosa che non va? :)bye, Andrea
        • Anonimo scrive:
          Re: L'inglese degli ignoranti?
          - Scritto da: Kappei

          Quando ho dovuto spiegarlo molte volte a

          molte persone, ho scoperto a poco a poco
          che

          con "standard" ne rendevo bene il senso:

          "impostazioni standard, opzioni standard,

          stampante standard,

          tavolozza standard" ecc.

          "Predefinito" ha forse qualcosa che non va?
          :)Premesso che sto parlando del caso di un insegnante (io) che deve tenere delle lezioni di infornmatica di base, con "predefinito" ci ho provato, ma e' lungo e le persone sono pigre, dopo un po' predefinito viene trascurato.Ma soprattutto non rende subito il senso: benche' possa sembrare una puttanata, la domanda che poi mi rivolgono subito gli studenti e':"Predefinito da chi? Da qualcuno? Dal computer? Lo devo definire io ogni volta che stampo, non basta fare 'stampa', devo 'definire' la stampante?"Entrano in panico e non fanno porgressi, per un po' almeno.Cosi' preferisco Standard. Sebbene condivida i dubbi di Pippo del suo messaggio precedente sulla corretta accezione (giustamente default si dovrebbe intendere come "non definito, in assenza di standard"), e sul fattoche in inglese il senso dei due termini sia assai diverso, rimane la scelta piu' chiara per i non addetti.Grottesco ma vero ;)))ciaoMario
    • Anonimo scrive:
      Re: L'inglese degli ignoranti?
      che ti aspetti in un paese dove circolano spot che recitano "du gust is megl che one?" :)
  • Anonimo scrive:
    Re: siamo in Italia
    - Scritto da: Sberox
    Per queste parole ce n'è altrettante
    italianissime che esprimono meglio il
    significato, hanno un suono più gradevole,
    non sono patetiche e soprattutto fanno parte
    della nostra lingua.Concordo ma non al 100%, l'uso di questi termini inglesi italianizzati è usato per esprimere un concetto preciso.ESEMPIO: se tu dici linkare, lo so benissimo che potresti dire connettere o collegare, ma per alcune cose non vanno benequesti 2 verbi; se usi connettere o collegare la gente con cui parli non capisce, se usi linkare per qel contesto particolare la gente capisce al volo, stessa cosa possiamo dire per UPPARE se io ti dico CARICARE quanti capiscono e quanti no? secondo me sono + quelli che non capiscono...
  • Anonimo scrive:
    Re: Io la vedo in un altro modo
    - DPY:
    E' probabilmente vero che ormai quasi tutti
    i neologismi derivano da termini inglesi,
    tuttavia forse c'è da chiedersi anche perché
    in passato questo non succedeva. Per quanto
    ricordo, prima della guerra si cercava di
    italianizzare i termini anglofoni, in modo
    che sembrassero italiani. Al momento non
    ricordo parole di questo genere, tuttavia
    ricordo che con alcune parole non era
    possibile, vedi ad esempio i 'bar' (Che
    sarebbero diventati bari) e lo sport.Per sport c'è. Il DISC lo riporta come proveniente dal francese antico, risale al secolo XIII. Il lemma è diporto.C'è chi ha tentato di italianizzare hamburger trasformandolo il hamburgherio...(non sono certo se ci andasse o meno la acca). Mah dico io! non si poteva pensare a amburghese*? qui da me, ma quando ero piccolo, quei cosi si chiamavano svizzere**.
    [...]
    A me va benissimo che la lingua comune sia
    diventata l'inglese, l'importante è capirsi.L'importante è capire chi siamo, da dove siamo venuti e, possibilmente, dove andremo. Fa'* Non dite che magiare un amburghese suona sanguinario, si mangiano comunemente diplomatiche e genovesi. :)** idem come sopra
  • Anonimo scrive:
    E' peggio il disuso dei congiuntivi
    Trovo che, in assenza di terminologie ufficiali, non vi sia nulla di male ad italianizzare i i termini hi-tech inglesi.E' invece molto più preoccupante l'uso, o meglio il disuso che si sente (e si legge) fare dei congiuntivi.La modernità a mio avviso dovrebbe arricchire una lingua e non storpiarla.Ricordo a proposito una vecchia battuta : < Tette al vento e congiuntivi a ramengo !
    byebada
    • Anonimo scrive:
      Re: E' peggio il disuso dei congiuntivi

      Ricordo a proposito una vecchia battuta :
      < Tette al vento e congiuntivi a ramengo !

      battuta per battuta.... con tette al vento anche la congiuntivite va a ramengo e guariscehi hi(non crocefiggetemi please)
  • Anonimo scrive:
    Scandire?
    Ma lo zingarelli che s'è fumato?Non era "scansire"?D'altronde se passo una foto allo scanner, ottengo una scanSione, non una scanDione (o una scandita? ^__^)...Bah... Sicuramente scansire è più "bello" e imho più corretto, voi che ne dite?Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Scandire?
      - Scritto da: MaurizioB
      Non era "scansire"?No. Vedi: http://www.mauriziopistone.it/discussioni/mancanoparole.html#scandire
    • Anonimo scrive:
      Re: Scandire?
      - Scritto da: MaurizioB
      Ma lo zingarelli che s'è fumato?

      Non era "scansire"?no, era proprio scandire ... :-( purtroppo.però si "scandisce" una parola ... e ha un senso completamente diverso IMHO.(cut)
      Bah... Sicuramente scansire è più "bello" e
      imho più corretto, voi che ne dite?Che sono d'accordo! :-)Ma si può benissimo usare un "vecchio neologismo" ovvero "digitalizzare" che non fa più schifo ed è comunque corretto.Certo il digitizer e lo scanner sono due cose diverse ... ma scommetto che ci saranno 10 lettori su 100 che sanno cosa sia il digitizer.
      • Anonimo scrive:
        Re: Scandire?
        Sia scandire che scannare hanno un grave difetto: significano qualcos'altro.Se si vuole che un termine sia comprensibile, bisogna che il significato sia uno solo.Se devo fare la scansione della foto di mio fratello, posso dire in giro "devo scannare mio fratello" senza rischiare l'arrivo dei caramba?Trovo sia semplice buon senso. Per il resto secondo me va bene tutto.Tra l'altro moltissimi dicono "scannerizzare" che non mi sembra pessimo (almeno si capisce)
        • Anonimo scrive:
          Re: Scandire?
          - Scritto da: Mikizo
          Sia scandire che scannare hanno un grave
          difetto: significano qualcos'altro.infatti io personalmente ho detto "SCANSIRE"pur specificando che il dizionario probabilmente indica di usare "scandire", che però a mio avviso significa ben altro.Melgio di tutto: digitalizzare un'ìmmagine.Oppure ancora come dicono alcuni in modo forse terra terra, ma usando ancora l'italiano "tira dentro un'immagine" :-)O "tira su".:-)))
          Se si vuole che un termine sia
          comprensibile, bisogna che il significato
          sia uno solo.Questo non è esatto e la lingua italiana è zeppa di parole che ti dimostrano il contrario e ti ricordano che il CONTESTO non è da poco e soprattutto che le parole si combinano l'una con l'altra.Quindi se vado a pesca, non credo che immaginerai un frutto. Eppure la parola è la stessa.
          Se devo fare la scansione della foto di mio
          fratello, posso dire in giro "devo scannare
          mio fratello" senza rischiare l'arrivo dei
          caramba?Per me i caramba dovrebbero arrivare, ma per la sezione "crimini contro la lingua italiana" se dici "scannare" ... mi ha fatto sempre schifo da quando ho sentito la parola e non ha mai smesso di farmi schifo.Quasi peggio che "scannerizzare" ... brrrrrr!!! Orribile!!!!!
          Trovo sia semplice buon senso. No, non c'è solo il buon senso. C'è anche il buon gusto. C'è la lingua italiana che si può usare senza fare poi tanta fatica. Prima impariamo a scrivere in italiano, se poi non c'è proprio nulla che dica quello che ci serve con le nostre parole, benvenga l'introduzione di neologismi o la semplice adozione di parole straniere che si inglobano nella nostra lingua.
          Per il resto secondo me va bene tutto.
          Tra l'altro moltissimi dicono
          "scannerizzare" che non mi sembra pessimo
          (almeno si capisce)Ci sono un sacco di altre parole che "si capiscono" alla perfezione ... ma non so perché, ogni volta che ne ho pronunciata una di fronte a qualsiasi persona degna di rispetto è successo un bel patatrac ... ;-)
        • Anonimo scrive:
          Re: Scandire?
          - Mikizo:
          Sia scandire che scannare hanno un grave
          difetto: significano qualcos'altro.
          Se si vuole che un termine sia
          comprensibile, bisogna che il significato
          sia uno solo.Cito dall'Oxford ecc. del 1985 (consultato perché relativamente "antico"):scan1. look at attentively; run the eyes over every part of [...]2. glance at quickly but not very thoroughly [...]3. test the metre of (a line of verse) by noting the division into feet [...]4. fit a metrical pattern; be composed so that it can be scanned [...]5. (TV) resolve (a picture) into its elements of light and shade for transmission; (radar) traverse an area with electronic beams in search of sh.Ora, nel 1985, secondo l'Oxford, il termine, come in seguito lo intenderemo, non esiste ancora, e così scanner; inoltre, nelle definizioni non scorgo un significato univoco, anzi, le prime due accezioni sembrano un po' contraddittorie.
          Se devo fare la scansione della foto di mio
          fratello, posso dire in giro "devo scannare
          mio fratello" senza rischiare l'arrivo dei
          caramba?Perfettamente d'accordo, direi che è rivoltante. A meno che, come spesso succede, non sia da intendere come un gioco di parole, a mo di accettare: "mah sì che ti accetto" (tutti sanno che accettare non significa usar l'accetta, tuttavia lo scherzo ha un suo senso)
          Tra l'altro moltissimi dicono
          "scannerizzare" che non mi sembra pessimo
          (almeno si capisce)Meglio di scannare...ma c'è scandire :) e comunque sia, qui chi vince è la maggioranza: la lingua è così, e noi siamo in minoranza.PS (ma breve) ricordo ai sostenitori dell'inglese a tutti i costi che la gran parte dei termini che gli anglofoni usano come nuove parole tecniche sono vecchie parole comuni. Un solo esempio, chat. Perché per l'italiano informatizzato, se ciatto (meglio di chatto), non sto chiacchierando?
      • Anonimo scrive:
        Re: Scandire?
        - Scritto da: Cavallo GolOso

        no, era proprio scandire ... :-( purtroppo.

        però si "scandisce" una parola ... e ha un
        senso completamente diverso IMHO.Invece significa proprio quello!"to scan" e "scandire" hanno esattamente la stessa origine latina ("scandere" se non ricordo male).Nel caso dello scanner si riferisce proprio al movimento che fa, durante il quale legge l'immagine una riga per volta, esattamente come avviene in qualsiasi altra "scansione".
        • Anonimo scrive:
          Re: Scandire?


          però si "scandisce" una parola ... e ha un

          senso completamente diverso IMHO.
          Invece significa proprio quello!
          "to scan" e "scandire" hanno esattamente la
          stessa origine latina ("scandere" se non
          ricordo male).Sono completamente d'accordo... diciamo che può significare circa "passare elemento per elemento".Pippo
      • Anonimo scrive:
        Re: Scandire?
        Allora precisiamo una cosa: lo scanner inteso come strumento per riprodurre fotografie esiste in tipografia da mooolto prima che uscissero i trabiccoli che vi hanno venduto insieme al PC e la parola corretta da usare è DA SEMPRE "scansione"Poi ciascuno è libero di inventarsi il proprio vocabolario, ma io sono anche padrone, di fronte ad una parola inventata, di rispondere: "'zzo dici?"
        • Anonimo scrive:
          Re: Scandire?
          - Scritto da: Er monnezza
          Allora precisiamo una cosa: lo scanner
          inteso come strumento per riprodurre
          fotografie esiste in tipografia da mooolto
          prima che uscissero i trabiccoli che vi
          hanno venduto insieme al PC e la parola
          corretta da usare è DA SEMPRE "scansione"
          Poi ciascuno è libero di inventarsi il
          proprio vocabolario, ma io sono anche
          padrone, di fronte ad una parola inventata,
          di rispondere: "'zzo dici?"dopo aver precisato questo, su cui non ho nulla da ridire, aggiungo che "scansione" non da adito ad alcun dubbio.Ma da che verbo viene fuori?Scandire o scansire?di certo non scannare né scannerizzare.
          • Anonimo scrive:
            Re: Scandire?
            - Scritto da: Cavallo GolOso


            dopo aver precisato questo, su cui non ho
            nulla da ridire, aggiungo che "scansione"
            non da adito ad alcun dubbio.

            Ma da che verbo viene fuori?
            Scandire o scansire?dal Dizionario della Lingua Italiana Palazziscansione: sf atto dello scandireScansire invece non esiste su nessun dizionario che ho sottomano qui' in ufficio.
        • Anonimo scrive:
          Re: Scandire?
          credo che il punto di partenza sia proprio la parola "scansione".Ora, io ho sempre ritenuto, e sentito anche dire, che il termine corretto fosse scansionare. Adesso qui sento dire "scansire", che ammetto di non aver mai sentito.Nessun altro è dalla mia parte (ovvero per scansionare)?
    • Anonimo scrive:
      Re: Scandire?

      Bah... Sicuramente scansire è più "bello" e
      imho più corretto, voi che ne dite?spesso sento dire "scansionare"...ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Scandire?
      Ho anche sentito dire SCANSIONARE :-)Credo che "Scandire" non sia del tutto corretto, d'altra parte un termine ufficiale non esiste proprio.byebada
      • Anonimo scrive:
        Re: Scandire?
        Scansione deriva da scandire, no da scansire che non esiste. Quindi scandire mi sembra il termine corretto. E per indicare l'acquiisizione di immagini il termine era già in uso da tempo - vedi microscopio elettronico a scansione.Io non ci trovo nulla di male ad accettare termini inglesi e adattarli se non esiste l'equivalente in italiano, ma adattare tutto acriticamente mi sembra solo un po' da ignoranti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Scandire?
      Scansire è sicuramente + bello, peccato che te lo sei inventato tu ora...
    • Anonimo scrive:
      Re: Scandire?
      Scansionare .. senza alcun dubbio questo è il termine che dovrebbe essere usato.Pensate a quello che fa uno SCANNER ... scandire e scansire non se possono proprio sentì :-)Ciao a tutti ;)
      • Anonimo scrive:
        Re: Scandire?
        - Scritto da: Bukozzolo
        Scansionare .. senza alcun dubbio questo è
        il termine che dovrebbe essere usato.
        Pensate a quello che fa uno SCANNER ...Appunto, lo scanner SCANDISCE!
    • Anonimo scrive:
      Re: Scandire?

      Ma lo zingarelli che s'è fumato?
      Non era "scansire"?
      D'altronde se passo una foto allo scanner,
      ottengo una scanSione, non una scanDione (o
      una scandita? ^__^)...
      Bah... Sicuramente scansire è più "bello" e
      imho più corretto, voi che ne dite?Scandire E' etimologicamente corretto. Scandire: ovvero dividere un qualcosa nelle sue parti elementari. Come si scandisce una parola (dividendola in sillabe, o lettere) si scandisce un'immagine dividendola in pixel.
    • Anonimo scrive:
      Re: Scandire?
      - Scritto da: MaurizioB
      Ma lo zingarelli che s'è fumato?

      Non era "scansire"?
      D'altronde se passo una foto allo scanner,
      ottengo una scanSione, non una scanDione (o
      una scandita? ^__^)...

      Bah... Sicuramente scansire è più "bello" e
      imho più corretto, voi che ne dite?

      SalutiChe il tuo pusher non è migliore di quello di Puccio Zingarelli.Si dice SCANSIONARE, non "scansire" (che schifo...)!Effettui una scansione, non una 'scansitura'. Gnurant!
      • Anonimo scrive:
        Re: Scandire?
        - Scritto da: unoacaso
        Che il tuo pusher non è migliore di quello
        di Puccio Zingarelli.

        Si dice SCANSIONARE, non "scansire" (che
        schifo...)!
        A me pare che tu abbia fumato esattamente la stessa cosa che ha fumato lui! ;)Sono sbagliati entrambi, il verbo corretto e' SCANDIRE.
        Effettui una scansione, non una
        'scansitura'. Gnurant!SCANSIONE e' corretto, ma il verbo rimane comunque "scandire".Se la cosa vi sembra strana (Scandire =
        Scansione) pensate alle innumerevoli forme irregolari della lingua Italiana.O forse devo dedurre che tu dici: "io ando, tu andi, egli anda..."
    • Anonimo scrive:
      Re: Scandire?
      - Scritto da: MaurizioB
      Ma lo zingarelli che s'è fumato?

      Non era "scansire"?Infatti.E' scansire.

      Bah... Sicuramente scansire è più "bello" e
      imho più corretto, voi che ne dite?+ corretto, lo credo.+ elegante, senza il minimo dubbio ^__^CMQ potrei anche accettare "scannare", MAI "scandire" o "scansionare"
      • Anonimo scrive:
        Re: Scandire?
        - Scritto da: SiN


        - Scritto da: MaurizioB

        Ma lo zingarelli che s'è fumato?



        Non era "scansire"?

        Infatti.
        E' scansire.




        Bah... Sicuramente scansire è più "bello"
        e

        imho più corretto, voi che ne dite?Dico che i casi sono due, o anche Devoto, Oli e Palazzi hanno fumato le stesse cose di Zingarelli, o tu hai fumato quelle che ha fumato lui! ;)SCANSIRE non esiste!
        + corretto, lo credo.
        + elegante, senza il minimo dubbio ^__^Piu' corretto ed elegante un verbo inventato?

        CMQ potrei anche accettare "scannare", MAI
        "scandire" o "scansionare"Proprio scannare, che significa uccidere tagliando la gola.
        • Anonimo scrive:
          Re: Scandire?
          - Scritto da: Fulmy(nato)

          Dico che i casi sono due, o anche Devoto,
          Oli e Palazzi hanno fumato le stesse cose di
          Zingarelli, o tu hai fumato quelle che ha
          fumato lui! ;)Propendo per la prima :-p

          SCANSIRE non esiste!Neanche l'azione esisteva.
          Piu' corretto ed elegante un verbo inventato?Piuttosto che riciclarne uno che vuol dire tutt'altro, SI
          • Anonimo scrive:
            Re: Scandire?
            - Scritto da: SiN


            - Scritto da: Fulmy(nato)



            Dico che i casi sono due, o anche Devoto,

            Oli e Palazzi hanno fumato le stesse cose
            di

            Zingarelli, o tu hai fumato quelle che ha

            fumato lui! ;)

            Propendo per la prima :-p




            SCANSIRE non esiste!


            Neanche l'azione esisteva.In che senso non esisteva?"scansione" deriva dal latino esattamente come scandire, ed indica prorio "l'azione dello scandire".Non e' una parola inventata apposta per lo scanner.


            Piu' corretto ed elegante un verbo
            inventato?


            Piuttosto che riciclarne uno che vuol dire
            tutt'altro, SIMa li leggi i dizionari o li fumi? :-PHanno lo stesso significato.Che significato avrebbe secondo te "scandire" che non va daccordo con "scansione"?E invece "scannare" ha secondo te un significato piu' simile?Sui dizionari che ho io indica qualcosa di parecchio violento!
    • Anonimo scrive:
      Re: Scandire?
      veramente ho qui accanto proprio lo Zingarelli e "scansire" non c'è.Purtroppo non c'è nemmeno "scansionare", che pensavo fosse il termine esatto.Mi sa tanto che non ci resta altro che "effettuare una scansione" o anche consentitemi "passare allo scanner".Certo, se vogliamo, l'espressione "scandire" andrebbe bene, infatti lo "Zingarelli" recita:-in televisione, analizzare mediante un fascio elettronico tutti i punti in sequenza di un'immagine da trasmettere.che dite, lo vogliamo accettare 'sto "scandire"? a me sta bene.
  • Anonimo scrive:
    Gilberto Mondi si informi
    Uno dei meccanismi di evoluzione delle lingue è proprio l'introduzione di elementi "stranieri". L'italiano, che con questa mail si vorrebbe difendere, già contiene storicamente molti termini di importazione. E questo vale per tutte le lingue, in misura variabile dipendente dai contatti che i popoli che le parlano hanno avuto con altri popoli di lingua differente.
    • Anonimo scrive:
      Titolo sbagliato
      Chiaramente Gilberto Mondi è l'autore della risposta di Punto Informatico e non della mail a cui io intendevo rispondere. Mi si perdoni, quindi, lo scambio di persona.
      • Anonimo scrive:
        Re: Titolo sbagliato

        Chiaramente Gilberto Mondi è l'autore della
        risposta di Punto Informatico e non della
        mail a cui io intendevo rispondere. Mi si
        perdoni, quindi, lo scambio di persona.Inoltre si dice "e-mail"Giusto per... ;)ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: Titolo sbagliato
          caro "dubbioso"qualche comune mortale la chiama anche mail...se vuoi comunque ti diciamo che sei bravo solo tu...cosi' stai allegro lo stesso.ammazza quanto sei antipatico...chetristezza
          Inoltre si dice "e-mail"
          Giusto per... ;)
          ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Titolo sbagliato
            Ma mail o e-mail non si puo' sostituire con messaggio, comunicazione?Anche a me come prima impressione scandire per to scan ha lasciato un po' di perplessita', ma poi, a ben pensarci, mi sembra invece perfetto, anche se, forse, e' piu' immediatamente comprensibile digitalizzare.Ai motivi del diffondersi dei termini barbari nell'informatica non si puo' forse aggiungere la pigrizia, l'esibizionismo e la soddisfazione di usare un linguaggio da iniziati, starei per dire azzeccagarbugli, in modo da far pensare al volgo di star parlando di cose superiori ed incomprensibili anche quando si tratta di banalita'?Penso che cercare di usare parole della nostra lingua invece di termini stranieri possa aiutare a comprenderne meglio il significato.
          • Anonimo scrive:
            Re: Titolo sbagliato
            - Scritto da: adoria
            Ma mail o e-mail non si puo' sostituire con
            messaggio, comunicazione?Tutto si puo' ma secondo la mia opinione, comunicazione e' un vocabolo dal significato troppo vasto per fare capire subito che si tratta di un "messaggio di posta elettronica", molto piu' corto e "capibile" il termine mail.
            Anche a me come prima impressione scandire
            per to scan ha lasciato un po' di
            perplessita', ma poi, a ben pensarci, mi
            sembra invece perfetto, anche se, forse, e'
            piu' immediatamente comprensibile
            digitalizzare.Io faccio parte di quelli che amano "digitalizzare"
            Ai motivi del diffondersi dei termini
            barbari nell'informatica non si puo' forse
            aggiungere la pigrizia, l'esibizionismo e la
            soddisfazione di usare un linguaggio da
            iniziati, starei per dire azzeccagarbugli,
            in modo da far pensare al volgo di star
            parlando di cose superiori ed
            incomprensibili anche quando si tratta di
            banalita'?Mah, ogni branca scientifica ha il suo linguaggio da iniziati, dalla medicina all'ingegneria alla chimica e chi piu' ne ha piu' ne metta.
            Penso che cercare di usare parole della
            nostra lingua invece di termini stranieri
            possa aiutare a comprenderne meglio il
            significato.E se le parole non esistono? Le inventi passando anche per uno che non sa parlare: meglio usare termini "tecnici" stranieri :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Titolo sbagliato
            Le parole da "iniziati" sono necessarie perrendere il discorso tra due della stessa "setta"a rendere piu snello e fluido il discorso.Nulla toglie che in un discorso rivolto al grandepubblico queste parole siano da evitare comela peste (anche per una questione di stile oltreche funzionale). Comunque io solitamente utilizzo"scannare" (per quanto questo possa essere brutto)anche se non disdico l'utilizzo della parola"digitalizzare", che ha una valenza universalenel mondo dell'informatica, in quanto si riferiscead un trasferimento dell'informazione al dominiodel digitale, del discreto, dal mondo analogicoin cui viviamo.Comunque to scan e scandire hanno la stessaetimologia latina, e, naturalmente, anchedigitalizzare. Quindi non stiamo importando nulladi nuovo dai paesi anglofoni :))ciaouzDarioP.S. : se scandire divenisse di uso comune nonsarebbe poi cosi malaccio :)
          • Anonimo scrive:
            Re: Titolo sbagliato
            - Scritto da: chetristezza
            caro "dubbioso"
            qualche comune mortale la chiama anche
            mail...
            se vuoi comunque ti diciamo che sei bravo
            solo tu...cosi' stai allegro lo stesso.
            ammazza quanto sei antipatico...

            chetristezzaROTFL!!! LOL!!IMHO... :-)(comunque si scrive "che tristezza")
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