Diritto all'accesso: la proposta di legge

La proposta per il diritto di accesso ai servizi e alle risorse informatiche pubbliche in soli 20 giorni ha raccolto più di 151 adesioni. Ora è stata inviata alle istituzioni. Un diritto che va ben oltre le disabilità


Roma – Il diritto all’accesso ai servizi e alle risorse informatiche pubbliche, un diritto spesso negato dalla non-accessibilità e che ha bisogno di una regolamentazione che allarghi le possibilità di fruizione di quei documenti, informazioni e materiali che oggi non risultano accessibili a tutti. Questo il senso e il contenuto di una proposta di legge che in questi giorni sta girando dentro e fuori dalla rete.

L’ideatore del testo, Donato Taddei, che nella scorsa legislatura aveva già ricevuto l’appoggio di numerosi parlamentari di ogni schieramento, ha spiegato che nonostante i progressi fatti sulla via dell’accessibilità è ancora necessario “recepire ed attuare nel nostro ordinamento principi di ‘design for all’ contenuti in trattati internazionali e comunitari come:
– uguaglianza di opportunità delle persone portatrici di handicap (risoluzioni ONU 4/95, 48/96),
– Trattato di Amsterdam (artt. 13 – 125/130 – 136/145 – 255),
– risoluzioni del Consiglio UE 20-12-1996 e del 27-6-1999,
– conferenze ministeriali di Lisbona (marzo 2000) e di Feira (giugno 2000),

raccordandoli alla legislazione italiana vigente:
– Legge 7 agosto 1990 n. 241 (specie CAPO I, Art. 1 – 3, e CAPO V, Art. 22 – 28) e successive integrazioni:
Decreto Presidente Della Repubblica 27 giugno 1992, n. 352 e
Decreto legislativo 3 febbraio 1992, n. 29 (Art. 1, 2, 12 comma 4);
– Legge 5 febbraio 1992, n. 104;
– legge 15 marzo 1997, n. 59;
– Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80;
– legge annuale 2000, n. 340, pubblicata il 24 novembre 2000;

in attuazione del divieto di discriminazioni previsto dall’Art. 3 e 21 Costituzione nonché dal ‘Trattato che istituisce la Comunità Europeà, di cui alla Legge n. 209/1998″.

Sulla proposta Taddei ha già ottenuto negli ultimi 20 giorni 151 nuove firme, che si aggiungono a quelle degli onorevoli che già hanno sostenuto questa normativa. In questi giorni lo stesso Taddei ha inviato il testo della proposta alle istituzioni, a tutti i parlamentari, al Governo, all’AIPA e per conoscenza ad una 30ina di associazioni di disabili.

“Le ridondanze e i pleonasmi (della proposta, ndr) – ha scritto Taddei nella lettera – derivano dal tentativo di focalizzare meglio i concetti esposti: pur nella duplice veste di tecnico informatico e di utente disabile, non nascondo di aver trovato difficoltà a sintetizzare in forma di articolato questa materia alquanto complessa; immagino le difficoltà che possano trovare persone, ancorché Legislatori, che non si sono mai occupati finora di queste tematiche! Il senso di questo modesto contributo, che altrimenti sarebbe solo stupida presunzione, è appunto proprio questo.”

Nella lettera che accompagna la proposta, Taddei invita anche alla formazione di un comitato che segua la vicenda, interessando i parlamentari e spingendo per accelerare l’iter della proposta fino alla sua approvazione.

Il testo della proposta è presentato dalla seconda pagina di questo articolo. Chiunque volesse mettersi in contatto con Donato Taddei può farlo da subito a questo indirizzo: do.taddei@agora.it .


Sommario
Art. 1. Diritto di accesso
Art. 2. Principi di progettazione e gestione dei siti e dei servizi
Art. 3. L’Autorità Garante
Art. 4: Portali e pagine web accessibili
Art. 5. Forma scritta ed equivalenti testuali
Art. 6. Supporti digitali multimediali
Art. 7. Banche dati, procedure e accesso
Art. 8. Formazione e riqualificazione professionale
Art. 9. Disposizioni sanzionatorie e finali

Proposta di Legge per la regolamentazione del diritto di accesso ai servizi e alle risorse informatiche pubbliche.

Art. 1. Diritto di accesso
Lo stato garantisce a tutti i cittadini, applicando il principio Costituzionale di uguaglianza, il diritto di accesso alle risorse informatiche e ai servizi telematici erogati dalla pubblica amministrazione, in considerazione della grande rilevanza sociale dell’impatto delle tecnologie basate sull’uso di reti di elaboratori, in particolare il fenomeno internet.
La rilevanza sociale ed economica dei sistemi informatici assorbe da tempo quote significative del P.I.L. e determina radicali cambiamenti nel modo di lavorare, di istruirsi, di fruire di nuovi e diversi servizi. L’accesso e la fruizione delle informazioni digitali, specie per via telematica, sono sempre più collegati a diritti costituzionali fondamentali.
La pubblica amministrazione deve provvedere a rimuovere le barriere tecnologiche che si stanno producendo, le quali creano nuovi analfabetismi e nuove disabilità, precludendo a vaste categorie di cittadini l’esercizio di diritti fondamentali.

Art. 2. PRINCIPI DI PROGETTAZIONE E GESTIONE DEI SITI E DEI SERVIZI
Le Pubbliche Amministrazioni, definite ai sensi del secondo comma Art. 1 D.LGS. 3/2/1993, n. 29, gli enti pubblici economici, le aziende private concessionarie di servizi pubblici, le aziende appaltatrici di servizi informatici, le banche di interesse nazionale, le casse di risparmio, le casse depositi e prestiti non lucrative, le aziende municipalizzate e regionali, i partiti, i sindacati, le Onlus, le aziende di telecomunicazione a partecipazione di capitale pubblico, le aziende esercenti servizi in convenzione con enti pubblici o comunque fruiscano di contributi a carico dello Stato o di altri enti pubblici, sono tenute, nell’allestimento e nella gestione di siti, banche dati e servizi telematici, a porre particolare attenzione per assicurare il diritto di cui al precedente Art. 1, a tutte le categorie di cittadini, specie se svantaggiati o disabili.

In particolare:
– anziani, spesso affetti da riduzioni e limitazioni sensoriali, motorie, cognitive;
– cittadini sottoscolarizzati, non scolarizzati e privi di conoscenze informatiche;
– i bambini svantaggiati e disabili in obbligo scolare;
– cittadini affetti da disabilità sensoriali (non vedenti, non udenti, ipovedenti, ipoudenti ecc.),
– affetti da disabilità motorie anche gravi,
– cittadini affetti da problemi psichici con disturbi e ritardi nell’apprendimento, nella comunicazione, nella vita di relazione.

Pertanto qualsiasi attività di progettazione e sviluppo basata su tecnologie informatiche deve attenersi ai seguenti principi generali:

A) – PRINCIPIO DI INDIPENDENZA DAL DISPOSITIVO
I sistemi informatici, i servizi telematici, i supporti contenenti informazioni digitalizzate di interesse sociale e culturale devono essere accessibili a tutti i cittadini, tenendo conto che essi possono possedere macchine diverse, per dimensioni, capacità, velocità, architettura, sistema operativo, interfaccia utente, dispositivi di interazione col sistema e con l’informazione e la sua fruizione, come periferiche alternative.

B) – PRINCIPIO DI PRESENTAZIONE EQUIVALENTE
Le informazioni e le procedure di accesso ai sistemi, alle reti e ai prodotti di cui al punto A, devono sempre distinguere ed attuare la separazione fra il contenuto di informazione e la sua presentazione. Il contenuto di informazione deve essere sempre disponibile anche secondo modalità alternative di presentazione: deve essere sempre possibile l’accesso alle informazioni sia con interfacce grafiche e basate su dispositivi di puntamento, sia attraverso interfacce testuali,con comandi a tastiera, con terminali di diversa risoluzione, con terminali gsm e computers palmari ie da automobile, lettori di schermi collegati a dispositivi speciali (es. barre braille, dispositivi di sintesi vocale), videoingranditori, emulatori di mouse e di tastiera, cannucce a soffio, dispositivi di telecomando, ecc..
In considerazione del fatto che il contenuto informativo deve essere veicolabile attraverso differenti canali sensoriali, le immagini e i suoni rilevanti ai fini dell’informazione delle procedure di accesso, devono essere sempre associati a riferimenti testuali e descrittivi, che ne chiariscano o sostituiscano la funzione.
Ove questo risulti utile, il contenuto testuale puo’ essere arricchito, specificato o chiarito con immagini e suoni, animazioni, filmati, e quanto altro possa facilitare la comunicazione, la fruizione delle informazioni e l’interazione col sistema, utilizzando a pieno le possibilità multimediali rese disponibili dalla tecnologia attuale.

C) – PRINCIPIO DI FLESSIBILITÀ E SEMPLICITÀ D’USO
Le procedure di accesso ai sistemi informatici, alle reti di elaboratori, devono tener conto che i cittadini possono avere tempi diversi di interazione col sistema a causa della macchina posseduta, dei dispositivi utilizzati per l’interazione, dei carichi sulle infrastrutture di telecomunicazione, o per effetto di disabilità: sotto tale profilo si devono assicurare procedure legate il meno possibile alla temporizzazione di eventi, evitare testi in movimento, azioni legate a precisi lassi di tempo e aver cura di sincronizzare le modalità alternative di presentazione: filmati, didascalie, linguaggi del corpo, ecc.
La facilità di uso deve essere assicurata in tutte le presentazioni dell’informazione, non solo in quella della procedura standard.


Art. 3. L’AUTORITÀ GARANTE
L’autorità Informatica per la Pubblica Amministrazione, di concerto col Dipartimento della Funzione pubblica e con i dicasteri della salute, della ricerca scientifica e della innovazione tecnologica, in conformità ai principi contenuti nell’Art. 25 della legge 24 novembre 2000, n. 340, provvede a sorvegliare l’applicazione delle norme di cui alla presente legge:

A) – provvedendo a recepire nell’ordinamento italiano, sotto forma di proposte di regolamenti e di circolari, standards dettati da organismi ed enti internazionali e comunitari, come ad es. la raccomandazione 05/05/99 del World Wide Web Consortium”, sulla accessibilità ai contenuti web (wai).
B) – svolgendo una funzione di impulso e di raccordo tesa a favorire un approccio unitario al problema, specie nell’ambito della RUPA, la rete informatica unitaria per la P.A.;
C) – istituendo o favorendo servizi anche automatici per il controllo di conformità ai principi esposti nella presente legge, in tutte le fasi dello sviluppo di siti e procedure;
D) – coordinando lo sviluppo di procedure alternative e di tecnologie assistive da porre gratuitamente al servizio delle categorie di cittadini di cui al precedente articolo 2;
E) – aprendo un canale di comunicazione diretto con gli utenti, dando loro la possibilità di segnalare difficoltà e malfunzionamenti o non aderenza a questi principi di progettazione universale.
F) – effettuando una ricognizione periodica dei servizi telematici e supporti digitali diretti all’utenza da pubbliche amministrazioni centrali e locali, monitorandone il processo di adeguamento alle norme della presente Legge;
G) – favorendo progetti di interoperatività e di collaborazione tra le P.A. per una gestione ottimizzata dei servizi offerti all’utenza, con modalità basate anche sul telelavoro;
H) – utilizzando la rete informatica unitaria per la P.A. come supporto di tali attività, con lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi servizi e soluzioni, di dimostrazioni e anticipazioni delle conquiste tecnologiche, servizi di assistenza nell’accesso, distribuzione e assistenza per interfacce e ausili;

Art. 4. Portali e pagine web accessibili
Vengono accolte nell’ordinamento italiano le linee guida per l’accessibilità dei siti web contenute nella raccomandazione del 5 maggio 1999 del World Wide Web Consortium (W3C), CHE POSSONO COSÌ SINTETIZZARSI:
– Fornire alternative equivalenti al contenuto audio e visivo.
– Non fare affidamento sul solo colore nella presentazione delle informazioni e nelle procedure di accesso.
– Usare in maniera appropriata i marcatori di formato dei dati e protocolli standard di trasporto multimediale (come fogli di stile), tenendo conto che non tutti i sistemi utente li supportano.
– mostrare in chiaro sigle e acronimi, se non è possibile evitarli.
– fornire descrizioni atte a favorire l’esplorazione non visiva di dati mostrati in maniera tabellare, attraverso meccanismi descrittivi e che ne permettano anche una esplorazione seriale.
– Assicurarsi che l’utente possa tenere sotto controllo i cambiamenti di presentazione nel corso dell’interazione col sistema.
– Progettare per garantire l’indipendenza da dispositivo.
– Usare soluzioni che garantiscano la compatibilità con interfacce e dispositivi meno recenti, in presenza della rapidissima evoluzione delle tecnologie connesse all’informatica e al trattamento dei dati digitali.
– Fornire informazione per la contestualizzazione e l’orientamento.
– Fornire chiari meccanismi di navigazione.
– Assicurarsi che i documenti siano chiari e semplici.

Art. 5. FORMA SCRITTA ED EQUIVALENTI TESTUALI
La forma scritta, basata sull’alfabeto, riveste importanza privilegiata nella interazione tra cittadini e istituzioni, non solo nei rapporti giuridici di natura pubblicistica, ma anche spesso nei rapporti di natura privatistica, contrattuale e di contenzioso.
Pertanto i soggetti pubblici di cui al precedente Art.2 sono tassativamente tenuti a garantire, nella erogazione di servizi per via telematica, e su supporti digitali e multimediali, anche l’accesso a tutti i contenuti testuali, fornendo in ogni caso anche una versione priva di riferimenti a elementi di presentazione, in considerazione della sua oggettiva fruibilità pressocchè universale, specie con dispositivi che accedono in maniera seriale come i dispositivi vocali e braille usati dai non vedenti.

L’obbligo di cui al comma precedente si riferisce in particolare:
A) – modulistica, istruzioni per il suo uso e relativo materiale informativo;
B) – documentazione e informazione sulle procedure di accesso ai servizi informatici e alle banche dati di pubblico interesse;
C) – atti privati e contrattuali di pubblico interesse;
D) – dati statistici e di monitoraggio dei servizi e degli enti;
E) – materiale didattico per ogni grado della istruzione, specie per quella dell’obbligo e nei casi di disabilità, (es. dizionari, enciclopedie, libri di testo, materiale descrittivo);
F) – Le copie digitali testuali, prive di immagini digitalizzate, di caratteri di controllo di formato, di presentazione, di composizione e di impaginazione, senza valore economico di libri, testi, pubblicazioni e riviste, possono essere distribuite gratuitamente attraverso la rete internet ed utilizzate a scopo privato e non commerciale dalle categorie di cui all’Art. 2 della presente Legge, o comunque per fini di utilità sociale, in estensione analogica del principio contenuto nel’Art. 68, L. 22 aprile 1941, n. 633, tutt’ora in vigore anche dopo la recente riforma del diritto di autore.
G) – Il disposto di cui alla precedente lettera F si applica in particolare a tutte le pubblicazioni prodotte da imprese editoriali che fruiscano di sovvenzioni pubbliche o ne abbiano fruito nel triennio precedente alla data di pubblicazione della presente legge.


Art. 6. SUPPORTI DIGITALI MULTIMEDIALI
Le disposizioni di cui ai precedenti articoli della presente legge si applicano anche per il materiale formativo e informativo, i dati, le pubblicazioni telematiche anche periodiche, rivolti al pubblico o di pubblica utilità, in formato digitale, su supporti multimediali acquistati, distribuiti o venduti, dalle pubbliche amministrazioni e dagli enti pubblici economici e territoriali.
Il principio di cui al capoverso precedente si applica in particolare al materiale didattico in uso nelle scuole.
Le convenzioni tra il ministero della pubblica istruzione e le associazioni di editori per la fornitura di libri alle biblioteche scolastiche, dovranno garantire alle scuole di disporre di copie su supporto digitale di strumenti didattici importanti come atlanti, dizionari, enciclopedie e libri di testo, accessibili anche agli alunni disabili, e agli insegnanti di sostegno, assicurandone la reale fruibilità ai sensi della presente legge.

Art. 7. BANCHE DATI E PROCEDURE DI ACCESSO.
Le procedure e le interfacce con le banche dati di pubblica utilità dovranno essere chiare e semplici, garantire l’indipendenza dai dispositivi e dalle architetture degli utenti, prevedere accessi alternativi e facilitanti, attagliati alle esigenze specifiche dei cittadini disabili.
Nella erogazione dei servizi telematici si dovrà sempre prevedere anche procedure alternative all’interazione telematica come procedure teleassistite tramite operatore.
Le modalità di prelievo da banche dati pubbliche devono prevedere anche la possibilità di richiedere e ricevere dati attraverso media alternativi, come la posta elettronica, anche combinata con la normale posta cartacea.

Art. 8. FORMAZIONE E RIQUALIFICAZIONE PROFESSIONALE
I programmi di formazione professionale dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni che riguardano il personale informatico o che abbiano per oggetto l’uso di tecnologie digitali e di reti di elaboratori, dovranno includere l’informazione e la formazione sui principi sanciti dalla presente Legge, specie per quei dipendenti più a contatto con l’utenza, nella considerazione che alcune patologie riguardano una percentuale altissima e crescente di popolazione, come l’ipoacusia, la miopia, e le altre forme di ipovisione, e possono costituire ostacolo nell’utilizzo delle nuove opportunità tecnologiche che stanno operando profonde trasformazioni sociali ed economiche nel modo di vivere e di lavorare della collettività, nell’era della comunicazione globale e della ragnatela di reti interconnesse di elaboratori.
Il Governo provvede a predisporre piani per la riqualificazione dei lavoratori disabili e delle altre categorie protette, in forza presso le pubbliche amministrazioni che per inadeguatezza degli ausili sono stati penalizzati nella crescita professionale, dando luogo a situazioni paradossali ed discriminatorie che vanno rimosse.
Particolare attenzione va riservata alla formazione all’uso delle nuove tecnologie e ausili informatici e servizi telematici per gli operatori sociali e insegnanti di sostegno.

Art. 9. DISPOSIZIONI SANZIONATORIE E FINALI

1. Le norme di cui alla presente legge costituiscono attuazione del principio di “piena conoscibilità dell’azione amministrativa” di cui alla legge 7 agosto 1990, n. 241 e relativo regolamento di attuazione emanato con D.P.R. 27 giugno 1992 n. 352 e del principio di “diritto di accesso ai documenti amministrativi” di cui al CAPO v della stessa, con le modalità previste dagli Art. 1, 2 e 12, comma 4, (iniziative di comunicazione di pubblica utilità) del D.LGS. 3 febbraio 1993, n. 29.
In considerazione della importanza assunta dai servizi e dalla disponibilità di risorse informatiche come mezzo di integrazione economica, sociale, lavorativa e culturale, le presenti norme costituiscono altresì applicazione dei principi contenuti nell’art. 1, Lettere A, B, D, legge 5 febbraio 1992, n. 104, in quanto il mezzo informatico, col supporto di adeguate tecnologie assistive, costituisce strumento talora privilegiato per la loro effettiva applicazione.

2. Ai provvedimenti amministrativi connessi alla tutela degli interessi legittimi di cui alla presente legge, si applicano i termini, le procedure e le sanzioni previste dal CAPO I e dagli Art. 24 e 25 della legge 7 agosto 1990, n. 241, come modificate dal CAPO II della legge 24 novembre 2000, n. 340, introdotta dall ‘Art. 20 legge 15 marzo 1997, n. 59, fatte salve le deroghe previste all’Art. 12 della legge 24 ottobre 1977, n. 801 e all’Art. 9 legge 1 aprile 1981, n. 121, come modificato dall’Art. 26 della legge 10 ottobre 1986, n. 668.

3. Al risarcimento dei danni ingiusti provocati dalla inosservanza delle norme contenute nella presente legge si applica la disciplina prevista dall’Art. 2043 c.c. o, in presenza di illecito contrattuale, la disciplina prevista dall’Art. 1218 C.C., ai sensi dell’Art. 35 del Decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 80.

4. La responsabilità penale per i pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che si rendano colpevoli di atti omissivi in relazione alle norme della presente legge, è disciplinata ai sensi dell’Art. 323 C.P. (Abuso di ufficio).

5. Le gare di appalto per la progettazione, l’allestimento e la manutenzione di siti informatici, per lo sviluppo di applicazioni software, per la concessione di servizi telematici, dovranno prevedere modalità attuative atte a garantire il rispetto delle norme contenute nella presente legge.
Stante la analogia tra le barriere architettoniche e quelle della comunicazione di cui alla presente legge, ai progettisti di siti informatici, ai responsabili del loro allestimento e dello sviluppo di applicazioni software, ai responsabili del loro collaudo, per le realizzazioni non conformi alle norme della presente legge, si applicano le sanzioni previste dall’Art. 24, comma 7, della legge 5 febbraio 1992, n.104.

6. Agli oneri economici derivanti dalla presente legge si provvede con fondi ordinari di bilancio del dicastero della funzione pubblica.

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  • Anonimo scrive:
    Grazie Gasparri!
    Ma se Gasparri invece di prendersela stupidamente con la satira,si mettesse a fare il proprio lavoro su questo punto non sarebbe male!
  • Anonimo scrive:
    Bisogna decidersi...
    Le flat o possono o non possono essere offerte, non esiste che vengano approvate per un mese e poi gli utenti vengano continuamente staccati perchè il provider non ce la fa +.A questo punto è opportuno l'uso dell'ADSL, che almeno per adesso sembra non avere grossi problemi, MA QUANDO VI DECIDETE AD ESTENDERE L'ADSL IN TUTTA L'ITALIA?????????????????????????????????????????
    • Anonimo scrive:
      Re: Bisogna decidersi...
      ...non credo sia possibile.....ci sono parecchie abitazioni e luoghi troppo distanti dalle centrali...che non tutte sono ancora aggiornate.....e che ancora molte sono analogiche...(strano ma vero!!!!)- Scritto da: Paolino
      Le flat o possono o non possono essere
      offerte, non esiste che vengano approvate
      per un mese e poi gli utenti vengano
      continuamente staccati perchè il provider
      non ce la fa +.
      A questo punto è opportuno l'uso dell'ADSL,
      che almeno per adesso sembra non avere
      grossi problemi, MA QUANDO VI DECIDETE AD
      ESTENDERE L'ADSL IN TUTTA
      L'ITALIA?????????????????????????????????????
  • Anonimo scrive:
    Vero prezzo Flat
    Salve,personalmente penso che una flat di buona qualita' non possa costare meno di ?1.000,00 annui , prezzo che garantisce tutti ( consumatori , provider ). Se l'obiettivo delle 2 associazioni e' quello di equipararsi agli OLO e poi vendere flat ISDN o RTG al di sotto di queste soglie , e' normale che si faccia la fine delle varie societa' che ultimamente hanno chiuso o ridotto di molto le connettivita'. Non e' una questione di ultimo miglio , che puo' essere oggi superata anche con il wireless , ma delle infrastrutture che ci sono dietro ( vedi anche i vari peering ..) E sul mercato italiano flat con queste caratteristiche ci sono .... basta cercare.salutiMarco
    • Anonimo scrive:
      Re: Vero prezzo Flat
      .....OK....dove sono queste flat???? NGI??? c'e' rimasta solo lei....- Scritto da: Marco
      Salve,

      personalmente penso che una flat di buona
      qualita' non possa costare meno di ?1.000,00
      annui , prezzo che garantisce tutti (
      consumatori , provider ). Se l'obiettivo
      delle 2 associazioni e' quello di
      equipararsi agli OLO e poi vendere flat ISDN
      o RTG al di sotto di queste soglie , e'
      normale che si faccia la fine delle varie
      societa' che ultimamente hanno chiuso o
      ridotto di molto le connettivita'. Non e'
      una questione di ultimo miglio , che puo'
      essere oggi superata anche con il wireless ,
      ma delle infrastrutture che ci sono dietro (
      vedi anche i vari peering ..)

      E sul mercato italiano flat con queste
      caratteristiche ci sono .... basta cercare.


      saluti

      Marco
    • Anonimo scrive:
      Re: Vero prezzo Flat
      Dimmi una società che propone una flat decente... a 1.000.000 l'anno
      • Anonimo scrive:
        Re: Vero prezzo Flat
        Ciao Friz
        Dimmi una società che propone una flat
        decente... a 1.000.000 l'annoio parlavo di 1000? anno ---
        1.936.270 lire annue .... e' un po' diverso ....A l. 1.000.000 o 513? non esiste flat !!!! il costo industriale ( interconnessione o no ) e' piu' alto .....a prestoMarco
  • Anonimo scrive:
    Fate aDSL
    ... no ?
    • Anonimo scrive:
      Re: Fate aDSL
      Secondo te siamo tutti stupidi???costo adsl 60k al mesecosto flat piu' di 60k al mese.Ora se io faccio la flat ci sara' un perche' ...e forse e' perche' non sono coperto dal servizio ADSL???Forse e' perche' so che la copertura mi arrivera' a fine 2002???La risposta e' SI, non tutti siamo cosi' fortunati da poter stipulare un contratto DSL anche se lo vorremmo.
      • Anonimo scrive:
        Re: Fate aDSL
        ...In piu' io aggiungo......la distanza dalla mia abitazione alla centrale superiore agli 8 km....non avro' MAI una dsl....e il 17 gennaio la mia bellissima Flat di Albacom chiude i bandoni....era veramente una Flat funzionante e fatta bene...Sigh.....
        • Anonimo scrive:
          Re: Fate aDSL
          - Scritto da: u.d.s.
          il 17 gennaio la mia bellissima Flat di Albacom
          chiude i bandoni....era veramente una Flat
          funzionante e fatta bene...
          Sigh.....Anche la mia chiude il 17/01... confermo il fattoche era la migliore flat in circolazione eAlbacom e` probabilmente la migliore aziendadi telefonia sul mercato (rivolta esclusivamentea clienti business).Tuttavia, secondo me, Albacom togliendo la flatai clienti business senza dare delle alternativeper chi non e`coperto da ADSL sta facendo unamossa sbagliata, in quanto perde il 99% deiclienti e con essi l'ínvestimento che ha fattooffrendo la flat sottocosto.Nel mio caso questa perdita era in partecompensata dal fatto che avevo configurato ilcentralino in modo da fare uscire tutte lechiamate voce/dati con Albacom.Togliendo la flat si perdono anche le chiamatevoce. Piu` intelligente e prudente sarebbe statoattendere un altro po', dato che sono nell'ariasia la FRIACO che il WLL (e al limite ADSL o ULLquando copriranno la mia centrale).Giuseppe
  • Anonimo scrive:
    Che scoperta!!!
    Ovvio che Telecom ha ancora il monopolio e ha comprato l'autority!Non bisogna essere dei geni per capirlo...
    • Anonimo scrive:
      Re: Che scoperta!!!
      - Scritto da: gino paoli
      Ovvio che Telecom ha ancora il monopolio e
      ha comprato l'autority!Guarda che ti becchi una denuncia.... stanno diventando tutti permalosi
  • Anonimo scrive:
    Era ovvio ...
    Quale sarà il destino dell'accesso flat FRIACO in Italia? Si fa presto a dirlo, c'è "Italia" in fondo alla frase, dobbiamo ancora una volta ditinguerci come buffoni a livello europeo.ed intanto a noi continuano ad arrivare bollette enciclopediche ... e l'ADSL è la causa al 75% delle imprecazioni blasfeme giornaliere di milioni di utenti che l'aspettano da anni.C'Est la Vie.Anzi.C'Est L'Italie.
  • Anonimo scrive:
    Flat in bilico o ISP in panico ?
    "I provider italiani temono infatti che la decisione dell'Autorità TLC per l'introduzione della FRIACO in Italia si traduca in una ulteriore rafforzamento della posizione dei grandi operatori telefonici e in nuovi guai per gli Internet Service Provider."Vale a dire, rischiamo di avere solo 4 o 5 offerte flat, tutte basate su infrastrutture perfettamente funzionanti ed adeguate al carico, con prezzi mediamente allineati al passato ?Se è così, c'è solo da festeggiare. «E sottolineano di aver già comunicato all'Authority che, similmente a quanto accade in altri paesi europei, "fosse prevista anche un'interconnessione FRIACO 'leggerà...»Gradirei che la Redazione mi illuminasse sul significato della frase sopra riportata, perchè a mio modesto avviso manca un verbo, il che ne inficia totalmente la comprensione. "...aver già comunicato [...] che fosse prevista" non mi pare abbia molto senso, anche se suggerisce blandamente l'idea che gli ISP richiedono l'interconnessione con standard tecnici più accessibili (per loro).Quello che invece si capisce molto bene è la preoccupazione di bottega degli ISP, che temono di vedersi sfuggire la possibilità di offrire a prezzi stracciati flat malfunzionanti, paradossalmente destinate proprio a causa del prezzo e del conseguente affollamento al collasso per eccesso di MP3 e fileporno nel giro di pochi giorni. Tutto sommato, credo che possiamo farne tranquillamente a meno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Flat in bilico o ISP in panico ?
      Sicuramente gli ISP tirano acqua al proprio mulino (e faccio parte della categoria). A mio parere bisogna considerare anche che l'avere poche offerte significa anche poca libertà di scelta per l'acquirente e facilita la creazione di un "cartello" similmente alle assicurazioni e ai prodotti petroliferi.Dal punto di vista tecnico non vi sono problematiche particolari nel consegnare in ISDN dato che il servizio si prefigura come una variante dei numeri verdi, tecnica ampiamente collaudata.I miei 2 EuroCentVittorio
      • Anonimo scrive:
        Re: Flat in bilico o ISP in panico ?
        - Scritto da: Vittorio
        Sicuramente gli ISP tirano acqua al proprio
        mulino (e faccio parte della categoria). A
        mio parere bisogna considerare anche che
        l'avere poche offerte significa anche poca
        libertà di scelta per l'acquirente e
        facilita la creazione di un "cartello"
        similmente alle assicurazioni e ai prodotti
        petroliferi.Se questo significa tariffe più alte, e dunque minore affollamento di "vampiri" e ragazzini vari, ben venga. Tanto, qui come nel 70% d'Italia, l'ADSL rimarrà un sogno per troppo tempo. Tanto vale spendere 80-100 euro al mese per una buona flat, che funzioni sul serio e ti consenta quelle 5-6 ore al giorno di connessione in tutta tranquillità e senza bollette faraoniche.
        Dal punto di vista tecnico non vi sono
        problematiche particolari nel consegnare in
        ISDN dato che il servizio si prefigura come
        una variante dei numeri verdi, tecnica
        ampiamente collaudata.Su questo non ci piove. Rimane da vedere se gli ISP piccoli e piccolissimi, che hanno accessi di terz'ordine, possono poi sostenere il traffico che una simile connessione genera: vieppiù ai prezzi stracciati che certa gente si è permessa di fare nel recente passato.
        • Anonimo scrive:
          Re: Flat in bilico o ISP in panico ?
          non credo sia mai stata dimostrata l'equazione:ISP piccoli e piccolissimi = servizio scadenteConosco un'azienda che offre onestamente un servizio di qualità a 500 utenti e che nonostante le offerte gratuite, ha visto aumentare negli ultimi anni il proprio parco clienti, segno tangibile della sodisfazione dei proprii utenti.In realtà i provider non chiedono di essere trattati con un particolare riguardo, ma semplicemente di essere messi in condizioni di operare in un mercato nei quali i vari soggetti abbiano accesso alle stesse condizioni.Situazione che, garantendo ai consumatori una pluralità di offerte, dovrebbe consentire l'accesso ad un servizio adeguato al prezzo. Renato Degiorgis
        • Anonimo scrive:
          Re: Flat in bilico o ISP in panico ?
          - Scritto da: Valerio Sandron
          ... tanto vale spendere 80-100
          euro al mese per una buona flat, che
          funzioni sul serio e ti consenta quelle 5-6
          ore al giorno di connessione in tutta
          tranquillità e senza bollette faraoniche.Se io fossi a capo di una compagnia telefonica, tirerei l'acqua al mio mulino e ti fare pagare le bollette faraoniche, piuttosto che una flat... perche' darti la possibilita' di pagare meno, se puoi pagare di piu'? ;-)La soluzione e' una sola: piu' compagnie telefoniche = piu' concorrenza nelle tariffe di connessione
        • Anonimo scrive:
          Re: Flat in bilico o ISP in panico ?
          Non solo per i costi, dal mio punto di vista è negativo avere poche scelte. Metti che hai bisogno di 2 ip fissi invece di uno e nessuno li fornisce con la flat (come ad esempio chi vuole un firewall o un bandwidth manager). Se ci sono 4 o 5 fornitori verosimilmente nessuno offrirà questa opzione, perchè è di nicchia. Ti faccio questo esempio per esperienza diretta con ADSL e clienti che voglioni installare un firewall. In ogni caso, anche con più player, tu saresti libero di limitare la scelta ai 4 o 5 che per vari motivi ritieni interessanti, brand, belle donne nelle pubblicità, costo conveniente e non ne avresti nessun danno. Un piccolo ISP come il mio ha scelto di puntare sulla qualità del servizio e nel rapporto con il cliente e stiamo raccogliendo tutti gli utenti "primo pelo" delusi dalle telco che gestiscono malissimo il delivery (setup cliente), le eccezioni. Non vorrei disilluderti, ma non sempre l'equazione grande società = ottimo servizio è vera. Comunque, anche se capisco che la tua sia una provocazione, ritengo che avere alternative, se non fa bene al cliente, di sicuro non gli fa male.
          • Anonimo scrive:
            Re: Flat in bilico o ISP in panico ?
            - Scritto da: Vittorio
            In ogni caso, anche con più
            player, tu saresti libero di limitare la
            scelta ai 4 o 5 che per vari motivi ritieni
            interessanti, brand, belle donne nelle
            pubblicità, costo conveniente e non ne
            avresti nessun danno. Questo è pacifico, ovviamente. Ma sono certo che hai saputo cogliere il valore della mia asserzione provocatoria.
            Non vorrei disilluderti, ma non
            sempre l'equazione grande società = ottimo
            servizio è vera. "Purtroppo" io appartengo alla categoria di quelli che vengono da lontano: la mia esperienza telematica inizia nel 1986. Dunque ho attraversato tutte le varie "rivoluzioni" del settore, sperimentando fornitori piccoli e non in ambito professionale. Spero sia ovvio che non ho problemi di connettività residenziale... :-)
            Comunque, anche se capisco
            che la tua sia una provocazione, ritengo che
            avere alternative, se non fa bene al
            cliente, di sicuro non gli fa male.Va tutto benissimo, purchè non si ripetano gli errori madornali della precedente tornata di flat all'italiana. Troppi ISP hanno commesso svarioni enormi, a danno della clientela - e bada bene, non di quella vociante pletora di scaricatori selvaggi che appare anche su questi forum per lagnarsi ed insultare il provider di turno, ma soprattutto di professionisti e piccole realtà SOHO, dunque realtà per cui la connessione è strumentale, ma che non possono permettersi altre modalità di accesso per banali motivi di bilancio. Per questa categoria di utenti, che ha mediamente una capacità di spesa tra gli 80 ed i 250 euro mensili, il prezzo proponibile ha ampi margini di guadagno rispetto alla classica offerta residenziale, ma è altrettanto ovvio che la qualità dell'offerta è fondamentale. E, detto inter nos, se fossi un piccolo ISP preferirei di gran lunga avere cento clienti SOHO, e cmq professionisti, che pagano regolarmente 100 euro/mese per un servizio d'eccellenza su una rete sovradimensionata, piuttosto che 1000 accattoni ciucciafiles a tariffe popolari, che creano miriadi di problemi, dal recupero crediti all'aggressione dell'helpdesk per ogni minima idiozia, senza parlare dell'intasamento sistematico della rete.Il tutto IMHO, naturalmente: anche l'utenza residenziale va servita in qualche modo, ma non sarebbe male separare i circuiti commerciali - ed il prezzo è proprio il primo discriminante, nei termini che abbiamo accennato sopra.
    • Anonimo scrive:
      Re: Flat in bilico o ISP in panico ?
      - Scritto da: Valerio Sandron
      ... vale a dire, rischiamo di avere solo 4 o 5
      offerte flat, tutte basate su infrastrutture
      perfettamente funzionanti ed adeguate al
      carico, con prezzi mediamente allineati al
      passato ?
      Se è così, c'è solo da festeggiare...C'e' solo quel "solo 4 o 5" che mi lascia un po' perplesso... In Italia, nel campo delle RC auto operano piu' di 4 o 5 agenzie assicurative, eppure guarda in che situazione siamo... prezzi assurdi e concorrenza zero, ai limiti del "cartello"...Il principio e' un altro:la tariffa di connessione ad internet deve "tendere" a zero. Essa quindi non puo' mai essere zero, perche' nessuno regala niente per niente, ma neanche puo' essere costante (flat), perche' da una parte i grandi operatori potrebbero avere la tentazione di fare golpe di stampo monopolistico (per ritornare ai tempi della Sip), dall'altra i piccoli operatori verrebbero spazzati via da costi sempre piu' ingestibili (vedei Galactica) o da problemi tecnici, che tanto e' lo stesso.Questo in parole povere significa, e qui mi rivolgo ai Provider con la P maiuscola, che il guadagno per un ISP non proviene dalla tariffazione di connessione, ma dai servizi che vengono forniti attraverso di essa.Se vogliamo dirla tutta, utopisticamente parlando, tutti gli utenti dovrebbero essere ISP, e tutti gli utenti dovrebbero usare la rete per avere un reddito con cui mantenere il costo di base della rete, cioe' le apparecchiature di connessione. E non le Ferrari di questo o quel manager da strapazzo.Ovviamente l'utopia non e' mai raggiungibile, ma e' comunque utile come traguardo per potersene avvicinare il piu' possibile.Risultato finale: connessione con tariffazione a tempo, a costi bassissimi, che so io, un millesimo di euro al minuto, ma sempre a tempo. Cioe' sempre in funzione del suo reale utilizzo, e mai del suo utilizzo ipotetico, come avviene per le flat.
  • Anonimo scrive:
    Libero@Sogno.. un fiamma oramai spenta
    Sappiamo già che non posssibile iscriversi a l'ultima delle semi-flat, ma per chi è già iscritto il servizio rimane attivo.Già ma attivo ancora per quanto.. dopo una notizia come questa, anche la la fievole fiamma di Libero@Sogno, tristemente si spegnerà, lasciando noi utenti nel buio più totale.... (e dai costi più asurdi..)Bye bye :-(Rikyhttp://digilander.iol.it/atreliu
    • Anonimo scrive:
      Re: Libero@Sogno.. un fiamma oramai spenta

      Già ma attivo ancora per quanto..Il fatto è che "costringeranno" tacitamente gli abbonati a questo servizio, a passare ad altri servizi superiori e + costosi (ADSL et simili).Io ed altri miei amici, abbiamo notato negli ultimi mesi un notevole degrado di Libero@Sogno: sconnessioni frequenti, sospensione programmata per alcuni secondi del flusso di banda (rendendo alcuni servizi on-line completamente impraticabili), mancanza del segnale di connessione.Se pensano di fregare così il cliente si sbagliano di grosso, perchè otterranno sicuramente l'effetto contrario: ci pensero' 2 volte a sottoscrivere ad es. un contratto ADSL con loro.
      • Anonimo scrive:
        Re: Libero@Sogno.. un fiamma oramai spenta
        E' vero. Io ho Tempozero che è l'abbonamento superiore a libero@sogno. E' quasi un anno che ce l'ho ed è sempre andato alla grande. Ora inizia a darmi i problemi che hai appena detto: sconnessioni frequenti e blocco della banda per diversi secondi. Io addirittura ho pensato che fosse un problema mio!!!
        • Anonimo scrive:
          Re: Libero@Sogno.. un fiamma oramai spenta
          a me succede una cosa strana , anchio ho libero sogno , ma mi succede anche con tin.it , appena mi collego per circa 5/10 minuti SONO connesso , il modem risulta attivo con la connessione , byt ricevuti e mandati ecc... ma non riesco nè a ricevere posta nè a navigare , come fossi DISCONNESSO , dopo quel tempo + o - lungo parte e va bene ..........
      • Anonimo scrive:
        Re: Libero@Sogno.. un fiamma oramai spenta
        Se riescono a farmi passare all'adsl, gli offro la cena!!!gia' mi vedo la scenaa:"lei deve passare all'adsl"b:"va bene."a:"ah si ?"b:"certo, portate il segnale e firmo all'istante!"...
    • Anonimo scrive:
      Re: Libero@Sogno.. un fiamma oramai spenta
      Guarda di andare un po' a c....e!!! Possibile che non si debba mai stare in pace. Quando toglieranno Libero@Sogno se a casa mia arriverà ADSL benone la sottoscriverò, altrimenti farò un'altro tipo di abbonamento e se non sarà Infostrada saranno solo ZZZZiSuoi. Ma basta Vi prego con queste piagnucolate infantili.
  • Anonimo scrive:
    Indovinate chi se la prende nel C...
    E come volevasi dimostrare chi ci rimette è sempre il consumatore........ CIAPET!!!! :(((
    • Anonimo scrive:
      Re: Indovinate chi se la prende nel C...
      infatti è sempre il consumatore a fare le spese di tutto , siamo entrati in EUROPA ma SOLO x l'EURO e x quello che fà comodo al governo , perchè non adottano TUTTO dei paesi europei? compresi i costi telefonici di connessione di circa la metà dei nostri? senza contare tutto il resto , stipendi assistenza x i disoccupati autostrade quasi gratis ecc... facciamo ridere tutti , il governo si crede di essere chissà chi , invece siamo poco + del 3° mondo , siamo stati battuti anche dalla grecia , infatti in Grecia l'ADSL cè dappertutto a prezzi ridicoli
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