Diritto d'autore in cerca d'equilibrio

di G. Scorza - Tutela del diritto d'autore o tutela della libertà di espressione e d'impresa? Italia ed Europa, due decisioni contrapposte a breve distanza, che ben rappresentano l'approccio convulso al diritto d'autore in rete

Roma – Comunque la si pensi sul difficile rapporto tra diritto d’autore e internet, la certezza è che non si può più proseguire a strattoni, provvedimenti d’urgenza ed iniziative legislative – spesso nazionali – estemporanee come sta accadendo ormai da anni.
Nelle scorse ore, le agenzie non avevano ancora finito di battere la notizia dell’ultimo sequestro di alcuni siti italiani accusati di “facilitare” lo scambio di materiale protetto da diritto d’autore – e, questa volta, anche di ricettazione – che la sala stampa della Corte di Giustizia dell’Unione Europea diffondeva un comunicato relativo ad una nuova Sentenza con la quale la Corte di Giustizia ha ribadito il principio in forza del quale nessun giudice nazionale può ordinare ad un fornitore di servizi di hosting (la popolare piattaforma di social network Netlog, nel caso di specie) di impedire lo scambio, da parte dei propri utenti, di materiale protetto da diritto d’autore.

Sebbene la tutela del diritto di proprietà intellettuale sia sancita dall’articolo 17, paragrafo 2, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea (in prosieguo: la “Carta”) – scrivono i Giudici della Corte di Giustizia nella loro ultima Sentenza – non può desumersi né da tale disposizione né dalla giurisprudenza della Corte che tale diritto sia intangibile e che la sua tutela debba essere garantita in modo assoluto (sentenza Scarlet Extended, cit., punto 43). Come emerge, infatti, dai punti 62-68 della sentenza del 29 gennaio 2008, Promusicae (C-275/06, Racc. pag. I-271), la tutela del diritto fondamentale di proprietà, di cui fanno parte i diritti di proprietà intellettuale, deve essere bilanciata con quella di altri diritti fondamentali. Più precisamente, dal punto 68 di tale sentenza emerge che è compito delle autorità e dei giudici nazionali, nel contesto delle misure adottate per proteggere i titolari di diritti d’autore, garantire un giusto equilibrio tra la tutela di tali diritti e quella dei diritti fondamentali delle persone su cui incidono dette misure “.

Contemporaneamente, in Italia – ma ad onor del vero la tensione, per una volta, non è tra Italia e resto del mondo ma ben più generalizzata – per l’ennesima volta si pensa di poter intervenire su una materia tanto delicata come il rapporto tra enforcement dei diritti d’autore, libertà d’impresa, libertà di manifestazione del pensiero e privacy, con un provvedimento emesso – come tutti i provvedimenti cautelari – sulla base di una cognizione necessariamente sommaria e, quindi, approssimativa.
L’intervenuto sequestro delle pagine di FilmGratis.tv e ScaricoLibero.com non permette, allo stato, di verificare quale fosse effettivamente l’attività svolta attraverso i siti in questione né se tale attività avesse ad oggetto esclusivamente contenuti protetti da diritto d’autore pubblicati in violazione dei diritti dei titolari o anche – e magari prevalentemente – altro genere di contenuto.

Quel che è certo è che se – come appare probabile – non tutte le pagine sequestrate contenevano contenuti protetti, un Giudice ha, in via d’urgenza e sulla base di un accertamento sommario, deciso che l’esigenza di garantire tutela immediata ai diritti d’autore era preminente rispetto a quella di garantire agli utenti dei siti in questione la possibilità di continuare a scambiarsi contenuti ed opinioni anche leciti.
E quel che è certo è anche – sempre che l’attività dei due gestori dei forum fosse un’attività in tutto o in parte qualificabile come intermediazione di contenuti prodotti e pubblicati da soggetti terzi – che lo stesso giudice ha ritenuto – sempre all’esito di un accertamento sommario – che l’esigenza di tutelare la proprietà intellettuale fosse preminente rispetto alla libertà d’impresa dei gestori dei due siti.

Curioso, anzi no, inquietante registrare la distanza concettuale tra la decisione del giudice italiano e la posizione dei Giudici della Corte di Giustizia UE che nella loro sentenza scrivono: ” Pertanto, occorre dichiarare che, adottando un’ingiunzione che costringa il prestatore di servizi di hosting a predisporre il sistema di filtraggio controverso, il giudice nazionale in questione non rispetterebbe l’obbligo di garantire un giusto equilibrio tra il diritto di proprietà intellettuale, da un lato, e la libertà di impresa, il diritto alla tutela dei dati personali e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni, dall’altro (v., per analogia, sentenza Scarlet Extended, cit., punto 53). “.
Nella fattispecie all’origine della decisione della Corte di Giustizia si discuteva di un’ingiunzione avente per oggetto un ordine di inibitoria, rivolto a Netlog, alla pubblicazione – da parte degli utenti – di taluni contenuti, mentre i Giudici italiani hanno addirittura imposto la cessazione integrale dell’attività di impresa ai gestori dei due siti.

Casi diversi, ovviamente, ma il principio è comune: quando si parla di enforcement dei diritti di proprietà intellettuale occorrerebbe sempre cercare il contemperamento e tener presente che oltre al diritto di proprietà intellettuale c’è di più.
Difficile dire oggi se i siti in questione fossero “solo” covi di pirati o non lo fossero affatto (troppo semplice e, ad un tempo, troppo pericoloso, arrivare ad una conclusione sulla base dei soli nomi a dominio) ma, probabilmente, anche in questa ipotesi, sarebbe stato opportuno ed utile maggior equilibrio.
La questione del futuro della proprietà immateriale nello spazio pubblico telematico è troppo delicata e centrale per il futuro della nostra società ed economia per pensare di poterla continuare ad affrontare a colpi di sequestri lampo ed iniziative normative e giurisprudenziali estemporanee.
Servono dati scientifici ed affidabili – che continuano a latitare in ogni discussione sul tema – serve un dibattito ampio in una dimensione sovra-nazionale come sovra-nazionale è il mercato di riferimento e serve soprattutto equilibrio.

Non si può continuare a dare del pirata a chiunque ponga una domanda semplice ma centrale nella discussione: è meglio qualche bit di un’opera cinematografica o musicale reso disponibile online in assenza dell’autorizzazione del titolare o qualche bit di opinioni e pensieri di milioni di cittadini soppresso dallo spazio pubblico telematico benché avrebbe meritato di restare online?
Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che l’equilibrio che dovrebbe ispirare la soluzione della questione, impone di rispondere a questa domanda.

Guido Scorza
Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione
www.guidoscorza.it

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  • panda rossa scrive:
    Senza alcuna vergogna!
    I fatti.1) C'e' in Cina una fabbrica dove degli SCHIAVI lavorano 20 ore al giorno per assemblare iGiocattoli.2) Costo del materiale 20 euro a pezzo3) Costo della manodopera 1 ciotola di riso al giorno4) Prezzo di vendita al pubblico 1 stipendio5) Gli schiavi in quella fabbrica muoiono6) Chi non muore si suicida7) La stampa ne parla8) Apple grida: "Basta parlare male di noi che siamo belli e bravi!"9) Gli applefan danno ragione ad apple.
  • Ego scrive:
    strilla,strilla
    povera XXXXXX
  • prova123 scrive:
    Povero Cook
    [img]http://tomsblog.it/andreaferrario/files/imgname-foxconns_worker_rallies-50226711-images-foxconn_1233.jpg[/img][img]http://www.techzilla.it/wp-content/uploads/2012/02/Foxconn-il-lato-oscuro-della-Mela5-638x425-600x399.jpg[/img]... lui vuole dare una chance a queste persone ed invece gli danno contro ... comunque anche se il mondo non gli vuole bene queste persone gliene vogliono tanto, se potessero lo stringerebbero forte tra le proprie braccia al suo collo ...
    • johnny il fenomeno scrive:
      Re: Povero Cook
      - Scritto da: prova123
      [img]http://tomsblog.it/andreaferrario/files/imgname-foxconns_worker_rallies-50226711-images-foxconn_1233.jpg [/img]
      E' impressionante l'espressione, infelice, che hanno stampata sulle loro facce; a dispetto delle loro magliette.
  • Paolo T. scrive:
    Promette bene...
    Mi sembra una strategia geniale: rendersi nemica la stampa. Proprio geniale, da grande maestro della comunicazione.
    • MeX scrive:
      Re: Promette bene...
      si infatti pure l'ex editore di Gizmodo coinvolto nello scandalo dell'iPhone 4 ha chiesto scusa alla fine e si è pentito di come hanno gestito la cosa!http://www.theglobeandmail.com/life/the-hot-button/why-it-helps-to-say-sorry-former-gizmodo-editors-apology-to-steve-jobs/article2192885/Il link al posto del tizio:http://thewirecutter.com/2011/10/steve-jobs-was-always-kind-to-me-or-regrets-of-an-asshole/-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 17 febbraio 2012 19.07-----------------------------------------------------------
      • rover scrive:
        Re: Promette bene...
        Sì sì, ma il NYT e Gizomodo non mi sembrano la stessa cosa....
      • johnny il fenomeno scrive:
        Re: Promette bene...
        - Scritto da: MeX
        si infatti pure l'ex editore di Gizmodo coinvolto
        nello scandalo dell'iPhone 4 ha chiesto scusa
        alla fine e si è pentito di come hanno gestito la
        cosa! Lo credo bene! Gli hanno fatto sentire il tintinnio delle manette.
      • ego scrive:
        Re: Promette bene...
        Modificato dall' autore il 17 febbraio 2012 19.07
        --------------------------------------------------gli hanno distrutto casa, gli hanno portato via le macchine con cui lavorava, magari uno di apple gli ha anche detto, "sappiamo dove vanno a scuola i tuoi figli" cosa doveva fare? lascia perdere conosco la tua risposta da persona ben unta tra le natiche, non doveva mettersi contro apple
      • Paolo T. scrive:
        Re: Promette bene...
        Nel caso di Gizmodo (molto interessante l'articolo che racconta la vicenda) c'è stato contatto diretto tra SJ e la rivista. In questo caso, invece, sembra proprio che Cook non abbia nemmeno intenzione di parlare con un giornale tradizionalmente favorevole ad Apple.
    • Sherpya scrive:
      Re: Promette bene...
      - Scritto da: Paolo T.
      Mi sembra una strategia geniale: rendersi nemica
      la stampa. Proprio geniale, da grande maestro
      della
      comunicazione.ma in realta' pare che siano andati dalla concorrenza :D il wall street journal (con tanto di intervista e niente inviti per eventi al nyt), tipo o sei con me o faccio fare soldi agli altri :D
    • Funz scrive:
      Re: Promette bene...
      - Scritto da: Paolo T.
      Mi sembra una strategia geniale: rendersi nemica
      la stampa. Proprio geniale, da grande maestro
      della
      comunicazione.Quoto. La meschinità di Apple e del suo boss è disgustosa. Sembrano quei politici corrotti che sbraitano (e purtroppo legiferano) contro i giornalisti che li smascherano e i giudici che li inquisiscono.
  • MeX scrive:
    punti sul vivo...
    non è question di essere punti sul vivo, è questione di essere usati in modo scorrete per "fare audience" vero PI ? ;)
    • rover scrive:
      Re: punti sul vivo...
      la tecnica di apple viene volgarmente chiamata "nascondersi dietro un dito"
    • bubba scrive:
      Re: punti sul vivo...
      - Scritto da: MeX
      non è question di essere punti sul vivo, è
      questione di essere usati in modo scorrete per
      "fare audience" vero PI ?
      ;)cioe stai contestando ad altri di fare hype? difendendo apple, la maestra dell'hype? funny :)
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