DOS open source per i PC Dell

Da qualche tempo Dell offre ai propri clienti modelli di PC che, al posto di Windows, hanno preinstallato una versione gratuita e open source dell'MS-DOS


Round Rock (USA) – A coloro che nell’acquistare un PC di marca non vogliano spendere un euro per il sistema operativo, sia esso Windows o Linux, Dell propone FreeDOS , un sistema operativo a linea di comando pienamente compatibile con il buon vecchio MS-DOS.

Dell è il primo, fra i colossi americani dei PC, a proporre un’alternativa completamente gratuita ai sistemi operativi commerciali. L’opzione è per il momento disponibile su alcune linee di PC desktop dedicati ai piccoli uffici, fra cui gli N-Series, i quali possono anche essere ordinati con Windows o con Red Hat Enterprise Linux WS.

Più che un ammiccamento al mondo open source, verso cui Dell è in ogni caso molto attenta, la mossa dell’azienda texana appare tesa a rendere il prezzo dei suoi PC entry-level ancora più appetibile: la configurazione base di un Precision 360n costa meno di 320 dollari. I PC con FreeDOS possono poi accontentare quella nicchia di utenti che non desidera pagare la licenza dei software e del sistema operativo che in genere vengono preinstallati su ogni nuovo PC.

Secondo quanto riportato su Slashdot.org, Dell avrebbe introdotto l’opzione FreeDOS già da qualche mese, ma inizialmente questa era riservata solo agli utenti canadesi: da poche settimane, invece, possono acquistare un PC Dell con DOS open source anche gli utenti americani.

FreeDOS non offre certo le funzionalità e l’interfaccia grafica dei sistemi operativi moderni, tuttavia consente agli utenti di avviare e testare il PC, formattare il disco fisso, creare partizioni e far girare il vasto parco di programmi a 16 bit scritti per questo ambiente.

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  • Anonimo scrive:
    Il mio business in pericolo :o
    Ho puntato da un paio d'anni le prospettive sul blu-ray, perchè lo ritengo il vero salto tecnologico rispetto al cd (il dvd ormai è obsoleto, e infatti il blu-ray tarda ad arrivare perchè devono spremerci ancora un pò coi dvd).Ho registrato (parcheggiandolo) il dominio www.blu-ray.it e intendo offrire, non appena sarà disponibile, la masterizzazione di dati e video su supporti blu-ray, in particolare come servizio di backup. 27 giga sono una grande quantità per un supporto ottico e per la tecnologia attuale.Il mio business è in pericolo?
  • Anonimo scrive:
    america contro gli altri
    IL fatto che le ditte che spingono x in nuovo formatonon siano americane ma straniere (giapponesi) e che vogliano togliere il controllo agli americani su questo formatoovviamente non centra niente con questa "denuncia" che piu' che denunciare non puo' fare
  • Anonimo scrive:
    Superficiale!
    Credo che la questione verta sui brevetti, e nel consorzio Blue-ray Disc, si sono radunati tutti i soggetti che prevedilmente hanno un buon portafoglio di tecnologie tra quelle oggi impiegate nel campo dei DVD.Nell'articolo non citate Philips, ed è un errore perché la rottura si è avuta proprio a seguito dei contrasti interni conseguenti al lancio del DVD+RW, formato che non può utilizzare il logo DVD, proprio per scelta del DVD-Forum.Io credo che sia meglio così, ed è inoltre fin troppo evidente come tali colossi industriali non amino le interferenze dei propri clienti e delle case di produzione dei contenuti, ben rappresentate nel vecchio consorzio.Oggi non è più necessario convincere i produttori di contenuti ad adottare il nuovo formato e dunque le interferenze interne divengono solo un ostacolo, e dato il peso delle imposte che gravano sui supporti e sui prodotti delll'industria, a favore dei primi, credo manchino anche le condizioni per collaborare, ovvero la convenienza reciproca.
    • la redazione scrive:
      Re: Superficiale!
      Il tuo approfondimento è interessante e credo che ben complementi la notizia :-)Abbiamo aggiunto Philips! ;-)Grazie, ciao.La redazione- Scritto da: Anonimo
      Credo che la questione verta sui brevetti, e
      nel consorzio Blue-ray Disc, si sono
      radunati tutti i soggetti che prevedilmente
      hanno un buon portafoglio di tecnologie tra
      quelle oggi impiegate nel campo dei DVD.
      Nell'articolo non citate Philips, ed
      è un errore perché la rottura
      si è avuta proprio a seguito dei
      contrasti interni conseguenti al lancio del
      DVD+RW, formato che non può
      utilizzare il logo DVD, proprio per scelta
      del DVD-Forum.
      Io credo che sia meglio così, ed
      è inoltre fin troppo evidente come
      tali colossi industriali non amino le
      interferenze dei propri clienti e delle
      case di produzione dei contenuti, ben
      rappresentate nel vecchio consorzio.
      Oggi non è più necessario
      convincere i produttori di contenuti ad
      adottare il nuovo formato e dunque le
      interferenze interne divengono solo un
      ostacolo, e dato il peso delle imposte che
      gravano sui supporti e sui prodotti
      delll'industria, a favore dei primi, credo
      manchino anche le condizioni per
      collaborare, ovvero la convenienza
      reciproca.
  • Anonimo scrive:
    In other words...
    ... greedy bastards.
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