Dottrina Sarkozy, Italia possibilista

Al convegno sulle minacce dell'Internet per la cultura industriale il francese Olivennes parla della Dottrina come dell'unica soluzione. Interviene Mauro Masi: qualcosa faremo - dice - ma in modo saggio e per garantire equilibrio

Roma – L’Italia non è la Francia e Denis Olivennes non è il consigliori del presidente italiano. Ma proprio Olivennes, in Italia per un convegno industriale sul tema, si è appellato alle istituzioni italiane affinché seguano l’esempio del suo paese e puntino tutto sulla disconnessione degli utenti pirata affinché una nuova industria culturale possa sorgere al di fuori dell’attuale assedio del P2P illegale. Proprio Olivennes ha ispirato la normativa adottata dal Governo francese e che tanto sta facendo discutere.

il tempio Nel corso del convegno organizzato a Roma al Tempio di Adriano (vedi foto) dall’Associazione Italiana Editori (AIE), l’autore del libro La Gratuità è un Furto ha spiegato che “un accordo e, se occorre, una legge che lo sancisca, per combattere il problema dello scambio illegale di file sul web è necessario, anzi è il futuro”.

A suo dire “la Francia ha trovato una soluzione per contrastare il fenomeno. Serviva un provvedimento che combattesse il peer to peer costringendo tutti gli attori coinvolti dal problema a raggiungere un’intesa: oggi la Francia ha un progetto di legge, e a breve lo avrà anche l’Inghilterra. Questo è il futuro e questa è la nostra soluzione: l’unica strada per garantire un futuro ai produttori di contenuti culturali rispetto ai gestori delle reti”.

Non solo. A suo dire “il meraviglioso universo di Internet gratis non è affatto gratis. Se è vero che i contenuti piratati lo sono, bisognerà pure che gli utenti del P2P paghino gli abbonamenti per navigare – e in particolare quelli per navigare ad alta velocità – a operatori pronti a tutto per adescarli. I file di musica e di film gratuiti vengono utilizzati come vetrine di richiamo per spingere il comune utente verso le loro formule di abbonamento. Per questo è così importante il loro ruolo di sorveglianti della rete. Attraverso un accordo con i titolari dei diritti e, occorrendo, con una legge, come avvenuto per la Francia”.

L’idea di Olivennes, dunque, è quello di un accordo tra gestori della rete e industria dei contenuti che porti ad una novità sostanziale. E l’Italia come reagisce? Ne ha accennato al medesimo convegno Mauro Masi ,delegato alla Proprietà intellettuale e Segretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri: “Il diritto d’autore e la sua tutela sono strumenti imprescindibili per lo sviluppo culturale, sociale ed economico della nostra società. L’Italia saprà sicuramente trovare una soluzione saggia in grado di garantire il giusto equilibrio fra tutti gli interessi in gioco. Con la legge 43 del 2005 è stata imboccata la strada della promozione della definizione di codici di deontologia e di buona condotta tra gli operatori coinvolti per utilizzare la rete come strumento per la diffusione della cultura e per la creazione di valore nel rispetto del diritto d’autore. Proseguiremo in questa direzione”.

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