Dude.it/ Autodidatti alla riscossa

di mafe de Baggis. Ma c'è ancora bisogno di andare a scuola? Una volta imparato l'essenziale, basta Internet per cavarsela da soli
di mafe de Baggis. Ma c'è ancora bisogno di andare a scuola? Una volta imparato l'essenziale, basta Internet per cavarsela da soli


Web – In rete troviamo tutto il sapere necessario per imparare quello che vogliamo, rendendo di fatto inutile la mediazione della scuola, istituzione resa obsoleta dall’accesso simultaneo a innumerevoli fonti di sapere. Una provocazione? Certo, ma ancora per poco: dipende da quanto tempo ci vorrà perché insegnanti e legislatori si accorgano che in un mondo in cui il testo digitale assume sempre più importanza, basare la formazione sulla sola carta stampata – cioè su una unica versione dei fatti esposta in forma sequenziale – è quantomeno rischioso.

Il rischio principale non è tanto quello di perdere allievi per strada – c’è sempre un obbligo di legge – quanto quello di perdere di vista il vero scopo dell’istruzione oggi: non tanto e non solo trasferire nozioni, quanto fornire quel bagaglio di strumenti per imparare a imparare, anche da soli, quello che c’è bisogno di sapere.

Un mio articolo della scorsa settimana ha scatenato la reazione orgogliosa e giustificata di chi ha imparato da solo a programmare, segnale evidente di quanto spesso la mediazione degli insegnanti sia completamente inutile, per non dire dannosa. Quanti sviluppatori che conoscete sono laureati in informatica? Che correlazione c’è tra la professione scelta e il percorso di studi compiuto? Quante volte avete ringraziato mentalmente i vostri insegnanti per qualcosa che vi è stato utile nella vita quotidiana?

Come sta gestendo la scuola italiana il popolo di navigatori che è in grado, se appena appena ne ha voglia, di trovare venti versioni diverse della storia raccontata dai libri di testo? Perché viviamo ancora una realtà in cui sapere scientifico e sapere umanistico sono rigidamente divisi in caste che si annusano sospettosamente senza comunicare? Se a undici anni dovessimo fare il nostro piano di studi personale, cosa sceglieremmo di studiare? E in che ordine?

Le informazioni sono in rete, alla portata di tutti. La capacità di assimilarle, collegarle, confrontarle, discuterle, comprenderle è innata per pochi fortunati, da coltivare per la stragrande maggioranza delle persone. Se la scuola non si attrezza per allenare le menti, invece di limitarsi a riempirle, corre il rischio, nel medio periodo, di perdere non solo importanza, ma anche autorità. E’ pensabile una cattedra meno informata dei banchi?

Dude, giornale per caso

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18 06 2001
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