DVD, arrestati noleggiatori a Roma

Nuova operazione


Roma – La Questura di Roma ha comunicato poco fa che nella serata di ieri la polizia della capitale ha provveduto all’arresto di due persone di 24 e 35 anni che gestivano un negozio dedicato al noleggio di DVD cinematografici.

Nell’abitazione di uno dei due la polizia ha individuato quattromila tra DVD e CD contraffatti e illegalmente duplicati nonché tutto l’occorrente per procedere alla copia.

L’indagine era nata dopoché uno dei due era stato fermato ad un controllo stradale con un centinaio di DVD pirata.

Le accuse sono violazione del diritto d’autore, contraffazione di merci e ricettazione. Anche il negozio di noleggio è stato posto sotto sequestro.

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  • Andrea Ruocco scrive:
    Re: non diciamo fesserie almeno sulle lauree
    Si ma non credo che studiare 10 capitoli su 12 sia una grande riduzione....Se hai inquadrato l'esame lo hai inquadrato....solo che a voi hanno dato 5 anni di tempo a noi 3......
  • monetina scrive:
    Re: Ma quale laurea!21 anni e gia lavoro
    - Scritto da: delagol
    I corsi in "informatica e basta" sono
    presenti in Italia dal 1967 (Pisa).Non ho dato una data :pA parte gli scherzi, la diffusione "grossa" si e' avuta negli ultimi anni... Per lo meno, per quanto ne so io ^^''
    Raggruppare tutte le branche Ingegneristiche
    sotto la voce Inegneria mi sembra molto
    grossolano.Io parlo per quello che ho sentito da conoscenti che hanno frequentato o frequentano Ingegneria Informatica. Il tema era quello. Non volevo sicuramente dire che un Ingegnere Edile esce dall'universita' senza sapere un cavolo :)
    essere dottore in informatica significa
    tante cose, spesso un linguaggio di
    programmazione non viene nemmeno preso in
    considerazione dall'informatico, quelle sono
    scelte di progetto o scelte economiche da
    valutare di volta in volta.
    Non confondete l'informatico con il
    programmatore nel linguaggio X.Stiamo dicendo la stessa cosa, magari mi sono espressa male (ho scritto un po' a tirar via, me ne rendo conto...).
  • delagol scrive:
    Re: Ma quale laurea!21 anni e gia lavoro

    Tra l'altro ingegneria, per stessa
    ammissione dei suoi studenti, prepara molto
    piu' sulla teoria che non sulla pratica. E'
    il motivo per cui sono nati i corsi di
    laurea in Informatica e basta.I corsi in "informatica e basta" sono presenti in Italia dal 1967 (Pisa). Raggruppare tutte le branche Ingegneristiche sotto la voce Inegneria mi sembra molto grossolano.
    Essere un laureato in informatica non
    significa solo sapere programmare nei
    linguaggi piu' astrusi, significa anche
    sapere come farlo in maniera efficiente...essere dottore in informatica significa tante cose, spesso un linguaggio di programmazione non viene nemmeno preso in considerazione dall'informatico, quelle sono scelte di progetto o scelte economiche da valutare di volta in volta. Non confondete l'informatico con il programmatore nel linguaggio X.
  • delagol scrive:
    non giudicate se non conoscete!!!
    permettimi di dissentire su un punto su quanto hai scritto.Tra 2 mesi diventerò dottore in informatica e x diventarlo mi sono "sparato" 27 esami (sede Bari, iscrizione a.a. 1995) tra cui molti annuali (2 u.d.).Tu dici che i tuoi esami sono i miei stessi con qualche programma più corto???ringrazia il signore che non ti sei iscritto alla quinquennale, e che non sai nemmeno cosa siano Analisi 2 annuale (fatta con i corsi di Matematica e Fisica), Calcolo numerico (quello vero!!! non il vostro) + Fisica 2 + ...io conosco i vostri programmi e quando li leggo sono indeciso se ridere o piangere, meglio la prima.ps: se non hai nemmeno finito la triennale lasciatelo dire, dell'informatica (teorica) non hai letto nemmeno l'introduzione.
  • Anonimo scrive:
    Re: Sterile e inutile polemica!
    Gentili Signori,purtroppo la mia attività lavorativa non mi permette di seguirvi assiduamente. Apprezzo molto il vostro sito e, appena possibile, leggo gli articoli pubblicati.Vorrei scrivere qualcosa anch’io a proposito della tanto discussa professione di informatico.Mi riferisco in particolare all’articolo “Ma quale preparazione informatica?” a firma di Fabrizio Ciacchi, poiché non sono d’accordo con le considerazioni da lui fatte riguardanti la condizione di professionista informatico.Premessa: mi sono laureato sia in Ingegneria Informatica, sia in Scienze dell’Informazione. Ho lavorato per parecchio tempo presso il Centre National d’Etudes Spatiales (CNES) di Parigi e Tolosa, partecipando a parecchie missioni spaziali, progettando e scrivendo software con linguaggi e tecnologie più svariate. Attualmente sono impegnato in sviluppo di software per il controllo d’impianti dislocati in varie parti della Cina, la quale è ormai diventata la mia seconda patria.Durante questi 15 anni di attività, ho potuto incontrare tantissime figure di informatici, ma difficilmente ho avuto la possibilità di incontrare dei professionisti.A mio parere, la professionalità è spesso qualcosa che esula dalle conoscenze tecniche, anche se ovviamente queste sono indispensabili per affrontare la professione. Vi sono tutta una serie di altri fattori che, non si sa per quale motivo, vengono sempre drammaticamente dimenticati da tutti gli operatori del settore. Di questi, tre mi sembrano particolarmente importanti:1 – il distacco. Negli altri settori, il professionista ha un certo distacco rispetto alla sua professione: non mischia il lavoro con le cose private, non si porta il lavoro a casa, non possiede a casa l’attrezzatura per svolgere il proprio lavoro. Per esempio, non ho mai visto un dentista portarsi del lavoro a casa, o chiedere alla moglie se dopocena le vorrebbe farsi trapanare un dente. L’informatico al contrario ha a casa tutta l’attrezzatura necessaria (il computer costa poco) e si porta il lavoro da completare. Mischia il lavoro con la propria passione, con la voglia di scoprire ed apprendere. Se da un lato questa passione porta ad approfondire, dall’altra (cosa, secondo me, ben più grave) porta a non separare più mentalmente quando si tratta di lavoro e quando si tratta di hobby. I due approcci devono essere drammaticamente diversi! Per esempio, il professionista, una volta acquisito un lavoro, lo deve portare a termine (sia le cose piacevoli, sia quelle tediose o fastidiose), l’hobbista può limitarsi a fare le cose più piacevoli, evitando di scrivere documentazioni, fare debug approfondito (basta dare la colpa dei malfunzionamenti delle proprie applicazioni alla memoria, ai conflitti di sistema, a tutto il resto, insomma) e soprattutto evitando di completare l’applicazione con i 1000 dettagli che escono all’ultimo momento, vincendo la famosa “sindrome del 90%” (è tipica l’espressione “l’ho provato sul mio computer, funzionava”).2 – la categoria. Esistono albi professionali per medici, ingegneri, notai, architetti. Agli iscritti di tali albi professionali è spesso recapitato un periodico, per esempio “Il giornale dell’Ingegnere” ed altre cose simili.All’interno di questi giornali, l’editoriale comincia con la frase “Cari colleghi, “. Ebbene, questa frase non l’ho mai sentita pronunciare da un informatico. Nei forum riservati agli informatici ho sempre visto snocciolare competenze tecniche (l’ho fatto anch’io, nella premessa) ed ho sempre visto delle risposte di persone che criticavano tali competenze (ma davvero? Allora spiegami come si fa ad installare/programmare/configurare il device/driver/…).Penso che, indipendentemente dalla creazione di un albo degli Informatici, sia necessario creare un senso di appartenenza al gruppo, piuttosto che di sterile competizione. Siamo tutti bravi, fino a prova contraria. Ed i problemi che si presentano al lavoro non sono praticamente mai di tipo tecnico (quelli si risolvono sempre, in un modo o in un altro). Non ho mai visto dentisti sfidarsi a chi fa meglio le otturazioni, casomai li ho visti sfidarsi in barca a vela. E comunque, per chi è interessato alle competizioni, in Internet ci sono i “programmer’s challenge”, nelle quali i programmatori si sfidano a risolvere un problema (lo stesso per tutti, ovviamente), oppure a programmare un carro armato virtuale (vince, ovviamente, chi fa il programma più furbo e sbaraglia la concorrenza). Le altre forme di sfida (mi sai configurare questo/quello) sono la soddisfazione di chi ti brucia al semaforo, ingaggiando una sfida che non hai mai raccolto.3 – i soldi. Come ogni professionista, anche l’informatico dovrebbe essere ben pagato. Beh, basta farsi i propri conti per verificare che gli informatici ben pagati sono proprio pochi.Se da un lato le aziende ne hanno approfittato (si trova sempre un “ragazzo del computer” che dopo la scuola può fare il lavoro a prezzi stracciati. E se la qualità non è altissima, il prezzo lo giustifica), dall’altro gli informatici si sono sempre mostrati scoperti da questo punto di vista. Quando deve essere pagata una prestazione? Perché non esiste una tabella di prestazioni informatiche a cui fare riferimento? Come fare i preventivi?Il ragazzo del computer, prima o poi completerà il suo corso di studi e si troverà lavoratore. A questo punto si accorgerà che i soldi che prima prendeva (e gli facevano comodo), ora NON AUMENTANO: deve lavorare alla stessa stregua, altrimenti il lavoro passa ad un altro ragazzo del computer.La mia proposta è la seguente: perché non provare a fare un esame di coscienza professionale, TUTTI, e scrivere delle norme di comportamento, come quelle valide per qualsiasi albo professionale?Visto che poi il vostro sito è ben frequentato, perché non cominciare a scrivere delle tabelle che, in base alla prestazione informatica da erogare, stabiliscano i compensi minimi?Penso che ne guadagneremmo tutti, no?Cordiali salutiGiorgio
  • monetina scrive:
    Re: Conclusione: non andate all'uni
    Non sempre l'Universita' e' cosi'. E' sciocco trincerarsi dietro a posizioni cosi' intransigenti.E' vero, non sempre l'Universita' serve. Ma, parlando sinceramente, quanti di quelli che dicono che a loro l'Universita' non e' servita si sono realmente impegnati in quello che studiavano? Quanti sono andati a tentare l'esame con nemmeno una settimana di studio? E quanti di loro hanno preferito copiare, piuttosto che imparare?Posso concordare anche sul fatto, anzi ne sono convinta, che poi una volta inserito sul posto di lavoro quello che e' importante, specie nel nostro campo, e' quello che sai fare non quello che si presume che tu sappia perche' laureato. Certo e' che le cose che chi non segue/non ha seguito un corso di laurea ha imparato in 10 (forse esagero?) anni, io le ho imparate in 3.Quando saro' uscita dall'Universita' non potro' dire di essere pronta per la fossa dei leoni, ma certo e' che avro' le conoscenze di base per amministrare un database (relazionale e multimediale), programmare (a oggetti e non, in almeno 4 linguaggi), per capire come funziona in profondita' un sistema operativo, per gestire il processo di creazione di un software. E tante altre cose ancora, non solo nel campo dell'informatica ma anche dell'economia e del diritto. La laurea ti consente di pensare, di ideare. Non solo di eseguire. Non ti serve nell'immediato, ma fra 10/15 anni, quando la tua azienda si ristrutturera' sarai in grado di stare al suo passo? E pensi di riuscire, se ti interessa - chiaramente, a fare carriera oltre un certo livello senza possedere l'elasticita' mentale e la ampiezza di vedute che questa ti avrebbe dato? (Ohi, prendete tutto con le pinze, sono concetti tagliati un po' con l'accetta. Non sono cose valide per chiunque. Penso pero' seriamente che, a chi e' predisposto mentalmente, la laurea dia un marcia in piu').
  • monetina scrive:
    Re: Ma quale laurea!21 anni e gia lavoro
    Gli ingegneri sono una cosa, gli informatici un'altra. Qualcuno puo' essere entrambe le cose, ma l'equazione non e' banale.Tra l'altro ingegneria, per stessa ammissione dei suoi studenti, prepara molto piu' sulla teoria che non sulla pratica. E' il motivo per cui sono nati i corsi di laurea in Informatica e basta.Essere un laureato in informatica non significa solo sapere programmare nei linguaggi piu' astrusi, significa anche sapere come farlo in maniera efficiente, quale e' il processo di sviluppo di un software, come bilanciare il traffico o come garantire una QoS minima su una rete, per fare degli esempi. E, badiamo, gli informatici non sono solo "quelli che si occupano di software".Non e' solo fare, e' anche IDEARE.==================================Modificato dall'autore il 17/12/2004 1.27.50
  • monetina scrive:
    Re: Il mio corso è FACILE!
    il problema non sta nel corso di informatica in se' (sono studentessa di Informatica Applicata -___-'), ma nel come i singoli corsi sono organizzati e gestiti dalle Universita'. Spesso le universita' meno famose/piu' giovani, per attirare un maggior numero di iscritti rendono i corsi piu' facili.Ora, non per fare pubblicita', ma noi a Urbino abbiamo un corso che prepara bene sia per quanto riguarda la teoria che la pratica. A parte alcune eccezioni, non posso fare altro che dire che se si vuole andare avanti e IMPARARE (che poi e' quello che spesso gli studenti NON vogliono fare) bisogna darsi molto, ma molto, da fare.
  • Anonimo scrive:
    Conclusione: non andate all'uni
    diffondete questo messaggio a parenti, amici e voi stessi che state riflettendo su questa scelta: non perdete tempo appresso ai baroni delle uni!
  • shevathas scrive:
    Re: Sterile e inutile polemica!
    [...]
    Sinceramente penso che il tutto sia dovuto a
    una generale insoddisfazione di tutti quelli
    che lavorano nel settore dell'informatica,
    chiunque essi siano, dai sistemisti ai
    programmatori, dai laureati ai diplomati.
    Perchè tutto questo? Perchè
    chi, giustamente, dopo anni e anni di studi
    e sacrifici non vede subito remunerato il
    proprio lavoro e si ritrova a fare lo stesso
    lavoro dei "semplici" diplomati? La laurea,
    è inutile negarlo, ti forma, è
    importante, ma le aziende non ti pagano per
    quello che sai , ma per quello che
    SAI FARE!
    Se non sai di certo non sai fare, imho il problema di molti laureati è che non si rendono conto, non che non sanno, ma che non sanno fare quello che l'azienda vuole al momento.Essere un'esperto di AI è inutile se l'azienda vuole l'ennesimo sitino personalizzato con nuke.Di contro l'azienda se ha bisogno di un grafico è inutile che si orienti al laureato.Anche se molte aziende vorrebbero il laureato perchè poi potrebbe fare altre cose nel campo, oltre che la "ragazza cubo" per i clienti, ma per pagarlo come il fattorino.
    Poi non è scritto da nessuna parte
    che un laureato, per il solo fatto di essere
    laureato, nel suo lavoro è migliore a
    prescindere da un diplomato. Non ci sono
    solo le nozioni per fare l'informatico, ci
    vuole cervello, fantasia, ingegno, pazienza
    e soprattutto curiosità di sapere e
    imparare. E non tutti i ce l'hanno! Che
    siano laureati o diplomati o meno.si, ma le doti che hai detto, essenziali in molti lavori, se non supportate da una robusta base di nozioni, provenienti dall'esperienda o dagli studi rimangono solo potenzialità.La laurea non ti rende superman, ma ti da (o meglio dovrebbe dare) un bagaglio di conoscenze che poi sta a te applicare al tuo lavoro.
    In un settore in
    continua evoluzione come il nostro ci vuole
    dinamismo e capacità di adattamento,
    ed è anche questo che insegnano
    all'università, d'altronde che il
    corso duri 3 o 5 anni, in 3 o 5 anni
    l'informatica e i linguaggi di
    programmazione si sono evoluti e tutti noi
    sappiamo come l'università sia lenta
    a correre dietro a queste cose...
    attento l'università ti deve insegnare a programmare, ad analizzare il problema e ideare le soluzioni, non ti deve insegnare il linguaggio alla moda del momento.Le basi della programmazione: cioè il concetto di variabile, di scelta e di ciclo, gli algoritmi e le strutture dati sono indipendenti dal linguaggio di programmazione.La conoscenza del linguaggio poi ti aiuta nella fase di implementazione della soluzione, e il linguaggio di programmazione spunta a questo punto.Metti il caso di dover passare da un gestionale in VB a mettere mano ad un gestionale in COBOL (esistono ancora), se sai programmare bene o male riesci a racapezzarti anche in COBOL, se sai solo fare il cut&paste sei completamente perso.Quello che hai commesso è l'errore classico sull'università; credere che deva insegnare la moda del momento.Imho è sbagliato, l'università deve darti la base affinchè tu, autoaggiornandoti, riesca a imparare velocemente il linguaggio del momento.Non si finisce mai di imparare, un laureato è (o meglio dovrebbe essere) non chi conosce tutto ma chi è capace di imparare e conoscere velocemente cose nuove.
    Di contro ci sono i diplomati che, magari[...]
    è una cosa fondamentalmente stupida e
    che non porta proprio a nulla!!!
    Quoto, l'umiltà è essenziale, raramente la superbia porta a qualcosa.==================================Modificato dall'autore il 10/12/2004 10.19.41
  • Anonimo scrive:
    x alex_tg
    come scriveresti una funzione che dato un intero "a" in input restituisca in output 1 se "a" è una potenza di 20 se "a" non è una potenza di 2
  • Anonimo scrive:
    Re: Vi consiglio un libro
    - Scritto da: bacarozz83
    hai perfettamente ragione, ma hai SOLO
    VAGAMENTE idea di quanto può costare
    SOLO un anno al MIT ?
    forse ci può andare il figlio di
    berlusconi e pochi altri.Gli alti costi del MIT sono indubbio, ma il MIT e' unico (tra parentesi offre anche classi gratis online). Stanford anche costa perche' privata ma Berkeley non costa piu' di quanto io paghi in un altra universita' californiana....ed il livello e' simile (non si puo' mai dire uguale).La differenza vera e' che i capoccioni di Computer Science e Computer Engineering che hanno "creato" l'Informatica moderna insegnano in queste scuole....bazzicano da queste parti....ti ritrovi per i corridoi insegnanti che il mondo informatico intero conosce e ti trasmettono volgia ed energia.Ti spronano ad andare oltre il codicillo ma a pensare per risolvere problemi ancora aperti....una di quelle cose che poi attaccano il tuo nome ad un algoritmo....Dijkstra, Ford-Fulkerson, Prim, Huffman.....ricercatori che erano anche insegnanti ma soprattutto persone comuni che si mischiavano con gli altri.Non credo i prof nostrani siano persone cosi' comuni....e se oggigiorno in un mondo globalizzato non si spinge in ricerca e teoria allora si puo' anche assistere allo sfascio dell'intero settore informatico del paese.
  • Anonimo scrive:
    Re: Vi consiglio un libro
    - Scritto da: Xnusa
    Sperando di non essere OT...Il libro si
    chiama Hackers, l'autore è Steven
    Levy.[CUT]
    Penso ci siano elementi utili per far
    riflettere sulla differenza di approccio
    alle materie tra le loro università e
    le nostre, aiutato dai budget ben diversi,
    ma non solo. Ritengo che nonostante tutto ci
    siano ottimi laureati anche da noi,
    però sarebbe bello sentire
    l'esperienza di chi ha studiato all'estero e
    di chi ha avuto modo di fare un paragone con
    le nostre Facoltà scientifiche.Io tra pochi mesi finisco Computer Science a UC Santa Cruz e qui ho avuto tre insegnanti Italiani in facolta'. Tutti e tre hanno odiato il sistema Italiano non solo da studenti in Italia ma anche da ricercatori una volta finito. Qui invece hanno trovato un posto fertile ma anche un sistema diverso.Ho lavorato 3 anni, sempre da queste parti, prima di iniziare a studiare e posso dire per esperienza che il mondo e' proprio diverso.L'approccio e' proprio diverso. Si fa scienza non programmi....si pensa in maniera diversa, i corsi sono organizzati in maniera diversa, l'enfasi sulla pratica e' tanta ma sempre inferiore a quella sulla teoria. La teoria che studi prevede SEMPRE la dimostrazione dei teoremi...Insomma impari a pensare molto e capisci che scrivere due linee di codice una volta che conosci l'hardware ed hai bene in mente come risolvere il problema dato e' una cavolata...tant'e' che il bello della scuola diventa la teoria e non la pratica.Pensate come vi pare ma io vedo l'Italia oramai piu' come un paese di utenti, dove anche gli Informatici sono computer users....ovvero usano il computer si per farci programmi e compagnia ma dipendo dal resto del mondo....non c'e' spinta inventiva perche' non c'e' mercato e non c'e' competitivita'.
  • Anonimo scrive:
    Re: lauree lunghe e lauree brevi (forse
    - Scritto da: doppiaemme
    Per me l'idea di una laurea triennale non
    è male (purtroppo non conosco i
    risvolti pratici ma posso immaginare le
    soluzioni italiote ...) per il semplice
    motivo che la laurea di 5 anni produceva
    essenzialmente "scienziati". Mi spiego
    meglio: il tasso dei laureati tradizionali
    usciti in 5 anni esatti con un voto
    100
    secondo me era quello necessario per
    ricoprire i posti adeguati ad una laurea
    così prestiogiosa ossia ricerca,
    progettazione avanzata e carriera accademica
    (posti sempre più rari in un paese
    tecnologicamente sottosviluppato come
    l'Italia ...). Tutti gli altri con laurea da
    5 anni conseguita in più di 7 anni
    con voti mediocri si trovavano in mano un
    titolo sulla carta pesante ma nella pratica
    andavano ad occupare mansioni di ben
    più basso profilo coma fare il
    sistemista o il dba in un'azienda. Con la
    lurea triennale si permette a chi non ha i
    numeri per o l'oppurtinità/voglia di
    fare lo "scienziato" di trovare lo stesso
    lavoro che avrebbe trovato con la laura
    tradizionale in 3/4 anni anziché 7/9.Pero' non ti sei interrogato sulla qualita' delle conoscenze acquisite dai laureati con corso breve. Sono veramente capaci di sopperire a quelle lacune venitesi a creare dall'eccessiva magnaminita' dei professori?Prima l'Universita' sfornava scienziati che nel tempo hanno cercato e trovato fortuna soprattutto all'estero, adesso invece l'Universita' sforna gente normale ma istrutita che non ha possibilita' lavorative nel suo paese e nemmeno le capacita' di emigrare.Allora come si esce da questa situazione?Io non credo di avere una risposta...pero' dal sistema sono gia' uscito quindi parlo da esterno.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma serve laurerasi?
    - Scritto da: Anonimo
    Coma do topic, ma serve davvero laurearsi?
    Insomma, se vuoi fare l'informatico, non
    basterebbe fare l'autodidatta? senza vena
    polemica.Se vuoi restare nel mondo dell'Informatica in Italia certamente non ti serve. Da quello che si legge c'e' grande conoscenza e abbondanza di persone esperte anche se poi il paese e' ridicolo a livello di presenza internazionale....fai da te.Secondo me se vuoi restare in quello che ra il Belpaese allora non ti serve la laurea......se vuoi magari avere ancora un lavoro nel settore tra 10 anni allora pensa anche al futuro e informati all'estero.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma quale laurea!21 anni e gia lavoro
    - Scritto da: Anonimo
    mah sinceramente non credo di aver bisogno
    di fare l uni se avessi voglia di imparare a
    compilare e/o sviluppare un
    sorgenteNo, per quello ci sono 1 miliardo di cinesi e 800 milioni di indiani gia' abili arruolati....
    La programmazione mi affascina ma non la
    intraprenderei mai come lavoro fisso,mi
    annoierei sicuramente a stare 8 ore con le
    mani sulla tastiera...Bene, cosi' eviti i problemi fisici della CTS (Carpal tunnel syndrome)
    boh poi sinceramente non credo che esista un
    percorso di laurea specifico che possa
    preparare uno studente alla professione di
    sistemista e almeno amministratore di reti
    microsoft....Non c'e' perche' l'Universita' non prepare persone al lavoro nei prossimi 5-10 anni ma si prefigge di prepare a lungo termine....pensa al futuro e non solo ai prossimi 10 anni.[CUT]
    Secondo voi un percorso di laurea decente
    per preparare uno studente ad un lavoro
    dinamico e vasto come il sistemista esiste?L'Universita' non ti insegna a fare un lavoro ma a pensare e a risolvere problemi in un'area tematica (piu' o meno ampia)...o meglio quello dovrebbe essere il suo l'obiettivo.
    cmq penso che per approfondire le mie
    conoscenze qualche testo universitario me lo
    faro prestare,tipo sistemi o architettura
    dell'elaboratore,sicuramente qualcosa che mi
    sfugge la trovo :pIo direi che ci troverai tante cose delle quali ignoravi l'esistenza e che ti spingeranno a voler sapere di piu'.
  • midori scrive:
    15 esami
    Tanti me ne avrebbero riconosciuti se fossi passato alla laurea di 5 anni.ciauz midori
  • Anonimo scrive:
    Re: Il mio corso è FACILE!
    - Scritto da: Anonimo
    Con questa frase ti sei bruciato tutto il
    post....Con i puntini di sospensione e la lapidarieta' del tuo giudizio ti sei bruciato le palle.
  • Anonimo scrive:
    Re: Non diciamo eresie (annualita')...
    Sempre questo discorsoIo mi sono laureato in ingegneria informatica con il vecchio ordinamento di 5 anni l'hanno scorso.In appartamenteo con me vivevano 2 studenti che seguivano il nuovo ordinamento 3+2 e venivano a studiare li i loro amici.Sarei buono a dire che la differenza è ABISSALENon riuscivo a capire (e ancora me lo chiedo) come facessero a passare gli esami con quello che sapevano, poco, molto poco, studiato all'ultimo minuto e dopo due settimane dimenticato.Quelli non saranno mai ingegneri.Ingegneria è morta.Btw a programmare ho imparato da me, ma le basi universitarie sono molto utili se uno le ha capite cosa non esattamente scontata.Forse non è risaputo e neanche popolare, ma i corsi che si ricordano sono quelli di cui si è ripetuto l'esame.Gli informatici(laurea in informatica): ne ho visti tanti perderesi in un bicchier d'acqua per affrontare un problema più degli ingegneri (anche di quelli ce n'è che si perdono).
  • Anonimo scrive:
    l'Italia è solo utilizzatrice ed.....
    .........assemblatrice di tecnologie. Non siamo noi a creare innovazione e nuove tecnologie, almeno non negli ultimi decenni, al massimo possiamo solo usarle quando ci riusciamo, basta vedere lo sviluppo dei pc e di Internet nelle case italiane, che a dispetto delle false indagini è molto al di sotto della media Europea!!!!
  • Anonimo scrive:
    Motivazioni a supporto del 3+2
    Volete sapere perché hanno introdotto il 3+2?Leggete il seguente file:http://www.polimi.it/conferenza_ateneo/file/biardi.pdfQuesto documento riassume parte della conferenza di Ateneo che si è svolta lo scorso maggio. Mi sembra interessante la seguente motivazione:"La percezione della formazione quinquennale come eccessiva, in media, rispetto alle esigenze delmercato, per noi quello industriale"
  • Anonimo scrive:
    Sono nella tua stessa situazione
    10 anni autodidatta, 5 anni sul campo, da 3 anni iscritto a Informatica in una università del nord.La scelta più giusta che abbia mai fatto. Mi stanno dando una preparazione completa in moltissimi campi dell'informatica (algoritmi, programmazione, ingegneria del software, IA, informatica teorica,...). E in ogni caso mi stanno dando tutte le basi per potermi interessare da solo a quello che mi pare, nel modo corretto.Costa molta fatica, ma la consiglio a tutti coloro che vogliano dedicare seriamente il proprio futuro all'informatica.Vedo molto più triste la situazione di miei colleghi ingegneri. Sanno smanettare benissimo a basso livello, ma per buttar su un sistema software un'attimino complicato, non sanno neppure da dove cominciare.Iscrivetevi ad informatica e, soprattutto, dopo un paio d'anni tornate a leggere questi forum. Risate garantite.... credetemi!
  • Anonimo scrive:
    Re: Il mio corso è FACILE!

    programmatori, e un po' troppa matematica
    che era buona agli analisti, forse.Con questa frase ti sei bruciato tutto il post....
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma serve laurerasi?
    - Scritto da: Anonimo
    Coma do topic, ma serve davvero laurearsi?
    Insomma, se vuoi fare l'informatico, non
    basterebbe fare l'autodidatta? senza vena
    polemica.

    A mio avviso ci sono tanti, troppi
    "generali" e pochi soldatiNooo, non andate all'università! Sprechereste solo il vostro tempo!oggi non c'è più trippa per gatti, diffondetelo ai vostri amici e parenti, se volete fargli un regalo col cuore!:)
  • Azagga scrive:
    Re: Redazione: BASTA!!
    - Scritto da: Scorpion
    Pubblicate qualcosa di più
    interessante ed oggettivo anzichè il
    solito "meglio la laurea triennale" "meglio
    ingegneria" "meglio da autodidatta" etc etc.sottoscrivo.ed aggiungo: almeno vagliate: non conosco questo tale Fabrizio Ciacchi, ma la vaccata sulle semestralià/annualità, triennale == quinquennale etc, già lo squalificano mortalmente. Meglio era quella dell'informatico 50enne
  • Bruco scrive:
    Re: lauree lunghe e lauree brevi (forse
    Concordo in toto. Vedi anche il mio thread: "Lauree brevi, programmi densi ???"
  • Azagga scrive:
    Re: Ma serve laurerasi?
    - Scritto da: Anonimo
    Come da topic, ma serve davvero laurearsi? al di là dell'ambito informatico, in generale laurearsi IMHO serve solo per piacere personale. Oggi come oggi trovi lavoro molto più facilmente se hai solo un diploma, meglio se tecnico.Per il mondo del lavoro, laurearsi significa essere più vecchi, senza esperienza, e dover essere pagati di più, spesso a fronte del fatto che non sanno come sfruttare le tue capacità/conoscenza(1. perchè non sanno cosa hai studiato 2. poichè è molto probabile che il tuo "capo" abbia studiato meno di te)
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma quale laurea!21 anni e gia lavoro
    mah sinceramente non credo di aver bisogno di fare l uni se avessi voglia di imparare a compilare e/o sviluppare un sorgente,sicuramente dovro un minimo affrontare l argomento quando rpendero in mano seriamente linux,ma per il momento non mi preoccupo, e tra l altro sinceramente di diventare uno sviluppatore software non mi interessa per niente.La programmazione mi affascina ma non la intraprenderei mai come lavoro fisso,mi annoierei sicuramente a stare 8 ore con le mani sulla tastiera...Mah da quello che so anche a livello di stipendio la cosa non so quanto cambi,mentre facevo il corso al nostro insegnante avevano chiesto se poteva dare il contatto di un neo certificato per un lavoro da 160 euro al giorno...fatevi due conti.....boh poi sinceramente non credo che esista un percorso di laurea specifico che possa preparare uno studente alla professione di sistemista e almeno amministratore di reti microsoft....di questo non ho la certezza magari sbaglio, ma vedo amici che fanno informatica o ingegneria informatica,che pensano di risolvere una rete con un hub da 30 euro,o che a malapena cosa siano i registri di winSecondo voi un percorso di laurea decente per preparare uno studente ad un lavoro dinamico e vasto come il sistemista esiste?cmq penso che per approfondire le mie conoscenze qualche testo universitario me lo faro prestare,tipo sistemi o architettura dell'elaboratore,sicuramente qualcosa che mi sfugge la trovo :P
  • Alessandrox scrive:
    Re: risposta, e mia esperienza
    - Scritto da: Anonimo
    - Scritto da: dilbert68

    Mah io ho fatto ing. Elettronica, con

    sottoindirizzo informatico (ai tempi non

    esisteva Ing. Informatica)

    Mi sono laureato nel '96, pochi anni
    prima

    del .com boom



    Le prime offerte di lavoro erano a dir
    poco

    deprimenti (in senso relativo, il mio

    rispetto a chi fa questi lavori): help
    desk,

    call center di assistenza tecnica,
    cobol,

    stage non retribuiti
    E che volevi che l' università ti
    insegnasse a fare gli help desk e il cobol??magari che il mondo del lavoro richiedesse di saper fare almeno un po' di quelle cose che si imparano all' universita' oppure che al' universita' si imparasse a fare un po' (almeno abbastanza per poter essere retribuiti) di quelle cose che vengono richieste nel mondo del lavoro? Forse ti sembrera' normale che non sia cosi' qui' in Italia... ma apunto siamo in Italia.

    conoscenza del C++; io non potevo
    vantare

    che una buona conoscenza del C, e di
    tanti

    altri linguaggi tanto eleganti quanto

    assolutamente inutili nel mondo del
    lavoro.
    Ma non inutile per la propria formazione.
    A quell' epoca praticamente tutti si
    studiavano il c++ da soli.
    Ringrazia l' università che ti ha
    dato le capacità di farlo.Guarda che per imparare il C++ ed essere anche produttivi non e' strettamente necessaria l' universita'...
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    - Scritto da: Anonimo
    PS: Allora nel gioco di Bonolis conviene
    sempre alla fine cambiare il pacco?Se la prima porta scelta dal giocatore è sbagliata (cioè nasconde una capra), allora il conduttore non ha scelta e deve aprire per forza l'altra porta con la capra. Quindi se il giocatore cambia porta vince. D'altra parte, se la prima porta che il giocatore sceglie è la giusta e poi cambia, allora ovviamente perde. Si vede quindi che se il giocatore cambia sempre porta vince se e solo se la sua prima scelta era sbagliata, evento che ha ovviamente probabilità 2/3. Se il giocatore non cambia mai, allora vince se e solo se la sua prima scelta è corretta, e tale evento ha probabilità 1/3.(apple)
  • eagleone scrive:
    Bravo Fabrizio, da un 40enne
    Concordo con molte delle parole scritte da Fabrizio, persona che conosco attraverso molti dei suoi ottimi articoli scritti su di una nota rivista su Linux e attraverso alcuni forum che frequento da anni.Io sono un quarantenne che ha scoperto l'informatica in "tarda età" rispetto a quanto si legge di ragazzi giovani che, spesso ancora bambini, incominciano già a smanettare con computer e similari, io invece avevo 36 anni quando ho portato a casa un PC con alcune periferiche e l'ho montato, sapendo meno di niente sul suo uso, che ci crediate o meno non sapevo nemmeno aprire e chiudere una finestra in Windows (era installato il 98 SE).Dopo poco più di un mese e mezzo ho dovuto formattare e reinstallare il sistema per quanto lo avevo destabilizzato a furia di smanettarci, pur sentendo da gente che usava il PC da anni che era un'operazione complicata, delicata, ecc, decisi di farlo comunque io, prendendo delle informazioni, ma facendolo da solo.Scoprii che quella predisposizione che avevo sin da bambino per smontare e rimontare, ottimizzando, tutto quello che mi capitava, la predisposizione per scoprire e configurare tutti gli aggeggi elettronici che mi capitavano sottomano, e quella curiosità sul funzionamento dei più disparati meccanismi, ben si sposava anche con i meccanismi logici che muovono gran parte del funzionamento dell'informatica.Il mio è stato un percorso da autodidatta, ho imparato il C, Java, delle basi di C++, e, dopo circa un anno dal giorno in cui portai a casa quel PC, scoprii Linux, e mi sembrò il mio SO ideale per la sua plasmabilità, la sua configurabilità, il fatto di potermi creare programmi per personalizzare il sistema alle mie esigenze, oltre che con i linguaggi appresi, anche con lo scripting della shell.Ho imparato anche molte altre cose, però non starò qua ad elencarle in quanto non è la finalità di questo messaggio.Per i motivi che ho scritto mi sento anche molto vicino all'amico che ha scritto "L'informatica si scopre a 50anni", che ha iniziato non moltissimi anni dopo di me, persona con cui condivido praticamente tutto quanto ha scritto in quel messaggio e che, se mi legge, saluto di cuore.Tornando alle mie considerazioni riguardo a quanto espresso da Fabrizio, devo dire che lo capisco benissimo, e troppo spesso vedo ragazzi giovani veramente in gamba, con la passione e con un titolo di studio adeguato dover poi fare tutt'altro, e magari gente che non ha ne competenza e ne passione trovare dei posti interessanti perchè "immanicati"!Se è dura per loro figuratevi per il sottoscritto che in più sul suo curriculum, nella sezione dell'età, deve aggiungerci una cifra con la parola "anta", soglia oltre la quale nel nostro mercato del lavoro vieni visto come un vecchio rudere da buttare, anche se guardandomi nello specchio tutto vedo fuorchè un vecchio rudere, mah....Un saluto e un grosso augurio per il proprio futuro a Fabrizio e a tutti i giovani appassionati che hanno letto questo messaggio.Gigi/eagleone
  • Anonimo scrive:
    Re: Futuro dell'informatica (lungo)
    concordo con quello che hai detto ma ti 6 dimenticato un pezzo

    Secondo me, il futuro che tutti dovremmo
    cercare di inseguire è quello di
    prodotti (informatici) ad alto contenuto
    tecnologico: questo creerebbe
    opportunità serie di ricerca per chi
    è appassionato a farla ed aprirebbe
    tantissime opportunità di lavoro per
    costruire quei famosi mattoncini. verissimo, il problema che per fare quei mattonici ci vogliono risorse, cioè non si può pretendere che un mattonicino venga ideato oggi ma doveva essere pronto ieri, questo è il tipico modo di pensare degli italiani, ovvero ragionare troppo sul breve perido.in sostanza quello che manca sono i soldi e gli imprenditori veri, non i vari tronchetti provera colaninno etc, quelli sono dei contabili, color che si possono permettere di allocare buona parte del budget in ricerca che darà forse frutti nel lungo periodo, dove lungo
    anni.ti faccio un esempio stupido, in giro vedo che i vari sviluppatori win, pagano la lincenza a di visual studio (per me è un ottimo prodotto) qualcuni si è mai posto il problema di sviluppare un ide alternativo magari tarato su esigenze diverse? ad esempio gerarchia ad oggetti diversa, più orientata ai gestionali. questo richiedere di fare un mattoncino nuovo, senza rivoluzioni, ma è più facile comprare all'estero qualcosa di pronto anche se ha le sue rogne (vedi il passaggio da vb a vb net). chiunque ha studiato informatica è in grado di relizzare un compilatore ed un editor, ma mai nessuno che ci abbia investito 1 euro ed eppure c'era un mercao fiorente di gente insoddisfatta, e tutti utenti tecnici quindi non commerciali a cui basta far vedere du icone con dietro un paio di tette, magari in futuro si sarebbe potuto decidere di fare un runtime vb per linux (non perchè sia bello o brutto) ma solo perchè c'era richiesta dal mercato. ma invecie tutti a dire si grande zio bill per farci pagare il ns obolo quotidiano impotenti nel decidere il ns futuro
  • TADsince1995 scrive:
    Sterile e inutile polemica!
    Ragazzi appena ci si rischia a toccare l'argomento diplomati-laureati oppure ingegneria inf-informatica ecco che si scatena l'inferno.Sinceramente penso che il tutto sia dovuto a una generale insoddisfazione di tutti quelli che lavorano nel settore dell'informatica, chiunque essi siano, dai sistemisti ai programmatori, dai laureati ai diplomati. Perchè tutto questo? Perchè chi, giustamente, dopo anni e anni di studi e sacrifici non vede subito remunerato il proprio lavoro e si ritrova a fare lo stesso lavoro dei "semplici" diplomati? La laurea, è inutile negarlo, ti forma, è importante, ma le aziende non ti pagano per quello che sai , ma per quello che SAI FARE! Poi non è scritto da nessuna parte che un laureato, per il solo fatto di essere laureato, nel suo lavoro è migliore a prescindere da un diplomato. Non ci sono solo le nozioni per fare l'informatico, ci vuole cervello, fantasia, ingegno, pazienza e soprattutto curiosità di sapere e imparare. E non tutti i ce l'hanno! Che siano laureati o diplomati o meno. C'è chi poi, come me (sigh!), ancora non è laureato, sono iscritto in ingegneria informatica e da un anno sono bloccato perchè ho due lavori e non ho tempo per studiare, ma ci credo. Intanto faccio esperienza e se prima o poi mi laureo avrò un titolo coronato da anni di esperienza sul campo, non sarebbe la situazione ottimale? In un settore in continua evoluzione come il nostro ci vuole dinamismo e capacità di adattamento, ed è anche questo che insegnano all'università, d'altronde che il corso duri 3 o 5 anni, in 3 o 5 anni l'informatica e i linguaggi di programmazione si sono evoluti e tutti noi sappiamo come l'università sia lenta a correre dietro a queste cose...Di contro ci sono i diplomati che, magari dopo 10 anni di esperienza, si vedono arrivare il neolaureato che li guarda dall' alto al basso perchè lui ha la laurea. E questo semplicemente non è giusto. Bisogna riconoscere il merito, non solo il titolo, per quanto quest'ultimo sia indubbiamente indice di preparazione e di intelligenza. Un mio collega è ingegnere ed è una persona preparatissima che io rispetto perchè ha anche molta esperienza alle spalle e si vede. Un pizzico di umiltà non fa mai male, anche perchè attaccarsi a parole su chi ce l'ha più duro è una cosa fondamentalmente stupida e che non porta proprio a nulla!!!Almeno questa è la mia modestissima opinione.Buon lavoro a tutti! :)TAD
  • Anonimo scrive:
    non diciamo fesserie almeno sulle lauree
    Sono offtopic in questo momento...pero' dire che la laurea di 3 anni equivale a quella di 5 anni del vecchio ordinamento mi sembra una fesseria.Il sottoscritto si e' laureato in ingegneria informatica in 5 studiano sette giorni su sette per 5 anni e come lui qualche altro disgraziato che voleva laurearsi senza finire fuori corso.E' assolutamente impossibile che gli esami siano gli stessi.Probabilmente avranno gli stessi nomi...ma o i programmi sono stati sensibilmente ridotti..oppure gli esami sono molto piu' facili.Saluti
  • The_GEZ scrive:
    Re: Ma quale laurea!21 anni e gia lavoro
    Ciao Anonimo !
    Va bene, ma in questo modo rimarrai sempre e
    solo un sistemista/utente finale; nel senso,
    finché qualcuno ti farà i
    programmi tu potrai imparare ad usarli; ma
    non sarai mai in grado di mettere mano
    seriamente ad un sorgente se te ne capitasse
    il bisogno.MA QUANDO MAI !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Io non sono laureato ma da quando lavoro ho insegnato a SVILUPPARE software a precchi ingenieri !!!!!Ai quali sarebbe piaciuto molto avere almeno una vaga idea di come funziona "Campo minato " !!!!!!Se invece parliamo del riconoscimento e dello stipendio allora la cosa cambia.
  • Anonimo scrive:
    Re: lauree brevi, programmi densi ???
    - Scritto da: Bruco
    Forse la mia è un'esperienza fuori
    dai binari. [...]
    Programmi striminziti, ridicoli, esami farsa
    e promozioni a dir poco vergognose. Forse
    è vero che programmi ed esami delle
    lauree triennali sono uguali a quelli delle
    sorelle maggiori ma solo perché
    questi ultimi stanno facendo una corsa al
    ribasso.[...]
    Purtroppo la concorrenza ha portato anche a
    questo: nel tentativo di "rubare clienti"
    alle altre università, ciscuna adegua
    i propri corsi di laurea su standard sempre
    più bassi...Non ti preoccupare che tanto, prima o poi, la (... ehm), "cacchina" viene a galla... E' solo questione di tempo.
  • shevathas scrive:
    Re: Ma serve laurerasi?
    - Scritto da: Anonimo
    Coma do topic, ma serve davvero laurearsi?
    Insomma, se vuoi fare l'informatico, non
    basterebbe fare l'autodidatta? senza vena
    polemica.
    dal punto di vista teorico non ci sono problemi, però da autodidatta dovrai farti anche le cose apparentemente inutili che insegnano all'università altrimenti ci saranno ammanchi nella tua preparazione.Ad esempio cose che servono, anche se apparentemente sembrano inutili: UML e ingegneria del software, algoritmi e strutture dati, analisi matematica e algebra lineare...dal punto di vista pratico, la laurea ha anche un valore legale e certificativo, e questo è un fatto da non sottovalutare.
    A mio avviso ci sono tanti, troppi
    "generali" e pochi soldatise ti riferisci ai generali che hanno imparato tutto a 12 anni e ai soldatini che si sono sudati la laurea nella materia, per sviluppare ed incrementare le loro conoscenze ti do perfettamente ragione.
  • Anonimo scrive:
    Forse ho fatto troppi esami... ;)

    Prima di lasciare l'università decisi di iscrivermi ad
    Informatica (sotto il dipartimento di Scienze Matematiche
    Fisiche e Naturali)[...]
    molte persone (anche tra quelle che conosco) ritengono che
    il triennale sia una "laurea breve" e che abbia quindi minor
    valore di una laurea "vecchio stile" da cinque anni. Niente di
    più falso! Una laurea breve contiene 25 esami come la
    laurea vecchia, solo che molti esami invece di valere una
    annualità valgono mezza annualità.Scusa ma sei al corrente del fatto che gli esami del vecchio ordinamento di Informatica (ss.mm.ff.nn.) sono 35 e non 25?Per un totale di 45 semestralità (o come le chiamavano prima: unità didattiche).Ciao.
  • Anonimo scrive:
    Ma serve laurerasi?
    Coma do topic, ma serve davvero laurearsi? Insomma, se vuoi fare l'informatico, non basterebbe fare l'autodidatta? senza vena polemica.A mio avviso ci sono tanti, troppi "generali" e pochi soldati
  • dilbert68 scrive:
    superquoto - da incorniciare
    Ciao,Grazie, un intervento lungo ma che coglie pienamente nel segno. Tutte cose che più o meno penso anche io, ma mi fa piacere di non essere il solo a pensarle.
  • dilbert68 scrive:
    Re: risposta, e mia esperienza

    Ho usato
    quasi tutto quello che ho studiato lì
    (va bene, lo ammetto, tranne meccanica
    razionale e meccanica applicata alle
    macchine....), solo tranne quei due?se tolgo tutti gli esami strettamente informatici (circa 12/14 sui 29 totali), dei restanti esami penso di usare correntemente nel mio lavoro il 40% di quello che ho studiato e cioè:principalmente analisi 1, elettrotecnica, elettronica e teoria dei segnali. E penso di essere fortunato: molti miei colleghi usano al massimo, come dicevo, le 4 operazioni.Gli altri esami sono solo per "cultura personale".... economia, fisica 1 e 2, chimica, scienza, meccanica raz, meccanica, disegno industriale, sistemi biologici, tpm... peccato però che per fare alcuni di questi (meccanica raz., scienza, fisica2) ci ho messo 4 mesi cadauno (lo so sembra assurdo ma una volta facevano la "selezione naturale" sugli esami del 2° anno)
    mantenere invece ben
    chiaro cosa vuol dire separare interfaccia
    da implementazione, quello sì che
    doveva essere una cosa da imparare
    lì.bè più o meno quello me lo hanno insegnato, anche se attraverso un linguaggio strambo come Eiffel e non attraverso C++/Java. Più che altro mi sarebbe piaciuto anche un bell'esame che insegnasse quali sono i problemi reali da affrontare in un progetto sw di grandi dimensioni.
    Non nego che ci possa essere una distanza
    eccessiva tra Università ed imprese,
    però anche lì, gli studenti
    hanno tutti i mezzi e le possibilità
    che servono per sapere, informarsi, oggi sì... nel 94/96 internet non era così sviluppata a livello di contenuti come lo è ora.
    Insomma, d'accordo che ci sono un bel po' di
    aree di miglioramento in Università,
    però anche noi, diamoci una
    sacrosanta mossa....giustissimo.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma quale laurea!21 anni e gia lavoro!
    Va bene, ma in questo modo rimarrai sempre e solo un sistemista/utente finale; nel senso, finché qualcuno ti farà i programmi tu potrai imparare ad usarli; ma non sarai mai in grado di mettere mano seriamente ad un sorgente se te ne capitasse il bisogno.Ovviamente non sto parlando del sorgente del campo minato, ma di programi più complessi, per esempio il SO Cisco.
  • Anonimo scrive:
    Ma quale laurea!21 anni e gia lavoro!
    Scrivo semplicemente per dare la mia testimonianza:primo Pc all età di 13 anni,un fantasctico 486 dx2,mi appassiono subito ,inizio a documentarmi ,a mettere le mani sull' hardware,a fare prove di configurazione etc,il solito iter...Età del liceo: solito liceo scientifo con indirizzo PNI (piano nazionale informatica),una bufala totale.Depressione totale.Ovviamente per tutto questo tempo ho continuato ad accrescere le mei conoscenze informatiche da solo. Finito il liceo mi sono totalmente rifiutato di fare l'uni, e mi è capitata l 'occasione di fare un conscorso alla regione,per avere la possibilita di fare il corso Cisco CCNA gratuitamente.Mi sono classificato 5 su 80 candidati.Il corso è durato 6 mesi ed è stato fantasctico,alla fine del corso era previsto uno stage di 20 giorni in un'azienda.Bene ho fatto lo stage hanno visto le mie capacità sia a livello di networking che a livello sistemistico e appena finito lo stage mi hanno assunto di corsa!Sto parlando del mese scorso,ed io ho 21 anni....Ancora non ci credo.....devo ancora dare l'esame per la certificazione cisco e già sono stato assunto: orario part-time dal lun al ven per 700 euro al mese....certo non è tantissimo,ma considerate che io fino all altro ieri cosegnavo le pizze per ricavare qualce soldo!Da tempo pensavo di intraprendere un percorso simile ,ma ovviamente avevo i miei dubbi,esiste ancora la mentalità che senza una laurea non si va da nessuna parte.Ma sto constatando che non è per forza cosìOra sono intenzionato a proseguire questo percorso,a breve voglio prendere il certificato mcp microsoft....lo so microsoft è quello che è,ma cmq conosco windws dal 3.1 all xp,percio prendere un certificato senza dover studiare nulla non mi pare male, e fa mq curriculum.Dopo di che ambisco a diventare anche un sistemista linux,sarà dura e ancora lo conosco molto poco, ma so per certo che come sempre con un pò di buona lena avrò degli ottimi risultati.Ora non so se avessi preso la laurea quali sarebbero stati i risultati...(apparte che avrei dovuto aspettare almeno un altro paio d'anni per poter cercare lavoro)me leggendo le testimonianze,e avendone sentite altre in giro,non èdifficle tirare delle conclusioni...ciao a tutti e in bocca al lupo!
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo


    No, grazie, a me studaire non serve

    più:D

    E perche' mai? Tu non sei mica ingegnere!!!
    :pLOL :D Grande, hai ragione.
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    - Scritto da: Anonimo


    - Scritto da: Anonimo


    No, grazie, a me studaire non serve

    più:D

    Non si smette mai di studiare, quando credi
    di smettere sei soltano all'inizio.Ovvio questo, la mia battuta era riferita solamente al contesto accademico:D
  • Anonimo scrive:
    Piano Nazionale Informatico: maddove?
    Ciao, mi chiamo Filippo, e frequento il Liceo Classico Pigafetta. Sono nato nel 1987, sono quindi in II Liceo, alias 4° superiore. Il mio anno rientra in quello che è (meglio, dovrebbe essere) il P.N.I., Piano Nazionale di Informatica. Sulle pagelle, ed in ogni atto ufficiale, la materia che viene segnalata per cui io studio è "Matematica - Informatica". Bene, tralasciato il fatto che per questioni di rendimento scolastico della classe, è un'utopia fare anche Informatica, mi sono informato su quello che almeno dovrebbe essere il programma del Liceo, I, II e anche III. Non è previsto alcun approccio con quanto concerne anche solo la matematica informatica, non è prevista nemmeno una banalissima lezione sulla numerazione binaria, sulla matematica Booleana, niente, zero. Nemmeno un "How to" come accendere un computer.Bene, se questa materia deve essere definita "Matematica - Informatica", e se il 1987 è P.N.I, perchè ci è negato qualsiasi approccio al mouse e tastiera?
  • Anonimo scrive:
    Re: Futuro dell'informatica (lungo)
    - Scritto da: Anonimo
    Per esempio il mio esame sui DB all'univ. fu una
    dissertazione sulle varie forme dei DB (1,
    2, 3, normale, ...) e l'unica parte
    "pratica" era verificare, su un foglio di
    carta, che sapevo scrivere una select SQL un
    po' complessa.Guarda, in questo caso mi sembra corretto.Il fatto e' che SQL lo puoi imparare anche da solo, la teoria che ci sta dietro... pure! Ma visto che sei all'universita' tanto vale che te la insegnino, delle due e' la cosa piu' importante.Ti racconto un aneddoto: parlando di una certa base dati, il programmatore che l'aveva messa in piedi fa: "non dovrebbero esserci ripetizioni, noi abbiamo cercato di controllare, pero'..." con sguardo significativo... :|
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    - Scritto da: Anonimo
    No, grazie, a me studaire non serve
    più:DE perche' mai? Tu non sei mica ingegnere!!!:p
  • Anonimo scrive:
    Re: Pagliacciate
    siete solo delle persone ridicole che tirano nel mezzo la politica per qualsiasi cosa! VERGOGNATEVI!
  • Anonimo scrive:
    Re: Non esiste solo la porgrammazione...
    - Scritto da: Anonimo
    In Italia queste cose si fanno e come. Io lo
    faccio ormai da parecchi anni, e non credo
    di essere l'unico "fortunato".Scusa, abbi pazienza, ma mi pareva assodato il fatto che in Italia ricerca se ne facesse poca.Se e' cosi', noi siamo la norma e tu l'eccezione.
  • Anonimo scrive:
    Re: Redazione: BASTA!!
    bravo, tanto ognuno fa quello che gli pare poi...Io sono iscritto al primo hanno ad ingegneria gestionale... e di tutti questi discorsi ce n'ho piene le tasche! e mi scappa da ridere quando leggo che l'italia è in crisi per colpa dei professori di ingegneria che non sono + severi come una volta..... ...... MAH ......
  • Anonimo scrive:
    Contano le qualità individuali...
    Anche io come molti ho frequentato il liceo scientifico ad indirizzo informatico scoprendo che di ore di laboratorio se ne facevano ben poche (e con professori impreparati!).Poi mi sono iscritto ad Ing. Elettronica e non informatica pensando che mi potesse dare una formazione "migliore" e meno specifica (un po' come il iceo che reputo migliore rispetto a scuole professionalizzanti), ora sto laureandomi (nuovo ordinamento) in Ing. Informatica, (ho fatto il passaggio appena è stata istituita) e vorrei esprimere alcuni pareri:In molti casi non conta vecchio o nuovo ordinamento, conosco molte persone del nuovo ordinamento più capaci e preparate di quelle del vecchio così come il contrario.Detto questo credo che ci siano in giro molti Ing. Informatici molto più capaci ( nell'area informatica) di molti Informatici come ovviamente il contrario...Vorrei aggiungere che non sempre il nuovo rodinamento è una bazzecola, nella mia università per esempio (pur essendo ovviamente un corso ridotto rispetto al veccio ord.) tutto viene svolto con serietà ed i programmi (leggermente ridotti ovviamente) vengono portati avanti con "serietà" ed agli esami ci sono sempre scritti o tesine, personalmente non mi è mai stato regalato niente e sonos tato promosso solo quando effettivamente lo meritavo.Sicuramente ci sono Università che invece hanno sciolto la briglia anche per aumentare il numero dei Laureati , cosa che riempie le casse a scapito della qualità.Ogni caso va preso singolarmente e non si può generalizzare.
  • Alex Acero scrive:
    Re: Non esiste solo la porgrammazione...
    Ma possibile che ci sia sempre bisogno di estremizzare?Gli informatici DEVONO essere tutti programmatori? No, almeno non secondo la mia esperienza. Intendiamoci, sono nel settore da solo 18 anni.Cosa intendevo? Che esistono gli esperti di sicurezza, i formatori, gli esperti di networking, oltre un'altra dozzina di figure professionali importanti quanto i programmatori e, come dici tu, anche i meccanici.Perchè forse a qualcuno sarà sfuggito, ma se dovete far girare il software sviluppato serve anche dell'hardware su cui farlo. Possibilmente funzionante.
  • Anonimo scrive:
    Re: risposta, e mia esperienza
    - Scritto da: dilbert68
    Mah io ho fatto ing. Elettronica, con
    sottoindirizzo informatico (ai tempi non
    esisteva Ing. Informatica)Anche io.
    Mi sono laureato nel '96, pochi anni prima
    del .com boom

    Le prime offerte di lavoro erano a dir poco
    deprimenti (in senso relativo, il mio
    rispetto a chi fa questi lavori): help desk,
    call center di assistenza tecnica, cobol,
    stage non retribuiti E che volevi che l' università ti insegnasse a fare gli help desk e il cobol??

    In effetti, dopo tanti anni di studi, per i
    lavori "veri" quello che si voleva era la
    conoscenza del C++; io non potevo vantare
    che una buona conoscenza del C, e di tanti
    altri linguaggi tanto eleganti quanto
    assolutamente inutili nel mondo del lavoro.Ma non inutile per la propria formazione.A quell' epoca praticamente tutti si studiavano il c++ da soli.Ringrazia l' università che ti ha dato le capacità di farlo.
  • Anonimo scrive:
    Re: La laurea breve nuovo ordinamento.......
    - Scritto da: Anonimo
    .....è una CAGATA colossale.
    E' talmente facile che può farla
    anche chi ha un quoziente intellettivo di
    30.

    I programmi sono RIDICOLI e striminziati da
    far ridere.
    Gli esami sono RIDICOLI.

    E' una buffonata per dare un Dottorato a
    cani e porci.

    Senza contare che, poi, nel biennio di
    "specializzazione", vi sbranano il culo
    (giustamente).
    No, più che altro noi poveri cerebrolesi di nuovo ordinamento dovremmo andarci a nascondere di fronte ai maestri macrocefali di vecchio ordinamento... non potremo mai ambire a tale conoscenza...Sarcasmo a parte, il fatto è che chi dice certe cose non meriterebbe neanche di essere considerato, anche perchè non mi sembra dimostri tanta intelliggenza..non arriva a cpire che NON E' DAPPERTUTTO ALLO STESSO MODO...
  • Anonimo scrive:
    Re: Redazione: BASTA!!
    Sottoscrivo pienamente.
  • Scorpion scrive:
    Redazione: BASTA!!
    Ma chissenefrega di tutte queste lettere in cui ognuno parteggia per la propria categoria di appartenenza.Pubblicate qualcosa di più interessante ed oggettivo anzichè il solito "meglio la laurea triennale" "meglio ingegneria" "meglio da autodidatta" etc etc.
  • Anonimo scrive:
    Re: Non esiste solo la porgrammazione...
    - Scritto da: Anonimo
    Se vuoi fare questo, prepara la valigia e
    rimboccati le natiche che qui in Italia non
    farai nulla di quanto insegnato all'uni.Allora, le cose sono due: o siete tutti in branco di sfigati (non credo) che beccate solo lavori "tradizionali", o semplicemente non avete la competenza per fare altro. In Italia queste cose si fanno e come. Io lo faccio ormai da parecchi anni, e non credo di essere l'unico "fortunato".I colloqui di assunzione per fare questo genere di lavori, ne facciamo moltissimi...stranamente su 100 persone che si presentano ogni volta se riusciamo a selezionarne 2 o 3 è un miracolo e stranamente, guarda caso, sono tutte persone provenienti dal mondo universitario, perchè gli altri, pur avendo 30 anni di esperienza sul campo, purtroppo non hanno le consocenze sufficienti per svolgere ricerca e sviluppo ad alti livelli.
  • Anonimo scrive:
    Re: risposta, e mia esperienza
    Ari-mah.Anche io sono una sotto-elettronica come te, solo di un anno più giovane, però non posso dire di essermi trovata così spiazzata rispetto al mercato come è successo a te.Sarà che come molti di voi, anche io ho sempre lavorato per matenermi gli stidi, ma devo dire che il tempo dell'università non mi ha costretta a perdere di vista la realtà, o le cose "pratiche", come le chiami tu alla fine del post.Molto semplicemente, se pur quale ingegnere ero vista da mamma e papà come il riscatto dei servi della gleba, io ho sempre pensato che il percorso universitario fosse davvero solo uno dei possibili modi che potevano prepararmi ad iniziare. Ho usato quasi tutto quello che ho studiato lì (va bene, lo ammetto, tranne meccanica razionale e meccanica applicata alle macchine....), certamente per prima l'abitudine a tenere la mente più aperta possibile.Poi ragazzi miei, se non vi è piaciuto passare per la gavetta della programmazione non so che dirvi, a me è servito pure quello: quando ho cominciato a lavorare neppure io sapevo programmare in Java, ma mica recrimino questo fatto al corso di laurea, ho imparato come tutti e via. Non credo che fosse tra gli obiettivi del cdl insegnare il linguaggio (anche perchè ora che trovi il lavoro che ti piace, magari passano via nuove jdk a gogo), mantenere invece ben chiaro cosa vuol dire separare interfaccia da implementazione, quello sì che doveva essere una cosa da imparare lì.Non nego che ci possa essere una distanza eccessiva tra Università ed imprese, però anche lì, gli studenti hanno tutti i mezzi e le possibilità che servono per sapere, informarsi, farsi un opinione su quel che si cerca e poi approdare ai canali che ragionevolmente portano dove si vuole.Insomma, d'accordo che ci sono un bel po' di aree di miglioramento in Università, però anche noi, diamoci una sacrosanta mossa....
  • Anonimo scrive:
    Se gli esami vuoi dare...
    ...il lecchino dovrai fare. Non è una stupidaggine, infatti i voti più alti si vedono in questa categoria di laureandi, per poi riflettersi nel mondo del lavoro a fare i lecchini del capo.Italia lecca lecca
  • Anonimo scrive:
    Re: Non diciamo eresie (annualita')...
    - Scritto da: Anonimo

    Io mi sono studiato per tre mesi il Cormen
    Leiserson per poi scoprire il giorno dell'
    esame che se mi studiavo solamente il
    libricino fatto dal prof (totale una
    settimana di studio a dir tanto) in cui
    c'erano tutte le domande del quiz sarebbe
    stato uguale se non meglio (ai fini dell'
    esame).Da noi non è stato così, anzi algoritmi e strutture dati è una batosta bella e buona per i lecchini.
  • Anonimo scrive:
    Re: Essere Autodidatta è l'unica via
    - Scritto da: Anonimo

    e ricompilo i kernel anche 30 volte al giorno ;)Ti darei il premio di cantinaro dell'anno, se ne avessi uno!:D
  • Anonimo scrive:
    Re: inutilità degli studi italiana
    - Scritto da: etrusko

    Un autodidatta che risolve i problemi
    informatici a tutta Italia, senza un euro,
    posizionato ai primi posti ( cioè 1 e
    2 delle prime pagine dei motori di ricerca
    dopo aver effettuato una ricerca con parola
    chiave a tema) di tutti i siti che ha fatto
    in vita sua, di una grafica sublime o calda
    o evoluta etc... l'unico che riesce a
    spiegare ad un vecchio imprenditore l'uso,
    la convenienza e come fare commercio
    elettronico, (il problema si pone quando
    dall'altra parte non succede il contrario),
    gli unici utenti che rispondono bene
    è il clero, solo vi avverto, non
    è semplice farsi pagare nè se
    te ne devono tanti nè se te ne devono
    pochi, allora cercate di non abbassare
    troppo il vostro prezzo, valete ORO.Ciccino, te l'hanno mai spiegato che Informatico != Webmaster?
  • Anonimo scrive:
    Re: inutilità degli studi italiana
    - Scritto da: etrusko
    inutilità degli studi italiana è l'università di chi non ha
    scelto di laurearsi proprio perchè
    non convinto dal sistema e dai modi in cui
    gli si veniva insegnato il sapere di
    determinati settori.La prima frase già latita lessico e semantica!:sStudiare l'italiano?
  • Anonimo scrive:
    Re: lauree brevi, programmi densi ???
    - Scritto da: Bruco
    Forse la mia è un'esperienza fuori
    dai binari. Come assegnista di ricerca nella
    facoltà di economia di una
    prestigiosa università italiana per
    una materia scientifica, ho fatto parecchie
    sessioni di esame, sia per lo scritto che
    per l'orale, ovviamente affiancando i
    docenti titolari dei corsi.
    Programmi striminziti, ridicoli, esami farsa
    e promozioni a dir poco vergognose. Forse
    è vero che programmi ed esami delle
    lauree triennali sono uguali a quelli delle
    sorelle maggiori ma solo perché
    questi ultimi stanno facendo una corsa al
    ribasso.Sono ricercatore presso una nota università italiana. Forse quanto detto sta succedendo nella sua specifica università. Come lei, ho avuto la possibilità di svolgere parecchi esami, sia in corsi del vecchio ordinamento che in corsi del nuovo ordinamento. Concordo con lei con il fatto che i corsi (per lo meno quelli non caratterizzanti il corso di laurea) hanno programmi più brevi (ma non di molto). Non sono pienamente d'accordo per quello che riguarda gli esami. Nella nostra università, i professori non hanno abbassato per nulla la difficoltà degli esami, anzi, per alcuni esami è aumentata, (visto che il numero degli studenti sono veramente molti ed è quasi naturale "attaccarsi sulle virgole": Facendo un esempio strettamente pratico: errori che prima ti abbassavano il voto di 2 punti ora te lo abbassano di 5...i 30 sono casi rarissimi) e la serietà con cui gli studenti devono avvicinarsi agli stessi esami...è sempre la stessa. Credo che ogni università in fatto di corsi ed esami faccia la propria scelta interna...
    Nell'università italiana sta
    succedendo all'incirca quello che sta
    succedendo in politica: Concordo.
    si cerca di accontentare in tutto e per
    tutto gli studentiNon sono pienamente d'accordo.
    i quali dal canto loro
    se ne fottono alla grande e pretendono di
    andare avanti nel loro corso di studi senza
    sapere nemmeno leggere, scrivere e fare di
    conto.Concordo :)
    Purtroppo la concorrenza ha portato anche a
    questo: nel tentativo di "rubare clienti"
    alle altre università, ciscuna adegua
    i propri corsi di laurea su standard sempre
    più bassi...Si, ok. Ma come detto da lei stesso, le università non sono tutte uguali: alcune puntano solamente ad avere un elevato numero di iscritti, altre invece puntano moltissimo sulla qualità. Ho notato che in molti casi, università molto "nominate" nel panorama italiano, hanno abbassato in maniera considerevole la propria qualità dei corsi (e su questo sono d'accordo). Ripeto: la cosa non si verifica in tute le università. Per gli studenti: prima di iscrivervi, non guardate soltanto al "nome" ed alla fama dell'università, ma se ne avete la possibilità, verificate di persona le opportunità, la qualità dei corsi, ..., anche di università alternative in genere, poco nominate...rispetto alle solite quattro o cinque.
  • Anonimo scrive:
    Re: Non esiste solo la porgrammazione...
    - Scritto da: Anonimo


    - Scritto da: Anonimo



    - Scritto da: Anonimo




    Se io ti chiedessi di dimostrare
    che un

    tale


    algoritmo non puo' esser migliore
    di


    Theta(nlogn) te cosa ci fai con il

    fatto che


    sai programmare benissimo?



    Ti auguro di trovare presto un lavoro.

    Scoprirai alcune cosette... :p

    Trovo davvero triste questa accusa al mondo
    della ricerca. E' ovvio che nel lavoro
    quotidiano di programmatore/sistemista/...
    non c'è bisogno di dimostrare la
    complessità di un algoritmo e spesso
    non c'è neanche bisogno di studiare
    nuovi algoritmi: se ne prendono di
    già fatti. Ma chi li ha fatti? Per
    esempio.. Cos'è che rende veloce una
    query SQL in un DB? Chi sa scrivere o solo
    conosce vagamente un decompressore per JPEG?
    E se già è triste che in
    italia le varie industrie (?) nel settore
    informatico facciano poca ricerca, è
    davvero assurdo che alcuni informatici la
    ritengano inutile!!! Se vuoi fare questo, prepara la valigia e rimboccati le natiche che qui in Italia non farai nulla di quanto insegnato all'uni.
  • Anonimo scrive:
    Informatica e TCO
    Gli informatici non molto preparati concorrono a ridurre il Total Cost of Ownership della tecnologia Windows. Se non capite nulla di informatica potete diventare degli ottimi esperti Windows. Per Microsoft non conta la preparazione ma il numero di licenze, non conta la conoscenza dei sistemi ma il nome del prodotto.Le aziende italiane preferiscono non spendere in formazione e in dipendenti qualificati. La laurea in informatica non serve per far ridurre i costi alle aziende. Se un'azienda pensa solo al TCO allora compra Microsoft e programmatori dell'est.
  • radel scrive:
    Il mio corso è FACILE!
    Questa è la mia espewrienza, se vi interessa. A me fa rabbia, e quindi mi sfogo.Ho comiciato l'informatica sul C64, comprando da ragazzino i libri della jackson. Ho anche dato un'occhiata all'assembler dell'8502. (C'è nessuno che ricorda mastercode?)Ho fatto il liceo scientifico (che di scientifico ha solo il nome, e tanto per essere chiari informatica zero).Ho iniziato il corso di laurea di informatica (VO, 5 anni) e ho notato come, purtroppo, dava ottime basi per i programmatori, e un po' troppa matematica che era buona agli analisti, forse.Non voglio parlare male di ingegneria informatica, ma fa veramente schifo: ha gli stessi difetti di informatica, ma l'informatica è ancora peggiore. Certo di dà le basi per fare i palazzi, ma che importa?(Sono volutamente polemico, ma credo che i 10000 cdl di ing. servano solo a rubare i posti alle altre facoltà: se uno vuole essere ing. lo faccia, ma a che serve un ing. informatico se ci sono gli inforatici? vabbè...)Poi ho deciso di mollare e lavorare, perchè mi interessavano le reti, non la programmazione. Ho lavorato finchè non mi sono innamorato del corsi in sicurezza dei sistemi e delle reti informatiche.Ho mollato il lavoro e mi sono reiscritto.E' una laurea triennale, e non sò se è per quello che i prof ti facilitano la vità o perchè i tempi sono cambiati e gli "studenti" ragionano ancora come al liceo. Insomma una DELUSIONE, per chi come me ha deciso di sospendere il lavoro per poter avere un approfondimento serio!Se non fosse per principio tornerei a lavorare, almeno gli aprofondimenti avrei tempo di farli da solo, a casa, o in ufficio. Proprio come ai vecchi tempi!!!Spero di non avervi annoiato, ma mi fà rabbia tutta l'ignoranza informatica nella gente che, purtroppo, influenza il destino degli Informatici con la I maiuscola, gente che, purtroppo, non vive in tempi che gli danno ragione...Con tristezza.Radel
  • Anonimo scrive:
    Re: Non esiste solo la porgrammazione...
    - Scritto da: Anonimo

    Ti auguro di trovare presto un lavoro.

    Scoprirai alcune cosette... :p

    Trovo davvero triste questa accusa al mondo
    della ricerca. Triste o meno, la realta' e' questa.Meglio saperlo in anticipo, invece di cullarsi in sogni di gloria...
  • doppiaemme scrive:
    Re: lauree lunghe e lauree brevi (forse
    Per me l'idea di una laurea triennale non è male (purtroppo non conosco i risvolti pratici ma posso immaginare le soluzioni italiote ...) per il semplice motivo che la laurea di 5 anni produceva essenzialmente "scienziati". Mi spiego meglio: il tasso dei laureati tradizionali usciti in 5 anni esatti con un voto
    100 secondo me era quello necessario per ricoprire i posti adeguati ad una laurea così prestiogiosa ossia ricerca, progettazione avanzata e carriera accademica (posti sempre più rari in un paese tecnologicamente sottosviluppato come l'Italia ...). Tutti gli altri con laurea da 5 anni conseguita in più di 7 anni con voti mediocri si trovavano in mano un titolo sulla carta pesante ma nella pratica andavano ad occupare mansioni di ben più basso profilo coma fare il sistemista o il dba in un'azienda. Con la lurea triennale si permette a chi non ha i numeri per o l'oppurtinità/voglia di fare lo "scienziato" di trovare lo stesso lavoro che avrebbe trovato con la laura tradizionale in 3/4 anni anziché 7/9.
  • Anonimo scrive:
    Re: Essere Autodidatta è l'unica via
    - Scritto da: Anonimo
    L'informatica è una di quelle materie
    che non si impara a scuola . La
    verità è che bisogna tenere la
    testa sui libri , nei forum e sul computer
    ogni giorno per non perdere il treno .
    Personalmente Ho iniziato a 8 anni con il
    VIC 20 e non ho mai finito di imparare oggi
    uso Linux (linux) e ricompilo i kernel anche
    30 volte al giorno ;)E' arrivato il Vero Programmatore....Una curiosità: ma tu che lavoro fai?
    La cosa che odio di più è
    usare le librerie microsoft standard. Il
    vero e unico linguaggio di programmazione
    che concepisco è l'ANSI C che ho
    imparato alla tenera età di 15 anni
    oggi ne ho trenta.Bravo bravo: che lavoro fai?
  • Anonimo scrive:
    Re: Non esiste solo la porgrammazione...
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo


    Se io ti chiedessi di dimostrare che un
    tale

    algoritmo non puo' esser migliore di

    Theta(nlogn) te cosa ci fai con il
    fatto che

    sai programmare benissimo?

    Ti auguro di trovare presto un lavoro.
    Scoprirai alcune cosette... :pTrovo davvero triste questa accusa al mondo della ricerca. E' ovvio che nel lavoro quotidiano di programmatore/sistemista/... non c'è bisogno di dimostrare la complessità di un algoritmo e spesso non c'è neanche bisogno di studiare nuovi algoritmi: se ne prendono di già fatti. Ma chi li ha fatti? Per esempio.. Cos'è che rende veloce una query SQL in un DB? Chi sa scrivere o solo conosce vagamente un decompressore per JPEG? E se già è triste che in italia le varie industrie (?) nel settore informatico facciano poca ricerca, è davvero assurdo che alcuni informatici la ritengano inutile!!!
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo
    Qualcuno mi spiega perchè? io da
    ignorante direi che è uguale, prima
    avevo un una possibilita su tre di
    indovinare, adesso una su due, mantenere la
    stessa scelta vuol dire rieffetuare con la
    nuova probabilità la scelta sulla
    stessa porta.Il punto e' che cambiando scelta hai due possibilita' su tre. Usa il tuo motore di ricerca preferito, ci sono diverse pagine che lo spiegano...
  • shevathas scrive:
    talibanismo
    - Scritto da: Anonimo
    L'informatica è una di quelle materie
    che non si impara a scuola . certezza assoluta ? nemmeno il dubbio che almeno qualche insegnante competente esista ?
    La
    verità è che bisogna tenere la
    testa sui libri , nei forum e sul computer
    ogni giorno per non perdere il treno .e questo è vero indipendentemente da dove o come hai appreso l'informatica.
    Personalmente Ho iniziato a 8 anni con il
    VIC 20 e non ho mai finito di imparare mostrami uno che dice: "io so tutto dell'informatica e quindi non ho più bisogno di aggiornarmi" e io ti farò vedere un idiota borioso e incompetente.
    oggi
    uso Linux (linux) e ricompilo i kernel anche
    30 volte al giorno ;)non è complicatissimo...
    La cosa che odio di più è
    usare le librerie microsoft standard. Il
    vero e unico linguaggio di programmazione
    che concepisco è l'ANSI C che ho
    imparato alla tenera età di 15 anni
    oggi ne ho trenta.non vorrei lanciare un'altra guerra di religione per stabilire quale sia il "linguaggio di programmazione", il linguaggio perfetto non esiste, esiste quello più adatto a risolvere il problema che hai.Questa frase suona tanto di chiusura mentale.
  • Anonimo scrive:
    Re: Non esiste solo la porgrammazione...
    - Scritto da: Anonimo
    Se io ti chiedessi di dimostrare che un tale
    algoritmo non puo' esser migliore di
    Theta(nlogn) te cosa ci fai con il fatto che
    sai programmare benissimo?Ti auguro di trovare presto un lavoro.Scoprirai alcune cosette... :p
  • Bruco scrive:
    lauree brevi, programmi densi ???
    Forse la mia è un'esperienza fuori dai binari. Come assegnista di ricerca nella facoltà di economia di una prestigiosa università italiana per una materia scientifica, ho fatto parecchie sessioni di esame, sia per lo scritto che per l'orale, ovviamente affiancando i docenti titolari dei corsi.Programmi striminziti, ridicoli, esami farsa e promozioni a dir poco vergognose. Forse è vero che programmi ed esami delle lauree triennali sono uguali a quelli delle sorelle maggiori ma solo perché questi ultimi stanno facendo una corsa al ribasso.Nell'università italiana sta succedendo all'incirca quello che sta succedendo in politica: così come destra e sinistra continuano a spostare il loro baricentro verso destra, tanto che parlare ancora di comunisti è un'idiozia bella e buona, così negli atenei (almeno in quelli dove ho lavorato io) si cerca di accontentare in tutto e per tutto gli studenti, i quali dal canto loro se ne fottono alla grande e pretendono di andare avanti nel loro corso di studi senza sapere nemmeno leggere, scrivere e fare di conto.Purtroppo la concorrenza ha portato anche a questo: nel tentativo di "rubare clienti" alle altre università, ciscuna adegua i propri corsi di laurea su standard sempre più bassi...
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    - Scritto da: Anonimo
    tu non ci crederai, sto studiando ingegneria
    e, quando mi hanno proposto il problema
    delle 3 porte (circa 6 mesi fa), ho risposto
    correttamente applicando la formula di
    Bayes!

    comunque e' davvero un bel giochino ...

    ciaoQualcuno mi spiega perchè? io da ignorante direi che è uguale, prima avevo un una possibilita su tre di indovinare, adesso una su due, mantenere la stessa scelta vuol dire rieffetuare con la nuova probabilità la scelta sulla stessa porta.A pensarci bene sembrerebbe che poichè arrivo da una situazione dove avevo due possibilità su tre di sbagliare allora è più probabile che io nella prima scelta abbia sbagliato che indovinato e quindi adesso mi convenga cambiare.. è questo il ragionamento per grossi capi?Se faccio una prova statistica con grandi numeri mi viene confermata?PS: Allora nel gioco di Bonolis conviene sempre alla fine cambiare il pacco?
  • Anonimo scrive:
    Re: Non diciamo eresie (annualita')...
    Purtroppo non hopotuto scegliere tra il vecchio ordinamento e quello nuovo ma di sicuro dopo l'esame di algoritmi che ho sostenuto lo scorso anno se avessi potuto scegliere avrei scelto il vecchio ordinamento.Un esame come algoritmi penso sia uno degli esami più importanti per una facoltà come informatica!! Ebbene nella mia facoltà l'esame di quella materia è a risposta multipla davanti ad un computer.Io mi sono studiato per tre mesi il Cormen Leiserson per poi scoprire il giorno dell' esame che se mi studiavo solamente il libricino fatto dal prof (totale una settimana di studio a dir tanto) in cui c'erano tutte le domande del quiz sarebbe stato uguale se non meglio (ai fini dell' esame).Morale:Io che mi sono studiato il libro ho preso 20 il mio vicino all' esame che si era studiato a memoria le risposte ha preso 30.Ora il mio amico non si ricorda nemmeno il costo computazionale del merge sort.Ora io sono un coglione (avrei potuto studiare come il mio amico e prendere 30), ed è circa un anno che me lo ripeto, però mi domando anche se è giusta una cosa del genere... secondo me no.
  • dilbert68 scrive:
    risposta, e mia esperienza
    Mah io ho fatto ing. Elettronica, con sottoindirizzo informatico (ai tempi non esisteva Ing. Informatica)Mi sono laureato nel '96, pochi anni prima del .com boomLe prime offerte di lavoro erano a dir poco deprimenti (in senso relativo, il mio rispetto a chi fa questi lavori): help desk, call center di assistenza tecnica, cobol, stage non retribuitiIn effetti, dopo tanti anni di studi, per i lavori "veri" quello che si voleva era la conoscenza del C++; io non potevo vantare che una buona conoscenza del C, e di tanti altri linguaggi tanto eleganti quanto assolutamente inutili nel mondo del lavoro.Negli anni mi sono adattato a fare lavori non proprio da Ingegnere, dove il massimo della matematica richiesta dal dominio del problema era si e no le 4 operazioni elementari.Ma intanto studiavo il C++ e dopo 6 anni ho trovato un lavoro "da ingegnere": sono passato dal Visual Basic e le 4 operazioni, al C++ e matematica almeno da analisi1. In definitiva, guardando indietro direi che da quando mi sono immatricolato a 1 anno dopo la laurea, la forbice tra quello che pensavo di essere/valere e quello che il mercato voleva e si aspettava da me era enorme: sono stato un completo sprovveduto per anni e anni, ma non era tutta colpa mia e comunque mi sono trovato in buona compagnia. Le mie conclusioni sono che i Prof. universitari vivono in un mondo delle favole, fuori da ogni contatto della realtà, non esiste un vero indirizzamento dello studente verso una specifica area di lavoro, la distanza tra imprese e università è abissale. Per chi sta leggendo questo post e sta ultimando gli studi: non è tutto sbagliato quello che stai facendo, solo cerca di studiare anche cose essenzialmente *pratiche*; fregatene di fare tesi sperimentali da un anno e più, non interessano a quasi nessuno. Quando ti sarai laureato, credi fermamente di poter fare quello che più ti piace ed essere pagato per questo: non subito, ma prima o poi ci riuscirai.
  • Anonimo scrive:
    Essere Autodidatta è l'unica via
    L'informatica è una di quelle materie che non si impara a scuola . La verità è che bisogna tenere la testa sui libri , nei forum e sul computer ogni giorno per non perdere il treno . Personalmente Ho iniziato a 8 anni con il VIC 20 e non ho mai finito di imparare oggi uso Linux (linux) e ricompilo i kernel anche 30 volte al giorno ;)La cosa che odio di più è usare le librerie microsoft standard. Il vero e unico linguaggio di programmazione che concepisco è l'ANSI C che ho imparato alla tenera età di 15 anni oggi ne ho trenta.Un saluto a tuttiRoby
  • Anonimo scrive:
    Re: La laurea breve nuovo ordinamento...
    Be... io vorrei sapere te cosa hai studiato di così fantascientifico.... mi auguro che chi scrive venga dal MIT di Boston o da Berkeley ....Forse dipende anche dalle lauree brevi.....che studi. Forse quello che hai fatto tu è una "caga..."colossale.....Di esami ridicoli.. ti farei studiare il mio esame di economia internazionale....- Scritto da: Anonimo
    .....è una CAGATA colossale.
    E' talmente facile che può farla
    anche chi ha un quoziente intellettivo di
    30.

    I programmi sono RIDICOLI e striminziati da
    far ridere.
    Gli esami sono RIDICOLI.

    E' una buffonata per dare un Dottorato a
    cani e porci.

    Senza contare che, poi, nel biennio di
    "specializzazione", vi sbranano il culo
    (giustamente).
  • Anonimo scrive:
    laureando in comunicazione (31 anni)
    ...io vado teoricamente per la 3 semi laurea italiana....il primo è stato un diploma universitario, il 2 una laurea in tecnica pubblicitaria( 1 livello), la 3 comunicazione internazionale. ...Un consiglio personale... imparatevi un mestiere che i prof dell'università ne sanno generalmente meno di voi...Dimenticavo che oramai vivo felicemente all'estero....e che se tutto va bene il prossimo anno vado per un master..( non italiano naturalmente)saluti
  • Anonimo scrive:
    Re: Non diciamo eresie (annualita')...
    - Scritto da: Anonimo
    [cut]
    Prima era sicuramente errato perche'
    volutamente troppo difficile (e produceva
    pochi buoni laureati quasi tutti over 26 per
    ing e over 24 per info), ora e'errato
    perche' volutamente troppo facile (sara' che
    ora i fondi delle universita' solo legati al
    numero di persone che si laureano? ;) )....Concordo.Personalmente ho fatto Informatica pura, ed ho visto con i miei occhi gli scempi della nuova Informatica triennale.Tanto per chiarire, prima c'erano, tra gli esami "mattoni", 4-5 esami dove stagnavano roba come 3 anni di iscritti (più o meno da me suddividevano i corsi in modo che ognuno ne avesse, inizialmente, un centinaio, e questi esami regolarmente avevano 300 persone a seguirli).Poi arrivò la lurea triennale e decisoro di fare gli "anni giubilari". Esami in cui su 50 persone c'erano solo due 30 in totale sui due compitini, l'anno dopo avevano metà delle persone che prendevano 30 e l'altra metà 29 (a parte qualche negato).E' più che ovvio che dall'alto è arrivato l'ordine di rendere facile la laurea, anche troppo.A Fabrizio Ciacchi (l'autore dell'articolo) vorrei inoltre dire che ai miei tempi era impossibile lavorare ed insieme dare qualche esame (a meno che non era solo 1 a semestre di quelli meno difficili), ed anche per questo motivo che hanno reso più facile le lauree triennali.Inoltre Informatica non era di 25 esami ma 33, con quelli dei primi due anni (ed alcuni del terzo), quasi tutti annuali, che invece ora sono semestrali (ma hanno un programma che molto meno della metà di quelli originali).
  • Anonimo scrive:
    Pagliacciate
    Una frasetta senza senso buttata li' tanto per parlare male di berlusconi, che ti ricordo le tasse le ha ABBASSATE, anche a te purtroppo.Sii utile alla societa', parla meno e spala piu' letame. Piu' PIL per tutti.
  • Anonimo scrive:
    Re: La logica della separazione ed i mae
    - Scritto da: Anonimo
    Però tutti avranno diritto al
    welfare, immigrati compresi, pagato con i
    soldi presi in prestito dalle banche, da
    sommare al debito pubblico anno dopo anno.Il welfare o stato sociale esiste, in Italia, da qualche decennio.Se gli immigrati pagano le tasse, finanziandolo, non vedo dove stia il problema.Terza cosa: i soldi molto piu' facilmente arrivano dai prestiti obbligazionari ossia dai cittadini stessi.
    Siamo una nazione di gente sveglia.Siamo una nazione di gente dalla cultura approssimativa
  • Anonimo scrive:
    Re: lauree lunghe e lauree brevi (forse OT)
    Mi trovi perfettamente d'accordo con quanto dici... vorrei aggiungere che i ragazzi che stanno facendo ora la laurea triennale (mi riferisco solo a Ingegneria!) semplicemente non si rendono conto di quali fossero i carichi di lavoro della laurea vecchio ordinamento e quindi "si lamentano di gamba sana" come si dice da me.Faccio solo un esempio per chiarire, relativo alla mia facoltà: tutti si lamentano che le ore di lezione sono molte e che i corsi non sono di meno. E' vero, l'impegno è costante ma molte ore sono di esercitazione ed è anche vero che grazie alla improvvisa "magnanimità" dei professori è sufficiente seguire con assiduità per avere l'esame assicurato, un po' tipo liceo. Gli esami sono spesso solo scritti e si può prendere il voto dello scritto senza obbligo di fare l'orale. I corsi sono organizzati in modo da eliminare gli argomenti tradizionalmente + ostici.E con la laurea quinquennale come era? Semplice! Più esami (29 e non 25), e ogni corso era 120 ore, solo di teoria e senza neppure un esercizio. Nella mia facoltà dove non c'erano nemmeno i semestri bisognava seguire 5-6 corsi da ottobre a giugno contemporaneamente, per un numero di ore di corso settimanali superiore a quello richiesto adesso. Gli esercizi, indispensabili per superare gli esami, dovevi farteli nel tempo che ti avanzava da solo. Gli esami poi, se l'anno dopo volevi andare a lezione, dovevi farli tutti e 6 fra giugno e settembre. Modalità di esame? Di norma scritto + orale obbligatorio. Bocci all'orale? Rifai pure lo scritto! Morale: il sistema non funzionava, era fisicamente impossibile se non per pochi eletti (3-4 persone!) seguire tutte le lezioni e dare gli esami, per cui si seguiva circa 3 corsi e si studiava nel tempo rimasto. C'erano poi dei professori bastardi che ti tenevano mesi e mesi su un esame, perchè così erano istruiti a fare, dovevano "scremare"!!!Adesso il sistema non funziona lo stesso, si è passati da un eccesso di severità ad un eccesso di magnanimità per i motivi che tu descrivi. La gente si laurea prima (fiumi di persone!) ma mi chiedo: che se ne fa l'Italia di fiumi di ingegneri, che (di conoscenze pratiche, utili al lavoro) non ne sapevano niente prima e non ne sanno niente adesso?Non era meglio una riforma basata sui contenuti e non solo sulla forma e sui numeri della gente che esce dall'Università?Concludo: il sistema funzionava male prima e funziona male adesso quando lo guardi in funzione del mondo del lavoro. Ho visto, sia con lauree triennali che quinquennali, dei laureati in ingegneria informatica che non sanno salvare un file su un floppy! E sia prima che adesso per trovare lavoro nel settore informatico ti devi ingegnare da solo come il ragazzo autore della lettera, che mi pare davvero sveglio e ha capito come funziona! L'unica certezza è che l'Italia sta cadendo a pezzi! Ciao
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    tu non ci crederai, sto studiando ingegneria e, quando mi hanno proposto il problema delle 3 porte (circa 6 mesi fa), ho risposto correttamente applicando la formula di Bayes!comunque e' davvero un bel giochino ...ciao
  • Anonimo scrive:
    piantatela con queste storie sceme
    piantatela con queste storie sceme
  • Anonimo scrive:
    Re: Non diciamo eresie (annualita')...
    Quoto!Io sono laureando in scienze dell'informazione con 20 esami!Uno direbbe, 20 esami, ma è una ciofeca (pensa poi che io ne ho messo 1 in più, incredibile).Peccato che su 20esami la metà richiedano elaborato, il che spesso comporta che un esame è elaborato+scritto+orale, il che porta a una dilatazione dei tempi di laurea notevole, da 4 a 5/6 in media.Mettiamoci poi tesi in media da 6 a 9 mesi.Il punto è che c'è tanta gente colta e intelligente che calcola la preparazione di una laurea dal numero di esami.In realtà faccio un esempio.Analisi2 (che prima durava 9mesi 6ore la settimana) ora è stata spezzata in 2: analisi2 ed equazioni differenziali.Lo stesso per tanti altri corsi.SI capisce cosi come si fa diventare un corso di laurea da 20esami uno da 40 (ma c'è chi dirà, il mio sono 44!).Quello che conta sono le ore di lezione (ed eventuale laboratorio) + le ore medie di studio.In poche parole sono importanti i programmi, poichè dietro il nome di un corso si possono fare diverse cose.Inoltre fondamentalmente la validità di un corso e la sua difficoltà lo fa si la materia, ma spesso la fa il docente, che può rendere la stessa disciplina facile o difficilissima ai fini dell'esame ed anche dell'apprednimento.Queste cose non le dice nessuno, la maggior parte RIPETE FRASI SENTITE DAI PROF A LEZIONE (tipo: ingegnere= forma mentis, ingegnere ha le basi per saper progettare tutto e derivare tutto,..) oppure parla di numeri (informatica sono 58 esami)oppure altre scemenze a seconda di voler far prevalere ing/informatica/scienze dell'informazione.In genere anzichè discorsi intelligenti ne vengono fuori flame per cercare di dimostrare che il proprio corso è meglio e più difficile(che per i motivi che ho detto sopra è indimostrabile)!!!
  • Anonimo scrive:
    Te lo dico io: TU
    Berlusconi ha solo uno scopo: tassarti e schiacciarti (non che quelli dell'attuale sinistra vogliano fare diversamente), perciò ci devi pensare tu, come ho fatto io.
  • Anonimo scrive:
    Re: Non diciamo eresie (annualita')...
    La tua analisi della situazione non è "politically correct" ma ti quoto in pieno.Ai miei tempi ti giocavi in un appello un'anno di preparazione senza tanti compitini (o peggio testa a risposta multipla); il tutto ovviamente per 3 esami contemporaneamente.Esercitazioni di laboratorio ovviamente obbligatorie per l'esame che erano dei mattoni enormi.Professori che ti spingevano a cercare il voto alto a tutti i costi.Adesso una marea di esamini, di compitini, di quiz...Esercitazioni che fanno esame a se.E i docenti cominciano a dirti che si fa più bella figura con le aziende se ci si laurea nei tempi previsti, anche a costo di avere una media bassa.1) mi sento vagamente preso per i fondelli2) sicuramente prima era sbagliato, ma siamo proprio sicuri che adesso sia giusto?Comunque temo che anche questa risposta non sia "politically correct".Scusate lo sfogo e non tenete conto di quello che ho scritto.
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    Siamo daccordo chi?Ma tu hai fatto informatica oltre a ingegneria?E allora di cosa parli?E tu pensi di sapere come funziona il mondo se non ti rendi conto nemmeno di non poter parlare di quel che non conosci?La solita spocchi degli ingegneri.Prima pensano di fare solo loro certe materie (le classiche analisi e fisica).Poi gli si fa notare che le fanno anche altri (informatica, scienze dell'informazione, fisica) e loro dicono "ma a ingegneria sono più difficili".Secondo te informatica e scienze dell'informazione (per non parlare di fisica) che sono sotto la facoltà di scienze per giunta fanno peggio analisi e fisica?Magari voi a ingegneria fate matematica meglio che a matematica vero?Apparte che non hai ancora capito che la difficoltà di un corso (e la sua validità) la fa il professore, per cui da sede a sede sia di ing che informatica/sdi cambia un bel po'.Ma che te lo dico a fare, tu sai tutto..
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    - Scritto da: Anonimo
    mica vero sai...
    La fisica insegna cio che gia si sa.....non
    insegna a ingegnarsi.Ma che te l' ha detto?? Povero illuso.Questo è il classico mito dell' ingegnere.Se non lo sai, questo mito deriva dagli anni delle ricostruzione del dopoguerra e del boom economico degli anni 60, quando ingenere significava ingegnere civile o meccanico, e quando un ingegnere poteva passare dalla progettazione di un palazzo a quella di un ponte o a quella di un traliccio per l' alta tensione. Una volta un ingegnere meccanico mi disse: "guardati intorno, tutto quello che vedi gli ingegneri meccanici sanno progettarlo". In realtà sapevano fare solo quello che serviva a quell' epoca.E' lo stesso equivoco in cui sei caduto tu.Al contrario sono proprio i fisici che sanno ingegnarsi e sanno fare tutto. Ho visto dei fisici sperimentali appena laureati progettare apparecchi elettronici per le loro sperimentazioni che farebbero impallidire qualunque ingegnere elettronico con anni di esperienza., Sono proprio i fisici che di fronte ad un problema nuovo hanno le capacità di affrontarlo e risolverlo, mentre gli ingegneri sanno solo applicare le tecniche conosciute. Questo dipende semplicemente da una cosa: fisica è molto molto più dura di ingegneria e quindi i fisici sono molto più bravi degli ingegneri. Se c'è una cosa che ho capito riguardo agli studi univeristari è che non conta quello che si studia, conta a quale livello si studia.Si parlava del confronto tra ingegneri americani e italiani. Da questo punto di vista non c'è differenza tra america e italia, in entrambi i casi gli ingegneri sono preparati per fare quello che le aziende richiedono. In america gli ingegneri sono ultra specializzati perchè ci sono aziende che hanno bisogno di gente specializzata . Le aziende italiane non saprebbero che farci di un ingegnere americano, e ti posso dire che ho visto ingegneri americano trovarsi in difficoltà a trovare lavoro in italia, perchè non trovavano aziende che facevano esattamente la cosa per cui loro erano specializzati.Del resto ogni volta che c'è un periodo di crisi in america, si legge di frotte di ingegneri licenziati, sostituiti qualche anno dopo da "ragazzini" più preparati sulle nuove tecnologie.Per questo ingegneria in italia è così teorica ed è anche un bene che sia così (almeno al momento), abbiamo bisogno di gente che sa adattarsi meglio a diverse situazioni di lavoro.
    L'ingegneria insegna molti metodi in piu
    della fisica. Anche l'informatica puo essere
    uno strumento per facilitare la scoperta di
    fenomeni fisici....vedi i modelli matematici
    applicati alla fisica delle previsioni del
    tempo, tramite calcoli effettuati da un
    softwarese pensi che un informatico sappia fare un modello matematico per le previsoni del tempo, sei completamente fuori strada......gli informatici come i matematici sono i meno adatti a capire le "leggi della natura"Nota: io sono un ingegnere informatico, proveniente da ingegneria elettronica. (ossia ho iniziato l' università quando ingegneria informatica non esisteva)
  • Anonimo scrive:
    Re: Vi consiglio un libro
    - Scritto da: bacarozz83
    hai perfettamente ragione, ma hai SOLO
    VAGAMENTE idea di quanto può costare
    SOLO un anno al MIT ?
    forse ci può andare il figlio di
    berlusconi e pochi altri.
    ciaoStronzate immani.In america il numero di laureati grazie alle borse di studio è superiore al numero di laureati totale in italia.
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    - Scritto da: Anonimo
    Per questo e per altri motivi vedo negli
    ingegneri solamente i "soldati della
    tecnologia" o giù di lì,
    quindi quando sento delle frasi come la tua:


    L'essere ingegnere prevede anche saper

    sfruttare ad esempio le leggi dela

    termodinamica per ingegnare un
    dispositivo

    che permetta di alimentare il suddetto

    amplificatore senza consumare energia

    del'enel.

    mi ridono anche le orecchie!!! Evviva
    l'ingenuità!!!ROTLF!!!Straquoto.
  • Anonimo scrive:
    Re: Parliamo delle marche
    - Scritto da: Anonimo
    Io abito nelle marche e per fare il
    programmatore
    devo fare il pendolare col lazio perche qui
    le ditteNon conosco le Marche.
    informatiche sono dei bidoni colossali che
    non
    assumono.
    è normale ?Si è normale specialmente per le aziende il cui unico titolare ( Srl con due soci di cui uno è il fratello o l'amico ) c'ha il futuro cognato (in carriera) che gli porta i cienti in casa ( quasi a gratis, magari solo in cambio di qualche soffiatina sui clienti ) ed ha pooooche risorse ( Linuc$ che è gratis è la manna dal cielo per le aziende con poche risorse ), poareto.
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    - Scritto da: Anonimo
    No, grazie, a me studaire non serve
    più:DNon si smette mai di studiare, quando credi di smettere sei soltano all'inizio.
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    - Scritto da: Anonimo
    PS: sono anche diplomato in conservatorio.
    secondo le leggi di adesso io come musicista
    non sarei mai esistito non potendo
    frequentare due scuole
    contemporaneamente...reso l'idea?Un ing. artista? Scandalo scandalo, facendo così esci dagli schemi, ma come, invece delle macchine di formula 1 e dei nomi dei loro piloti e del loro vrumm vrumm, conosci la Musica, i compositori e l'Armonia?? Scandalo, fai in modo che non si sappia altrimenti non ti fanno lavorare nell'IT, quelli come te non sono dei duri, NON SANNO FARSI RISPETTARE!
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    - Scritto da: Anonimo
    L'essere ingegnere prevede anche saper
    sfruttare ad esempio le leggi dela
    termodinamica per ingegnare un dispositivo
    che permetta di alimentare il suddetto
    amplificatore senza consumare energia
    del'enel.Ma figurati, l'ingegnere è una figura "burocratica" della tecnologia infatti moltissimi di loro vanno a lavorare in qualche ente pubblico seduti su una poltrona a far carte, seppure importanti, ma solo carte, volenti ( Ing.:"eehh.. ma io non sono tipo da laboratorio..." ) o nolenti, oppure le aziende di informatica li mettono a curare le relazioni con enti pubblici o coi clienti perché avere l'ing. in casa "fa figo".Lo studente di ing. è uno in buona fede a cui fanno credere di imparare tutto lo scibile umano e sapere TUTTO.E' facile in questo senso smascherare un ingegnere, basta proporgli un problema apparentemente ovvio e tale che, statisticamente, l'intuito porti a una soluzione sbagliata.A questo punto per una persona normale, se ha capito il problema ci sono due casi: o sa rispondere subito oppure non sa rispondere.L'ingegnere, dato che gli hanno fatto credere che lui sa tutto, esclude a priori il fatto di ignorare la giusta soluzione ( vergogna! scandalo! ignoranza! peccato! ) e sparerà la prima soluzione che gli viene a mente senza ascoltare nessuna spiegazione e insistendo e infarcendola di ragionamenti e discussioni da azzecca garbugli così complicate che poi non ci si capisce più nulla.Quali sono questi problemi che permettono di portare allo scoperto la presupponenza, la mancata umiltà e l'ignoranza? Ce ne sono tanti, il più classico, che può portare a guerre di religioni e di secessione (esperienza personale) è il "Gioco delle tre porte".Molto brevemente e in termini poco formali la situazione è questa: Gioco a premi, abbiamo davanti tre porte: solo dietro a una di queste c'è il premio, dietro alle altre due non c'è niente. Dobbiamo scegliere una porta, e vinceremo quello che troviamo là dietro.Fatta la scelta, il presentatore ci chiede "Ne sei sicuro? Puoi ancora cambiare la scelta: anzi, ti aiuto e riduco le scelte a due. Ecco: dietro questa porta non c'è niente". Cosi` dicendo, apre una delle porte che noi non abbiamo scelto, mostrando che dietro non c'era niente.Nota bene: il presentatore ci fa sempre la domanda e apre sempre una porta dietro alla quale non c'è niente e diversa da quella scelta da noi.Il quesito è:Dato che vogliamo vincere il premio, ci conviene cambiare porta, o la cosa è indifferente?La soluzione è che conviene SEMPRE cambiare la porta ( e si può dimostrare formalmente in linguaggio matematico e probabilistico o in altri modi ).Tutti gli ingegneri a cui l'ho proposta...-convinti della loro totale padronanza del linguaggio matematico ( o meglio l'hanno fatto loro credere ), perché ai vari esamoni oltre ad essere stati simpatici al prof, nonché puntuali, rigorosi, perfetti, impeccabili dopo tutte le vessazioni, disciplinati, mai assenti neanche per un'influenza, hanno preso pure 30 -,...hanno sbagliato.Nessuno che abbia detto "non so": ci pensano, e dicono "è indifferente se cambi" ( sbagliato ) e poi si impuntano ( vergogna! ).Non vale solo con gli ingegneri, anche chi ha fatto lo scientifico si impunta, ma le rimostranze sono più smontabili perché non sono "unilaterali".io-so-tu-no-zitto.Non è tanto il problemino delle tre porte -perché poi si fanno furbi e bisogna trovare qualcos'altro- il problema è che questo succede per mille altre cose, ben più serie del problemino delle tre porte.Per questo e per altri motivi vedo negli ingegneri solamente i "soldati della tecnologia" o giù di lì, quindi quando sento delle frasi come la tua:
    L'essere ingegnere prevede anche saper
    sfruttare ad esempio le leggi dela
    termodinamica per ingegnare un dispositivo
    che permetta di alimentare il suddetto
    amplificatore senza consumare energia
    del'enel.mi ridono anche le orecchie!!! Evviva l'ingenuità!!!
  • Anonimo scrive:
    Re: Non diciamo eresie (annualita')...

    Una laurea breve contiene 25 esami come la
    laurea vecchia, solo che molti esami invece
    di valere una annualità valgono mezza
    annualità.In molti casi anche 1/3. Conosco un sacco di studenti che si lamentano perchè i programmi sono troppo facili e con la storia dei compitini ogni 20 giorni tendono a dimenticarsi tutto molto in fretta.Ai miei tempi per fare analisi 1 ti dovevi fare il mazzo x 5 mesi, 400 e + dimostrazioni ho portato all'esame, per non parlare di complementi di geometria ed algebra, esame notoriamento complicato almeno quanto meccanica razionale (ma che bello quando alla fine riuscivi a capire il calcolo tensoriale, la forma canonica di jordan, la topologia...). Si forse all'epoca c'era troppa teoria e zero pratica, ma almeno la capacità e la voglia di studiare c'erano. Oggi i ragazzi non sanno più cosa vuol dire studiare seriamente, e se provi a fargli fare qualche cosa di più degli altri insegnanti ti si rivoltano contro (esperienza personale di docente universitario).I pilastri portanti di domani vacillano già oggi. Povera Italia...
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo



    - Scritto da: Anonimo



    Ma i fisici non sanno
    ingegnarsi,


    applicano



    solo le leggi che studiano sui

    libri.


    Poi le



    scoperte le fanno gli
    ingengeri





    Gli informatici no di sicuro



    Poverino, hai invidia del pene? Devi per

    forza averlo più lungo degli
    altri?



    E' un complesso che hanno molti
    ingegneri,

    sarà un caso?

    E' vero!:|Beh guarda io ne conosco uno che gli arriva fino al ginocchio quindi non è vero.
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    - Scritto da: Anonimo
    Fisica e matematica vengono insegnate anche
    a INFORMATICA, ma credo che siamo daccordo
    sul fatto che sono rattate piu leggermente
    rispetto a ingegneria. Viceversa per i
    linguaggi di programmazione. Ma cosa dici, parli come se avessi fatto chissà quanti esami di matematica invece te la sei cavata solo con due esami di analisi e qualche altro esamino per simpatia.Non è che ingegneria tratti meglio la matematica, anzi, la tratta peggio (=non ti dicono nulla, non ti spiegano nulla ma devi capire tutto alla perfezione), è vero che gli esami sono difficili perché pretendono la luna e abilità da chi la matematica la conosce bene dopo averti fatto un corso come pare loro ( quindi di solito veloce, in fretta, striminzito e il più incasinato possibile per selezionare i "migliori" ), ne segue che gli esami li passano bene chi conosce già la materia per i FATTI SUOI ( e che quindi non ha usufruito della lezione vis a vis ) o chi è tanto bravo a scopiazzare prima e parlare dopo ( e questa qualità sarà molto utile per gli altri esami ).Il problema è che in Italia esiste questo mito dell'Ingegnere, negli altri paesi invece l'ingegnere è considerato solamente per quello che è: un tecnico.
  • Anonimo scrive:
    Re: Non esiste solo la porgrammazione...
    - Scritto da: Alex Acero
    Ragazzi, non esiste solo la programmazione.
    Ci sono un sacco di altre attività
    informatiche (con una buona domanda) che con
    la programmazione non hanno nulla a che
    vedere...Certo, esiste il "meccanico" del pc e il politico ( cioè il propagandatore del software libero ).
  • Anonimo scrive:
    La laurea breve nuovo ordinamento.......
    .....è una CAGATA colossale.E' talmente facile che può farla anche chi ha un quoziente intellettivo di 30.I programmi sono RIDICOLI e striminziati da far ridere.Gli esami sono RIDICOLI.E' una buffonata per dare un Dottorato a cani e porci.Senza contare che, poi, nel biennio di "specializzazione", vi sbranano il culo (giustamente).
  • Anonimo scrive:
    Re: Non esiste solo la porgrammazione...
    - Scritto da: Anonimo
    Direi in conclusione: non
    esiste solo la programmazione, ma senza
    programmazione non si va da nessuna parte.Se io ti chiedessi di dimostrare che un tale algoritmo non puo' esser migliore di Theta(nlogn) te cosa ci fai con il fatto che sai programmare benissimo?Differentemente, una volta dimostrato la correttezza dell'agoritmo e la sua validita' computazione, implementarlo e' un gioco che sanno fare anche quelli con meno di 2 anni di esperienza....
  • Anonimo scrive:
    Non diciamo eresie (annualita')...
    Una laurea breve contiene 25 esami come la laurea vecchia, solo che molti esami invece di valere una annualità valgono mezza annualità.Le vecchie lauree di Ing erano da 28 o 29 annualita', quelle di informatia (credo) da 22 a 24, a seconda del corso e dell'ateneo. Alcune avevano esami annuali altre semestrali e da 3/4 anni prima della riforma anche gli esami annuali era fatti in un unico semestre in molti atenei (3 esami nel 1' e 3 nel 2'). Normalmente gli esami "spezzabili" erano molto pochi (nel mio piano di studio di ing andavano da 0 a 4) per cui il num di esami non si discostava molto da quello delle annualita'.Ora ci sono una 30ina di esami da mezza annualita', corrispondenti a circa 15 vecchie annualita'.Tanto per fare un esempio pratico a ing da me (ma anche a informatica pura la situazione e' simile) prima Analisi I aveva dal 6% al 110% delle persone che davano un esame che riuscivano a passarlo, ora per Matematica 1 si ha l'80% e con una media piu' alta. Cosa e' cambiato?Vediamolo: prima ad Ing (ma ripeto, situazione simile e' a info pura) delle c'erano Analisi I, Analisi II e Geometria1/2+calcolo numerico1/2 ed erano 3 annualita. Geometria+calcolo copriva una parte del programma di An I, ma da un punto di vista diverso e ovviamente ogni docente voleva sentirsi dire le sue dimostrazione e voleva vedere gli esercizi risolti con il suo metodo per passare l'esame... Ogniuna di queste faceva 5 o 6 esami all'anno (scritto + orale) e 2 compitini che potevano sostituire lo scritto di giugno (o gennaio quando sono passate semestrali) x chi aveva la frequenza.Ora 'e' Matematica 1, Matematica 2, Matematica 3 e Matematica 4, che sono 4 mezze annualita':Matematica 1 comprende l'inizio di analisi I e la parte rindondante con Geometria+Calcolo (ovviaemnte vista da un solo punto di vista)Matematica 2 il resto di Analisi I esclusi gli integrali sulle funzioni a due variabiliMatematica 3 e Matematica 4 comprendono la parte sulle funzionia 2 variabili non fatta in An I, quella fatta in An II e solo una minima parte delle serie fatte nella vecchia An II.Ogniuno di questi ha 6 o 7 appelli (scritto e orale) e 2 o 3 compitini (uno ogni 20 gg, come i vecchi compiti in classe) che in alcuni casi (voto alto) possono sostituire del tutto scritto+orale.In pratica prima si doveva andare all'esame sapendo tutto il programma (almeno per l'orale se si era tra quelli che avevano passato il compitino e volevano darle subito) di ogniuna delle 3 annualita', i compitini comprendevano 1/2 programma dell'annualita' (equivalente circa al carico di lavoro di 5/6 crediti formativi).Ora si studia l'equivalente di mezzo esame per volta, i compitini comprendono l'equivalente di 1/4 o 1/6 del vecchio esame (2 o 3 crediti formativi come carico di lavoro) se vanno bene si passa direttaemnte l'esame e se va male l'esame (es matematica 1 a gennaio) si possono comuqnue dare nel semestre sucessivo i compitini dell'altra mezza annualita' e portarsi avanti (conosco persone con Matematica 2 passata con i compitini congelata in attesa di passare Matematica 1).Ora e' evidente che, anche se il programma complessivo rimanesse lo stesso (triennale= primi 3 anni della vecchia), questo metodo del triennale e' fatto in modo da favorire lo studio dell'esame e per non far rimanere indietro la gente, il contrario invece de vecchio metodo che per esplicita dichiarazione dei docenti serviva a fare selezione. Aggiungiamoci un punto in + sul voto di laurea (9 invece di 8) se si laureano entro i 6 anni (almeno nella mia facolta') ed ecco anche l'incentivo ad accettare 1 o 2 voti "bassi" perche' tanto poi si recupera con quello.Se poi ci mettiamo che spesso i docenti sono piu' "larghi di maniche" con il nuovo ordinamento (ho visto persone che non sapevano cos'era un gradiente o si impappinavano a fare le derivate dei polinomi "graziate" con 20 di Matematica 2, mentre con Analisi I c'erano docenti che, in virtu' della selezione, ti mandavano a posto pure se gli risolvevi degli integrali doppo frazionari in 2 varibili che sembravano grattaceli in meno di un quarto d'ora...) e anche il rischio di dover ridare l'esame perche' fallito o perche' con voto troppo basso scompare.E anceh per le tesi e' lo stesso, un VO che chiede una tesi pratica (il 90% dei laureati a ing) si sente rispondere: 8 punti sono 8/9 mesi di lavoro full time, se vuoi quella da 7 punti sono solo 5/6 mesi di lavoro full time (durate date indicativaemnte dai consigli di laurea ai docenti); ad un NO che va dallo stesso docente per una tesi da fare nello stesso laboratorio (e spesso sullo stesso argomento) si sente dire: 8 punti 2/3mesi full time, 7 punti 1/2 mesi full time e se ti laurei in corso 1 punto in +.Prima era sicuramente errato perche' volutamente troppo difficile (e produceva pochi buoni laureati quasi tutti over 26 per ing e over 24 per info), ora e'errato perche' volutamente troppo facile (sara' che ora i fondi delle universita' solo legati al numero di persone che si laureano? ;) )....
  • Anonimo scrive:
    Re: vergognoso
    - Scritto da: Anonimo
    cosa non si farebbe per fare pubblicita' al proprio sitoChe - peggio - ha persino il loghino "Optimized for XHTML 1.0" ma di "Optimized" non ha proprio nulla: il validatore del W3C segnala solo 123 errori in homepage.Beh, ma se è scritto con notepad è "profescional" ugualmente, no? :D
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    Ma cos'è la gara a chi ce l'ha + lungo?Mi sembra inutile fare gli sboroni su "io ho studiato + di quello, tu meno di questo", xkè la discussione non regge: le facoltà sono strutturalmente diverse ed è ovvio che offrano contenuti e programmi diversi. Inoltre è sbagliato generalizzare, anzi, la situazione (qualsiasi situazione) è sempre relativa xkè allo stato attuale dei fatti le cose variano profondamente da università a università (e talvolta anche da corso a corso della medesima facoltà).Stesso discorso per VOD vs. NOD, anche se personalmente reputo che la nuova laurea triennale abbia lo stesso valore del diploma di una volta (ovvio che ci saranno differenze di "mole del programma", ma non è quello ciò che intendo dire).Tanto per concludere, parlo da iscritto in ingegneria informatica, quindi qaulkosa in materia dovrei saperla, anche se circoscritta nell'ambito del mio ateneo.
  • Anonimo scrive:
    Re: Alla luce di questa realtà
    - Scritto da: Anonimo
    ci si ritrova laureti e disoccupati.
    Ciaoe disoccupeti casomai :D
  • Anonimo scrive:
    Alla luce di questa realtà
    ci si ritrova laureti e disoccupati.Ciao
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    - Scritto da: Anonimo
    ...veramente io sono un VO... 4 di mate
    sono: analisi 1/2, geometria e (calcolo
    numerico|metodi matematici|meccanica
    razionale) e 3 di fisica: fisica 1/2, fisica
    tecnica (scusa, non 4...)...Buh, allora facciamo i conti per informatica:di matematica sono analisi 1 e 2, logica matematica, calcolo delle probabilità, matematica discreta, calcolo numerico, uhm... non mi vengono altri in mente, per 6 esamie due di fisica: 1 e 2Quindi vinciamo 8 a 7, ma vai!:D Il più lungo è il nostro:D
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo

    Noi a ing 4 esami di mate, 4 di fisica,
    il

    resto elettrotecnica, elettronica, e
    anche

    informatica...

    Si, bravo, avranno diviso analisi 1,2,
    fisica1,2 in due esami ciascuno,dato che
    erano annuali e adesso non fanno più
    esami annuali. Chiedi ad un laureato VO di
    ingegneria se non è così. Su
    elettronica ed elettrotecnica non ho nulla
    da ridire, se vuoi aggiungici pure chimica,
    ma la discussione non era su quegli esami,
    ma su quelli di matematica e fisica. Io da
    Informatico non credo di aver fatto meno
    matematica di un ingegnere. Un po' meno
    fisica magar' si, anche perché voi la
    usate in diversi esami (che dipendono da
    ing. a ing.), contrariamente agli
    informatici.


    Dai, ora basta scannarci uno con
    l'altro e

    andiamo a studiare!

    No, grazie, a me studaire non serve
    più:DTipico ingegnere.
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    ...veramente io sono un VO... 4 di mate sono: analisi 1/2, geometria e (calcolo numerico|metodi matematici|meccanica razionale) e 3 di fisica: fisica 1/2, fisica tecnica (scusa, non 4...)...
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    - Scritto da: Anonimo
    Noi a ing 4 esami di mate, 4 di fisica, il
    resto elettrotecnica, elettronica, e anche
    informatica...Si, bravo, avranno diviso analisi 1,2, fisica1,2 in due esami ciascuno,dato che erano annuali e adesso non fanno più esami annuali. Chiedi ad un laureato VO di ingegneria se non è così. Su elettronica ed elettrotecnica non ho nulla da ridire, se vuoi aggiungici pure chimica, ma la discussione non era su quegli esami, ma su quelli di matematica e fisica. Io da Informatico non credo di aver fatto meno matematica di un ingegnere. Un po' meno fisica magar' si, anche perché voi la usate in diversi esami (che dipendono da ing. a ing.), contrariamente agli informatici.
    Dai, ora basta scannarci uno con l'altro e
    andiamo a studiare!No, grazie, a me studaire non serve più:D
  • Anonimo scrive:
    Re: La laurea vecchio ordinamento
    un momento un momento, io sono in ing vecchio ordinamento da 29 esami, ing chimica, ora non ditemi che la triennale da 25 esami è come la vecchia, ma che cazzata! Ci saranno 25 esami ok, ma dimezzati! Cioè un esame di elettrotecnica che è un mazzo da me, quelli del nuovo da 3 anni lo fanno in 2 parti, quindi 2 esami, così vale per tanti altri esami, quindi non dite cazzate... 25 esami triennali equivalgono forse a 15 del vecchio, diciamo va...Scusate lo sfogo ma dopo che ti fanno fare il culo...
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    Noi a ing 4 esami di mate, 4 di fisica, il resto elettrotecnica, elettronica, e anche informatica...la mia morosa ha solo una analisi (non mi ricordo se è a crocette ma spero di no), una fisica e altre che hai citato tu. in più tra l'altro fa scheme al primo anno (linguaggio tipo lisp), java in 4 ore, il c non è in programma e la shell è optional. mi rendo conto ora che per fortuna non tutti studiate nella sua stessa univ (la blasonata Alma Mater..).Dai, ora basta scannarci uno con l'altro e andiamo a studiare!
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    un momento un momento, io sono in ing vecchio ordinamento da 29 esami, ing chimica, ora non ditemi che la triennale da 25 esami è come la vecchia, ma che cazzata! Ci saranno 25 esami ok, ma dimezzati! Cioè un esame di elettrotecnica che è un mazzo da me, quelli del nuovo da 3 anni lo fanno in 2 parti, quindi 2 esami, così vale per tanti altri esami, quindi non dite cazzate... 25 esami triennali equivalgono forse a 15 del vecchio.
  • etrusko scrive:
    inutilità degli studi italiana
    inutilità degli studi italiana è l'università di chi non ha scelto di laurearsi proprio perchè non convinto dal sistema e dai modi in cui gli si veniva insegnato il sapere di determinati settori. Tali persone sono autodidatte, semplicemente mostruose, esemplari unici della loro specie capaci di opere ammirevoli.Ma non comandano un letterario pene, per questo chi dedica anni allo studio, al ballo, al bere, al copulare e cercare di farsi alzare il voto agli orali, dovrebbe più seguire la via della conoscenza per ottenere il comando di un azienda costruita sugli iscritti alla nostra fantastica università "inutilità degli studi italiana".Ma cosi non è, i nostri giovani imprenditori hanno paura di diventare padroni, cercano quasi il posto fisso, ben remunerato, e magari che li porti a fare viaggi incredibili nel mondo ... a dimenticavo le scarpette di vernice per volare ...Questo darà inizio ad una nuova era, l'era dei coraggiosi, allora, grazie ad un decreto che fa dottori i laureati in trienni, porterà i nostri iscritti alla loro formazione master, che non ti laurea con milioni di euro ma da la possibilità ai nostri iscritti di diventare dottori, e allora gli attuali dovranno prostrarsi davanti al padrone, che li pagherà bene, magari li farà viaggiare, forse gli regalerà anche le scarpette di vernice per volare, ma sarà sempre il padrone.Quindi, cercate di creare qualcosa prima di laurearvi, non aspettate il miracolo dal cielo.Un autodidatta che risolve i problemi informatici a tutta Italia, senza un euro, posizionato ai primi posti ( cioè 1 e 2 delle prime pagine dei motori di ricerca dopo aver effettuato una ricerca con parola chiave a tema) di tutti i siti che ha fatto in vita sua, di una grafica sublime o calda o evoluta etc... l'unico che riesce a spiegare ad un vecchio imprenditore l'uso, la convenienza e come fare commercio elettronico, (il problema si pone quando dall'altra parte non succede il contrario), gli unici utenti che rispondono bene è il clero, solo vi avverto, non è semplice farsi pagare nè se te ne devono tanti nè se te ne devono pochi, allora cercate di non abbassare troppo il vostro prezzo, valete ORO.==================================Modificato dall'autore il 09/12/2004 2.25.38
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo


    Ma i fisici non sanno ingegnarsi,

    applicano


    solo le leggi che studiano sui
    libri.

    Poi le


    scoperte le fanno gli ingengeri



    Gli informatici no di sicuro

    Poverino, hai invidia del pene? Devi per
    forza averlo più lungo degli altri?

    E' un complesso che hanno molti ingegneri,
    sarà un caso?Ha hahahahahahaha!Rido di gusto, e con sincerità, nonostante sia iscritto in ingegneria (e a dir la verità con qualke ripensamento...):D
  • Anonimo scrive:
    Re: La logica della separazione ed i mae
    - Scritto da: Anonimo
    - Scritto da: Anonimo


    Proprio con queste idee in mente e'
    stata

    fatta la riforma Berlinguer.

    Questo accade quando si mischia il libero
    mercato con la scuola pubblica (e
    collettivista) che non serve ad istruire ma
    solo a parcheggiare i giovani
    affinché non vadano a mettersi nei
    guai mentre i genitori lavorano.No, la filosofia di Berlinguer era quella di creare una universita' di massa gestita in modo aziendalistico al servizio delle aziende private. La riforma Berlinguer si sarebbe potuta chiamare Moratti. Basta leggere quanto hanno scritto i progettisti della riforma stessa. Io ho sentito con le mie orecchie fare dichiarazioni di questo tipo: l'ingegnere del vecchio ordinamento era un superman, ora ci basta uno che sappia fare quattro cose per buttarlo sul mercato del lavoro (e di una rapida disoccupazione).

    Le rorre commerciali non passano piu' di

    qui. Esiste ancora una grande industria

    italiana?

    Ci sono dei pozzi AGIP a Nassirya insieme ai
    soldati.I maestri artigiani di cui parlava il nostro amico producevano innovazione con il loro ingegno. L'Olivetti di Adriano Olivetti a suo tempo non aveva bisogno dei soldati e delle guerre coloniali, e non sfruttava una risorsa naturale con una tecnologia matura. Perche' aveva, appunto, un capitale di ingegno.

    Però tutti avranno diritto al
    welfare, immigrati compresi, pagato con i
    soldi presi in prestito dalle banche, da
    sommare al debito pubblico anno dopo anno.No, non avremo neanche quello. Il progetto ideologico di Berlinguer era morattiano. Non a caso lo stesso governo che ha fatto la riforma Berlinguer ha anche precarizzato il mercato del lavoro.Usare le etichette della guerra fredda serve a poco, ora. Chi ci ha governato, in alcune questioni di fondo, ha seguito la stessa ideologia. Basta guardare i fatti.
  • Anonimo scrive:
    Re: Non esiste solo la porgrammazione...
    - Scritto da: Alex Acero
    Ragazzi, non esiste solo la programmazione.
    Ci sono un sacco di altre attività
    informatiche (con una buona domanda) che con
    la programmazione non hanno nulla a che
    vedere...Quasi vero. Mi sono occupato di analisi e produzione di software senza saper programmare e facevo ugualmente un buon lavoro. Ora che so programmare non ne faccio un mestiere, che e` sempre lo stesso, pero` lavoro meglio e faccio molta meno fatica. E' una questione di forma mentis: o metti le mani nella marmellata o non tiri fuori un ragno dal buco. Direi in conclusione: non esiste solo la programmazione, ma senza programmazione non si va da nessuna parte.
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    - Scritto da: Anonimo
    no, ho soltanto la morosa iscritta al terzo
    anno di informatica... ci hai provato,
    dai...Mah, sarò che la laurea in informatica la conosco pure io, ed ho fatto analisi 1,2, fisica 1,2 logica matematica, calcolo numerico, calcolo delle probabilità e altre cose del genere. Voi ad ingegneria fate pure analisi 8 e 9?
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    no, ho soltanto la morosa iscritta al terzo anno di informatica... ci hai provato, dai...
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo


    Ma i fisici non sanno ingegnarsi,

    applicano


    solo le leggi che studiano sui
    libri.

    Poi le


    scoperte le fanno gli ingengeri



    Gli informatici no di sicuro

    Poverino, hai invidia del pene? Devi per
    forza averlo più lungo degli altri?

    E' un complesso che hanno molti ingegneri,
    sarà un caso?E' vero!:|
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    - Scritto da: Anonimo
    Fisica e
    matematica mi distinguono dall'informatico
    puro. Non hai nemmeno guardato quali sono gli esami di informatica, se affermi cose del genere.
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    La D in VOD non ho capito neanche io a cosa si riferisce... qui lo chiamano tutti così XDIo sono contento di avere fatto anche l'esame di fisica tecnica (tra l'altro lo scritto in data 11/11/2001). Fisica e matematica mi distinguono dall'informatico puro. Ho scelto ingegneria per quello che mi offriva, non per quello che volevo studiare...
  • Anonimo scrive:
    Re: La logica della separazione ed i mae
    - Scritto da: Anonimo
    Proprio con queste idee in mente e' stata
    fatta la riforma Berlinguer.Questo accade quando si mischia il libero mercato con la scuola pubblica (e collettivista) che non serve ad istruire ma solo a parcheggiare i giovani affinché non vadano a mettersi nei guai mentre i genitori lavorano.
    ignoranti che cercano di spremere fino
    all'ultimo la forza lavoro - perche' non
    sanno far altro.Altro prodotto di un'istruzione sommaria.
    Con la riforma Berlinguer non c'e' piu'
    neppure la cultura classica. Che aveva il
    vantaggio di dare una formazione teorica
    solida, e quindi la capacita' di sapersi
    orientare di fronte a problemi nuovi.Questo non accade certo per favorire il mercato, ma per creare cittadini obbedienti che si lascino sottomettere con facilità.
    Le rorre commerciali non passano piu' di
    qui. Esiste ancora una grande industria
    italiana? Ci sono dei pozzi AGIP a Nassirya insieme ai soldati.
    Non preocciparti. Col declino industriale e
    la riforma Berlinguer non abbiamo piu' ne'
    gli uni ne' gli altri.Però tutti avranno diritto al welfare, immigrati compresi, pagato con i soldi presi in prestito dalle banche, da sommare al debito pubblico anno dopo anno.Siamo una nazione di gente sveglia.
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    - Scritto da: Anonimo

    Ma i fisici non sanno ingegnarsi,
    applicano

    solo le leggi che studiano sui libri.
    Poi le

    scoperte le fanno gli ingengeri

    Gli informatici no di sicuroPoverino, hai invidia del pene? Devi per forza averlo più lungo degli altri?E' un complesso che hanno molti ingegneri, sarà un caso?
  • Anonimo scrive:
    stessa cosa per tutte le lauree quindi
    non penso sia solo un problema d'informatica o ingegneria quindi
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria

    Ma i fisici non sanno ingegnarsi, applicano
    solo le leggi che studiano sui libri. Poi le
    scoperte le fanno gli ingengeriGli informatici no di sicuro
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    - Scritto da: Anonimo
    mica vero sai...
    La fisica insegna cio che gia si sa.....non
    insegna a ingegnarsi.E, già. La Fisica con la F maiuscola la sanno solo gli ingengeri.
    L'ingegneria insegna molti metodi in piu
    della fisica. Anche l'informatica puo essere
    uno strumento per facilitare la scoperta di
    fenomeni fisici....vedi i modelli matematici
    applicati alla fisica delle previsioni del
    tempo, tramite calcoli effettuati da un
    softwareNo, ma non mi dire. Pensa, ai fisici non era mai venuto in mente di usare i calcolatori. Cosa vuoi che ti dica, sarà un caso che i metodi numerici che usano gli ingnegneri nei software di simulazione li hanno inventati per buona parte i fisici? E pensa, anche prima della nascita del calcolatore, guarda un po'.Ma i fisici non sanno ingegnarsi, applicano solo le leggi che studiano sui libri. Poi le scoperte le fanno gli ingengeri
  • Anonimo scrive:
    Re: La logica della separazione ed i mae
    - Scritto da: Anonimo
    Un tempo c'erano i maestri artigiani, quelli
    che insegnavano ai giovani Leonardo a
    sviluppare il proprio ingegno.
    Nel nostro paese esiste una logica della
    separazione tra formazione e produzione: la
    scuola deve insegnare una cultura assoluta,
    classica, fuori dal tempo attuale, e non
    deve entrare in contatto con realtà
    che potrebbero "inquinarla" con l'idea del
    profitto.Proprio con queste idee in mente e' stata fatta la riforma Berlinguer. Ora nelle facolta' universitarie ci sono gli stages obbligatori, e le universita' cercano disperatamente aziende con cui collaborare.Il problema, pero', e' che la prima e le seconda constatazione si contraddicono a vicenda. La classe imprenditoriale italiana e' *non e' piu' composta da maestri artigiani*. Non ci sono piu' figure come Adriano Olivetti, ma padroni mediamente ignoranti che cercano di spremere fino all'ultimo la forza lavoro - perche' non sanno far altro.
    Il sistema formativo italiano, estremamente
    statico, crea individui dotati di una
    cultura classica sostanzialmente inutile per
    le esigenze del moderno mercato.Con la riforma Berlinguer non c'e' piu' neppure la cultura classica. Che aveva il vantaggio di dare una formazione teorica solida, e quindi la capacita' di sapersi orientare di fronte a problemi nuovi.
    Ci si
    dimentica che lo sviluppo umano, l'arte e la
    cultura, si sono sempre sviluppate sulle
    rotte commerciali e da esse hanno tratto
    giovamento.Le rorre commerciali non passano piu' di qui. Esiste ancora una grande industria italiana?
    Abbiamo troppi intellettuali e troppo pochi
    intellettualmente preparati.Non preocciparti. Col declino industriale e la riforma Berlinguer non abbiamo piu' ne' gli uni ne' gli altri.
  • Anonimo scrive:
    Re: La logica della separazione ed i mae
    - Scritto da: Anonimo
    Abbiamo troppi intellettuali e troppo pochi
    intellettualmente preparati.Ti diranno peste e corna, peccato che hai ragione. Sopporta con pazienza.
  • Anonimo scrive:
    Re: Parliamo delle marche
    le marche sono il terzo mondo dell'informaticaio sono 5 anni che mi sono traferito a milanoe sto preciso.
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    In realtà hai espresso il mio stesso punto di vista sul fatto di quanta pratica si faccia. Comunque IO ho scelto di studiare tanta teoria, senò andavo al diploma universitario. che problema c'è?
  • Anonimo scrive:
    Re: Vi consiglio un libro
    - Scritto da: bacarozz83
    hai perfettamente ragione, ma hai SOLO
    VAGAMENTE idea di quanto può costare
    SOLO un anno al MIT ?
    forse ci può andare il figlio di
    berlusconi e pochi altri.Sbagli! Io ci sono andato gratis. Cioè, mi sono presentato e non mi hanno fatto entrare, allora ho denunciato tutti per discriminazione, emarginazione, antisemitismo, molestie e tutto il resto, e ho viaggiato gratis fino alla laurea.Politically correct: la nuova moneta.
  • Anonimo scrive:
    Re: Non esiste solo la porgrammazione...
    - Scritto da: Alex Acero
    Ragazzi, non esiste solo la programmazione.
    Ci sono un sacco di altre attività
    informatiche (con una buona domanda) che con
    la programmazione non hanno nulla a che
    vedere...Vero, ma come può il discepolo prendere decisioni se non sa tenere in mano una matita?
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    mica vero sai...La fisica insegna cio che gia si sa.....non insegna a ingegnarsi.L'ingegneria insegna molti metodi in piu della fisica. Anche l'informatica puo essere uno strumento per facilitare la scoperta di fenomeni fisici....vedi i modelli matematici applicati alla fisica delle previsioni del tempo, tramite calcoli effettuati da un software
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    - Scritto da: Anonimo
    Gli stessi corsi, che prima erano
    annuali, sono stati divisi in due periodi,
    dove un periodo didattico non corrisponde
    minimamente al semestre di una volta come
    computo ore. Ora non so dove hai frequentato e sinceramente non mi interessa più di tanto, però dove ho frequentato io, solamente alcuni corsi erano sviluppati in questa maniera (per precisione 8 su 20) mentre gli altri erano esami totalmente nuovi, nemmeno presenti nei vecchi corsi. Ti posso assicurare che questi argomenti non si trattavano minimamente in nessun corso del VO. Anche l'approccio con cui venivano svolti era totalmente diverso (vedi collaborazioni con aziende, stage obbligatori, ..., parallelamente al corso normale)
    Per di più sembrava di fare l'esame
    per ragazzi down, con orali all'acqua di
    rose e scritti misti SCELTA
    MULTIPLA/problemini idioti. Vabbè, quì il discorso è diverso...nel senso che è un problema non dell'organizzazione delle nuove laurea, ma è una scelta dell'università stessa. Da noi esami a scelta multipla non se ne sono mai visti. La difficoltà è la stessa.
  • Anonimo scrive:
    Re: sempre gli stessi
    - Scritto da: Anonimo
    sempre gli stessi articoli, per quanto
    ancora dovremo sorbirci la minestra degli
    informatici e delle loro noiose avventure?Forse hai sbagliato sito?«Punto Informatico è il più importante quotidiano italiano di informazione su Internet, informatica e comunicazione. Primo perché è nato nel 1995 e oggi primo per numero di lettori.»
  • Anonimo scrive:
    Re: Parla un iscritto a ingegneria
    sei piu un Fisico mancato che un futuro ingegnere
  • Anonimo scrive:
    Re: sempre gli stessi
    concordo....mi sarei anche rotto le paxxe...Se l'informatica ha tutti questi problemi cambiate studi/lavori
  • Anonimo scrive:
    sempre gli stessi
    sempre gli stessi articoli, per quanto ancora dovremo sorbirci la minestra degli informatici e delle loro noiose avventure?
  • Anonimo scrive:
    Parla un iscritto a ingegneria
    Iscriversi a ingegneria informatica per fare il programmatore è un errore che purtroppo è praticato da molti.Io sono iscritto a ingegneria elettronica, e devo dire che come ingegneria informatica, prima di tutt è "ingegneria" e poi è anche "elettronica" (o informatica).Il mio interesse non va soltanto verso la programmazione di un software o di un videogame....nemmeno verso la realizzazione di un circuito amplificatore da 60W.L'essere ingegnere prevede anche saper sfruttare ad esempio le leggi dela termodinamica per ingegnare un dispositivo che permetta di alimentare il suddetto amplificatore senza consumare energia del'enel.L'ingegneria insegna a ingegnarsi....e poichè in italia ricerca a livello aziendale non ne viene fatta (o poca), un ingegnere ha le capacità di mettersi nella sua stanzina 2 sere alla settimana dopo cena, e cercare di ingegnarsi a tirare fuori qualche buona idea, sapendo abbastanza bene le leggi che regolano il mondo, al contreario di un informatico, che sa meglio le leggi che regolano un ordinamento a bolle, rispetto alle leggi che regolano il mondo.Fisica e matematica vengono insegnate anche a INFORMATICA, ma credo che siamo daccordo sul fatto che sono rattate piu leggermente rispetto a ingegneria. Viceversa per i linguaggi di programmazione.
  • Anonimo scrive:
    Re: Nuove lauree indegne
    - Scritto da: Anonimo
    Premetto: studio ingegneria informatica VOD
    e spero di laurearmi entro giugno, ho amici
    iscritti al NOD di ing informatica e altri
    in laurea di informatica. La media dei miei
    esami è 24 e faccio qualche lavoretto
    come programmatore.

    Concordo pienamente quando parli della
    carenza di materie pratiche in ingegneria. I
    progetti assegnati sono pochi (io ne ho
    fatti 3 o 4 per altrettanti esami diversi) e
    si programma (ma non solo) meno di quanto si
    vorrebbe.

    Per quanto riguarda le differenze VOD (i
    cinque anni di prima) e NOD (i tre
    più due) la differenza è
    abissale. Riassumendo i commenti di alunni e
    insegnanti, quello che è stato fatto
    è prendere i miei 28 esami, ridurre
    il programma (es: in analisi1 sono sparite
    molte dimostrazioni senza le quali non
    capisco come si possa capire qualcosa) e
    spezzarlo in più esami, mettendo la
    prima parte nei primi anni e la seconda
    parte nei due anni superiori. Il risultato
    è: 1)programmi di esame più
    scarni 2)studio troppo dilazionato delle
    materie 3)scadenze di sessioni di esame
    più ravvicinate, non si ha più
    tempo di studiare.

    Tu dici che la laurea triennale di adesso
    vale come la vecchia laurea quinquennale. Io
    dico che la lauea di secondo livello di
    adesso vale poco più del vecchio
    diploma di laurea (e lo conferma quella mia
    amica che ha lasciato ingegneria
    perchè sentiva di stare perdendo
    tempo).

    PS: sono anche diplomato in conservatorio.
    secondo le leggi di adesso io come musicista
    non sarei mai esistito non potendo
    frequentare due scuole
    contemporaneamente...reso l'idea?Io mi sono laureato in ing. inf. 1 mese fa VO (la D per cosa sta?) a Bologna.L'anno successivo al mio partiva il NO e conosco molte persone che lo frequentano. Concordo con te su quanto hai scritto, però mi sento di dire alcune cose importanti, almeno per la mia facoltà. Nel NO hanno ristrutturato finalmente anche le materie, inserendone molte veramente interessanti, che io ho studiato poi per conto mio alcune.Io ho dato anni fa esami assolutamente inutili per quello che mi riguarda (Fisica tecnica, Meccanica razionale, e altri...) beh sinceramente non sarei stato dispiaciuto se si poteva sostituirle con qualcosa di più "informatico".Per il resto concordo.
  • Anonimo scrive:
    Re: La laurea vecchio ordinamento
    esattamente... il tipo evidentemente è un po' ignorantello e non ci capisce una mazza (i corsi della laurea breve hanno programmi più striminziti degli stessi corsi di quella full, ed è per questo che c'è un' ulteriore specializzazione di 2 anni)...e poi a parer mio i corsi semestrali sono più "abbordabili" di quelli annuali e non il contrario (come dice sempre il tipo).Studia bello, e pensa meno a lavorare fin tanto che non ti laurei, così ti lamenti meno....
  • Anonimo scrive:
    vergognoso
    cosa non si farebbe per fare pubblicita' al proprio sito
  • Anonimo scrive:
    La laurea vecchio ordinamento
    "Vorrei fare un'ultima considerazione riguardante la laurea triennale; molte persone (anche tra quelle che conosco) ritengono che il triennale sia una "laurea breve" e che abbia quindi minor valore di una laurea "vecchio stile" da cinque anni. Niente di più falso! Una laurea breve contiene 25 esami come la laurea vecchia, solo che molti esami invece di valere una annualità valgono mezza annualità."No la laurea vecchio ordinamento quinquennale prevede 44 esami (semi annualità).
  • Anonimo scrive:
    La logica della separazione ed i maestri
    Un tempo c'erano i maestri artigiani, quelli che insegnavano ai giovani Leonardo a sviluppare il proprio ingegno.Oggi questa figura non esiste più, sostituita da quella del "Professore", un impiegato statale che insegna perchè non trova di meglio (e non saprebbe fare null'altro).Nel nostro paese esiste una logica della separazione tra formazione e produzione: la scuola deve insegnare una cultura assoluta, classica, fuori dal tempo attuale, e non deve entrare in contatto con realtà che potrebbero "inquinarla" con l'idea del profitto.Il sistema formativo italiano, estremamente statico, crea individui dotati di una cultura classica sostanzialmente inutile per le esigenze del moderno mercato. Ci si dimentica che lo sviluppo umano, l'arte e la cultura, si sono sempre sviluppate sulle rotte commerciali e da esse hanno tratto giovamento.Abbiamo troppi intellettuali e troppo pochi intellettualmente preparati.
  • Anonimo scrive:
    Nuove lauree indegne
    Premetto: studio ingegneria informatica VOD e spero di laurearmi entro giugno, ho amici iscritti al NOD di ing informatica e altri in laurea di informatica. La media dei miei esami è 24 e faccio qualche lavoretto come programmatore.Concordo pienamente quando parli della carenza di materie pratiche in ingegneria. I progetti assegnati sono pochi (io ne ho fatti 3 o 4 per altrettanti esami diversi) e si programma (ma non solo) meno di quanto si vorrebbe.Per quanto riguarda le differenze VOD (i cinque anni di prima) e NOD (i tre più due) la differenza è abissale. Riassumendo i commenti di alunni e insegnanti, quello che è stato fatto è prendere i miei 28 esami, ridurre il programma (es: in analisi1 sono sparite molte dimostrazioni senza le quali non capisco come si possa capire qualcosa) e spezzarlo in più esami, mettendo la prima parte nei primi anni e la seconda parte nei due anni superiori. Il risultato è: 1)programmi di esame più scarni 2)studio troppo dilazionato delle materie 3)scadenze di sessioni di esame più ravvicinate, non si ha più tempo di studiare. Tu dici che la laurea triennale di adesso vale come la vecchia laurea quinquennale. Io dico che la lauea di secondo livello di adesso vale poco più del vecchio diploma di laurea (e lo conferma quella mia amica che ha lasciato ingegneria perchè sentiva di stare perdendo tempo).PS: sono anche diplomato in conservatorio. secondo le leggi di adesso io come musicista non sarei mai esistito non potendo frequentare due scuole contemporaneamente...reso l'idea?
  • Riot scrive:
    Re: Non esiste solo la porgrammazione...

    Ragazzi, non esiste solo la programmazione.
    Ci sono un sacco di altre attività
    informatiche (con una buona domanda) che con
    la programmazione non hanno nulla a che
    vedere...Puoi fare qualche esempio?Così sappiamo tutti di cosa stiamo parlando.
  • bacarozz83 scrive:
    Re: Vi consiglio un libro
    hai perfettamente ragione, ma hai SOLO VAGAMENTE idea di quanto può costare SOLO un anno al MIT ?forse ci può andare il figlio di berlusconi e pochi altri.ciao
  • Alex Acero scrive:
    Non esiste solo la porgrammazione...
    Ragazzi, non esiste solo la programmazione. Ci sono un sacco di altre attività informatiche (con una buona domanda) che con la programmazione non hanno nulla a che vedere...
  • Anonimo scrive:
    Re: finalmente uno in gamba :-)
    Anche io (stranamente) questa volta approvo.Universita' e lavoro e' il binomio vincente.L'importante e' anche imparare cose veramente difficili (livello universitario), non come aggiustare PC o installare LAN (restando fermo).
  • Xnusa scrive:
    Vi consiglio un libro
    Sperando di non essere OT...Il libro si chiama Hackers, l'autore è Steven Levy.L'ho trovato qualche mese fa in vendita insieme ad una rivista di informatica, ma penso che si trovi anche in commercio.A parte l'interesse del libro in sè, ve lo cito perchè fin dalle prime pagine si capisce bene quale fosse, già nel 1958, lo spirito nei confronti dell'informatica all'interno di università americane come il MIT.Penso ci siano elementi utili per far riflettere sulla differenza di approccio alle materie tra le loro università e le nostre, aiutato dai budget ben diversi, ma non solo. Ritengo che nonostante tutto ci siano ottimi laureati anche da noi, però sarebbe bello sentire l'esperienza di chi ha studiato all'estero e di chi ha avuto modo di fare un paragone con le nostre Facoltà scientifiche.
  • Anonimo scrive:
    Re: Parliamo delle marche
    Non mi risulta... Sono marchigiano anche io. Sono Ing. Informatico (+ qualche master), specializzato in sicurezza informatica. Lavoro nel settore IT da quando avevo 15 anni. Ho iniziato facendo semplice assistenza tecnica, assemblando PC, installando sistemi operativi ecc. ecc. Poi sono passato pian piano alla realizzazione di software e specie nel periodo universitario, mi sono dedicato spesso alla realizzazione di siti Internet, portali (anche molto noti) ecc. ecc.Sono stato assunto da un'azienda marchigiana poco prima di terminare la laurea (circa 5 anni fa), con uno stipendio piuttosto elevato, circa 1300? netti al mese, escluse mansioni straordinarie. Successivamente ho iniziato a seguire anche altre aziende. Attualmente lavoro per 3 aziende delle marche che operano nel settore IT.Ti posso assicurare che il lavoro non manca. Se però stai cercando un posto da programmatore...allora sono d'accordo con te...le cose si fanno un po' difficili.
  • Anonimo scrive:
    Re: Parliamo delle marche
    Si, è dannatamente normale. Io lavoro in ambito grafico ma la situazione è la stessa: i lavori li trovi tutti a Milano o a Roma, massimo Bologna se proprio sei fortunatissimo.Qui nelle marche è uno schifo, se non dici "turismo" puoi avere capacità e idee ottime ma non gliene frega niente a nessuno!!:
    Nime
  • Anonimo scrive:
    Parliamo delle marche
    Io abito nelle marche e per fare il programmatoredevo fare il pendolare col lazio perche qui le ditteinformatiche sono dei bidoni colossali che nonassumono.è normale ?
  • Anonimo scrive:
    finalmente uno in gamba :-)
    Dopo le oscenità sentite nei giorni scorsi (da parte di "amici" ingegneri ... finalmente una persona in gamba ... esperienza sul campo + università = buon programmatore ... analista ... ecc.università e basta (specialmente ingegneria) = uno che ha studiato molto e cerca un lavoro come analista ... ma non lo trova :-)
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