eBay: in Transilvania i vampiri delle aste

eBay ha approfittato dell'e-Crime Congress 2008 per attirare l'attenzione sul phishing rumeno, un fenomeno organizzato ma - dice il sito d'aste - sottovalutato dalle Forze dell'Ordine

Roma – La Nigeria, per anni, ha rappresentato il terroir di riferimento mondiale per lo scam . Oggi la Romania viene accreditata delle medesime peculiarità in ambito phishing. eBay ha approfittato del recente e-Crime Congress 2008 di Londra per ricordare che in alcuni paesi – Romania in testa – la lotta al cyber-crimine sembra non destare interesse. A pagarne le conseguenze sarebbero in primo luogo gli utenti dei siti commerciali e di aste.

Nello specifico, il phishing più aggressivo che ammorba gli utenti eBay, sostiene il sito d’aste, proviene da Romania, Cina e Russia. Mark Lee, manager per la Sicurezza di eBay UK, ha confermato che il problema è quello dell’impunità e della mancanza di controlli. “Questi attacchi sono certamente organizzati. Vi sono città in Romania dove l’unico obiettivo è quello di fare soldi colpendo siti come eBay”, ha confermato Lee.

Come riporta Silicon.com , proprio lo scorso giugno eBay ha rivelato i dettagli di una durissima battaglia anti-frode che si è protratta per tre anni sul territorio rumeno. Una campagna che ha portato a centinaia di arresti in tutto il paese, e che ha dimostrato che il solo monitoraggio della capitale Bucarest – da parte della Polizia – non è sufficiente. In Italia, nello stesso periodo, ha avuto luogo l’operazione Phish & Chip : anche in questo caso finita con l’arresto di truffatori rumeni – e italiani.

Lee ha ribadito, durante il suo intervento al Congresso, che il phishing continua ad essere il problema più serio per gli utenti eBay. L’educazione e le nuove soluzioni anti-phishing integrate nei browser sono state di grande aiuto, ma per fronteggiare il Crimine Organizzato ci vuole ben altro.

eBay, conclude Lee, spesso è riuscita a smascherare i piccoli criminali, ma quella contro i grandi network rimane una “battaglia tutta in salita”.

Dario d’Elia

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  • Sandro kensan scrive:
    +banner su adsense
    Bene, significa che adsense sarà anche un diffusore di banner quando la pubblicità sensibile al contesto paga poco.
    • non ci credo scrive:
      Re: +banner su adsense
      io invece penso che siano due piattaforme troppo diverse per poter essere integrate del tutto e quindi, secondo me, chi vorrà i banner sui propri portali orizzontali dovrà iscriversi a doubleclick e lasciar perdere adsense...
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