Ieri è andata in onda l’inchiesta L’occhio sui magistrati di Report, anticipata la scorsa settimana da una serie di rivelazioni. In estrema sintesi, la trasmissione ha documentato l’installazione di un software spia (Microsoft ECM) su circa 40.000 computer in uso negli uffici della giustizia italiana. Una pratica che andrebbe avanti fin dal 2019.
Report e l’indagine sui PC della giustizia
Oggi è arrivata la posizione ufficiale dell’Associazione Nazionale Magistrati, che in una nota fa riferimento a potenziali rischi per sicurezza e riservatezza. Sono le stesse preoccupazioni sollevate da un giudice che, autorizzando un test sul proprio PC, ha dimostrato la veridicità della tesi sostenuta.
L’inchiesta di Report sulla sicurezza informatica dei sistemi utilizzati da tutti i magistrati italiani porta pesanti interrogativi e desta grave preoccupazione. Emergono profili di criticità rilevanti rispetto alla sicurezza e alla riservatezza, rimasti finora senza alcuna significativa spiegazione.
L’ANM chiama in causa il ministro
Per questo motivo, l’associazione chiama in causa il ministro Carlo Nordio, che si era già pronunciato con un comunicato in cui cercava di rassicurare tutti sull’impossibilità di eseguire una sorveglianza degli addetti ai lavori, a loro insaputa.
Chiediamo un chiarimento al ministro Nordio e soprattutto un intervento immediato per garantire la necessaria segretezza di ogni indagine e delle attività di ogni giudice e pubblico ministero, impegnati nella tutela dei diritti di ciascun cittadino. E chiediamo altresì chiarezza in merito a quanto emerso rispetto al ruolo della Presidenza del Consiglio. È fondamentale ci sia piena e totale trasparenza, e che ogni soggetto istituzionale la garantisca per quanto di sua competenza.
Cos’è il software Microsoft ECM
A scanso di equivoci, Microsoft ECM (Enterprise Content Management) non è un software spia, ma se installato e configurato in modo opportuno, permette l’accesso al computer da remoto senza mostrare alcun messaggio per chiedere l’autorizzazione di chi lo sta utilizzando.
In altre parole, nasce come una soluzione aziendale per la gestione di documenti e informazioni. Come molti altri strumenti informatici, a fare la differenza è l’impiego che se ne fa, le sue modalità di utilizzo. Tra i dettagli emersi durante l’inchiesta, anche quelli che citano il coinvolgimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri.