Edward Snowden, pompiere per la Rete

Mentre l'NSA vuole appiccare il fuoco alla Rete, Snowden invita alla cifratura ubiqua. Alla democrazia e alla riservatezza servono cani da guardia, ma l'intelligence statunitense si starebbe già attrezzando per dare la caccia a potenziali gole profonde

Roma – Dopo l’invio della sua testimonianza inviata al Parlamento Europeo, Snowden torna a far sentire la propria voce anche negli Stati Uniti: è intervenuto – naturalmente con un collegamento video attraverso Google Hangout (che sembra essere passato attraverso diversi proxy per tenere nascosta la sua postazione russa) – nel ciclo di incontri South by Southwest SXSW organizzato ad Austin, Texas.

Snowden ha assicurato , di fronte ad un pubblico sicuramente simpatizzante, di non aver alcun pentimento e tanto meno crisi di coscienza: ha detto di star seguendo fedelmente il suo giuramento di difendere la Costituzione, compiuto al momento dell’assunzione nelle fila dell’agenzia di sicurezza nazionale.

Proprio per questo Snowden non ha paura di affermare che lo rifarebbe: “Indipendentemente da quello che mi possa succedere, ci sono cose che abbiamo il diritto di sapere. Ho giurato di difendere la Costituzione e avevo visto che era violata in maniera massiccia”.

Come ha spiegato chiamando direttamente in causa i partecipanti alla conferenza statunitense, sono loro “i pompieri” impegnati a spegnere i “i fuochi appiccati ai danni del futuro di Internet” da parte delle autorità e dal Governo degli Stati Uniti che non ha dimostrato alcun interesse nel perseguire l’NSA stessa, responsabile delle intercettazioni di massa.
Sono dunque coloro che si occupano di tecnologia che devono riuscire a rendere alla portata di tutti gli strumenti per mettere in sicurezza le comunicazioni .

Se ci fossero, per esempio, sistemi facili da utilizzare per criptare le comunicazioni direttamente nei singoli computer che interagiscono tra loro , la sorveglianza massiva fatta a livello di network sarebbe impossibile senza code breaker , strumenti anticrittografici specifici, che comunque sono estremamente rari, solitamente inefficaci e molto costosi. Insomma, se la crittografia fosse impiegata singolarmente dagli utenti , allora le operazioni di spionaggio dovrebbero prenderli di mira uno ad uno, mentre sarebbe impossibile portare avanti la pesca a strascico di dati.
Nello specifico, poi, Snowden consiglia a tutti di utilizzare TOR.

Per fare in modo che anche le autorità cambino punto di vista, poi, occorre – secondo Snowden – che tutti coloro che si occupano di Internet e tecnologia abbiano dei “rappresentanti pubblici, personaggi fidati… che possano difendere i nostri diritti. Abbiamo bisogno di un cane da guardia che vigili sul Congresso.”

Per il momento – d’altra parte – il cane da guardia vigila sui possibili epigoni di Snowden: secondo indiscrezioni le agenzie di sicurezza nazionali stanno organizzato un nuovo sistema di sorveglianza per monitorare costantemente tutti i suoi impiegati con accesso a materiale riservato . D’altronde, nell’ultimo budget dell’intelligence federale circa 9 milioni di dollari sono stati riservati al contro-spionaggio interno.

Claudio Tamburrino

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