EFF: RealDVD è solo una scusa

La celebre associazione sostiene che le major perseguano Real non per difendersi dalla pirateria ma per controllare l'innovazione
La celebre associazione sostiene che le major perseguano Real non per difendersi dalla pirateria ma per controllare l'innovazione

RealDVD non piace alle major, e questo è un fatto . Ma la vera motivazione per cui la casa che sviluppa il software di backup che copia anche le protezioni è stata trascinata in tribunale non è l’incentivazione alla pirateria, all’infrazione del copyright o quant’altro; il vero casus belli , che poi è sempre il solito dai tempi di DVD Decrypter e anche prima, è la necessità per gli studios di mantenere un controllo stringente sui vincoli da rispettare per la produzione di player DVD , pena la perdita di una fetta della torta del moderno mercato del multimedia.

La causa intentata da MPAA nei confronti di RealNetworks “non ha niente a che fare con la pirateria e tutto a che fare con il controllo dell’innovazione”, scrive Fred von Lohmann di Electronic Frontier Foundation , l’organizzazione da sempre attiva contro l’abuso del copyright e dei brevetti da parte dell’industria.

Secondo la versione di Hollywood, RealDVD favorirebbe uno scenario da “rent, rip and return”, nell’ambito del quale i consumatori potrebbero prendere in affitto i supporti originali e creare una libreria cinematografica a basso costo – oltreché “illegale” – e gli studios stessi perderebbero i soliti fantamiliardollari assortiti non si sa come.

Fandonie, ribatte von Lohmann, perché su Internet è già ampia la scelta di software di rip dei DVD senza che ci si metta Real a scatenare l’ inferno da questo punto di vista. La causa contro RealNetworks è una cortina fumogena pensata per nascondere le vere motivazioni dell’industria , sostiene il legale, perché “non è pensabile che Hollywood creda che un software da 30 dollari, per di più azzoppato dalle DRM, possa rappresentare una minaccia di pirateria”.

Piuttosto, continua Lohmann, gli studios hanno colto l’occasione per “inviare un messaggio chiaro su quello che capita a chi decida di innovare senza permesso in un mondo post-DMCA”. Chiunque sviluppi un player software deve preventivamente accordarsi con le major, e questo perché è sulle licenze che queste ultime lucrano in un mondo che è sempre meno interessato alla loro intermediazione e sempre meno disponibile a riconoscere loro i profitti stellari a cui sono abituate.

Secondo Lohmann, RealNetwork è riuscita a scovare, all’interno della licenza della protezione CSS dei DVD, “un modo per creare una nuova categoria di prodotti senza prima dover ricevere autorizzazione dagli studios”. Ed è esattamente questo che le major temono, vale a dire la fine dei vincoli legali con cui partecipano alla torta degli introiti del mercato multimediale, a tutti i livelli, dalla produzione cinematografica alla distribuzione e alla copia dei DVD sugli hard disk degli utenti.

Il problema di RealDVD non è il backup in sé, suggerisce il legale di EFF, quanto il fatto che RealNetworks non voglia pagare l’obolo all’industria per un software che non considera soggetto alle norme vigenti in materia. E questo le major proprio non possono permetterlo.

Alfonso Maruccia

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

13 10 2008
Link copiato negli appunti