Elezioni, open source illustre sconosciuto?

Se lo chiedono quelli dell'Associazione Software Libero, che approfittano del momento per coinvolgere i candidati alle prossime politiche nei temi caldi del software aperto. Tutti possono soffiare sul fuoco. I buoni e i cattivi

Roma – Le imminenti elezioni politiche sono un’occasione formidabile per stanare i candidati sui temi più caldi della tecnologia e l’ Associazione Software Libero ne approfitta mettendo in campo una iniziativa il cui cuore batte già nel titolo: “Vota per il Software Libero”.

Secondo AsSoLi l’iniziativa è necessaria perché i temi delle libertà digitali e del software libero “sono assenti dai dibattiti in corso” in vista delle politiche. Ai candidati viene dunque chiesto che si prenda posizione in modo esplicito su alcuni punti qualificanti. In particolare, di impegnarsi a promuovere e votare normative che vincolino la Pubblica Amministrazione ad utilizzare software libero ogni volta che ciò sia possibile , ad adottare formati aperti per tutti i documenti della PA, a far girare con licenze aperte il software che la PA stessa produce, ad aumentare le risorse investite nei progetti di software libero, ad utilizzare questo genere di software anche nel sistema educativo e a coordinare gli investimenti tra i diversi enti per una migliore diffusione del software libero.

Ai candidati si chiede anche di schierarsi in modo altrettanto chiaro contro i brevetti sul software e contro il trusted computing .

Su una pagina dedicata sono elencati i candidati e i partiti che hanno manifestato un interesse. In bianco e nero i simboli dei partiti che, fino a questo momento, non hanno voluto sottoscrivere gli impegni richiesti da AsSoLi o non sono ancora al corrente dell’iniziativa.

Ma se ai politici in corsa si chiede un impegno concreto, un vincolo politico di mandato , anche i cittadini ed elettori che vogliano far sentire la propria voce per dimostrare l’interesse a sostenere candidati a favore del software libero possono ricorrere ad uno strumento online, una petizione dedicata dal titolo “Preferisco votare per il software libero”.

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  • mik.ud scrive:
    La Giustizia non se n'è interessata
    In Italia che io sappia nessuno ha mai mosso un dito contro lo spam. Chi va a fare una rogatoria internazionale per una mail di spam? Eppure se si vedesse dal punto di vista che le mail di spam sono miliardi di milioni e così pure sono piccoli ma addosso a tutti ogni ora i danni collettivi, magari qualche causa contro qualche grosso spammer si poteva anche muovere.Se siamo al punto descritto dall'articolo, di anarchia di giustizieri e controgiustizieri, è anche perché in Italia la Giustiza (che io sappia) per queste cose non ha mai applicato le Leggi, si preferisce archiviare. La Cloanto di Udine provò in ogni modo a perseguire questi spammer, ma in Italia evidentemente non ha senso neanche provarci:http://www.cloanto.com/users/mcb/19980124uce_files/20000803cloanto-it-uce-anon.pdf
  • Giuseppe Raspanti scrive:
    C'era un modo meno invasivo...
    Avrebbero fatto molto meglio a bloccare l'accesso al servizio sui server pubblici, piuttosto che fornire una visione distorta della realtà. I server di posta sarebbero solamente stati ritardati nella consegna della posta e non costretti ad ignorare qualsiasi messaggio proveniente dall'esterno. Fortunatamente era abbastanza semplice capire cosa succedeva. Che succederebbe se un worm con lo scopo di includere il mondo intero nelle liste temporanee venisse diffuso? Secondo me l'email tradizionale ha i giorni contati.
    • Ciano scrive:
      Re: C'era un modo meno invasivo...
      In questo modo però chi non controlla il server di posta non si accorge di nulla e condinua a fare richieste verso ordb.org
  • K76 scrive:
    orbd
    La notizia l'ho appresa con un moto di stizza nei confronti degli amministratori, ma poi alla fine è capibile ed hanno fatto bene.p.s. cambiate il nome del sito, etechs.it non ethecs.it.Grazie della segnalazione
  • Gabriele scrive:
    Hanno fatto bene...
    ... così forse quelli che mettono in produzione sui mail server le DNSbl a caso, senza curarsi di aggiornarle, senza seguire apposite mailing list e NG e lasciando *per anni* blacklist defunte senza degnarsi di guardare i propri log, ora si sveglieranno !G.
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