Ellison: Linux cancellerà Microsoft

In un discorso accalorato il boss di Oracle enumera le doti del Pinguino, dipingendolo come il sistema operativo che metterà alle corde Microsoft sia sul mercato server che in quello desktop
In un discorso accalorato il boss di Oracle enumera le doti del Pinguino, dipingendolo come il sistema operativo che metterà alle corde Microsoft sia sul mercato server che in quello desktop


New York (USA) – Non sorprende che Larry Ellison, CEO di Oracle, parli a favore di Linux, soprattutto alla luce delle sue recenti iniziative – la più importante, Unbreakable Linux – per incoraggiare lo sviluppo e la diffusione di Linux nell’enterprise. Stupisce certamente di più udire Ellison elogiare le virtù del Pinguino nel desktop, un mercato dove Oracle, nonostante l’ alleanza con Red Hat dello scorso anno, nutre ancora ben pochi interessi. Del resto il CEO di Oracle, come altri esponenti dell’industria che hanno abbracciato “la causa” di Linux, vedono nell’open source una lancia da scagliare contro Microsoft. La traiettoria conta poco: l’importante è centrare il bersaglio.

Durante una conferenza con i propri partner, Ellison ha ammesso che Linux non riveste ancora un ruolo significativo in ambito desktop, tuttavia i tempi sarebbero ormai maturi perché il Pinguino insidi Windows anche in questo settore. Il problema, secondo Ellison, rimangono gli applicativi desktop.

“StarOffice non è così terribile, è quasi utilizzabile”, ha detto Ellison. “Anche Mozilla non è male. Tuttavia, per abbattere il monopolio di Microsoft servono strumenti ancora migliori. Ma arriveranno”.

Ellison sostiene che non è Windows a fare di Microsoft la dominatrice del mercato desktop, quanto semmai Office: è questo prodotto, secondo il boss di Oracle, che renderebbe “dipendenti” dalla piattaforma Windows gli utenti di PC.

Ellison confida nel fatto che l’accoppiata StarOffice/OpenOffice potrà giocare un ruolo determinante, in futuro, nel portare Linux sui desktop: il CEO Oracle è convinto che queste applicazioni, sebbene al momento manchino ancora di una certa maturità, saranno presto in grado di dare filo da torcere alle suite di Microsoft.

“Non dimentichiamoci – ha poi detto il boss di Oracle – che Linux sta già conquistando i mercati desktop di paesi come Cina e India, due mercati che nel prossimo futuro peseranno molto nel panorama economico internazionale”.

Ellison si schiera poi dalla parte di chi prevede un futuro luminoso di Linux sul mercato enterprise, un settore dove egli è convinto che il sistema operativo free riuscirà a “sbattere fuori Microsoft dai data center”.

“Microsoft è già stata uccisa da un prodotto open source. Sbaragliata, cancellata, trascinata da una posizione dominante ad una del tutto secondaria”, ha detto Ellison riferendosi alla guerra vinta dal server Web Apache nei confronti di Internet Information Services. “Microsoft aveva virtualmente il monopolio sui server Web, e dopo è stata cancellata dalla faccia della Terra. E questo sta nuovamente per succedere (nel campo dei sistemi operativi, NdR) con Linux”.

La storia raccontata da Ellison appare in realtà un po’ traballante: secondo le stime del noto osservatorio di Internet, Netcraft , dal 1996, anno di introduzione di IIS, il server Web di Microsoft non ha mai superato la quota di mercato del 35%: oggi ne detiene circa il 27%. Se le proporzioni dello scontro dipinto da Ellison vanno dunque riviste, è tuttavia indubbio che Apache, che oggi domina il settore con una quota vicina al 63%, ha mantenuto e conquistato le posizioni migliori.

Ellison ha concluso l’incontro con i partner esponendo alcuni dei vantaggi di Linux sul lato delle prestazioni, dei costi e della flessibilità, esponendo poi un recente progetto di Oracle per portare il Pinguino sui point-of-sale.

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02 04 2003
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