EOLO: arresto per truffa e furto di radiofrequenze

Truffa e furto di radiofrequenze: queste le accuse che hanno portato oggi all'arresto del legale rappresentante dell'operatore EOLO.

È giunta nel tardo pomeriggio la notizia dell’arresto, operato dalla Guardia di Finanza, del legale rappresentante di EOLO. Le accuse sono di “truffa” e “furto di radiofrequenze non autorizzate pluriaggravato” nonché di “turbata libertà dell’esercizio di un’industria o di un commercio”. Per gli stessi reati sono finiti sotto osservazione altri cinque dirigenti del gruppo.

Le accuse nei confronti di EOLO

Giornata nera dunque per l’operatore che dal 1999 è attivo sul territorio nazionale portando le connessioni Internet anche nelle zone non coperte dalle infrastrutture della rete fissa. L’azione odierna rappresenta la conclusione di un’indagine condotta dalle Fiamme Gialle, coordinata dalla Procura di Busto Arsizio (VA), il cui obiettivo è stato quello di far luce sull’attività svolta dall’ISP. Si fa riferimento alla fornitura non autorizzata al pubblico dei servizi di connessione attraverso apparati wireless, occupando frequenze non ancora assegnate ai protagonisti del mercato da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

Così facendo, stando all’esito dell’investigazione, la società avrebbe incassato 3,5 milioni di euro. Secondo le notizie riportate nelle ultime ore, la somma sarebbe già stata sequestrata dai conti.

La replica della società

La replica di EOLO è affidata a un breve comunicato in cui l’azienda si dichiara stupita per quanto avvenuto, confermando la propria fiducia nei dirigenti e nelle autorità.

L’azienda e i suoi soci rinnovano la fiducia sia nei confronti del proprio top management che nelle autorità competenti, certi che la vicenda verrà chiarita nell’interesse di tutte le parti coinvolte.

Trattandosi di una misura che chiama in causa in modo diretto le modalità operative della rete gestita da EOLO, al momento non è dato a sapere se il provvedimento andrà in qualche modo a impattare sulla qualità o sulla regolarità del servizio erogato.

Fonte: ANSA

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