Equo compenso a norma UE

di G. Scorza - La SIAE risponde alla sentenza della Corte di Giustizia UE: siamo conformi, grazie a un sistema di esenzioni e rimborsi. Ma come funziona questo meccanismo?

Roma – All’indomani della notizia della Sentenza con la quale la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che gli Stati membri possono esigere il pagamento di un equo compenso per copia privata solo in relazione a tipologie di dispositivi e supporti effettivamente “destinati” – e non già semplicemente “idonei” – alla registrazione di copie private, la SIAE, attraverso una dichiarazione del suo direttore generale, Gaetano Blandini, si è affrettata a precisare che la normativa italiana sarebbe già coerente con la disciplina Europea.

Nella dichiarazione del DG SIAE, in particolare, si legge che “Circa la precisazione innovativa della Corte, e cioè la non conformità alle norme europee di una applicazione ‘indiscriminatà dell’equo compenso per copia privata, è da chiarire che sin dal 2003 – anno in cui è stata recepita in Italia la direttiva comunitaria – trova attuazione in Italia, in particolare nelle procedure della SIAE (ente pubblico al quale la legge demanda l’applicazione della normativa nazionale sulla copia privata), un sistema di esenzioni e rimborsi”.
La SIAE, dunque, sembra riconoscere la circostanza che l’attuale disciplina italiana in materia di equo compenso per copia privata prevede, a livello generale, un obbligo di pagamento di detto compenso anche in relazione a dispositivi e supporti per i quali – alla stregua della disciplina europea – esso non sarebbe dovuto ma pare ritenere che la conformità della disciplina nazionale (vale a dire il Decreto Bondi) alla normativa europea sia garantita dal “sistema di esenzioni e rimborsi” la cui gestione è, ex lege , demandata alla stessa SIAE.
Si tratta di una conclusione che non convince affatto.

Come, sebbene solo implicitamente, oggi ammesso dalla stessa SIAE, il Decreto Bondi, in effetti, impone l’obbligo di pagamento dell’equo compenso – salvo, appunto, eccezioni – anche in relazione a dispositivi e supporti tecnicamente idonei alla registrazione di copie private ma non anche a ciò “commercialmente” destinati: solo per fare un esempio l’attuale disciplina non sottrae dall’ambito di applicazione dell’equo compenso dispositivi e supporti acquistati da persone giuridiche e/o da professionisti per finalità estranee all’esecuzione della copia privata.
La possibilità, dunque, di considerare la vigente disciplina italiana conforme alla regolamentazione europea è legata esclusivamente alla possibilità di ritenere a ciò sufficiente il regime di esenzioni e rimborsi gestito, appunto, dalla SIAE.
Tale possibilità deve, tuttavia, essere esclusa.

Innanzitutto non ci si può sottrarre dal rilevare la straordinaria anomalia di una disciplina che affida il compito di ricondurre l’ambito di operatività dell’obbligo di pagamento dell’equo compenso alla disciplina europea, ad un soggetto – appunto la SIAE – portatore di un autonomo benché legittimo interesse alla raccolta dell’equo compenso nella misura più elevata possibile in ragione delle provvigioni ad essa spettanti.
È come prevedere per legge che tutti i cittadini siano tenuti al pagamento di una certa imposta e demandare poi all’ente di riscossione – al quale spetta ex lege una provvigione sui tributi effettivamente riscossi – l’individuazione delle ipotesi di esenzione dall’obbligo di pagamento per talune categorie di soggetti, senza peraltro preoccuparsi di ancorare la discrezionalità dell’Ente di riscossione a specifici e stringenti parametri.

Il “personale” e rilevante interesse della SIAE ad un “buon raccolto” dell’equo compenso, d’altro canto, emerge – ammesso che siano necessarie ulteriori conferme – dalla lettura della relazione al Bilancio 2009 nella quale, a proposito del varo del Decreto Bondi, si legge “Tale provvedimento potrà apportare nuovi e rilevanti incassi a tutti gli aventi diritto e costituisce il coronamento di una intensa attività degli Uffici della Società che hanno svolto un ruolo propositivo in fase di elaborazione della proposta vagliata dal Ministero nel mese di gennaio 2009”.
Più chiaro di così non si può: gli amministratori dell’Ente, giustamente – dal loro punto di vista – si rallegrano dell’approvazione di una disciplina che porterà nelle proprie casse maggiori ricavi rispetto al precedente esercizio.

La SIAE, dunque, si trova in una posizione di palese conflitto di interessi essendo chiamata dalla vigente disciplina ad individuare ipotesi suscettibili di comprimere i propri ricavi.
Già sotto tale profilo, pertanto, appare difficile – senza voler neppure per un istante dubitare della serietà e rigore dell’Ente di Viale della Letteratura – ritenere la disciplina italiana conforme all’Ordinamento Europeo: in assenza di adeguati interventi da parte di SIAE, infatti, il Decreto Bondi si pone in aperto contrasto con i principi stabiliti dal diritto europeo ed ora interpretati dalla Corte di Giustizia.
Tale conflitto, tuttavia, da potenziale diviene concreto se si guarda all’attuale assetto della disciplina della materia così come integrata dall’azione della SIAE.

Cominciamo dalla pratica dei rimborsi.
Considerato che la vigente disciplina impone l’obbligo di pagamento dell’equo compenso in un novero di ipotesi nelle quali esso non potrebbe essere preteso alla stregua della disciplina europea nonché, a ben vedere, in forza della stessa legge italiana sul diritto d’autore, la SIAE ogni anno incassa, a titolo proprio di equo compenso, milioni di euro in più rispetto a quelli dovuti.
Si tratta di milioni e milioni di euro che dovrebbero, evidentemente, essere rimborsati ai produttori, importatori o distributori che li hanno indebitamente versati, non potendo sottrarsi a tale obbligo.
Al solo scopo di dare un’idea della consistenza dei numeri dei quali si parla, dal bilancio SIAE relativo all’esercizio 2009 risulta un appostamento di oltre 3 milioni di euro, classificato così dalla stessa SIAE: “suscettibili di restituzione agli utilizzatori nel caso in cui dovesse essere richiesto il rimborso del compenso, nelle ipotesi previste dalla normativa vigente”.

Spesso, di tali importi, non viene neppure richiesto il rimborso o in ragione della complessità della relativa procedura o, più semplicemente, perché i soggetti che hanno proceduto al loro versamento hanno frattanto provveduto a riaddebitarlo a valle, magari ai consumatori finali.
Sembra evidente che la pratica dei rimborsi non è idonea – né sotto il profilo teorico né sotto quello pratico-operativo – a riallineare alla disciplina europea una disciplina, come quella italiana, che ha appunto esteso i presupposti impositivi dell’equo compenso ben al di là dei limiti delineati dal legislatore UE.

E veniamo ora alle esenzioni sin qui “approvate” dalla SIAE.
Sul sito della SIAE ne sono indicate solo quattro: (a) Consolle di videogiochi con hard disk interno, (b) Apparecchi di registrazione e supporti vergini spediti verso altri paesi dell’Unione Europea o esportati verso paesi terzi, (c) Supporti vergini di fatto inidonei alla “copia privata”, (d) Supporti vergini acquistati da imprese di duplicazione.
Se si eccettuano le ipotesi sub (b) e (c), in relazione alle quali, in realtà, la non esigenza di versare un equo compenso per copia privata sembra derivare direttamente dalla vigente disciplina, le uniche due ipotesi nelle quali, allo stato, la SIAE ha “concesso” un’esenzione sono davvero modeste, rispetto alla portata della recente Sentenza della Corte di Giustizia che esige che non sia preteso alcun equo compenso per copia privata ogniqualvolta il dispositivo o il supporto siano destinati a persone giuridiche o, comunque, ad un’utenza business e, in ogni caso, non destinate alla registrazione di copie private.

È pertanto urgente – e pur senza voler alimentare contrapposizioni o tensioni non ci si può sottrarre dal rilevarlo – che il Ministero dei beni e delle Attività culturali convochi il tavolo tecnico di cui al recente Regolamento sull’equo compenso per rivedere in modo incisivo e determinante la disciplina della materia.
Al tavolo, peraltro, andranno chiamati a sedere anche i consumatori che, nell’ultimo anno, si sono fatti carico di rilevanti quote di equo compenso, probabilmente non dovute.

Frattanto, tocca alle diverse associazioni di categoria ed alle imprese assoggettate, indebitamente, all’obbligo di corresponsione di compensi per copia privata, richiedere a SIAE di adottare, senza ritardo, misure e protocolli idonei a sottrarli ab origine dall’obbligo di pagamento dell’equo compenso senza imporre loro, l’onere di passare per le forche caudine delle procedure di rimborso.
Egualmente è difficile dubitare della circostanza che chi ha sin qui versato un equo compenso per copia privata a fronte della commercializzazione di una tipologia di dispositivo o supporto, tecnicamente idonea alla registrazione di tale genere di copia ma a ciò non effettivamente destinata, sia legittimato ad esigere dall’ente di riscossione il rimborso di quanto non avrebbe mai dovuto versare.

Il tema è particolarmente delicato, perché gli interessi in gioco sono davvero rilevanti e si discute di decine e decine di milioni di euro all’anno dragati – legittimamente o illegittimamente – da taluni comparti industriali e dai consumatori, a vantaggio dell’industria audiovisiva.
Occorre, pertanto, affrontarlo con particolare cautela, all’unico fine di promuovere una riflessione ampia ed approfondita che, evidentemente, non può essere liquidata con un’apodittica dichiarazione secondo la quale la vigente disciplina sarebbe coerente con quella europea.

Guido Scorza
Presidente Istituto per le politiche dell’innovazione
www.guidoscorza.it

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • AlessandroMagno scrive:
    Come ci si cautela però?
    Io sono contrario a fornire connettività senza autenticazione: come faccio ad individuare chi, registrandosi una mail farlocca, invia minacce/offese a qualcun altro?Come risalire a chi sfrutta tale possibilità trasferendo materiale pedoXXXXXgrafico, non autorizzato, ecc.?
  • Civil Servant scrive:
    Furbi e interessi
    Mantellini ha ragione su un punto ma non ne coglie un altro.Ha ragione sugli smemorati e i furbi (soprattutto di sinistra ma anche di destra) che improvvisamente, dopo anni di questa legge assurda che molti tra loro hanno o convintamente sostenuto o ignorato, si svegliano nel giardino delle mammole e si agitano per la sua abolizione. C'è sicuramente qualcosa che non persuade in tale subitanea conversione. Si fiutano elezioni a breve e ci si posiziona con un po' di demagogia per accalappiare qualche voto "hi-tech" (hi-tech rispetto alla melma di vecchi e di paleolitici in cui affonda l'Italia).Ma, soffermandosi sulla questione della "sicurezza" da ridere, non solo sembra rendere serio quel che serio non è - l'idea, farlocca fin già nella sua formulazione, secondo cui il decreto Pisanu è una barriera contro il terrorismo - ma sorvola su un punto essenziale, ovvero l'interesse dei provider di telefonia mobile e specialmente Telecom a lasciare tutto come sta. Per evidenti motivi commerciali. Con il Wi-fi libero, tutte quelle costosissime connessioni ad Internet per telefonia mobile, tutte le varie chiavette a 30 o 40 euro fisse di prelievo (di sangue) al mese, una bella fonte di vampireschi introiti per i provider, che fine farebbero? Di sicuro quel "mercato" si ridurrebbe parecchio. I padroni del vapore coi loro miliardi alla Pisanu ci tengono eccome. E poiché comandano loro... la Pisanu in un modo o nell'altro ce la teniamo.
  • MascalzoneL atino scrive:
    Healthcare
    Siamo un ospedale, uno di quelli di eccellenza, di quei pochi rimasti in Italia che cercano di soddisfare in ogni modo il paziente.L'infrastruttura di rete, prevede anche una rete wifi per gli ospiti, eppure abbiamo deciso di non fornire connettività ai pazienti per evitare vari adempimenti e per non trovarci in una situazione in cuo diventiamo un isp.eppure per una persona che rimane in un letto di ospedale magari internet potrebbe essere un sollievo...
  • djechelon scrive:
    "Piccola" sicurezza?
    Anche io sono contro il Pisanu. Decisamente contro.Ma non capisco perchè nell'articolo questa sicurezza è stata definita "piccola". OK la libertà è grande, è enorme. Poter alloggiare in albergo, transitare in aeroporto, o persino viaggiare in taxi, e avere sempre la connessione disponibile sul proprio laptop/smartphone è una grande libertà. Firesheep a parte, ovvio...E pur sapendo che un "pedoterromafiosatandranghecamorrista" ha mezzi ben più sofisticati per aggirare la Pisanu in tutta tranquillità, non mi sento di dire che la sicurezza sia così piccola.Tutto qui.Lasciamo stare il fatto che dietro ci sono evidenti interessi economici.
    • OldDog scrive:
      Re: "Piccola" sicurezza?
      - Scritto da: djechelon
      Anche io sono contro il Pisanu. Decisamente
      contro.

      Ma non capisco perchè nell'articolo questa
      sicurezza è stata definita "piccola".
      E pur sapendo che un
      "pedoterromafiosatandranghecamorrista" ha mezzi
      ben più sofisticati per aggirare la Pisanu in
      tutta tranquillità, non mi sento di dire che la
      sicurezza sia così piccola.Quindi fammi capire: sei consapevole che questa cosiddetta tutela non tutela affatto i cittadini, in quanto un terrorista ha molti mezzi per raggiungere il suo risultato. Sei consapevole che un diffuso uso del Wi-Fi potrebbe rendere conveniente un sistema di "always on" più che tutte le UMTS limitate e costose che ci sono in giro.Eppure pensi che questo decreto demenziale sia "una non piccola sicurezza"? La parte straordinaria di ogni storia delle dittature è quando si legge che il potere riduceva man mano i diritti dei cittadini "per la loro maggior sicurezza" e quasi tutti plaudivano. La parte che fa in..zzare è che poi per riprendersi i diritti rubati molte persone dovettero morire. Non sento il bisogno di vedere dal vivo lo stesso documentario di Ulisse o Rai Storia.
    • abca scrive:
      Re: "Piccola" sicurezza?
      Schediamo tutti quelli che transitano dalle strade... così gli spacciatori sono fregati... posti di blocco sulle statali ogni km per fotocopiare tutte le patenti dei conducenti!
  • ruppolo scrive:
    Se domani fanno un attentato...
    ...a Roma, a Londra chiudono il Wi-Fi?
    • Picchiatell o scrive:
      Re: Se domani fanno un attentato...
      - Scritto da: ruppolo
      ...a Roma, a Londra chiudono il Wi-Fi? nel nostro paese non cambierà nulla,passato un decreto se ne fa un altro magari proprio dopo un attentato , nella realtà delle cose e' che il cittadino non deve essere informato ed avere certi tipi di servizi, il problema naturalmente sale in cattedra per tutte quella marea di turisti che scelgono il nostro paese...come si fa a spiegare loro abituati a tutto ceh non e' possibile avere una connessione wi-fi ( certo a meno di non pagare profumatissime semi-flat alle telco ?)...ecco non si puo' appunto...
  • Guybrush Fuorisede scrive:
    Per aggirare il decreto Pisanu
    Fino ad oggi bastava un tubo di pringles e un po' di XXXXXmma.Con Direct WiFi bastera' qualche virus, un po' pazienza ed un'area sufficientemente popolata da dispositivi WiFi-Direct compatibili.E se il virus sara' in grado di colpire anche i router domestici (il numero di attacchi contro questo genere di apparati e' in crescita) la rete Mesh risultante sara' pervicacemente radicata nel territorio al punto che una eventuale "bonifica" sarà pressoché impossibile.Se poi ci si metteranno anche gli utenti creando link punto-punto ad hoc (realizzati con materiale di risulta questi link costano un paio di centinaia di euro, access point incluso) il decreto pisanu entrera' di diritto nel novero delle leggi italiane inapplicabili.Un SalutoGTFS
    • James Kirk scrive:
      Re: Per aggirare il decreto Pisanu
      Vabbè, i nerds ed i cybercriminali aggireranno qualunque barriera generata dalla marea di router domestici che ci sono in giro.Ma "a ggente de 80 anni che manco sa usa' er celulare" troverebbe anche router con password 'Pippo o 1234' una barriera insormontabile.Comunque ho già sentito parlare di 'decreto milleproroghe' (il Lodo Alfano è prioritario) per cui sono certo che il decreto Pisanu verrà reiterato anche quest'anno.
      • pippO scrive:
        Re: Per aggirare il decreto Pisanu

        Comunque ho già sentito parlare di 'decreto
        milleproroghe' (il Lodo Alfano è prioritario)
        per cui sono certo che il decreto Pisanu verrà
        reiterato anche
        quest'anno.Quale lodo?Smettiamola di farci prendere in giro: si chiama legge ad personam!Serve solo a tener fuori di galera UNA persona.Più ad personam di così!!! :D
      • pippo che si fa la pippa scrive:
        Re: Per aggirare il decreto Pisanu
        - Scritto da: James Kirk
        ... troverebbe anche router con password
        'Pippo o 1234' una barriera
        insormontabile.come hai scoperto la mia password? sei un hakker-crakker-crackers?mi spii mentre accedo al mio router? fai parte della cia?hai trovato pure la password di echelon?
        • bubba scrive:
          Re: Per aggirare il decreto Pisanu
          - Scritto da: pippo che si fa la XXXXX
          - Scritto da: James Kirk

          ... troverebbe anche router con password

          'Pippo o 1234' una barriera

          insormontabile.


          come hai scoperto la mia password? sei un
          hakker-crakker-crackers?
          mi spii mentre accedo al mio router? fai parte
          della
          cia?
          hai trovato pure la password di echelon?Comunque la pw "Pippo o 1234" non e' affatto facile da individuare.. 12 caratteri fatti di upper/lowercase numeri e caratteri non stampabili (lo spazio) ... :)
        • djechelon scrive:
          Re: Per aggirare il decreto Pisanu
          Non nominare il mio nome invano! :-P
      • Guybrush scrive:
        Re: Per aggirare il decreto Pisanu
        - Scritto da: James Kirk
        Vabbè, i nerds ed i cybercriminali aggireranno
        qualunque barriera generata dalla marea di router
        domestici che ci sono in
        giro.Non serve, basta "leggere" e "applicare".Puo' anche diventare occasione di business non aggirare il famoso decreto, ma produrre antenne o stabilire connessioni wifi "sicure".
        Ma "a ggente de 80 anni che manco sa usa' er
        celulare" troverebbe anche router con password
        'Pippo o 1234' una barriera
        insormontabile.Ma sai usare il "programmino" che cracca il giochino.Allo stesso modo, pur non sapendo una ceppa di reti e crittografia, saprai entrare nella rete del vicino.
        Comunque ho già sentito parlare di 'decreto
        milleproroghe' (il Lodo Alfano è prioritario)
        per cui sono certo che il decreto Pisanu verrà
        reiterato anche
        quest'anno.E sara' ancora meno applicabile dell'anno prossimo.GTFS
    • ephestione scrive:
      Re: Per aggirare il decreto Pisanu
      ma 'sto tubo di pringles mi sembra una scemenza pazzesca, l'ho buttato giusto un paio di giorni fa.Non mangio quella roba e mai me la comprerei solo per farci un'antenna, ma quando mi finì in casa portata da terzi la vidi come un santo graal piovuto dal cielo, ho fatto il buco a 11.2cm dalla base, ho aperto la pennetta e localizzato l'antenna, posizionata all'interno del buco per 31mm.... e alla fine prendeva peggio che senza niente attorno!
      • 01234 scrive:
        Re: Per aggirare il decreto Pisanu
        In effetti il diametro non è quello adatto, nel senso che il guadagno migliore ce l'ha con i canali "alti" del wifi (con lunghezza d'onda minore), fino a tagliare via i primi 2 o 3.Ottima la lattina dell'olio cuore, che come sintonia è abbastanza centrale e soprattutto può essere facilmente messa a massa, come imporrebbe la toeria delle guide d'onda, anche se queste ultime difficilmente hanno guadagni elevati (lasciamo stare le dichiarazioni entusiastiche in rete), per i quali si deve collegare la GDO a una antenna a tromba (conica o piramidale a seconda della sezione della GDO), che anche con pochi cm di diametro è decisamente più performante.
        • ephestione scrive:
          Re: Per aggirare il decreto Pisanu
          ma meglio ancora il pentolame del fritto comprato dal cinese (se lo trovi, io qui ancora mai visto...) tipo quelli che trovi su http://www.usbwifi.orconhosting.net.nz/ :DParabolico, e bucherellato, quindi immune al vento, puoi impermeabilizzare tutto con colla a caldo e lasciarlo in balcone :P
          • 01234 scrive:
            Re: Per aggirare il decreto Pisanu
            mah sai, alla fine il guadagno di un antenna dipende (prendila come cosa generalissima) da quanto è grande/lunga/ampia. Sta a chi le installa scegliere la migliore per le condizioni in cui si deve lavorare. P.es. se hai molto spazio in lunghezza (nella direzione dell'irradiazione) e poco in ampiezza la scelta è tra yagi o spirale, al contrario una parabola (sì, si trovano, ma si può anche autocostruire con la rete da zanzariera che si autoregge dopo averla spruzzata di vetroresina) è ottima se si ha spazio in ampiezza ma poca profondità, l'antenna a tromba è una via di mezzo, mentre se vuoi mimetizzarla, magari su un muro esterno, non ce n'è come il pannello (in sostanza una schiera di dipoli), che se ben progettato ha ben poco da invidiare alle altre.Se poi badiamo alla facilità di costruzione, la parabola non è delle più immediate ;-) (se intendiamo i paraboloidi tipo satellitare, se invece parliamo di parabola cilindrica allora è un'altra storia, ma purtroppo anche tutto un altro guadagno). L'antenna a tromba è la più facile perché specie quella piramidale è fatta di figure facilmente eseguibili (rettangoli per la guida d'onda, trapezi per la tromba) e il guadagno è calcolabile a priori.
          • pippO scrive:
            Re: Per aggirare il decreto Pisanu

            L'antenna a tromba è la più facile...Ma fa anche il bunga bunga? :D(scusate non ho resistito)
          • 01234 scrive:
            Re: Per aggirare il decreto Pisanu
            oppure potevi chiedere se si fuma :-Do se si suona :-Dps: se metti un generatore da 1W (tipo l'alfa awus036h) in una tromba da 1 mt di lato e ti ci metti davanti capace che un po' di bunga bunga al cervello te lo fa :-D
          • pippO scrive:
            Re: Per aggirare il decreto Pisanu

            oppure potevi chiedere se si fuma :-Dnon fumo ;)
            o se si suona :-Dnon suono :(
            ps: se metti un generatore da 1W (tipo l'alfa
            awus036h) in una tromba da 1 mt di lato e ti ci
            metti davanti capace che un po' di bunga bunga al
            cervello te lo fa
            :-Dmitico!
      • Guybrush scrive:
        Re: Per aggirare il decreto Pisanu
        - Scritto da: ephestione
        ma 'sto tubo di pringles mi sembra una scemenza
        pazzesca, l'ho buttato giusto un paio di giorni
        fa.Peccato.
        Non mangio quella roba e mai me la comprerei solo
        per farci un'antenna, ma quando mi finì in casa
        portata da terzi la vidi come un santo graal
        piovuto dal cielo, ho fatto il buco a 11.2cm
        dalla base, ho aperto la pennetta e localizzato
        l'antenna, posizionata all'interno del buco per
        31mm.... e alla fine prendeva peggio che senza
        niente
        attorno!Ottima descrizione, ma quei valori dove li hai presi? C'e' una formula precisa per calcolare la distanza del dipolo (l'antenna) dal riflettore (il fondo del barattolo metallico), distanza che varia in funzione del canale usato oltre che del diametro.Inoltre l'antenna cosi' costruita e' fortemente direzionale, ti permette di ricevere segnali anche molto lontani (con la mia latta di Kimbo sono arrivato a "prendere" il McDonald del porto che sta ad un 7-800m in inea d'aria. La connessione che ne e' venuta fuori va a circa 0.8MB/s e solo se l'antenna resta inchiodata al suo postoPero' in questo modo il portatile di casa e il nintendo smettono di ricevere qualsiasi segnale finche' non li metto quasi davanti all'antenna... ma così dovrei stare fuori del balcone e non e' il caso.Ah, invece di fare un buco fai un'asola e fissa l'antenna con un morsetto a vite cosi' da poter regolare in modo fine la distanza dell'antenna.Per me e' poco piu' di un giochino divertente, ma a mettermi d'impegno so che potrei arrivare più lontano.Qualcun altro potrebbe semplicemente cercare "cantenna" su google, scoprire che costano qualche decina di dollari e comprarsene una.SalutiGT
        • ephestione scrive:
          Re: Per aggirare il decreto Pisanu
          troppe menate :D Era tanto per provare, ormai da un paio di mesi ho steso un cavo CAT5E fino alla mia stanza, e i 10MB/s non me li toglie nessuno, altro che smadonnnare perché invece che a 2MB/s ogni tanto la velocità in wifi scendeva a 200KBps :PIl nerd fine a sé stesso che è in me si è assopito col tempo, ormai mi applico solo per cose pratiche, tipo collegare la batteria della macchina all'UPS (rotfl)
          • Tux scrive:
            Re: Per aggirare il decreto Pisanu
            Off Topic ma mi interessa, causa frequenti blackouts invernali:la batteria della macchina riesce a ricaricarla il caricabatterie integrato nell'UPS o devi provvedere a ricaricarla tu con un caricabatterie esterno?
          • ephestione scrive:
            Re: Per aggirare il decreto Pisanu
            certo, la tensione in uscita ricarica qualunque batteria ricaricabile... ci mette di più se parte da scarica ma funziona eccome :)
          • Tux scrive:
            Re: Per aggirare il decreto Pisanu
            Interessante. Ad un mio amico si sono bruciati i finali della sezione caricabatterie dell'UPS dopo aver fatto la tua stessa modifica, pertanto mi ha sconsigliato di fare altrettanto. Forse il tuo UPS è un tantino meglio del suo.Penso di tentare, prima o poi, sostituendo i dissipatori e pregando molto.Per quanto riguarda le antenne, invece, ho in mente di realizzare una Yagi per 2.4GHz, dato che è più facile da dimensionare che le cantenne o gli pseudoparaboloidi ma lo scoglio da superare è il costo al metro del coax buono.
          • 01234 scrive:
            Re: Per aggirare il decreto Pisanu
            scheda di rete usb con presa antenna esternasigillando tutto e poi cavo usb fino a 5 mt (alcuni anche 7)volendo....e se no da dentro la finestra, e non serve sigillare...
        • 01234 scrive:
          Re: Per aggirare il decreto Pisanu
          ma infatti hai fatto ben di meglio che con le pringles: innanzitutto è un barattolo metallico (con la possibilità di essere messo a massa), poi ha la bocca più grande e quindi non solo prende meglio le frequenze wifi ma ha anche più guadagno.Quanto alla direzionalità non è che sia granché, siamo nei casi di migliore realizzazione (e magari di barattoli un pochino più lunghi) sugli 8-9 dB, che corrispondono ad un angolo di irradiazione all'incirca di 45° (inteso come limite di -3 dB), ma ripeto sono casi rari...certo nella direzione di max irradiamento se l'ap è lontano non puoi giocare troppo coll'orientamento...(ma 800mt a 1Mb/sec significano appunto poca direzionalità..)
  • banca scrive:
    buon senso
    eppure una registrazione via sms basta e avanza, l'acXXXXX completamente anonimo non mi convince
    • TuttoaSaldo scrive:
      Re: buon senso
      PedoTerroSatanisti?
      • H5N1 scrive:
        Re: buon senso
        Già...!Chiederò a Calamari di modificare il termine in PedoTerroSatAnonimisti includendo anche gli Anonymous di 4chan con i loro attacchi DDoS e, più genericamente, ogni altro sostenitore dell'anonimato su Internet (che XXXXXXXX, eh?!?).-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 03 novembre 2010 02.41-----------------------------------------------------------
    • Burlando Parodi scrive:
      Re: buon senso
      L'SMS di registrazione è un ostacolo per i turisti stranieri, ma non serve a nulla per quanto riguarda la "sicurezza". Un malintenzionato comunque non ha che da cercarsi un router protetto male.
    • Funz scrive:
      Re: buon senso
      - Scritto da: banca
      eppure una registrazione via sms basta e avanza,
      l'acXXXXX completamente anonimo non mi
      convinceInfatti in tutti i Paesi civili e non il wifi è libero e anonimo, e il terrorismo imperversa...
      • panda rossa scrive:
        Re: buon senso
        - Scritto da: Funz
        - Scritto da: banca

        eppure una registrazione via sms basta e avanza,

        l'acXXXXX completamente anonimo non mi

        convince

        Infatti in tutti i Paesi civili e non il wifi è
        libero e anonimo, e il terrorismo
        imperversa...Infatti e' grazie al wifi anonimo che lo yemen sta spedendo pacchi bomba per posta aerea in giro per il mondo, tranne che in italia, dove c'e' la legge che proibisce l'anonimato.
    • pizza e fichi scrive:
      Re: buon senso
      eccerto che nun te convince, perche' per natura tu non vo' farti li XXXXX tua.
      • pippO scrive:
        Re: buon senso
        - Scritto da: pizza e fichi
        eccerto che nun te convince, perche' per natura
        tu non vo' farti li XXXXX
        tua.ROTFL
  • pizza e fichi scrive:
    a mantelli'....
    'a mantelli', er wifi nun lo vojono e nun lo voranno mai, troppi interessi in ballo, e ggente de 80 anni che manco sa usa' er celulare figuramose er picci'.
Chiudi i commenti