Espressione digitale, libero bavaglio

Il senatore Torrisi (PdL) vuole che tutti i gestori dei siti web rimuovano i contenuti e i commenti illeciti entro un massimo di 24 ore e sulla semplice richiesta di un soggetto terzo. Una mossa per inchiodare il blog di Beppe Grillo?
Il senatore Torrisi (PdL) vuole che tutti i gestori dei siti web rimuovano i contenuti e i commenti illeciti entro un massimo di 24 ore e sulla semplice richiesta di un soggetto terzo. Una mossa per inchiodare il blog di Beppe Grillo?

Descritto come l’iniziativa più liberticida mai presentata in Parlamento, il disegno di legge n. 903 cercherà di regolamentare le pubblicazioni su Internet, che “non può continuare ad essere il luogo virtuale dell’impunità”. Parola del senatore PdL Salvatore Torrisi, primo firmatario dell’ultima bozza legislativa per la rimozione immediata di contenuti e commenti digitali ritenuti illeciti o diffamatori .

In attesa del testo presentato in Parlamento nei giorni scorsi, l’esperto avvocato Guido Scorza ha illustrato alcuni tra i principali contenuti della proposta del senatore Torrisi. Il gestore di un qualsiasi sito web – inclusi i blog, probabilmente le piattaforme dedicate allo user generated content e i social network – avrà l’obbligo di rimuovere entro un massimo di 24 ore qualsiasi contenuto o commento sulla singola segnalazione di un soggetto portatore di interessi .

Si tratterebbe così di una vistosa estensione nelle forme di responsabilità generalmente imposte ai direttori di quotidiani, posto che persino quest’ultimi sono stati esentati in merito alla pubblicazione di commenti agli articoli da parte dei lettori. C’è chi ha subito sottolineato come il disegno di legge n. 903 possa rappresentare uno strumento normativo ad personam per colpire il leader di M5S Beppe Grillo e il suo frequentatissimo blog.

Per lo stesso avvocato Scorza, “il senatore Torrisi evidentemente ignora che la sua idea di chiamare i gestori di ogni piattaforma online a rispondere dell’eventuale illiceità dei contenuti pubblicati dagli utenti si scontra irrimediabilmente contro la disciplina europea della materia che esclude espressamente che chi pone a disposizione di altri uno spazio per la pubblicazione di un contenuto abbia qualsivoglia obbligo generale di sorveglianza sui contenuti ospitati e possa, pertanto, essere chiamato a rispondere della loro eventuale illiceità”.

Mauro Vecchio

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09 07 2013
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