EULA, HP di nuovo in tribunale

Si rinnova l'assalto al produttore statunitense per la questione del software preinstallato. E ADUC lavora anche ad un'azione a livello comunitario
Si rinnova l'assalto al produttore statunitense per la questione del software preinstallato. E ADUC lavora anche ad un'azione a livello comunitario

Firenze – HP ancora sulla graticola per l’affaire EULA. Come già accaduto in passato, Hewlett-Packard Italia in un nuovo caso ha negato il rimborso del sistema operativo pre-installato, dichiarando che macchina e sistema operativo sono inscindibili . Da qui, mentre ADUC presenta un esposto all’Antitrust dell’Unione Europea, un nuovo ricorso di un utente italiano.

La prima udienza si è tenuta nelle scorse ore presso l’aula del Giudice di Pace di Firenze . A citare HP Italia, un consumatore assistito dai legali di ADUC, da tempo impegnati in una vera e propria battaglia con l’azienda. In una sentenza precedente, un altro giudice aveva già stabilito che il rimborso è dovuto : pur trattandosi di una sentenza che non costituisce un precedente, è da qui che gli avvocati vogliono ripartire.

Il contratto, d’altra parte, sembra parlar chiaro : “Qualora l’utente non accetti le condizioni del presente contratto, non potrà utilizzare o duplicare il software e dovrà contattare prontamente il produttore per ottenere informazioni sulla restituzione del prodotto o dei prodotti e sulle condizioni di rimborso in conformità alle disposizioni stabilite dal produttore stesso”.

Dovrebbe quindi essere possibile per l’utente scegliere solo in seguito quale sistema operativo utilizzare , ribadendo l’infondatezza del principio di inscindibilità tra macchina e software ipotizzato da HP. Per conto suo Hewlett-Packard Italia ha sempre risposto che, venendo a mancare il sistema operativo preinstallato, la macchina perderebbe diritto alla garanzia e alla assistenza.

ADUC comunque non si rassegna: visto l’atteggiamento della casa costruttrice, ha presentato un esposto alla commissione Antitrust dell’Unione Europea contro l’abuso di posizione dominante da parte dei produttori di computer. Alla base di tutto vi sarebbe una politica commerciale non lineare, un falso storico che ha consolidato il binomio macchina-software nell’ottica del ready-to-use e, secondo l’organizzazione di difesa dei consumatori, una carenza generale del comparto poiché, fino a poco tempo fa, mancavano alternative free come quelle offerte oggi dal progetto GNU/Linux.

Vincenzo Gentile

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02 07 2008
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