Euro digitale, la BCE cerca partner privati per la fase esplorativa

Euro digitale, la BCE cerca partner privati per la fase esplorativa

La Banca Centrale Europea apre una call for application in cerca di partner privati con i quali dialogare per la messa a punto dell'Euro digitale.
Euro digitale, la BCE cerca partner privati per la fase esplorativa
La Banca Centrale Europea apre una call for application in cerca di partner privati con i quali dialogare per la messa a punto dell'Euro digitale.

La Banca Centrale Europea ha aperto cinque “call for application” inerenti l’arrivo prossimo dell’Euro Digitale. Dopo anni di studio tanto a livello normativo quanto in termini applicativi, per la BCE è ora venuto il momento di aprire i cantieri cercando anzitutto i partner privati che possano consentire la realizzazione dei vari tasselli necessari. In questa fase andranno definiti i requisiti e gli aspetti tecnici, ma di fatto ancora non si sta compiendo un passo definitivo verso la nuova dimensione della moneta unica: semplicemente, la BCE sta cercando partner con cui dialogare in ottica di una futura implementazione, la quale viene tuttavia vincolata al completamento degli iter normativi che potranno portare all’approvazione definitiva del progetto.

Dobbiamo preparare la nostra moneta per il futuro. Concepiamo un euro digitale come una forma digitale di contante che possa essere utilizzata gratuitamente per qualsiasi pagamento digitale e che risponda agli standard più elevati di riservatezza. Un euro digitale affiancherebbe il contante, che sarà sempre disponibile, in modo che nessuno rimanga indietro.

La BCE muove un passo verso l’Euro digitale

Si apre una fase esplorativa, insomma, che deve andare oltre le regolamentazioni per capire quali aspetti andranno tenuti sotto osservazione quando si aprirà una fase successiva. Secondo quanto emerso, in ballo in questo frangente ci sarebbero già qualcosa come 1,3 miliardi di Euro a disposizione: un pacchetto di tutto interesse, sia per il volume economico in ballo, sia per il ruolo strategico che l’Euro digitale verrà ad avere nel futuro dell’economia continentale.

Sono cinque le chiamate formalizzate dalla BCE, per altrettante finalità:

  1. la componente di ricerca degli alias, che faciliterebbe le operazioni di pagamento da parte di utenti e intermediari utilizzando semplici alias invece di lunghi numeri di conto (non IBAN o lunghe stringhe difficili da copiare o complesse da utilizzare, ma più semplici nomenclature che semplificherebbero le relazioni tra le parti dello scambio);
  2. la componente legata alle frodi e alla gestione del rischio, che fornirebbe ulteriore supporto agli intermediari nell’identificazione delle operazioni truffaldine;
  3. le componenti dell’app e del Software Developer Kit, costituiti da un’app per l’Euro digitale e da un SDK utile a consentire agli intermediari la fornitura di servizi digitali in Euro attraverso app mobile e interfacce online;
  4. le componenti per i servizi offline, ivi compresi i servizi di ingegneria e sviluppo per fornire strumenti di pagamento offline;
  5. la componente per lo scambio sicuro delle informazioni di pagamento, che supporti la conversione di informazioni transazionali (ad esempio l’importo) e/o informazioni sensibili (ad esempio lo strumento di pagamento utilizzato) in una forma sicura.

Si tratta con tutta evidenza di strumenti collaterali alla presenza di un Euro in formato digitale, ma del tutto essenziali per un utilizzo quotidiano di una valuta di questo tipo: componenti al di fuori del “core” della nuova valuta, insomma, ma al tempo stesso funzionali all’utilizzo della stessa nel miglior modo possibile, consentendone una vasta e rapida adozione.

Ogni elemento avrà la sua deadline, i suoi criteri e le sue specifiche. In nessun caso la BCE si impegna a garantire fin da oggi l’inizio dei lavori: “lo scopo del processo di selezione è quello di stabilire accordi quadro con i fornitori esterni più idonei per garantire che l’Eurosistema sia pronto a dare il via allo sviluppo di un Euro digitale in futuro“.

Fonte: BCE
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Pubblicato il 5 gen 2024
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