L'Europa dice sì all'euro digitale, come cambierà i pagamenti

L'Europa dice sì all'euro digitale, come cambierà i pagamenti

Il Parlamento Europeo ha approvato con larga maggioranza il via libera politico all'euro digitale, che funzionerà sia online che offline.
L'Europa dice sì all'euro digitale, come cambierà i pagamenti
Il Parlamento Europeo ha approvato con larga maggioranza il via libera politico all'euro digitale, che funzionerà sia online che offline.

Vi imploro di andare avanti con la proposta. Non capita tutti i giorni che la presidente della Banca Centrale Europea usi il verbo “implorare” rivolgendosi agli eurodeputati. Christine Lagarde lo ha fatto poco prima del voto di ieri al Parlamento Europeo, e il messaggio è arrivato forte e chiaro: 438 voti favorevoli contro 158 contrari e 44 astensioni hanno dato il sigillo politico al progetto dell’euro digitale. Una moneta che funzionerà sia online che offline, gratuita, accettata ovunque in Europa e si spera, capace di ridurre la dipendenza dai circuiti di pagamento americani.

Euro digitale approvato dal Parlamento UE

Il voto non era scontato. Le precedenti proposte parlamentari spingevano per un euro digitale esclusivamente offline, una specie di contante elettronico, per garantire la privacy totale delle transazioni. Poi è successo il finimondo: la crisi geopolitica, i rapporti con gli Stati Uniti che scricchiolano, e all’improvviso l’idea di una sovranità monetaria europea è diventata una questione strategica.

Per anni l’euro digitale è rimasto impantanato in quel limbo dove finiscono i progetti europei troppo ambiziosi. Ogni discussione si arenava sulle stesse domande: privacy sì o no, online o solo offline, quanto controllo alla BCE, quanto ai governi nazionali.

Quello che ha sbloccato tutto è stata la geopolitica. Con Visa e Mastercard che controllano la maggior parte dei pagamenti elettronici in Europa, circuiti americani su cui l’UE non ha alcun potere decisionale, e con i rapporti transatlantici che vivono una fase di turbolenza senza precedenti, la linea di Lagarde ha prevalso: l’Europa ha bisogno di un’infrastruttura di pagamento propria, indipendente, che nessuno possa spegnere o condizionare dall’esterno.

Il secondo emendamento approvato, con 420 voti favorevoli, riguarda proprio la parità di accesso ai servizi di pagamento.

Come funzionerà l’euro digitale?

L’euro digitale sarà questo: una valuta emessa dalla BCE che affianca il contante senza sostituirlo. Un euro digitale varrà sempre un euro, niente oscillazioni o speculazioni. È una moneta a corso legale, perciò tutti saranno obbligati ad accettarla, come succede oggi con le banconote.

Ogni cittadino potrà aprire un conto in euro digitale presso la propria banca o un intermediario pubblico, con un massimale ipotizzato di 3.000 euro. Per garantire che nessuno resti fuori, pensionati, persone senza conto in banca, chi vive in zone rurali, si ipotizza un servizio universale gestito da un ente come le Poste. Si pagherà tramite carta dedicata, app dell’euro digitale o direttamente dall’app della propria banca.

La parte più ambiziosa è il funzionamento offline: pagare anche senza connessione Internet, come si fa con il contante. Una caratteristica che renderebbe l’euro digitale utilizzabile ovunque il segnale non arriva, ma la vita continua.

Ora serve la legge

Il voto di ieri è un via libera politico, non legislativo. Ora serve che Commissione e Consiglio completino l’iter per trasformare il progetto in legge, e ci vorrà tempo. Chissà come reagiranno le banche commerciali, che vedranno una fetta dei loro servizi di pagamento potenzialmente sostituita da un’infrastruttura pubblica e gratuita. E come reagiranno Visa e Mastercard, che per la prima volta si troveranno di fronte a un concorrente istituzionale europeo con la forza di una banca centrale alle spalle.

Fonte: Reuters
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Pubblicato il
13 feb 2026
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