Europa, nuova politica contro i cyberattacchi

Europa, nuova politica contro i cyberattacchi

Le istituzioni europee pensano a rafforzarsi in vista di potenziali scenari da cyberwar. Prevista l'istituzione di un gruppo di risposta immediata e pene più severe per i cyber-criminali
Le istituzioni europee pensano a rafforzarsi in vista di potenziali scenari da cyberwar. Prevista l'istituzione di un gruppo di risposta immediata e pene più severe per i cyber-criminali

Il Vecchio Continente vuole rafforzare le proprie difese e la propria capacità di rispondere ai cyber-attacchi più gravi o a eventuali scenari da cyberwar su larga scala, e per farlo pensa prima di tutto a istituire il suo Computer Emergency Response Team comunitario (EU-CERT) indipendente.

La Commissione Europea ha già approntato un gruppo di lavoro preliminare composto da 10 membri esperti del settore, i quali avranno il compito di gestire la nascita dell’EU-CERT comunitario vero e proprio favorendo la coordinazione tra i paesi membri e la difesa delle infrastrutture telematiche del Parlamento, della Commissione, delle agenzie e di tutte le altre autorità istituzionali del Vecchio Continente.

La UE arriva dunque buon ultima nel consesso internazionale che conta, nell’istituzione di un gruppo di risposta alle emergenze pienamente strutturato e in grado di lavorare con piena operatività in difesa dell’Unione. La sveglia del recente cyber-attacco contro le istituzioni comunitarie ha chiaramente sortito il suo effetto.

Ma non di solo EU-CERT si alimenta il rinnovato sforzo dell’Europa per erigere barricate contro il dilagare delle minacce informatiche a mezzo Internet: un’altra importante iniziativa in tal senso è il previsto inasprimento delle misure punitive nei confronti dei cyber-criminali, che presto dovranno fare i conti con la prospettiva di finire in galera per un discreto numero di anni.

Alfonso Maruccia

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Pubblicato il 14 giu 2011
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