Europa, nuova politica contro i cyberattacchi

Le istituzioni europee pensano a rafforzarsi in vista di potenziali scenari da cyberwar. Prevista l'istituzione di un gruppo di risposta immediata e pene più severe per i cyber-criminali

Roma – Il Vecchio Continente vuole rafforzare le proprie difese e la propria capacità di rispondere ai cyber-attacchi più gravi o a eventuali scenari da cyberwar su larga scala, e per farlo pensa prima di tutto a istituire il suo Computer Emergency Response Team comunitario (EU-CERT) indipendente.

La Commissione Europea ha già approntato un gruppo di lavoro preliminare composto da 10 membri esperti del settore, i quali avranno il compito di gestire la nascita dell’EU-CERT comunitario vero e proprio favorendo la coordinazione tra i paesi membri e la difesa delle infrastrutture telematiche del Parlamento, della Commissione, delle agenzie e di tutte le altre autorità istituzionali del Vecchio Continente.

La UE arriva dunque buon ultima nel consesso internazionale che conta, nell’istituzione di un gruppo di risposta alle emergenze pienamente strutturato e in grado di lavorare con piena operatività in difesa dell’Unione. La sveglia del recente cyber-attacco contro le istituzioni comunitarie ha chiaramente sortito il suo effetto.

Ma non di solo EU-CERT si alimenta il rinnovato sforzo dell’Europa per erigere barricate contro il dilagare delle minacce informatiche a mezzo Internet: un’altra importante iniziativa in tal senso è il previsto inasprimento delle misure punitive nei confronti dei cyber-criminali, che presto dovranno fare i conti con la prospettiva di finire in galera per un discreto numero di anni.

Alfonso Maruccia

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  • bye scrive:
    Peer to peer fra cellulari
    Oggi credo sarebbe possibile attivare delle applicazioni sugli smartphone per fare in modo di connettere i cellulari fra loro bypassando le stazioni radio base con protocolli tipo skype ... per parlare con altre persone connesse.Il cellulare credo abbia un raggio d'azione di 1-2 km almeno...Qualcuno conosce se esistono progetti del genere?O per usare due cellulari per comunicazioni punto-punto.
    • krane scrive:
      Re: Peer to peer fra cellulari
      - Scritto da: bye
      Oggi credo sarebbe possibile attivare delle
      applicazioni sugli smartphone per fare in modo di
      connettere i cellulari fra loro bypassando le
      stazioni radio base con protocolli tipo skype ...
      per parlare con altre persone
      connesse.
      Il cellulare credo abbia un raggio d'azione di
      1-2 km almeno...
      Qualcuno conosce se esistono progetti del genere?
      O per usare due cellulari per comunicazioni
      punto-punto.I cellulari sono bloccabili, la soluzione e' una bella rete wireless tra user, quella si non puo' essere bloccata in alcun modo.
      • bye scrive:
        Re: Peer to peer fra cellulari
        no, bloccano l'acXXXXX alle reti di telefonia non il cellulare ...
        • krane scrive:
          Re: Peer to peer fra cellulari
          - Scritto da: bye
          no, bloccano l'acXXXXX alle reti di telefonia non
          il cellulare ...Ti possono bloccare le celle, quindi rendere inutile il cellulare, mentre per bloccare un wireless tra te e il vicino devono usare un bomba ECM.
      • shevathas scrive:
        Re: Peer to peer fra cellulari

        I cellulari sono bloccabili, la soluzione e' una
        bella rete wireless tra user, quella si non puo'
        essere bloccata in alcun
        modo.pia illusione. O hai una rete con pochi, direi max 100/200 nodi vicini, e riesci a gestirla oppure la crescita della rete ti costringerà, pena il non funzionamento, a doverla strutturare in forma gerarchica. E allora basterà colpire i nodi radice per mandare tutti al silenzio.
        • krane scrive:
          Re: Peer to peer fra cellulari
          - Scritto da: shevathas

          I cellulari sono bloccabili, la soluzione e' una

          bella rete wireless tra user, quella si non puo'

          essere bloccata in alcun modo.
          pia illusione. O hai una rete con pochi, direi
          max 100/200 nodi vicini, e riesci a gestirla
          oppure la crescita della rete ti costringerà,
          pena il non funzionamento, a doverla strutturare
          in forma gerarchica. E allora basterà colpire i
          nodi radice per mandare tutti al silenzio.http://www.wirelesscommons.org/http://wefi.com/E molti altri che se la stanno studiando...
  • Sgabbio scrive:
    un sottile velo d'ipocrisia
    Gli usa vogliono fare una rete ombra per i paesi dittatoriali, quando loro con pratiche da regime totalitario stanno cercando di far sparire wikileaks...mah.... chi li capisce è bravo!
    • krane scrive:
      Re: un sottile velo d'ipocrisia
      - Scritto da: Sgabbio
      Gli usa vogliono fare una rete ombra per i paesi
      dittatoriali, quando loro con pratiche da regime
      totalitario stanno cercando di far sparire
      wikileaks...mah.... chi li capisce è bravo!Ma quali reti ombra, secondo me offrono semplicemente connessioni gratis verso i satelliti CIA.
    • Francesco scrive:
      Re: un sottile velo d'ipocrisia
      Gli Stati Uniti sono una democrazia grande e complessa, dove agiscono tante forze e tanti interessi spesso anche contrastanto tra loro.In linea di massima il vettore di tali forze è l'interesse nazionale, spesso un po' miope.
  • marco scrive:
    N4C
    Si potrebbe implementare anche questo http://www.n4c.eu/
  • esprit scrive:
    Ho come l'impressione che...
    in Cina non lo faranno...
    • krane scrive:
      Re: Ho come l'impressione che...
      - Scritto da: esprit
      in Cina non lo faranno...Che cosa non dovrebbero fare ???
    • Guybrush scrive:
      Re: Ho come l'impressione che...
      - Scritto da: esprit
      in Cina non lo faranno...Non serve. Basta che le specifiche della valigetta vengano rese pubbliche. Ci penseranno i cinesi a costruirsele.GT
  • All scrive:
    Netsukuku punto di partenza...
    Secondo me come idea è buona. Certo il progetto presenta delle grosse falle a quanto pare ( http://it.wikipedia.org/wiki/Netsukuku ), però si potrebbe partire di qui per sviluppare qualcosa di funzionante, staremo a vedere cosa tireranno fuori gli americani
  • lol scrive:
    Netsukuku...
    Netsukuku è un progetto che non convince perchè di fatto mischia i vari livelli OSI e non si ottiene nulla di interessante (già il livello 3 permette l'instradamento su più reti, visto che Internet/Arpanet era nata proprio in caso di disastro e difficoltà di comunicazione).Mancano modelli matematici e stime dell'impatto.A livello di sicurezza poi non parliamone perchè avere dei nodi centralizzati è fonte di intasamento e può comunque essere "manipolato".In pratica si è partiti da un nome "figo", ma anche se c'è stato molto impegno dietro, si poteva realizzare qualcosa di meglio con tecnologie esistenti (tipo OpenVPN).Per chi è interessato:http://www.reddit.com/r/programming/comments/6pvdp/netsukuku_a_p2p_net_system_that_generates_and/Per chi difende Netsukuku: portate degli argomenti che stanno in piedi.
    • Simone scrive:
      Re: Netsukuku...
      Se c'è dietro uno studio immagino abbiano messo un bel po di cervelloni in una stanza che hanno valutato ogni aspetto della cosa.Magari semplicemente è il più cross platform o funziona con sistemi vecchi e poco costosi
      • lol scrive:
        Re: Netsukuku...
        Non c'è uno studio serio, ma solo del codice e delle idee non verificate in modo serio.In pratica: non funziona (o funzionerebbe talmente male da non essere utilizzabile).Ma il link l'hai letto?
    • krane scrive:
      Re: Netsukuku...
      - Scritto da: lol
      Netsukuku è un progetto che non convince perchè
      di fatto mischia i vari livelli OSI e non si
      ottiene nulla di interessante (già il livello 3
      permette l'instradamento su più reti, visto che
      Internet/Arpanet era nata proprio in caso di
      disastro e difficoltà di comunicazione).
      Mancano modelli matematici e stime dell'impatto.
      A livello di sicurezza poi non parliamone perchè
      avere dei nodi centralizzati è fonte di
      intasamento e può comunque essere "manipolato".
      In pratica si è partiti da un nome "figo", ma
      anche se c'è stato molto impegno dietro, si
      poteva realizzare qualcosa di meglio con
      tecnologie esistenti (tipo OpenVPN).
      Per chi è interessato:
      http://www.reddit.com/r/programming/comments/6pvdp
      Per chi difende Netsukuku: portate degli
      argomenti che stanno in piedi.E di GnuNet che ne pensi ?
      • lol scrive:
        Re: Netsukuku...
        Sarò sincero: ho dato solo un'occhiata molto veloce e superficiale, ma l'impatto è decisamente diverso. Niente nomi strani e si va subito al punto, e soprattutto non cerca di reinventare la ruota ma sfrutta le tecnologie attuali.Oltretutto si trova della documentazione seria:http://citeseerx.ist.psu.edu/viewdoc/summary?doi=10.1.1.14.229(in cima a destra si trova il link, il primo però è down).
  • Carlo scrive:
    mah ...
    Sulle reali intenzioni degli USA non saprei, ma spero che comunque questo possa dare un impulso allo sviluppo di reti mesh usabili, che potrebbero aiutare a risolvere una bel po' di altri problemi legati a censure ed interessi vari.
    • AMEN scrive:
      Re: mah ...
      - Scritto da: Carlo
      Sulle reali intenzioni degli USA non saprei, ma
      spero che comunque questo possa dare un impulso
      allo sviluppo di reti mesh usabili,E se poi si trovasse il modo di scaricare mp3 e divx....
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