La strategia dell'Europa per l'era digitale

Una strategia per l'era digitale: è ciò che serve all'Europa per guardare avanti, è la direzione in cui si muove oggi il vecchio continente.
Una strategia per l'era digitale: è ciò che serve all'Europa per guardare avanti, è la direzione in cui si muove oggi il vecchio continente.

Conferire maggiore potere ai cittadini grazie a una nuova generazione di tecnologie. È questo in estrema sintesi l’intento espresso in apertura della documentazione presentata oggi dalla Commissione Europea e che costituisce un primo passo concreto nella direzione auspicata da più parti nel vecchio continente. Annunciato a Bruxelles da Ursula von der Leyen, tocca temi tanto delicati quanto importanti come la creazione di un mercato unico per i dati e l’intelligenza artificiale.

L’Europa abbozza una strategia per il digitale

Nulla è ancora stato stabilito né messo nero su bianco nella sua forma finale. Pubblicati alcuni white paper attorno ai quali nei prossimi mesi sarà intavolata una discussione coinvolgendo tutti gli attori in gioco: le istituzioni, le autorità dei singoli paesi, i protagonisti del mondo tecnologico e i cittadini. Gli obiettivi sono alti e ambizioni, la strada da percorrere per il loro raggiungimento ancora da definire e di certo non breve.

Si mira a favorire la creazione di soluzioni digitali capaci di mettere al primo posto le persone, agevolare la nascita di nuovi business, spingere lo sviluppo di sistemi affidabili a sostegno di una società aperta e democratica nonché di un’economia sostenibile. Si parla poi di mobilità, lotta alla disinformazione, riciclo, salute, energia, mercato mobile, formazione, lavoro e molto altro ancora.

Tra le righe possiamo leggere la volontà di far sì che anche nel territorio UE possano nascere realtà in grado di competere con i big del panorama hi-tech letteralmente esplosi negli ultimi due decenni negli Stati Uniti e in Cina (nel mirino dunque Google, Amazon e Facebook). Non manca nemmeno un riferimento a come l’innovazione potrà dimostrarsi di fondamentale importanza nella lotta ai cambiamenti climatici con obiettivi di lungo termine che arrivano al 2050.

Innovazione sì, ma senza compromessi

Tutto questo senza dimenticare che ogni iniziativa dovrà essere attuata in piena conformità a quanto previsto da una normativa come il GDPR, che con l’introduzione risalente a ormai quasi due anni fa ha fissato paletti più severi rispetto alle legislazioni di altri territori per quanto concerne le modalità di trattamento dei dati. Queste le parole di Ursula von der Leyen, da un paio di mesi Presidente della Commissione Europea.

Oggi presentiamo la nostra ambizione per plasmare il futuro digitale dell’Europa. Interessa tutto ciò che va dalla cybersecurity alle infrastrutture critiche, dall’educazione digitale alle skill, dalla democrazia ai media. Voglio che l’Europa digitale rifletta il meglio dell’Europa: apertura, correttezza, diversità, democrazia e fiducia.

Questione di tasse, privacy e IA

Senza addentrarci nelle pieghe di ognuno dei documenti pubblicati (avremo modo di farlo di volta in volta), la dichiarazione d’intenti non può che far suonare un campanello d’allarme nei quartier generali dei big hi-tech citati poc’anzi. Sul tavolo anche questioni delicate come la Digital Tax che il vecchio continente ha già definito una “priorità assoluta” e che entro fine anno dovrebbe finalmente entrare in vigore.

In tema di intelligenza artificiale, invece, sarà importante definire in che modo tutelare la privacy e le informazioni dei cittadini senza porre un freno all’innovazione. In questo ambito andranno tra le altre cose stabilite norme efficaci per l’impiego dei sistemi di riconoscimento facciale, tecnologie che oggi sembrano poter sfuggire alle maglie delle regolamentazioni per via di un sostanziale vuoto legislativo.

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