Facebook contro la misinformazione sui vaccini

L'antidoto di Facebook alla misinformazione sul tema vaccini: un argomento delicato, un terreno scivoloso, un problema che non può essere ignorato.

È un tema delicato, quello relativo ai vaccini, capace di innescare accese discussioni soprattutto sulle piattaforme online e sulle bacheche dei social network, che per dinamiche insite alla loro stessa natura tendono a polarizzare le opinioni, minando la possibilità di intavolare un dibattito costruttivo e ragionato. Lo sa bene Facebook, che ha deciso di affrontare il problema di petto.

Facebook e la misinformazione sui vaccini

Come già anticipato nelle scorse settimane, il gruppo ha intenzione di arginare la condivisione di contenuti potenzialmente dannosi per gli utenti che li incrociano e, analizzando la questione da un punto di vista più ampio, per la collettività. L’intervento odierno di Monika Bickert (VP Global Policy Management) non fa però riferimento al fenomeno No Vax, ma più generalmente alla misinformazione (e non alla disinformazione) sull’argomento.

Siamo al lavoro per contrastare la misinformazione relativa ai vaccini su Facebook, riducendone la distribuzione e offrendo alle persone informazioni autorevoli sul tema.

Nel tentativo di trovare il giusto antidoto per scongiurare il contagio da informazioni errate o fuorvianti sul tema, il social network ha coinvolto realtà terze alle quali possono essere riconosciute competenza e autorevolezza: l’Organizzazione Mondiale della Sanità e l’US Centers for Disease Control and Prevention. Grazie alla loro collaborazione sono state individuate le più gravi e potenzialmente pericolose bufale in circolazione, arrivando così a definire una serie di contromisure da adottare. Facebook le elenca nel suo intervento e le riportiamo in forma sintetica di seguito.

  • Penalizzazione del ranking relativo a News Feed e ricerche per i gruppi e le pagine che diffondono misinformazione sui vaccini;
  • eliminazione delle pubblicità che includono misinformazione sui vaccini e della possibilità di scegliere target delle inserzioni opzioni come “controversie sui vaccini”;
  • stop alla visualizzazione di contenuti relativi alla misinformazione sui vaccini all’interno di Instagram Explor e nelle pagine degli hashtag;
  • sperimentazione di metodi per la visualizzazione di informazioni autorevoli sui vaccini quando le persone incrociano misinformazione sul tema.

Penalizzazioni nell’indicizzazione di pagine e gruppi (anche su Instagram), impossibilità di ricorrere al circuito di advertising del social network e distribuzione di contenuti autorevoli. È dunque attraverso l’impiego di queste armi che il colosso di Menlo Park ha intenzione di vaccinare la piattaforma (che oggi raccoglie a sé circa 2,3 miliardi di persone da tutto il mondo) dall’epidemia di disinformazione e misinformazione sul tema vaccini.

Fonte: Facebook

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  • Tty264736261 scrive:
    Ragazzi in italiano è disinformazione non mis informazione. Sono confidente che ne converrete senza che debba scannarvi una lista di altre morbidezze.
  • ospite scrive:
    "misinformazione" ? Non si faceva prima a dire "cattiva informazione" ? Ah, questi "giovini" !
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