Facebook: già in 50 a lavorare sulla criptovaluta

Facebook avrebbe già un team di 50 persone al lavoro per lo sviluppo di una criptovaluta da utilizzare anche su Messenger, WhatsApp e Instagram.

Facebook: già in 50 a lavorare sulla criptovaluta

L’approdo di Facebook al mondo delle criptovalute potrebbe ormai essere prossimo. Secondo quanto rivelato dal New York Times, il team al lavoro su blockchain e monete virtuali dalle parti di Menlo Park sarebbe ormai costituito da 50 elementi, con ulteriori posizioni aperte per una ulteriore estensione degli sforzi.

Sulla base di quanto indicato, l’esordio potrebbe essere prossimo. Sebbene non sia chiaro cosa Mark Zuckerberg cerchi esattamente nelle monete virtuali, è noto da tempo l’interesse del gruppo in questa direzione. Ora il gruppo potrebbe essere pronto a creare il proprio alter-Bitcoin ed estenderne l’utilizzo e lo scambio su tutte le piattaforme dell’azienda. Non solo Facebook, insomma: Messenger, WhatsApp e Instagram sarebbero coinvolte in un processo che consentirebbe lo scambio di moneta virtuale tra utenti e, presumibilmente, aziende.

Da Facebook non giungono commenti sulle rivelazioni del NYTimes, se non che un gruppo attivo sulla blockchain c’è: nessuna speculazione ulteriore, insomma, e per il momento occorrerà semplicemente attendere annunci quando il progetto sarà pronto all’esordio. L’aspetto interessante della vicenda è nel fatto che, nascendo su una piattaforma ampia come quella Facebook, la nuova moneta virtuale attirerebbe giocoforza un altissimo numero di utenti e potrebbe pertanto immediatamente avere un altissimo potenziale.

Laddove altre criptovalute non sono arrivate, potrebbero arrivarci ora un pugno di messenger e social network che, avendo una rete di contatti già in essere, potrebbero costituire la base ideale per uno scambio di valori virtuali tra persone. Ancor più interessante è capire come e dove sarà costruito il ponte tra le criptovalute e la moneta reale, ossia dove potrà avvenire la monetizzazione dell’ecosistema che Facebook andrà a ricreare.

Fonte: New York Times

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