Facebook, la strana coppia Zuckerberg-Sandberg

Il social network ha due personalità distinte: mentre una va in Cina a preparare il terreno per un possibile esordio, l'altra incontra le banche e pensa all'IPO. Il volto pubblico e il libro contabile
Il social network ha due personalità distinte: mentre una va in Cina a preparare il terreno per un possibile esordio, l'altra incontra le banche e pensa all'IPO. Il volto pubblico e il libro contabile

Cosa fare in Cina è una delle questioni su cui Mark Zuckerberg e Sheryl Sandberg sembrano “fondamentalmente dissentire”, ma su cui giocoforza troveranno un accordo su cui basare la futura strategia aziendale. Mentre le trattative per entrare in borsa, soprattutto dopo l’esordio di LinkedIn, entrano nel vivo.

La 41enne Sheryl Sandberg è da tre anni COO di Facebook. Funge, in pratica, da braccio destro del 26enne CEO e a lei sono riconosciuti i meriti per la crescita di Facebook, dell’essere cioè riuscita a creare intorno all’idea del giovane fondatore una piattaforma advertising di successo .

Adesso è sempre lei ad accennare , cogliendo l’occasione dell’IPO di successo di Linkedin, ad un prossimo esordio in borsa: “Si tratta di un progetto cui si sottopongono tutte le aziende. È inevitabile anche per noi”. Secondo indiscrezioni, d’altronde, avendo i vertici Facebook già avuto incontri con le banche per discutere della misura dell’IPO, offerta pubblica iniziale, l’esordio avverrà entro aprile 2012 .

Con il giovane CEO, Sandberg forma decisamente una strana coppia, descritta in un lungo e interessante articolo di Brad Stone per Bloomberg Businessweek . E, come tante coppie, i due hanno anche argomenti su cui vanno meno d’accordo.

Uno di questi sembrava essere la Cina : come nel caso di Google, che vede Sergey Brin contrario ad operare in Cina e Eric Schmidt favorevole, anche a Palo Alto i vertici avevano diverse opinioni circa l’opportunità o meno di operare nel paese che rappresenta un mercato enorme dominato da regole tutte diverse, censure e uno stretto controllo da parte del Governo su cittadini e aziende. Da un lato Zuckerberg ritiene che la sua creatura possa funzionare da agente di cambiamento all’interno della statica situazione cinese , dall’altro Sandberg, memore dell’esperienza da lei maturata presso Google, teme i compromessi a cui si dovrebbe scendere.

Dopo le voci che lì vedevano distanti sull’argomento, tuttavia, a Palo Alto sembra essersi raggiunta una decisione comune. O comunque all’esterno i due offrono un fronte comune e la stessa Sandberg recentemente ha aperto alla possibilità cinese: “La nostra missione è connettere tutto il mondo, ed è chiaro che è impossibile farlo senza anche connettere la Cina”.

I discorsi che accostano Facebook alla Cina, d’altronde, non sono campati in aria. E se per l’IPO occorre aspettare poco meno di un anno, il discorso cinese potrebbe essere più vicino: Zuckerberg, che sta anche studiando il cinese , starebbe organizzando una nuova visita in Cina, dopo quella che ha dato adito alle voci su un possibile accordo con Baidu .

Claudio Tamburrino

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