Facebook: niente sensazionalismi sulla salute

L'impegno di FB per migliorare la qualità dei post presenti nel News Feed colpisce ora i contenuti sensazionalisti o fuorvianti riguardanti la salute.

Il social network in blu annuncia oggi un’iniziativa che si inserisce a pieno titolo tra quelle messe in campo al fine di garantire una migliore qualità del servizio offerto tramite la lotta alla disinformazione. Un obiettivo per lungo tempo perseguito, ma che ancora non può essere considerato pienamente raggiunto. Facebook conferma la volontà di contrastare il fenomeno del sensazionalismo che troppo spesso accompagna la condivisione di notizie riguardanti temi delicati come quelli inerenti la salute.

Le persone si ritrovano su Facebook per parlare, discutere e confrontarsi su argomenti come nutrizione, fitness e salute. Al fine di garantire loro un’informazione accurata su questi temi, così come il supporto necessario, è per noi imperativo minimizzare l’impatto dei contenuti sensazionalisti o fuorvianti.

Facebook: lotta al sensazionalismo

Niente più clickbait per cure miracolose o per la vendita di prodotti che promettono efficaci diete dell’ultimo minuto? Questa è la speranza della piattaforma (e della maggior parte dei suoi utenti), che è intervenuta sugli algoritmi che regolano la composizione del News Feed, partendo dall’identificazione di alcune parole chiave che ricorrono in post di questo tipo. Le modifiche apportate, stando a quanto si può leggere sulle pagine del blog ufficiale, sono strutturate in modo da abbattere il ranking dei contenuti in questione, riducendone di conseguenza le visualizzazioni.

  • Un primo update ha interessato i post relativi ad argomenti legati alla salute ritenuti fuorvianti o dai toni esagerati (ad esempio la scoperta di una cura miracolosa);
  • un secondo aggiornamento ha invece riguardato la promozione di servizi e prodotti come pillole o medicinali che promettono di far perdere peso in breve tempo.

Non è chiaro se la misura andrà a impattare anche le inserzioni sponsorizzate, quelle che fanno parte delle campagne di advertising. Ad ogni modo, secondo Facebook i gestori di pagine e gruppi non dovrebbero notare cambiamenti significativi, a meno che non siano diretti responsabili della pratica.

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Fonte: Facebook
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