Facebook e uso dei dati, bocciato il ricorso

Facebook e uso dei dati, bocciato il ricorso

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Facebook: il social network non è gratis perché gli utenti pagano con i loro dati personali.
Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di Facebook: il social network non è gratis perché gli utenti pagano con i loro dati personali.

Il Consiglio di Stato ha bocciato il ricorso presentato da Facebook contro la sentenza del TAR di gennaio 2020 che aveva ridotto del 50% la sanzione inflitta da AGCM a dicembre 2018, confermando però le accuse dell'autorità antitrust. L'azienda di Menlo Park deve quindi pagare la multa da 5 milioni di euro.

Facebook non è gratis

Al termine dell'indagine avviata ad aprile 2018, AGCM aveva rilevato due pratiche commerciali scorrette messe in atto da Facebook, violando gli artt. 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del consumo. L'azienda di Menlo Park aveva attuato una pratica ingannevole nei confronti degli utenti, “non informandoli adeguatamente e immediatamente, in fase di attivazione dell’account, dell’attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti e, più in generale, delle finalità remunerative che sottendono la fornitura del servizio di social network, enfatizzandone la sola gratuità“.

Facebook aveva inoltre attuato una pratica aggressiva, in quanto “esercita un indebito condizionamento nei confronti dei consumatori registrati, i quali subiscono, senza espresso e preventivo consenso, la trasmissione dei propri dati da Facebook a siti web/app di terzi, e viceversa, per finalità commerciali“. Il TAR del Lazio aveva accolto parzialmente il ricorso presentato da Facebook con riferimento alla pratica aggressiva, confermando invece la pratica ingannevole. Pertanto la sanzione era stata ridotta da 10 a 5 milioni di euro.

Facebook ha successivamente eliminato la frase “Iscriviti. È gratis e lo sarà per sempre“, ma non ha indicato in maniera chiara l'uso commerciale dei dati. Per questo motivo, AGCM ha comminato una nuova multa da 7 milioni euro a febbraio. L'azienda di Menlo Park aveva presentato ricorso al Consiglio di Stato in merito all'accusa di pratica ingannevole, ma i giudici hanno confermato la sentenza del TAR (e la multa di 5 milioni di euro).

Il Consiglio di Stato conferma quindi ciò che tutti gli utenti sanno (o dovrebbero sapere): Facebook non è gratis perché i suoi profitti derivano dalla raccolta e utilizzo dei dati personali.

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01 04 2021
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