FBI, tracciamento GPS senza veli

Un dispositivo di tracking del Bureau investigativo più famoso al mondo viene fatto letteralmente a pezzi: notevole l'assoluta obsolescenza della tecnologia

Roma – L’FBI, il fatto è oramai noto , ha il “vizietto” di tenere sotto controllo i soggetti sospetti con sistemi di tracking GPS da installare all’insaputa del sospettato. Ed è probabile che tale abitudine risalga anche a prima dell’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, prova ne sia l’opera di disassemblaggio su uno di questi dispositivi recentemente condotta dal sito specializzato iFixit .

Lavorando di concerto con Wired , iFixit ha smontato per quanto era possibile il dispositivo – un aggeggio scovato da due attivisti del Colorado sotto il loro mezzo e risalente a ben sei anni fa. Il gran lasso di tempo passato fanno del dispositivo un vero e proprio pezzo di ferraglia, nondimeno le scoperte fatte da iFixit sono interessanti da un punto di vista tecnico e non solo.

Il vecchio tracciatore GPS dell’FBI è caratterizzato da un design costruttivo compatto e relativamente semplice , dice iFixit, è dotato di un modulo per il processing dei segnali satellitari di geolocalizzazione commercializzato nel 1999 con 125 Kbyte di SRAM e 1 Megabyte di memoria Flash. Particolarmente ingombrante il “pacco” di batterie, che occupa praticamente la quasi totalità del corpo del dispositivo ed è progettato per alimentare modulo GPS e memoria Flash per almeno 20 anni .

La cosa, a ogni modo, non ha alcun valore ai fini di una eventuale “riparazione”, disciplina in cui iFixit è specializzato e che risulta ben difficile da applicare al tracciatore dell’FBI: una volta scoperto il dispositivo sotto un’auto, avverte iFixit, i fed compariranno alla porta, faranno domande e chiederanno la restituzione dell’aggeggio.

Alfonso Maruccia

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