Foldit, giocare per la scienza

Il progetto statunitense per la "gamification" della ricerca scientifica dà i suoi frutti: i giocatori online contribuiscono a modellare un enzima coinvolto nella sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS)

Roma – L’ambizioso obiettivo del progetto Foldit ha dato i suoi frutti: giocando online con i modelli 3D messi a disposizione degli scienziati, i netizen sono riusciti a fornire nuovi spunti sulla composizione degli enzimi prodotti dal codice genetico dell’AIDS aprendo idealmente le porte a nuove possibilità di cura per la malattia.

Nato dai laboratori del Center for Game Science della University of Washington in collaborazione con il Baker lab , Foldit si propone di coinvolgere utenti di Internet tutto il mondo nella soluzione di problemi dalla soluzione complessa come sono quelli legati alla determinazione della effettiva struttura (configurazione) molecolare dei componenti biologici coinvolti in patologie gravi come AIDS e cancro.

L’obiettivo è provare a sfruttare l’intuizione umana e le abilità che i videogiocatori acquisiscono durante la loro “carriera” dietro al joypad o alla tastiera: nel caso dell’AIDS, i ricercatori hanno chiesto ai giocatori di creare un modello accurato di un enzima fondamentale per la maturazione e la proliferazione del retrovirus.

I risultati sono arrivati dopo appena tre settimane, tempo entro il quale i giocatori hanno creato modelli che hanno richiesto giusto qualche rifinitura ai ricercatori di Washington prima della pubblicazione di uno studio sull’argomento. Commentando l’importante traguardo raggiunto, gli scienziati hanno riaffermato il principio secondo cui “il gaming, la scienza e il calcolo possono essere combinati per fare progressi impossibili prima d’ora”.

Alfonso Maruccia

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  • Nome e Cognome scrive:
    Certificazione continua?
    Così ci ritroveremo tutti costretti ad andare a studiarci l'impossibile da ditte e scuole che forniranno quei badges. Pena il non venir riconosciuti.E tutta l'esperienza acquisita con il lavoro non avrà nessun tipo di badges e quindi sarà completamente nulla.Vedo un grande futuro per le società che offrono certificazioni di ogni sorta.In pratica dopo la "formazione continua" dei dipendenti tanto esaltata in questi ultimi decenni vedremo formarsi la "certificazione continua".Se non ti certifichi sei un uomo morto, o almeno disoccupato!
    • ecco scrive:
      Re: Certificazione continua?
      - Scritto da: Nome e Cognome
      Così ci ritroveremo tutti costretti ad andare a
      studiarci l'impossibile da ditte e scuole che
      forniranno quei badges. Pena il non venir
      riconosciuti.
      E tutta l'esperienza acquisita con il lavoro non
      avrà nessun tipo di badges e quindi sarà
      completamente
      nulla.
      Vedo un grande futuro per le società che offrono
      certificazioni di ogni
      sorta.

      In pratica dopo la "formazione continua" dei
      dipendenti tanto esaltata in questi ultimi
      decenni vedremo formarsi la "certificazione
      continua".
      Se non ti certifichi sei un uomo morto, o almeno
      disoccupato!buono a sapersi!
    • Funz scrive:
      Re: Certificazione continua?
      - Scritto da: Nome e Cognome
      Così ci ritroveremo tutti costretti ad andare a
      studiarci l'impossibile da ditte e scuole che
      forniranno quei badges. Pena il non venir
      riconosciuti.
      E tutta l'esperienza acquisita con il lavoro non
      avrà nessun tipo di badges e quindi sarà
      completamente
      nulla.
      Vedo un grande futuro per le società che offrono
      certificazioni di ogni
      sorta.

      In pratica dopo la "formazione continua" dei
      dipendenti tanto esaltata in questi ultimi
      decenni vedremo formarsi la "certificazione
      continua".
      Se non ti certifichi sei un uomo morto, o almeno
      disoccupato!E tanti laureati dottorati masterati potranno mettere le loro spillette sul cappellino del fast food, mentre servono hamburger...
      • ecco scrive:
        Re: Certificazione continua?
        - Scritto da: Funz
        - Scritto da: Nome e Cognome

        Così ci ritroveremo tutti costretti ad
        andare
        a

        studiarci l'impossibile da ditte e scuole che

        forniranno quei badges. Pena il non venir

        riconosciuti.

        E tutta l'esperienza acquisita con il lavoro
        non

        avrà nessun tipo di badges e quindi sarà

        completamente

        nulla.

        Vedo un grande futuro per le società che
        offrono

        certificazioni di ogni

        sorta.



        In pratica dopo la "formazione continua" dei

        dipendenti tanto esaltata in questi ultimi

        decenni vedremo formarsi la "certificazione

        continua".

        Se non ti certifichi sei un uomo morto, o
        almeno

        disoccupato!

        E tanti laureati dottorati masterati potranno
        mettere le loro spillette sul cappellino del fast
        food, mentre servono
        hamburger...magari! presto neanche piu' quello
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