Fotofonini, frontiera del pudore

di S. Manfredini - Se Israele decide di limitare l'accesso al porno con i cellulari di terza generazione, l'Arabia Saudita li prende di petto: vietato usarli a scopi immorali. Censura? Buon senso?


Roma – C’è un filo conduttore che lega le ultime decisioni mediorientali su fotofonini e telefonia mobile di terza generazione con le fortissime preoccupazioni che in mezzo mondo sono state più volte espresse per l’avvento dei nuovi cellulari . Un filo che a volte è costruito sul buon senso ma che più spesso cede alla censura.

Nei giorni scorsi Israele ha annunciato di voler impedire che le prestazioni dei telefonini di terza generazione consentano ad operatori senza scrupoli di diffondere senza alcun controllo un altro tipo di prestazioni, questa volta sessuali. I contenuti a luci rosse, ha tuonato il ministero delle Comunicazioni israeliano, potranno essere consultati solo da chi dimostrerà di essere maggiorenne.

Sebbene certi pruriti possano catturare all’improvviso la mente di taluni, o cogliere per gioco e scherzo la carnalità di talaltri, la scelta israeliana è conseguente alle politiche che in Israele e in moltissimi altri paesi cercano di limitare l’accesso al porno da parte dei più giovani. Buon senso? Forse, visto anche che è sufficiente richiedere uno speciale codice che certifica l’essere maggiorenni per giocare liberamente con tutto quello che il 3G può infilare in un dispositivo mobile. In fondo, il fotofonino si può controllare assai meglio della rete tradizionale, che da sempre offre facile accesso al porno, adulti o minori poco cambia.

Spacciata da più parti come una novità, l’Arabia Saudita ha di recente confermato che chi utilizza i fotofonini e la telefonia mobile di terza generazione per “scopi immorali” verrà sanzionato o, come si usa dire da quelle parti, verrà punito. Secondo un esponente dell’autorità locale sulle tecnologie dell’informazione, “la sfida è che questa tecnologia sia bilanciata sui nostri valori. Prevederemo leggi e normative per governare l’uso delle tecnologie e chi abusa sarà punito”.

Non è una sorpresa. L’Arabia teocratica è da sempre difficile territorio di conquista per i nuovi telefonini, quelli capaci di spedire e ricevere foto o filmati, quelli che scaricano siti web e immagini di ogni genere. Se negli USA si pensa alla galera per chi abusa dei fotofonini, in Arabia vige un neo-oscurantismo che neppure un clamoroso appello dei ministri al Re è riuscito a scavalcare.

In un paese che filtra l’accesso a Internet dei propri sudditi, che impiega ingenti risorse nella repressione delle umane pulsioni e che vieta la diffusione dei cellulari più avanzati che però vanno a ruba sul mercato nero, la guerra al fotofonino rappresenta l’ultima frontiera del controllo. Va da sé che la censura è una grande comodità per un regime, l’unica regola capace di abolire tutte le altre, ma come tutte le regole assolute porta in nuce il seme del caos, quello che consente l’accesso al porno ai minori che possono e potranno rivolgersi al mercato nero nonché la vietatissima diffusione di foto di donne per una volta senza velo.

Forse è vero, come dicono i governanti, che le nuove tecnologie impongono l’adozione di nuove norme. Ma richiedono soprattutto molto buon senso, quello sì destinato, nella stanza dei bottoni saudita, a rimanere ben celato dietro ad un velo.

Saverio Manfredini

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  • emma tosi scrive:
    Re: Le opportunita'!!!
    ciao, ho letto quello che hai scritto e a me sembra davvero molto interessante. Il problema è dove l'hai trovato questo lavoro? Io ho parecchia esperienza alle spalle ma non mi riesce di trovare un lavoro come descrivi. Mi potresti aiutare? Mi chiamo Emma e se vuoi ti lascio la mia mail così potrai contattarmi in privato: emma.tosi@gmail.com. Grazie e saluti.
  • Anonimo scrive:
    Telelavoro: gioia solo a metà
    Mi chiamo Mauro e mi sono ritrovato ad essere un telelavoratore per amore. Infatti nel 2002 ho conosciuto durante un viaggio in Messico colei che ora è mia moglie. Lavoravo a Genova già a 3 anni per una ditta di informatica ed avendo già una certa esperienza ed indipendenza lavorativa ho richiesto di diventare un telelavoratore per trasferirmi in Messico e stare vicino all'allora mia fidanzata. Avendo un ottimo rapporto con la dirigenza mi è stato concesso tale opportunità e dal gennaio 2003 a tutti gli effetti sono telelavoratore. Adesso viviamo, con un figlio nel frattempo nato alla fine del 2004, a Venezia in quanto mia moglie studia al conservatorio (al termine del quale rientreremo in Messico) e continua tra alti e bassi l'esperienza del telelavoro. Vorrei riassumere un po' i pro e i contro, a mio parere, del telelavoro:- pro: per un programmatore come me lavorare in casa ha vantaggi indubbi dal punto di vista della concentrazione visto che in ufficio le interruzioni telefoniche e fisiche erano all'ordine di una ogni 5 minuti- pro: dovendo aver a che fare, volenti e dolenti, con l'amministrazione pubblica il fatto di avere orari elastici permette di fare commissioni anche in "orari di ufficio" e recuperarli in seguito senza dover richiedere permessi o ferie.- contro: l'aspetto umano. L'isolamento è quasi un effetto impossibile da evitare soprattutto qui a Venezia, lontano dalle nostre (mie e di mia moglie) origini, città decisamente non di mio gradimento per clima, costo della vita, qualità umane della gente locale, ecc. Le ripercussioni sono a volte anche sul lavoro stesso (stess, malumore, ecc)- contro: l'aspetto contrattuale. Da dipendente a tempo inderminato sono passato a lavoratore a progetto. Lo stipendio è sì + o - uguale ma ferie, mutua e soprattutto pensione ne hanno risentito pesantemente. Inoltre pc e adsl sono stati e sono a mio completo carico.
  • Anonimo scrive:
    Re: Purtroppo siamo italiani
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo


    Contento signor precisetti ?

    Non studiare troppo, che ti serve poco.



    haha

    Zingarelli
    Razzismo = Teoria che esalta la
    qualità di una razza e afferma la
    necessità di conservarla pura da ogni
    commistione con altre razze.

    Ora non farti tutti i dizionari della zona
    sarebbe fatica sprecata, il dizionario non
    è un bigino che ti dà delle
    risposte preconfezionate con cui
    interpretare la vita.
    E la tua piccola ricerca non ha comunque
    negato in alcun modo che il problema dei
    raccomandati e il razzismo sono due
    questioni separate.Allora, visto che fai il pignolo al punto di essere estremamente PEDANTE, si, le questioni non sono separate.Visto che non ESISTE, o io non lo ho mai visto almeno negli ultimi anni, un esponente della classe dirigente che non sia divenuto dirigente PER LEGGE (titolo di studio) e per RACCOMANDAZIONE, allora si, E' RAZZISMO, credo che TUTTA la classe dirigente attuale sia deprecabile ed un pessimo punto di riferimento per le generazioni future.Ora, mi si dara', come minimo, del comunista, e pure utopico. Visto che conosco i miei polli, rispondo subito: sono per il libero mercato, sono per la libero concorrenza e sono, soprattutto, per il libero accesso alle professioni e alle posizioni lavorative: tutto dovrebbe avvenire per via meritocratica, non per legge e neanche per mafia. Quindi sono tutt'altro che comunista, i comunisti sono altri: sono quelli che vorrebbero dare accesso ai posti di lavoro solo a coloro certificati dallo STATO, e, tra questi, dare posizioni di rilievo solo ai raccomandati (quindi, consentimelo, mafiosi): ED E' QUESTO CHE STA SUCCEDENDO IN ITALIA OGGI, CHE E' UNA SITUAZIONE ANALOGA, SE NON PEGGIORE, A QUELLA DELLA RUSSIA DEGLI ANNI 50, 60, 70 e 80: poi, per fortuna, la Russia e' crollata.Sotto questo punto di vista c'e' da vergognarsi ad essere italiani. E' una situazione che non trova riscontri in tutta Europa, e nel mondo occidentale.Caro mio, i comunisti cattivi ci sono eccome, ma non sono io.Io sono solo razzista, nell'accezione scritta sopra. Fatemi vedere un dirigente italiano che sia diventato tale seguendo i dettami del libero mercato e della libera concorrenza, e cambiero' idea.
  • Anonimo scrive:
    Re: Purtroppo siamo italiani
    - Scritto da: Anonimo
    Contento signor precisetti ?
    Non studiare troppo, che ti serve poco.
    hahaZingarelli Razzismo = Teoria che esalta la qualità di una razza e afferma la necessità di conservarla pura da ogni commistione con altre razze.Ora non farti tutti i dizionari della zona sarebbe fatica sprecata, il dizionario non è un bigino che ti dà delle risposte preconfezionate con cui interpretare la vita.E la tua piccola ricerca non ha comunque negato in alcun modo che il problema dei raccomandati e il razzismo sono due questioni separate.
  • Anonimo scrive:
    Re: Purtroppo siamo italiani
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo



    Ummm, opinione interessante.

    Non sono quello a cui hai risposto, ma
    se

    per essere dirigente, almeno qui in
    Italia,

    le PRIME cose, le PIU' IMPORTANTI sono
    la

    RACCOMANDAZIONE e il PEZZO DI CARTA,
    allora

    forse e' venuto il momento di
    giustificare

    il RAZZISMO di cui parli, almeno nei

    confronti della classe dirigente e

    politica.

    Razzismo è voler esaltare attraverso
    teorie le qualità di una razza
    rispetto a un'altra.
    Quindi che cosa c'entrano i raccomandati con
    questo?Troppo pignolo !Cmq:"Razzismo:.....|estens., ogni atteggiamento discriminatorio variamente motivato nei confronti di persone diverse per categoria, estrazione sociale, sesso, opinioni religiose o provenienza geografica"http://www.demauroparavia.it/91749Contento signor precisetti ?Non studiare troppo, che ti serve poco.
  • Anonimo scrive:
    Re: Purtroppo siamo italiani
    - Scritto da: Anonimo

    Ummm, opinione interessante.
    Non sono quello a cui hai risposto, ma se
    per essere dirigente, almeno qui in Italia,
    le PRIME cose, le PIU' IMPORTANTI sono la
    RACCOMANDAZIONE e il PEZZO DI CARTA, allora
    forse e' venuto il momento di giustificare
    il RAZZISMO di cui parli, almeno nei
    confronti della classe dirigente e
    politica.Razzismo è voler esaltare attraverso teorie le qualità di una razza rispetto a un'altra.Quindi che cosa c'entrano i raccomandati con questo?
  • Anonimo scrive:
    ma se pure le ferrovie cadono a pezzi
    se devono quotare in borsa trenitalia il telelavoro e da scoraggiare....e poi le fiat auto chi le compra?
  • Anonimo scrive:
    bum

    lavoro e vita privata non devono mai
    influenzarsi a vicendalol ki è uncle scourge ....ma plz ..... ma sei normale ?? cioè uno che ha la moglie in stato vegetativo non dovrebbe essere influenzato ??aghaghgha ... te sei fuori di testa amico ... !! fatti vedere da 1 bravo..prima di scrivere conta che è meglio .. nel tuo casofino al 100^1000
  • Anonimo scrive:
    qui da noi (Italia)....
    ...il Telellavoro NON PRENDERA' MAI PIEDE....la ragione è semplicissima: la mentalità della classe dirigente. Cosa volete proporre in un paese dove se non sei in ufficio per "interagire" coi colleghi si pensa che tu non possa produrre alcunche' ???
  • Anonimo scrive:
    Le opportunita'!!!
    Ci stiamo soffermando a valutare il telelavoro come sostituto del lavoro ma nessuno (sempre se mi sia sfuggito qualche post) ha citato le opportunita' di lavoro di chi lo cerca (un lavoro) o di chi lo vuole cambiare.Non voglio fare indispettire nessuno, ne tantomento voglio fare lo "sborone", ho avuto senza dubbio una grandissima fortuna, ma:- Ho conosciuto la "mia" azienda da remoto;- Mi hanno offerto di lavorare per loro dopo 3 giorni TRE, per un breve periodo di collaborazione;- Dopo 7 giorni SETTE sono stato assunto definitivamente a tempo indeterminato con orario di lavoro flessibile;- Dopo 15 giorni QUINDICI mi hanno offerto il fulltime (40 ore);- Dopo un mese ci siamo accordati sul compenso definitivo e il contratto minimo prolungato a un anno.Certo non sara' il massimo (per la durata comunque annuale), ma mi dite come diavolo avrei potuto fare a "scalare" cosi' in fretta con un lavoro "normale"? Il Telelavoro non solo mi ha dato l'opportunita' di trovare lavoro, ma mi ha anche permesso di dimostrare cosa sapessi fare effettivamente (non ho dovuto scaldare sedie per "integrarmi").In un solo mese riesco ad avere uno stipendio che molte persone non hanno nemmeno dopo 10 anni di lavoro presso la stessa azienda, non perche' sono un genio, ma per il semplice fatto che le "modalita'" sono diverse
    vedono quello che fai non chi sei, se sei simpatico, se hai la minigonna, se ti puzza l'alito, se mi fossi presentato in qualsiasi posto per un colloquio di lavoro nessuno mi avrebbe offerto quello che ho ricevuto oggi e MAI in cosi' poco tempo.Una curiosita': il curriculum me l'hanno chiesto DOPO per "formalita'" ...mentre ci sono aziende che vogliono il foglio di carta (la laurea) pure se devono assumerti per pulire i cessi.Ad alcuni (datori di lavoro / aziende) manca proprio una mentalita' moderna, sono tutti ancorati al vecchio rapporto di lavoro, nessuno si rende conto che qui fuori ci sono migliaia e migliaia di giovani che le cose le sanno fare e le farebbero dannatamente bene se qualcuno desse loro almeno un'opportunita'!Io non solo spero (per me stesso) che questa esperienza si prolunghi il piu' a lungo possibile, ma spero che la fortuna che ho avuto via non diventi appunto solo una "fortuna" ma che si trasformi in una realta' quotidiana... anche perche' se andhe per lavorare serve culo, allora tantovale giocare alla lotteria invece di trovarsi un lavoro.
  • Anonimo scrive:
    Re: E il rapporto umano dove lo lasciamo
    Si pero' al di fuori dell'informatica GIA' SAI a priori quale e' la situazione.Nell' informatica, che ho scelto pensando fosse scevra dai soliti magnamagna, non dovrebbe essere cosi', e, per quel che mi riguarda, non era cosl', almeno fino al 2000/2001. Dopodiche' lavorare nell'informatica e' diventato come lavorare in qualsiasi altro campo: la parodia di un film di Alberto Sordi degli anni 50.Per questo vorrei cambiare ancora settore, ma quale settore ?Non credo ce ne siano piu'.Siamo riusciti a rovinare anche questo.Avanti cosi' :-(- Scritto da: luke977
    considerazioni molto condivisibili anche per
    molte persone che non fanno dell'informatica
    la loro professione

    luca
  • luke977 scrive:
    Re: E il rapporto umano dove lo lasciamo
    considerazioni molto condivisibili anche per molte persone che non fanno dell'informatica la loro professioneluca
  • Anonimo scrive:
    Re: Purtroppo siamo italiani
    - Scritto da: rpsoft
    Nel leggere l'articolo anzi la risposta
    all'articolo ideologicamente non posso che
    essere daccordo sul potenziale che
    offrirebbe il telelavoro tuttavia, conosco
    la nostra popolazione, mi cimetto anch'iomi ci metto anch'io (dentro.... una frase d'effetto complimenti)
    dentro, e conosco il popolo giapponese: dal
    punto di vista puntualità e
    capacità di condurre in modo
    sistematico lavori di routine non abbiamo
    niente in comune.
    Abbiamo la genialità dalla nostra, ma
    sicuramente non abbiamo il senso del dovere
    così spiccato come i giapponesi e
    questo è il vero limite che abbiamo
    noi italiani per poter sviluppare il
    telelavoro.
    Personalmente sono un pioniere
    dell'outsoucing d'impresa in italia e perOutsurcing non outsoucingInoltre l'outsourcing spinto sta mandando in vacca tante industrie che si illudevano di fare chissà quali guadagni...Il lavoratore che ha subito questo cambiamento ha capito ormai che è solo una bestia da sfruttare, e non una risorsa per la ditta, i risultati già li vedete nel disamoramento generale verso il lavoro che potete già notare...
    quello che sono le mie esperienze, ho dovuto
    instaurare dei filtri e delle procedure
    davvero incredibili per ottenere dei
    risultati economicamente vantaggiosi
    all'impresa.Punteggiatura assente, lessico da illetterato !Proprio un capo italiano, livello culturale spesso inferiore a quello dei propri impiegati o tecnici, assunto grazie all'uffico "Assunzione Parenti" che lavora in italia 24 ore su 24.
  • Anonimo scrive:
    Che cosa sei
    Sei la classica persona che finisce per essere fatto fesso dai colleghi come ridere...Quando impari a rispettare gli altri.... i bisogni degli altri ? Ma sei cristiano ??? se lo sei dovesti capire e aiutare il tuo prossimo, invece sputi sentenze.... sputa sputa, uno come te finisce a sputar sangue un giorno o l'altro
  • Anonimo scrive:
    Re: Purtroppo siamo italiani
    Secondo te, anche ricordando i vari governi che si sono succeduti negli ultimi 30 anni almeno, come fa l'Italia ad essere ai primi posti tra le nazioni industrializzate? Per me il merito è dei lavoratori italiani, non certo dei capi (sia politici che industriali), per cui credo che di senso del dovere ne abbiamo da vendere. quello che manca al cittadino ed al lavoratore italiano è un interlocutore (datore di lavoro o Stato) che non tiri solo a fregarlo. Prova ne sia che in Paesi come la Germania, gli USA ecc, il lavoratore italiano è sempre molto apprezzato e tra i più produttivi.
  • Bombardiere scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza
  • Anonimo scrive:
    Re: Purtroppo siamo italiani
    - Scritto da: rpsoft
    Nel leggere l'articolo anzi la risposta
    all'articolo ideologicamente non posso che
    essere daccordo sul potenziale che
    offrirebbe il telelavoro tuttavia, conosco
    la nostra popolazione, mi cimetto anch'io
    dentro, e conosco il popolo giapponese: dal
    punto di vista puntualità e
    capacità di condurre in modo
    sistematico lavori di routine non abbiamo
    niente in comune.1^ - ma perche' ti lasci trasportare dai pregiudizi e dai luoghi comuni?2^ e poi, anche se il popolo italiano fosse cosi' lassista, cosa impedisce al singolo di essere invece diverso, di essere come i giapponesi (ammesso poi che i giapponesi siano davvero cosi' come descrivi, perche' ho i miei dubbi conoscendo un po' di gente da tanti paesi). Secondo te uno ci deve rimettere perche' altri ne potrebbero approfittare?Ciaofabio
  • Anonimo scrive:
    Re: LINUS TORVALDS E' IL MANAGER DELL'AN
  • Anonimo scrive:
    Re: La realtà italiana
    Situazione assolutamente drammatica: i "capi" vogliono sapere che sei lì e non ti muovi, non come fai il lavoro o quanto ci metti. Conosco colleghi che per fare lo stesso lavoro, a casa ci impiegano poche ore, in ufficio settimane perchè sono costretti ad usare programmi 'scomodi' (= vecchi, imposti dall'azienda) e i colleghi sono sempre lì a scocciare e far perdere tempo.Sono giornalieri gli sfoghi di chi finisce il lavoro dato alle 15 e deve stare lì fino alle 18, nonostante chieda gli venga dato qualcosa di nuovo da fare, magari per farsi avanti.La risposta è sempre quella: "Ma come, si lamenta perchè ha finito il lavoro di oggi? Ma cerchi qualcosa di interessante da leggere!"Ma vi rendete conto?!?
  • Anonimo scrive:
    Re: La realtà italiana
    E' proprio la situazione che esponi che verrebbe risolta (almeno parzialmente) dal telelavoro: quest'ultimo pur se ritribuito (almeno per la maggior parte) ad "ore lavorative" viene quantificato in lavoro effettivo, ovvero ti viene assegnato un compito che prevede (stima) un certo numero di ore (che ovviamente possono cambiare in base ai tuoi report giornalieri/settimanali.. ecc.), poi non importa a NESSUNO se lavori meno tempo della tua retribuzione, l'importante e' che tu faccia il lavoro che ti e' stato assegnato.Tornando quindi a chi timbra il cartellino e va a fare shopping, quindi, si verificherebbero (nel caso del telelavoro) due situazioni:a) non potrebbe portare a termine il proprio lavoro (quindi non verrebbe pagato e/o verrebbe licenziato);b) non ha alcun lavoro da fare e questo non potrebbe giustificare in nessun modo la propria retribuzione.E' evidente quindi che un lavoro "trasformato" in telelavoro non potrebbe in nessun modo agevolare l'assenteismo o la pigrizia... perche' chi non lavora viene immediatamente individuato.Se poi questi comportamenti vengono favoriti dai datori di lavoro, allora e' un altro discorso.. ma non vale solo per il telelavoro, ma per ogni genere di lavoro.
  • Anonimo scrive:
    Re: pura illusione
    - Scritto da: Anonimo
    E ci mancherebbe altro !!!
    Ma che vuoi, mangiare a sbafo ???ma... ma...
    Ehy, e' perche' non ci sei tagliato.
    Proprio non ce la fai a non scodinzolare con
    il cravattino ai capoccia di turno, e fare
    carriera lo stesso ??ma... ma...
    Mai stato, volontariamente, ad una cena
    aziendale.
    Ho sempre avuto rigetto per queste cose.ma... ma... (ok, io due volte)
    Hazetma me l'hai inturgidito di nuovo!uhm, ci hanno separati alla nascita ?
  • Anonimo scrive:
    Re: E il rapporto umano dove lo lasciamo
    Me l'hai inturgidito.
  • Anonimo scrive:
    Re: E il rapporto umano dove lo lasciamo
    Io il rapporto umano sul lavoro lo lascierei agli umanisti.Siamo tecnologi e tecnocrati, purtroppo o per fortuna, sul nostro posto di lavoro non c'e' posto per i rapporti umani, e, quelle volte che c'e', si trasforma immediatamente nel peggio che una societa' moderna possa sfornare: corporativismo e mafia.Ma tu, il rapporto umano con la tua famiglia e i tuoi amici dove lo hai lasciato ?Sempre che tu abbia amici e non solo colleghi.Io ho scelto di fare l'informatico proprio per non avere rotture di scatole personali, io, al lavoro, preferisco confrontarmi con i problemi, non con le persone. E' un' atteggiamento legittimo.Oggi, purtroppo, appena metti piede in azienda c'e' sempre qualcuno che critica come ti vesti, il tuo dopobarba, la tua macchina, vuole sapere che vita fai, quante fidanzate hai, ma soprattutto (sollucchero dei moderni impiegati) se sei ricchione. "Ma che cazzo vuoi ?" mi viene istantaneamente da chiedere.Fammi lavorare e confrontiamoci sul piano lavorativo e tecnologico e ti faccio vedere chi sono e cosa faccio. D'altronde se conosci 9 linguaggi di programmazione, non e' un mistero capire cosa fa una persona nella vita: programma !- Scritto da: Tiggy
    A me un futuro fatto di persone chiuse nelle
    proprie case a svolgere diligentemente le
    proprie mansioni non entusiasma per nulla.
    C'è il rischio (serio) di
    alienazione.Il lavoro cosi' come lo viviamo oggi e' la alienazione per eccellenza.Mai visto Fantozzi ?Alienazione da che ?Cari miei, voi avete paura di vivere.Fuori dalla porta dell'uffcio c'e' la vita (quella vera) che vi attende.Non si puo' essere contenti di andare a lavorare (questo si, non e' umano), a meno che tu non sia un dirigente, ovviamente.
    Vero che la convivenza sul posto di lavoro a
    volte è una fatica, eh gia'.
    ma quante
    occasioni di arricchimento personale, umano,
    e professionale si possono trasferire via
    cavo?Poche. Ma buone.Ma perche', tu ti arricchisci ad andare a lavorare ? Io no, per nulla.Ho sempre studiato per i fatti miei e poi applicato sul lavoro quello che ho imparato.Non sono uno di quelli che studia le cose lavorando, non mi piace prendere in giro i clienti. I clienti ti pagano per lavorare, non per arricchirti personalmente....Hazet
  • Anonimo scrive:
    LINUS TORVALDS E' IL MANAGER DELL'ANNO !
    Linus Torvalds, ieri, e' stato eletto manager dell' anno dal Business Week.Ho un parente manager, rideva quando anni fa dicevo appunto che Torvalds e' un ottimo manager in grado di gestire moltissimi programmatori, mai visti in faccia, (senza che peraltro venissero pagati, ma questo e' un altro discorso)Oggi il parente manager ride molto meno, anche se ha gia' intuito che aria tira e si e' buttato pure lui nell' informatica qualche tempo fa.Non ho visto nessun giornale, online o no, nessuna trasmissione ITALIANA, che riportasse questa notizia, neanche Punto Informatico :-(A casa i manager incapaci, al lavoro quelli bravi !!!Io a Torvalds lo farei Presidente degli Stati Uniti .......http://linux.slashdot.org/article.pl?sid=05/01/04/1538201&tid=163Hazet
  • Anonimo scrive:
    Re: pura illusione
    - Scritto da: Anonimo
    Il telelavoro e' pura illusione.Permettimi di dissentire.
    Telelavorando si viene isolati dalla propria
    azienda Bene !Si formano troppe mafie nelle aziende per permetterlo.
    che non ti vede piu' come un
    lavoratore ma come un bene uhm, posso sopportarlo.
    e dopo un po'
    inizia a chiedersi effettivamente quanto
    valiE ci mancherebbe altro !!!Ma che vuoi, mangiare a sbafo ???
    Sei fuori dai "giochi di palazzo" e non hai
    possibilita' di crescere e fare qualsiasi
    tipo di cariera, dato che i tuoi capi manco
    sanno come sei fatto.E questa e' la parte migliore.I "giochi di palazzo" li lascierei ai politici e ai mafiosi.I capi non hanno ( o non dovrebbero avere ) nessun interesse a sapere come sono fatto, a meno che io non sia bionda e con la minigonna.

    Ovunque ho lavorato da remoto e' successo
    cosi: nessun rapporto con i colleghi che non
    ti conoscono e con i capi .. Ehy, e' perche' non ci sei tagliato.Proprio non ce la fai a non scodinzolare con il cravattino ai capoccia di turno, e fare carriera lo stesso ??
    non eri
    nessuno, trattato peggio di un consulente.
    Uhu ? ce l'hai coi consulenti ?Con quelli che quadagnano in una settimana quello che tu guadagni in un mese ? E senza cravattino ??Guarda che sono persone in gamba.
    Alle cene aziendali vieni scambiato per un
    cameriere o per il fidanzato di qualche
    collega ...
    Mai stato, volontariamente, ad una cena aziendale.Ho sempre avuto rigetto per queste cose.
    abbasso il telelavoro, meglio un ufficio
    pieno di persone che lavora in allegria e
    simpatia.
    Sei irrecuperabile.Va beh, in bocca al lupo.Hazet
  • Alessandrox scrive:
    Re: Tele-lavoro
    - Scritto da: Anonimo
    ma.... bada ben bada ben... è lavoro!
    Sto parafrasando la famosa battuta di ezio
    greggio per dire che in italia non manca "il
    telelavoro" manca "il lavoro" proprio, anzi
    manca la cultura del lavoro (incentivare chi
    lavora bene con aumenti, investire nella
    formazione del personale etc sono cose
    rarissime salvo casi isolati), cosa
    pretendiamo se lavorare (non solo a
    distanza) all'estero è infinitamente
    meglio partendo dagli stipendi proporzionati
    alle capacità del dipendente, fino
    alle gratificazioni personali, alle
    possibilità di carriera (parola
    ignota qui se non si è leggermente
    imparentati col capo) alla
    possibilità di scambio formativo coi
    colleghi (mentre da noi al massimo lo
    scambio si fa con le colleghe ;) per il
    resto vige la meschineria, sembra sempre di
    voler rubare "il sapere" agli altri che
    ovviamente fanno di tutto per buttarvelo nel
    didietro) in italia è più che
    altro richiesta la presenza fisica a
    800?/mese senza malattia né ferie a
    fare non si sa bene cosa né
    perchè... :sComunque se il telelavoro contribuisce a diminuire i costi e ad aumentare la produttivita' allora potrebbe anche costituire un' incentivo all' assunzione e quindi alla creazione di nuovi posti di lavoro... ricordiamoci che uno dei freni all' assunzione appunto e' il costo del lavoro.
  • vidock scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza
    ...
  • vidock scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza
    Ma guarda che genio.Qui c'è qualcuno che neanche ha la possibilità di scegliere, che avrebbe la possibilità di continuare a lavorare ma lui vien fuori con questa pacchianata da manuale del provetto imprenditore.Situazioni intime è personali riportate in un contesto perfettamente attinente all'argomento trattato nell'articolo meriterebbero per lo meno una più attenta valutazione e una critica motivata se critica si vuol muovere."Lavoro e vita privata non..."Ma per piacere, si potrebbe pensare alla vita privata e lavorativa di tanti disabili che trarrebbe giovamento dal telelavoro ma come vedo neanche questi casi estremi possono sfuggire al tuo illuminante paradigma.
  • Anonimo scrive:
    Re: La realtà italiana

    Un paese dove i dipendenti statali e
    pubblici in genere, timbrano il cartellino,
    poi escono dall'ufficio e passano la
    mattinata a fare spese e altre faccende
    personali.

    Immaginiamo cosa significhi "lavorare a
    casa" in una simile realtà...Il problema e' proprio questo !!!Non c'e' la capacita' di valutare il lavoro (da casa o in ufficio). Se e' vero (ripeto SE) che parte dei dipendenti pubblici non lavora allora cosa vuoi che me ne freghi se non lavora da casa o non lavora in ufficio ?Non lavorano, punto.Anzi, meglio che non lavorino da casa, almeno trovo parcheggio.Sono convinto che la maggiore difficolta' nel passaggio dal "lavoro sul posto" al telelavoro e' che quest'ultimo, non potendo piu' contare sulla "punizione" della presenza fisica (certificata da cartellino, badge etc..), impone una diversa organizzazione del lavoro.Il telelavoro obbliga a ripensare le attivita' lavorative in termini di obiettivi e tempi. Per telelavorare e' necessario che siano chiari e definiti gli obiettivi del lavoro e che ci sia la capacita (umana e tecnologica) di monitorare i risultati nel tempo.Dove sono oggi i coordinatori, managers, responsabili etc.. ect.. in grado di organizzare il lavoro in questo modo ?
  • messalinaxxx scrive:
    Re: La realtà italiana
    - Scritto da: Anonimo


    Un paese dove i dipendenti statali e

    pubblici in genere, timbrano il
    cartellino,

    poi escono dall'ufficio e passano la

    mattinata a fare spese e altre faccende

    personali.

    ALT! Non siamo tutti impiegati statali
    nullafacenti. Io devo portare risultati. Se
    non ci sono mi cazziano dalla sede
    principale che è in un'altra
    città. Non conta se lavoro 2 ore, 8
    ore o 20 ore al giorno...quello che conta
    sono i risultati, però sono costretto
    a stare otto ore in ufficio.quotoe' cosi' che funziona (almeno da noi in generale con le dovute orribili eccezioni).anche i pezzi di carta contano poco, e' la dimostrazione di essere preparati a fare da testimone, non il certificato
  • Anonimo scrive:
    Re: E il rapporto umano dove lo lasciamo

    Ovvio che non si può lavorare SEMPRE da casa, ed è
    pure controproducente, ma ogni tanto perchè no? Non vedo
    una ragione valida. Si possono mantenere i contatti
    benissimo facendosi vedere periodicamente (basta una-due
    volte la settimana), ma se c'è laanche perchè io non ce la faccio a più a sentire sempre parlare la mia collega....non la sopporto più. Io che la mattina vorrei fare il mio lavoro nel più assoluto silenzio, mi sentire questa che mi racconta i guai del figlio, del marito, della suocera, della zia...e che mi rompe i co@lioni per come metto le cose sulla mia scrivania, se la vedessi 2 volte a settimana, il rapporto non sarebbe degenerato. Voglio telelavorareeeeee...
    mentalità, ne guadagneremmo tutti (in primis l'azienda,
    per questo ritengo l'ignoranza di un capoufficio (vedi post
    iniziale) dannosa innanzitutto per la sua azienda).questo è dovuto al fatto che la maggior parte dei titolari di aziende sono ignoranti arricchiti che hanno probvato e gli è andata bene...
  • Anonimo scrive:
    Re: La realtà italiana

    Un paese dove i dipendenti statali e
    pubblici in genere, timbrano il cartellino,
    poi escono dall'ufficio e passano la
    mattinata a fare spese e altre faccende
    personali.ALT! Non siamo tutti impiegati statali nullafacenti. Io devo portare risultati. Se non ci sono mi cazziano dalla sede principale che è in un'altra città. Non conta se lavoro 2 ore, 8 ore o 20 ore al giorno...quello che conta sono i risultati, però sono costretto a stare otto ore in ufficio.
  • Anonimo scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza

    Incrocio le dita per te e tua moglie
    Buona giornatagrazie!
  • messalinaxxx scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza)
    - Scritto da: Anonimo
    Ciao a tutti,

    vorrei portare alla vostra attenzione il mio
    caso.

    Io sono un sysadmin e mi occupo di
    amministrare sistemi unix per una grossa
    azienda italiana. In realtà la
    maggioranza di questi server non sono in
    Italia, ma in alcuni paesi dell'est europa:
    io li amministro da remoto e, in caso serva
    un'operazione "fisica" sulla macchina
    (reset, mettere un cd, etc.) chiamo gli
    operatori che sono fisicamente presenti e
    che fanno l'operazione richiesta.

    Questa premessa per farvi capire che io
    potrei benissimo lavorare da timbuctu, dalle
    maldive o da nairobi: basta che ci sia una
    linea telefonica!

    Ecco il punto: mia moglie si è
    ammalata gravemente circa un anno fa. Ora
    è in uno stato praticamente
    vegetativo, non si muove più, non
    mangia più da sola, etc. etc. etc.

    Io ho chiesto al mio datore di lavoro di
    poter lavorare da casa almeno qualche giorno
    a settimana, tanto se ci sono problemi mi
    potrei fiondare in ufficio in pochi minuti.
    In questo modo potrei stare vicino a mia
    moglie, dato che secondo i medici non
    sopravviverà ancora per molti anni.
    Non chiedo "sconti", non chiedo aiuti
    particolari, non chiedo comprensione: chiedo
    di poter fare il mio lavoro nello stesso
    modo, soltanto in un luogo diverso.
    In ogni caso, un'infermiera è
    presente tutta la giornata per occuparsi di
    lei, quindi io non toglierei nemmeno un
    minuto al mio lavoro.

    Il direttore ha datto che non si puo' fare,
    perchè in Italia non si fa,
    perchè allora tutti potrebbero
    restarsene a casa a fare "i propri porci
    comodi" (citazione testuale), etc. etc. etc.

    La cosa che mi manda in bestia è che
    il mio "corrispondente" di New York lavora
    da casa sua e va in ufficio un giorno a
    settimana per partecipare alle riunioni,
    incontrare qualche cliente, etc. etc. etc.

    A che cosa serve avere il progresso
    tecnologico (ADSL, VPN, etc. etc. etc.) se
    poi si butta tutto nel gabinetto per colpa
    di una mentalità pronvicialotta?

    Scusate lo sfogo, ne avevo proprio bisogno.

    Buona giornata a tutti!Ciao,anche in molte compagnie all'estero fanno fatica ad accettare e adottare il telelavoro... il motivo e' solo consuetudinario, perche' la tecnologia lo permette eccome.Il problema e' nella testa di chi decide che spesso preferisce avere impiegati frustrati, combattere con la malattia, le spese di affitto ecc... pur di averli sotto il naso, controllarli e dare loro noia.Incrocio le dita per te e tua moglieBuona giornata
  • messalinaxxx scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza
    - Scritto da: trollenstein






    Ecco il punto: mia moglie si
    è


    ammalata gravemente circa un anno
    fa.

    Ora


    è in uno stato praticamente


    vegetativo, non si muove
    più, non


    mangia più da sola, etc.
    etc.

    etc.




    ma a noi che cosa ce ne frega di tua
    moglie???







    Il direttore ha datto che non si
    puo'

    fare,


    perchè in Italia non si fa,


    perchè allora tutti
    potrebbero


    restarsene a casa a fare "i propri
    porci


    comodi" (citazione testuale), etc.
    etc.

    etc.




    ha perfettamente ragione, trollone. vai a
    lavorare, che è meglio

    chi si permette certe risposte poi le paga care, moooooolto care
  • Anonimo scrive:
    Re: E il rapporto umano dove lo lasciamo
    - Scritto da: Anonimo

    .. E non sono alienato. Come la mettiamo?Questo non è detto!
  • Anonimo scrive:
    Re: E il rapporto umano dove lo lasciamo
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Tiggy

    A me un futuro fatto di persone chiuse
    nelle

    proprie case a svolgere diligentemente
    le

    proprie mansioni non entusiasma per
    nulla.

    C'è il rischio (serio) di

    alienazione.

    Vero che la convivenza sul posto di
    lavoro a

    volte è una fatica, ma quante

    occasioni di arricchimento personale,
    umano,

    e professionale si possono trasferire
    via

    cavo?

    E' anche vero che molto dipende dal
    lavoro

    svolto: occupare il cubicolo di un call

    center non è più
    confortevole

    della poltrona di casa, ad esempio...
    ma in

    quel caso l'abbrutimento è nella

    mansione svolta.

    Insomma, giuste le considerazioni
    svolte, ma

    non in assoluto.

    Tiggy

    Hai c'entrato il problema e chi ti risponde
    sembra non sia in grado di "LEGGERE" visto
    che hai anche specificato che dipende dal
    lavoro.
    Io ho fatto del telelavoro e mi sono
    alienato e anche stressato perché
    alla fine avevo la sensazione di avere
    sempre il lavoro lì sotto il naso,
    mentre andando in una sede esterna si riesce
    a separare le due cose.
    Inoltre chi dice: "be' ma vai in sede una
    volta ogni due settimane"... Ma che rapporti
    umani vuoi avere con una visita sporadica
    dove vai, discuti di lavoro e te ne vai? Uno
    che ci riesce non dovrebbe telalavorare ma
    fare il PR!Ti assicuro che ho letto tutto prima di rispondere, ti credo se ti senti alienato nel tuo lavoro ma ci sono realtà diverse (come la mia, sono sys admin) dove mantengo benissimo i contatti andando il 1-2 giorni a settimana in ufficio. E non sono alienato. Come la mettiamo?Usiamo un po' di equilibrio e non demonizziamo generalizzando come al solito...
  • Anonimo scrive:
    Re: La realta' in Italia
    Concordo al 100%.E' anche la mia realtà, se non lavorassi per obbiettivi non lo potrei fare.
  • Anonimo scrive:
    Re: pura illusione
    - Scritto da: Anonimo
    Il telelavoro e' pura illusione.
    Telelavorando si viene isolati dalla propria
    azienda che non ti vede piu' come un
    lavoratore ma come un bene e dopo un po'
    inizia a chiedersi effettivamente quanto
    vali
    Sei fuori dai "giochi di palazzo" e non hai
    possibilita' di crescere e fare qualsiasi
    tipo di cariera, dato che i tuoi capi manco
    sanno come sei fatto.

    Ovunque ho lavorato da remoto e' successo
    cosi: nessun rapporto con i colleghi che non
    ti conoscono e con i capi .. non eri
    nessuno, trattato peggio di un consulente.

    Alle cene aziendali vieni scambiato per un
    cameriere o per il fidanzato di qualche
    collega ...

    abbasso il telelavoro, meglio un ufficio
    pieno di persone che lavora in allegria e
    simpatia.Non necessariamente vero.Lavoro il 50% da casa e il 50% in ufficio, sto facendo un lavoro che mi diverte, esco ogni tanto con i colleghi (alcuni sono diventati amici), mantengo la vita privata. Non sarebbe necessariamente così se passassi il 100% del tempo a casa o in Ufficio.Ci trovi qualcosa di negativo? Perchè non ponderi meglio le tue affermazioni?Qualunque cosa se fatta in eccesso porta a risultati negativi come quelli che dici, è lapalissiano.In Italia piace sempre di più essere disfattisti per partito preso davanti alla novità e non mi sembra che tu (come altri che hanno postato su questo argomento) faccia eccezione.Un po'' di apertura mentale, suvvia!!
  • Anonimo scrive:
    Re: E il rapporto umano dove lo lasciamo
    - Scritto da: Tiggy
    A me un futuro fatto di persone chiuse nelle
    proprie case a svolgere diligentemente le
    proprie mansioni non entusiasma per nulla.
    C'è il rischio (serio) di
    alienazione.
    Vero che la convivenza sul posto di lavoro a
    volte è una fatica, ma quante
    occasioni di arricchimento personale, umano,
    e professionale si possono trasferire via
    cavo?
    E' anche vero che molto dipende dal lavoro
    svolto: occupare il cubicolo di un call
    center non è più confortevole
    della poltrona di casa, ad esempio... ma in
    quel caso l'abbrutimento è nella
    mansione svolta.
    Insomma, giuste le considerazioni svolte, ma
    non in assoluto.
    TiggyHai c'entrato il problema e chi ti risponde sembra non sia in grado di "LEGGERE" visto che hai anche specificato che dipende dal lavoro.Io ho fatto del telelavoro e mi sono alienato e anche stressato perché alla fine avevo la sensazione di avere sempre il lavoro lì sotto il naso, mentre andando in una sede esterna si riesce a separare le due cose.Inoltre chi dice: "be' ma vai in sede una volta ogni due settimane"... Ma che rapporti umani vuoi avere con una visita sporadica dove vai, discuti di lavoro e te ne vai? Uno che ci riesce non dovrebbe telalavorare ma fare il PR!
  • Anonimo scrive:
    Re: E il rapporto umano dove lo lasciamo?
    - Scritto da: Tiggy
    A me un futuro fatto di persone chiuse nelle
    proprie case a svolgere diligentemente le
    proprie mansioni non entusiasma per nulla.
    C'è il rischio (serio) diMa perchè devi estremizzare? Un po' di equilibrio.;)Ovvio che non si può lavorare SEMPRE da casa, ed è pure controproducente, ma ogni tanto perchè no? Non vedo una ragione valida. Si possono mantenere i contatti benissimo facendosi vedere periodicamente (basta una-due volte la settimana), ma se c'è la possiblità di raggiungere gli stessi risultati lavorando ANCHE da casa tramite connessione a banda larga, VPN e mail, perchè non farlo? ne guadagneremmo tutti in salute, meno traffico, più contatto con la vita privata che spesso lasciamo all'ultimo posto proprio per inseguire il lavoro.Sono d'accordo che in Italia siamo indietro rispetto alla media di altri paesi (conosco situazioni in USA e Germania che testimoniano che funziona), ma l'idea è da perseguire.Occorre che chi decide cambi mentalità, ne guadagneremmo tutti (in primis l'azienda, per questo ritengo l'ignoranza di un capoufficio (vedi post iniziale) dannosa innanzitutto per la sua azienda).
  • gerry scrive:
    Re: Pensiamoci bene.
    - Scritto da: exsinistro
    Comunque non è tutto oro quello che
    luccica, anzi. L'isolamento delle persone
    nella propria abitazione può portare
    in moltissimi casi a problemi familiari, la
    mancanza di comunicazione con altri
    colleghi, se non per problemi di lavoro
    porta alla stagnazione delle idee.
    Pensateci bene!E tuti quelli che dicono che per lavoro si passa troppo poco tempo a casa coi figli?E poi non deve per forza essere un Aut-Aut. Basterebbe portare i giorni di presenza in ufficio dia cinque a due/tre, non eliminare completamente il posto di lavoro.
  • trollenstein scrive:
    Re: Trollenstein...
  • Anonimo scrive:
    Re: ci ono gia migliaia di telelavorator
    Perchè li pagano?Credo che qui si parli soprattutto di lavoro retribuitoAlessandro
  • Anonimo scrive:
    Re: quesito amletico
    - Scritto da: Anonimo
    ma lei che lavora dalla germania
    ha la laurea o no ?E' IT manager, quindi no.
  • Anonimo scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza
    -

    lavoro e vita privata non devono mai
    influenzarsi a vicendaAh sì? .. Ha parlato Solone!...
  • Anonimo scrive:
    Trollenstein...
  • Anonimo scrive:
    Re: Pensiamoci bene.
    non è che per caso hai un rapporto logoro?meni la moglie? parli x esperienza? (dì la verità 6 Tanzi agli arresti domiciliari)sei frustrato da chi non la pensa come te?non ti potresti + fare la collega nel bagno?
  • Anonimo scrive:
    Re: pura illusione
    dipende dal lavoro che fai, se lavori bene e riesci a fare cose che altri non sono in grado di fare, stai sicuro che viene riconosciuto, se non altro da chi ha bisogno del tuo lavoro.- Scritto da: Anonimo
    Il telelavoro e' pura illusione.
    Telelavorando si viene isolati dalla propria
    azienda che non ti vede piu' come un
    lavoratore ma come un bene e dopo un po'
    inizia a chiedersi effettivamente quanto
    vali
    Sei fuori dai "giochi di palazzo" e non hai
    possibilita' di crescere e fare qualsiasi
    tipo di cariera, dato che i tuoi capi manco
    sanno come sei fatto.

    Ovunque ho lavorato da remoto e' successo
    cosi: nessun rapporto con i colleghi che non
    ti conoscono e con i capi .. non eri
    nessuno, trattato peggio di un consulente.

    Alle cene aziendali vieni scambiato per un
    cameriere o per il fidanzato di qualche
    collega ...

    abbasso il telelavoro, meglio un ufficio
    pieno di persone che lavora in allegria e
    simpatia.
  • Anonimo scrive:
    pura illusione
    Il telelavoro e' pura illusione.Telelavorando si viene isolati dalla propria azienda che non ti vede piu' come un lavoratore ma come un bene e dopo un po' inizia a chiedersi effettivamente quanto valiSei fuori dai "giochi di palazzo" e non hai possibilita' di crescere e fare qualsiasi tipo di cariera, dato che i tuoi capi manco sanno come sei fatto.Ovunque ho lavorato da remoto e' successo cosi: nessun rapporto con i colleghi che non ti conoscono e con i capi .. non eri nessuno, trattato peggio di un consulente.Alle cene aziendali vieni scambiato per un cameriere o per il fidanzato di qualche collega ... abbasso il telelavoro, meglio un ufficio pieno di persone che lavora in allegria e simpatia.
  • swamiji65 scrive:
    Re: Pensiamoci bene.
    - Scritto da: exsinistro
    [...]
    Comunque non è tutto oro quello che
    luccica, anzi. L'isolamento delle persone
    nella propria abitazione può portare
    in moltissimi casi a problemi familiari, la
    mancanza di comunicazione con altri
    colleghi, se non per problemi di lavoro
    porta alla stagnazione delle idee.
    Pensateci bene!E' sempre lo stesso discorso, qualsiasi cosa (iniziativa, invenzione, scoperta) di per se' non e' un male, e' l'uso che se ne fa che potrebbe essere il problema.Cosi' se io impiego ogni giorno 3 ore della mia vita per andare e tornare dal lavoro, potrei risparmiarle telelavorando da casa e quelle tre ore non le butto sulla macchina, ma le passo con gli amici, con i vicini, con la famiglia, nel volontariato.Ci sarebbe piu' tempo per me e per gli altri, molto piu' spazio per il confronto... ach ma questo puo' far paura a qualcuno, non e' bello che la gente abbia il tempo per confrontorasi, qualcuno potrebbe anche iniziare a pensare....==================================Modificato dall'autore il 05/01/2005 11.45.08
  • Anonimo scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza
    Perchè non chiedi al tuo amico di New York se cercano altri admins? Tanto televalorare per una ditta italiana o per una straniera non credo che ti cambi molto.Io credo che i dinosauri vadano semplicemente "saltati" a piè pari. Concetto valido per un capo ma anche per un'azienda o uno Stato. Ti sconsiglio di perdere tempo, perchè i dinosauri sono dei "mulini a vento " per eccellenza.E niente sensi di colpa, mi raccomando: se ti fai condizionare da cose del genere sarai schiavizzato da chiunque.In bocca al cracker.
  • Anonimo scrive:
    Re: Pensiamoci bene.

    I maggiori detrattori del telelavoro sono i
    sindacati, i quali vedrebbero diminuita la
    loro capacità di mobilitazione,
    sopratutto in caso di scioperi politici.infatti dovresti pensarci bene prima di scrivere cose populistiche e per sentito dire
  • Anonimo scrive:
    quesito amletico
    ma lei che lavora dalla germania ha la laurea o no ?
  • jclark scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza
  • Anonimo scrive:
    Re: La realtà italiana
    - Scritto da: Anonimo
    Un paese dove i dipendenti statali e
    pubblici in genere, timbrano il cartellino,
    poi escono dall'ufficio e passano la
    mattinata a fare spese e altre faccende
    personali.Beh non basta mandare la gdf a controllare? Ah no, dimenticavo, sono troppo impegnati a cercare i ragazzini che scaricano MP3... :(
  • Anonimo scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza
    - Scritto da: Anonimo
    lavoro e vita privata non devono mai
    influenzarsi a vicendaAh si ecco ora che ce l'hai detto tu possiamo crederci tranquillamente, grazie. Ti ci mandiamo subito o aspettiamo il té delle cinque?
  • Anonimo scrive:
    ci ono gia migliaia di telelavoratori
    per esempio tutti quelli che collaborano a progetti open source, credo che la maggioranza lavorino da casa e con risultati piu che soddisfacenti.Da qui sono nate e nasceranno aziende intrinsecamente basate sul telelavoro, e' solo questione di tempo.
  • Anonimo scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza
    - Scritto da: Anonimo
    grazie per la risposta...figurati...

    io sto cercando di trovare qualcosa, ma
    spesso la risposta è la stessa: in
    Italia non si fa, punto.
    Sto riflettendo sulla possibilità di
    mettermi in proprio, almeno potrei gestire
    la cosa in modo migliore.
    Il problema è che per il momento sto
    affrontando delle spese enormi per mia
    moglie (come potete comprendere), ed ho
    paura a mettermi in proprio in questa
    delicata fase della mia vita... Si, penso anche io che, data la situazione, e' meglio aspettare. Ma non bisogna mai smettere di cercare. E soprattutto ricordati DI NON DIMENTICARE quello che la tua ditta ti ha fatto nel momento del bisogno, ossia risponderti PICCHE. Nell'immediato devi senz'altro restare li' (finche' non trovi altro), ma lavora il minimo indispensabile e sfruttali piu' che puoi ed in tutti i modi che puoi, cosi' come loro fanno con te ! Ed alla prima occasione, scaricali, possibilmente nel momento in cui hanno piu' bisogno di te !

    bah, speriamo che, col tempo, cambi la
    mentalità di chi ci dovrebbe
    "amministrare"...Questo e' difficile. I deficienti restano tali, soprattutto se hanno superato i 50. Bisogna solo sperare che se ne vadano o qualcuno li cacci e ne arrivino di migliori.Ciao.
  • exsinistro scrive:
    Re: E il rapporto umano dove lo lasciamo
    Per chi è gia alienato il problema non esiste. Alienato più, alienato meno...
  • Anonimo scrive:
    La realtà italiana
    Io sono tendenzialmente a favore del telelavoro.Ma guardiamoci in faccia... siamo italiani.Un paese dove i dipendenti statali e pubblici in genere, timbrano il cartellino, poi escono dall'ufficio e passano la mattinata a fare spese e altre faccende personali.Immaginiamo cosa significhi "lavorare a casa" in una simile realtà...
  • Anonimo scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza
  • exsinistro scrive:
    Re: E il rapporto umano dove lo lasciamo?
    Brava, hai centrato il problema principale.
  • exsinistro scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza)
    - Scritto da: Anonimo
    A che cosa serve avere il progresso
    tecnologico (ADSL, VPN, etc. etc. etc.) se
    poi si butta tutto nel gabinetto per colpa
    di una mentalità pronvicialotta?Di imbecilli come il tuo capo se ne trovano dappertutto. Non è una novità. Detto questo però, non sono sicuro che si possa fare tranquillamente in Italia. Ci sono problemi burocratici-sindacali ottocenteschi.Un esempio è l'INAIL, se ti fai male mentre sei in casa tua in orario di lavoro, come viene regolata la questione? Non è così facile. Ho poco tempo, ma di problemi quasi insormontabili ce ne sono molti. Dovresti cambiare contratto e diventare un lavoratore autonomo, questa oggi sarebba l'unica soluzione. Ciao.
  • Anonimo scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza
    A parte i commenti dei 2 imbecilli che ti hanno risposto prima, il consiglio che ti do e' solo 1: CAMBIA DITTA al piu' presto, manda in giro curriculum, indicando chiaramente quello che pensi del telelavoro. Purtroppo difficilmente risolverai il problema nell'immediato, ma per lo meno ti indirizzerai verso la strada giusta, abbandonando una ditta PERDENTE che ritiene valido avere nella propria gerarchia un "capo" come quello che hai descritto nella tua email. Il lavoro, con il tuo profilo, dovresti trovarlo senza problemi...E tutto questo dovresti farlo a prescindere dal problema che ora ha tua moglie (per la quale mi auguro che il problema si risolva).Saluti da un telelavoratore !
  • Anonimo scrive:
    La realta' in Italia
    Lavoro in un'azienda globale che "per forza" deve facilitare il telelavoro (causa bisogno di copertura globale, durante la notte, clienti all'estero, servizi offshored..., disponibilità 'around the clock')Questa azienda tenta di facilitare il telelavoro. Perche' tenta? Perche' in Italia oltre alla mentalita', la legislazione vigente non e' adeguata e disincentiva il telelavoro. Perche'?- Telelavoro ufficiale. Deve essere concesso dall'azienda e controfirmato dal sindacato (o dalla rappresentanza sindacale), per specifici motivi. Il controllo del sindacato, come gia' indicato da alcuni, e' per legge al momento.Il locale in cui si telelavora deve essere a norme (elettriche, ergonomiche).Le linee telefoniche e dati devono essere installati dall'azienda (le formule di condivisione spese e rimborso pie' di lista di linea privata sono disincentivati dalla fiscalita' vigente perche' entrano nell'insieme dei fringe benefits, che oltre una certa soglia sono tassati!)Il dipendente telelavorante deve esserlo completamente (perde la sua scrivania in ufficio) e non in maniera flessibile (tipo 3+2 giorni casa-ufficio o 4+1 giorni).L'ufficialità e continuità è dovuta alle precise normative di assicurazione sul luogo di lavoro. La specifica stanza della casa diventa un luogo di lavoro. Non posso lavorare in cantina o in cucina. (esempio, chi risponde se mi fulmino con un dispositivo elettrico difettoso mentre telelavoro? Se mi ammalo per )- telelavoro non ufficiale (a discrezione del capo)In aziende in cui c'è l'esigenza, come la mia, la flessibilità è necessaria. Ma questo genere di telelavoro è rischioso perchè fatto di nascosto dalle rappresentanze sindacali e contro le normative vigenti.Implicazioni umane/aziendali:- Il telelavoro non funziona se non funziona l'impostazione del lavoro per obiettivi. Quindi l'azienda in cui si va in ufficio per 'timbrare' e fare presenza non ha nessun interesse a implementare il telelavoro.Questo è un problema di dirigenza e mentalità imprenditoriale.- il telelavoro è una sfida personale per lavoratore e manager, in termini di rapporti umani e diversa relazione con il proprio lavoro e i propri subordinati. Non è per tutti i tipi di lavoro e per tutti i tipi di persone.Le mie conclusioni:- la normativa italiana va rivista, perchè le parole dei politici non sono sufficienti a incentivare il telelavoro se le leggi lo disincentivano. subcommento: i sindacati avranno da dire.- la classe dei dirigenti italiani dovrebbe fare aggiornare la propria mentalità e il proprio bagaglio culturale per favorire e guidare il telelavoro.Quale delle due conclusioni è più utopica? ;-)cordialmentearzigogolo
  • Anonimo scrive:
    Re: Purtroppo siamo italiani
    Concordo con te. Al di la delle "procedure" è necessaria una mutua fiducia tra datore di lavoro e dipendente, e certamente una buona dose di autodisciplina.
  • trollenstein scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza
  • Anonimo scrive:
    Re: HAI PIENAMENTE RAGIONE !!!!!
    Concordo al 100%.Ettore
  • Anonimo scrive:
    Re: E il rapporto umano dove lo lasciamo
    - Scritto da: Tiggy
    A me un futuro fatto di persone chiuse nelle
    proprie case a svolgere diligentemente le
    proprie mansioni non entusiasma per nulla.
    C'è il rischio (serio) di
    alienazione.senti la mia di alienazione invece....programatore web, parto la mattina alle 7 da casa e rientro la sera alle 9, lavoro a 100km di distanza.....scusa come potrei essere alienato restando a casa mia sulla mia sedia in ciabatte ascoltando la musica e bevendo il caffe della moka invece che quello della macchinetta????credo che sarei il 30% + produttivo....che normalmente, quando arrivo in ufficio alle 9 e 40 dopo 2 ore di viaggio in treno (molto rilassante).......mah????bah......nn capiscoR
  • Anonimo scrive:
    Re: Il mio caso... (scusate la lunghezza
    - Scritto da: Anonimo
    Ciao a tutti,

    vorrei portare alla vostra attenzione il mio
    caso.

    Io sono un sysadmin e mi occupo di
    amministrare sistemi unix per una grossa
    azienda italiana. In realtà la
    maggioranza di questi server non sono in
    Italia, ma in alcuni paesi dell'est europa:
    io li amministro da remoto e, in caso serva
    un'operazione "fisica" sulla macchina
    (reset, mettere un cd, etc.) chiamo gli
    operatori che sono fisicamente presenti e
    che fanno l'operazione richiesta.

    Questa premessa per farvi capire che io
    potrei benissimo lavorare da timbuctu, dalle
    maldive o da nairobi: basta che ci sia una
    linea telefonica!

    Ecco il punto: mia moglie si è
    ammalata gravemente circa un anno fa. Ora
    è in uno stato praticamente
    vegetativo, non si muove più, non
    mangia più da sola, etc. etc. etc.

    Io ho chiesto al mio datore di lavoro di
    poter lavorare da casa almeno qualche giorno
    a settimana, tanto se ci sono problemi mi
    potrei fiondare in ufficio in pochi minuti.
    In questo modo potrei stare vicino a mia
    moglie, dato che secondo i medici non
    sopravviverà ancora per molti anni.
    Non chiedo "sconti", non chiedo aiuti
    particolari, non chiedo comprensione: chiedo
    di poter fare il mio lavoro nello stesso
    modo, soltanto in un luogo diverso.
    In ogni caso, un'infermiera è
    presente tutta la giornata per occuparsi di
    lei, quindi io non toglierei nemmeno un
    minuto al mio lavoro.

    Il direttore ha datto che non si puo' fare,
    perchè in Italia non si fa,
    perchè allora tutti potrebbero
    restarsene a casa a fare "i propri porci
    comodi" (citazione testuale), etc. etc. etc.

    La cosa che mi manda in bestia è che
    il mio "corrispondente" di New York lavora
    da casa sua e va in ufficio un giorno a
    settimana per partecipare alle riunioni,
    incontrare qualche cliente, etc. etc. etc.

    A che cosa serve avere il progresso
    tecnologico (ADSL, VPN, etc. etc. etc.) se
    poi si butta tutto nel gabinetto per colpa
    di una mentalità pronvicialotta?

    Scusate lo sfogo, ne avevo proprio bisogno.

    Buona giornata a tutti!lavoro e vita privata non devono mai influenzarsi a vicenda
  • Anonimo scrive:
    Il mio caso... (scusate la lunghezza)
    Ciao a tutti, vorrei portare alla vostra attenzione il mio caso.Io sono un sysadmin e mi occupo di amministrare sistemi unix per una grossa azienda italiana. In realtà la maggioranza di questi server non sono in Italia, ma in alcuni paesi dell'est europa: io li amministro da remoto e, in caso serva un'operazione "fisica" sulla macchina (reset, mettere un cd, etc.) chiamo gli operatori che sono fisicamente presenti e che fanno l'operazione richiesta.Questa premessa per farvi capire che io potrei benissimo lavorare da timbuctu, dalle maldive o da nairobi: basta che ci sia una linea telefonica!Ecco il punto: mia moglie si è ammalata gravemente circa un anno fa. Ora è in uno stato praticamente vegetativo, non si muove più, non mangia più da sola, etc. etc. etc.Io ho chiesto al mio datore di lavoro di poter lavorare da casa almeno qualche giorno a settimana, tanto se ci sono problemi mi potrei fiondare in ufficio in pochi minuti. In questo modo potrei stare vicino a mia moglie, dato che secondo i medici non sopravviverà ancora per molti anni.Non chiedo "sconti", non chiedo aiuti particolari, non chiedo comprensione: chiedo di poter fare il mio lavoro nello stesso modo, soltanto in un luogo diverso.In ogni caso, un'infermiera è presente tutta la giornata per occuparsi di lei, quindi io non toglierei nemmeno un minuto al mio lavoro.Il direttore ha datto che non si puo' fare, perchè in Italia non si fa, perchè allora tutti potrebbero restarsene a casa a fare "i propri porci comodi" (citazione testuale), etc. etc. etc.La cosa che mi manda in bestia è che il mio "corrispondente" di New York lavora da casa sua e va in ufficio un giorno a settimana per partecipare alle riunioni, incontrare qualche cliente, etc. etc. etc.A che cosa serve avere il progresso tecnologico (ADSL, VPN, etc. etc. etc.) se poi si butta tutto nel gabinetto per colpa di una mentalità pronvicialotta?Scusate lo sfogo, ne avevo proprio bisogno.Buona giornata a tutti!
  • Tiggy scrive:
    E il rapporto umano dove lo lasciamo?
    A me un futuro fatto di persone chiuse nelle proprie case a svolgere diligentemente le proprie mansioni non entusiasma per nulla. C'è il rischio (serio) di alienazione.Vero che la convivenza sul posto di lavoro a volte è una fatica, ma quante occasioni di arricchimento personale, umano, e professionale si possono trasferire via cavo?E' anche vero che molto dipende dal lavoro svolto: occupare il cubicolo di un call center non è più confortevole della poltrona di casa, ad esempio... ma in quel caso l'abbrutimento è nella mansione svolta.Insomma, giuste le considerazioni svolte, ma non in assoluto.Tiggy
  • Anonimo scrive:
    Il Telelavoro in Italia
    Il Telelevoro in Italia è una cosa che è di là da venire,.......molto di là da venire.Vuoi perchè qui si è indietro di parecchio rispetto ai Paesi + evoluti nell' uso delle moderne tecnologie, vuoim x mentalità ITALIOTA che ci fregherà sempre.Tenendo conto poi che il Telelavoro richiede ovviamente un totale cambio di generazione manageriale x organizzare al meglio il lavoro secondo le nuove esigenze, vuoi x ovvi motivi di riservatezza dei dati Aziendali che è dura ancora convincere portare all' esterno delle mura degli uffici interni,......., è MOLTO di là da venire nel Paese degli ITALIOTI, anche se i vantaggi del Telelavoro sono parecchio superiori ai potenziali svantaggi.
  • exsinistro scrive:
    Pensiamoci bene.
    [...]"Peccato che in Italia non ci sia una vera volontà di affrontare il problema, lo stato parla parla ma non fa nulla di concreto, mi sono permesso di scrivere al ministro Stanca che ha risposto tramite il suo ufficio ma senza la necessaria convinzione. " .....I maggiori detrattori del telelavoro sono i sindacati, i quali vedrebbero diminuita la loro capacità di mobilitazione, sopratutto in caso di scioperi politici.Comunque non è tutto oro quello che luccica, anzi. L'isolamento delle persone nella propria abitazione può portare in moltissimi casi a problemi familiari, la mancanza di comunicazione con altri colleghi, se non per problemi di lavoro porta alla stagnazione delle idee. Pensateci bene!
  • rpsoft scrive:
    Purtroppo siamo italiani
    Nel leggere l'articolo anzi la risposta all'articolo ideologicamente non posso che essere daccordo sul potenziale che offrirebbe il telelavoro tuttavia, conosco la nostra popolazione, mi cimetto anch'io dentro, e conosco il popolo giapponese: dal punto di vista puntualità e capacità di condurre in modo sistematico lavori di routine non abbiamo niente in comune.Abbiamo la genialità dalla nostra, ma sicuramente non abbiamo il senso del dovere così spiccato come i giapponesi e questo è il vero limite che abbiamo noi italiani per poter sviluppare il telelavoro.Personalmente sono un pioniere dell'outsoucing d'impresa in italia e per quello che sono le mie esperienze, ho dovuto instaurare dei filtri e delle procedure davvero incredibili per ottenere dei risultati economicamente vantaggiosi all'impresa.
  • Anonimo scrive:
    Insegnamento on-line... in presenza
    Concordo completamente con le osservazioni sulla situazione Italiana: io mi sto qualificando per l'insegnamento on-line (corsi, lezioni, aggiornamenti, ecc.) e il Master universitario che darà questa qualifica è svolto on-line.I tutor che rispondono alle nostre domande, però, sono fisicamente presenti in sede e rispondono al telefono, mentre per mandare una e-mail di chiarimento passa anche un mese (quando la mandano).E' evidente che manca proprio la mentalità di base: che bisogno c'è di stare in una stanza dell'azienda quando tutto ciò che deve essere fatto utilizza il cervello del lavoratore e il PC?Mha, brutta, brutta prospettiva....Red Fox
  • alte scrive:
    HAI PIENAMENTE RAGIONE !!!!!
    Per esperienza personale ..... :-)
  • Anonimo scrive:
    Re: Ma dipende dal lavoro!
    - Scritto da: Anonimo
    per esempio cosa fa?Faccio l'IT manager. E' ovvio che il telelavoro non è applicabile a tutte le categorie lavorative. Sicuramente per alcune potrebbe essere una buona soluzione, penso ai gruppi amministrativi, o alle assicurazioni o ancora i Call Centre dove la maggioranza dei servizi sono attuati stando dietro ad un computer. Certo i benefici si rifletterebbero anche sugli altri, per esempio come ho detto nella mia mail, un minor traffico stradale, o il minor inquinamento. Il punto fondamentale è che a mio parere la qualità della vita del lavoratore potrebbe decisamente migliorare notevolmente, pensiamo solo al tempo risparmiato sui viaggi. Anche l'azienda ne trae vantaggio , guadagnando spazio o riducendo l'area degli uffici, accenetrando tutte le operazioni su servizi terminal potrebbe avere anche una gestione più sicura e veloce del sistema informatico centralizzato. Saluti,Ettore
  • Anonimo scrive:
    Re: Ettore C. ???
    Si certo!. ^_^
  • Anonimo scrive:
    OT - Re: Ettore C. ???
    Io ho un amiga 500 e una sorella minore... va bene lo stesso? ;-)
  • Anonimo scrive:
    Tele-lavoro
    ma.... bada ben bada ben... è lavoro!Sto parafrasando la famosa battuta di ezio greggio per dire che in italia non manca "il telelavoro" manca "il lavoro" proprio, anzi manca la cultura del lavoro (incentivare chi lavora bene con aumenti, investire nella formazione del personale etc sono cose rarissime salvo casi isolati), cosa pretendiamo se lavorare (non solo a distanza) all'estero è infinitamente meglio partendo dagli stipendi proporzionati alle capacità del dipendente, fino alle gratificazioni personali, alle possibilità di carriera (parola ignota qui se non si è leggermente imparentati col capo) alla possibilità di scambio formativo coi colleghi (mentre da noi al massimo lo scambio si fa con le colleghe ;) per il resto vige la meschineria, sembra sempre di voler rubare "il sapere" agli altri che ovviamente fanno di tutto per buttarvelo nel didietro) in italia è più che altro richiesta la presenza fisica a 800?/mese senza malattia né ferie a fare non si sa bene cosa né perchè... :sma che ci vogliamo fare, abbiamo o' sole teniamo o'mare... siamo italiani pecoroni inutile lamentarsi... chi può scappa chi non può resta.... io può :D (chiudo con un'altra citazione anni '80 e vado a letto)saluti
  • Anonimo scrive:
    Ma dipende dal lavoro!
    per esempio cosa fa?
  • Anonimo scrive:
    Ettore C. ???
    Non avrai mica un fratello minore e (almeno una volta) un Amiga 1000 ?
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