Galileo, il GPS europeo sempre più costoso

Il network satellitare per la geolocalizzazione continua la sua collezione di critiche e aumento di costi. La sua messa in funzione richiede un altro paio di miliardi, dice la Commissione da Bruxelles

Roma – Dopo l’ assegnazione delle prime commissioni per la costruzione e il lancio della rete di satelliti geostazionari europei, il progetto Galileo torna a far parlare di sé. E si tratta, come al solito, di notizie non particolarmente positive : la Commissione Europea prevede un forte rialzo per i costi di sviluppo e deployment, mentre un cablogramma pubblicato da Wikileaks rivela opinioni niente affatto lusinghiere sull’iniziativa diffuse in seno al management delle aziende di settore.

Da Bruxelles fanno sapere che la messa in orbita di un network di 30 satelliti – da usare per Galileo così come per European Geostationary Navigation Overlay Service (EGNOS) per il miglioramento dell’affidabilità di Galileo e GPS – costerà 1,9 miliardi di dollari in più rispetto ai 3,4 miliardi già stanziati dalla UE.

Nella sua comunicazione fatta pervenire al parlamento e al Consiglio europei, la Commissione identifica i fattori che hanno portato all’esplosione del budget nell’aumentato costo nella fase di sviluppo, l’aumento del prezzo dei razzi-vettore e la mancanza di concorrenza nell’assegnazione di alcuni contratti nella fase di messa in orbita.

I costi aumentano ma “gli obiettivi finali non vanno messi in discussione”, dice la UE, perché il denaro già stanziato copre la costruzione e il lancio dei primi 18 satelliti del network e le infrastrutture di terra associate. Galileo permetterà all’Europa di giocarsela alla pari con gli USA nel settore della tecnologia spaziale , dice il vicepresidente della Commissione Europea Antonio Tajani.

Resta il fatto che una parte dell’industria europea non è affatto convinta della centralità di Galileo negli interessi europei, tutt’altro: secondo un cablogramma dei diplomatici USA spifferato da Wikileaks, il CEO dell’azienda tedesca OHB Berry Smutny – già partecipante all’assegnazione della prima tranche di commissioni – considererebbe Galileo un progetto “stupido”, ridondante rispetto al GPS statunitense e nient’altro che un favore economico fatto dai potentati di Bruxelles alla lobby dell’industria aerospaziale francese.

Alfonso Maruccia

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