GarageBand, fine di un'era

Dopo oltre dieci anni, chiuderà la community dedicata all'acquisto e alla scoperta di musica indipendente. Colpa di un panorama mutato nel tempo. Rimarrà in piedi il solo servizio social iLike

Roma – Sono passati più di dieci anni da quando gli spazi online di GarageBand venivano per la prima volta aperti a tutti i fan della cosiddetta indie music . Che avevano così ricevuto la possibilità di riunirsi in un’unica community , alla ricerca di talenti emergenti, di nuova musica indipendente da acquistare in maniera legale.

Quegli stessi spazi online verranno ora chiusi , a partire dalla prossima metà di luglio . A comunicarlo in via ufficiale, una lettera inviata dal team di GarageBand a tutti gli utenti registrati. “È con grande amarezza – si può leggere nel messaggio di posta elettronica – che annunciamo la fine di GarageBand.com , a partire dal prossimo 15 luglio”.

I responsabili di GarageBand hanno quindi ordinato lo stop alle nuove registrazioni, prevedendo inoltre un termine – fino al 31 luglio prossimo – per eventuali rimborsi di acquisti recentemente andati in porto sul sito. Rimarranno invece in piedi le registrazioni su iLike , il servizio musicale social acquisito nell’agosto 2009 da MySpace.

“Il panorama relativo alla scoperta e alla distribuzione della musica è cambiato drasticamente nel corso dell’ultimo decennio – hanno spiegato i responsabili della community – Siamo fieri di aver fatto parte di questi cambiamenti, prima con GarageBand.com e poi con iLike.com . Purtroppo, il nuovo panorama non includerà GarageBand “.

Mauro Vecchio

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  • Alessandro Ronchi scrive:
    Ma dove si acquistano?
    Ma c'è un posto dove si possano acquistare, in Italia o almeno in Europa?
    • JosaFat scrive:
      Re: Ma dove si acquistano?
      Parli di questi lettori di cui parla l'articolo o di e-reader in generale?Nel secondo caso, in Italia li puoi comprare da Mediaworld, La Feltrinelli, e molti altri negozi. On line ti consiglio il sito di simplicissimus.
  • panda rossa scrive:
    Speculazioni a danno del cliente
    Tutti questi ribassamenti di prezzi, degli e-reader oggi, come delle console ieri, e di qualcos'altro domani dimostrano solo quanta cresta questa gente fa con questi gadget tecnologici.Gli costa 1 e lo rivendono a 100, per poi abbassarlo a 50, o addirittura a 20.E' vergognoso!Ma XXXXX miseria. Ti costa 1, rivendilo a 2 che tutti lo comprano!E quando esce il modello nuovo, tutti comprano anche il modello nuovo, che tanto costa 2.E' necessario l'open anche nell'hardware: non e' possibile che il progresso tecnologico venga ostacolato dall'avidita' di pochi.
    • Nemo scrive:
      Re: Speculazioni a danno del cliente
      a me basterebbe che lo rivendessero a 10...
    • zztop scrive:
      Re: Speculazioni a danno del cliente
      Un prodotto costa poco di materiali e produzione, ma molto di ricerca e sviluppo.I prima chiaramente pagano questi costi: i secondi usano un prodotto che non è più nuovo e quindi non pagano più questa parte.
      • panda rossa scrive:
        Re: Speculazioni a danno del cliente
        - Scritto da: zztop
        Un prodotto costa poco di materiali e produzione,
        ma molto di ricerca e
        sviluppo.
        I prima chiaramente pagano questi costi: E questa e' la speculazione a danno del cliente.
        i
        secondi usano un prodotto che non è più nuovo e
        quindi non pagano più questa
        parte.Io mi sono fatto furbo gia' da un pezzo e faccio sempre parte del secondo gruppo.Quando tutti si sveglieranno e decideranno di far parte del secondo gruppo, allora gli speculatori cambieranno stratgia e si decideranno a vendere le cose a prezzo di costo.
        • shevathas scrive:
          Re: Speculazioni a danno del cliente

          Io mi sono fatto furbo gia' da un pezzo e faccio
          sempre parte del secondo
          gruppo.una tua scelta
          Quando tutti si sveglieranno e decideranno di far
          parte del secondo gruppo, allora gli speculatori
          cambieranno stratgia e si decideranno a vendere
          le cose a prezzo di
          costo.dove vedi la speculazione ? è fisiologico che sui primi lotti di un prodotto nuovo vengano ricaricate anche le spese di ricerca e di sviluppo.
          • erMedusa scrive:
            Re: Speculazioni a danno del cliente
            Guarda che la speculazione c'è, si chiama profitto, ed in alcuni casi è la gran parte di un prezzo. Sul 3gs in vendita (o un portatile hp, o un televisore sony) secondo te, ad oggi, devono ripagare i costi di sviluppo?
          • shevathas scrive:
            Re: Speculazioni a danno del cliente
            - Scritto da: erMedusa
            Guarda che la speculazione c'è, si chiama
            profitto, :-o
            ed in alcuni casi è la gran parte di un
            prezzo. Sul 3gs in vendita (o un portatile hp, o
            un televisore sony) secondo te, ad oggi, devono
            ripagare i costi di
            sviluppo?il televisore è identico a quello di 40 anni fa ?
          • panda rossa scrive:
            Re: Speculazioni a danno del cliente
            - Scritto da: shevathas

            il televisore è identico a quello di 40 anni fa ?No, ma perche' smettere di produrre monitor crt che l'ultimo che ho preso l'ho pagato 30 euro, e oggi ci sono solo monitor LCD che quello che costa meno ne costa 80?A me che non frega dell'lcd e dello schermo piatto ma voglio un monitor da 30 euro mi stai fregando!
          • Damage92 scrive:
            Re: Speculazioni a danno del cliente
            - Scritto da: panda rossa
            No, ma perche' smettere di produrre monitor crt
            che l'ultimo che ho preso l'ho pagato 30 euro, e
            oggi ci sono solo monitor LCD che quello che
            costa meno ne costa
            80?Forse perché quelli come te che chiedono crt ormai sono pochi. Magari ai produttori costa di più mantenere aperte le fabbriche per produrre quel tipo di schermi piuttosto che investire sugli lcd.
          • panda rossa scrive:
            Re: Speculazioni a danno del cliente
            - Scritto da: Damage92
            - Scritto da: panda rossa

            No, ma perche' smettere di produrre monitor crt

            che l'ultimo che ho preso l'ho pagato 30 euro, e

            oggi ci sono solo monitor LCD che quello che

            costa meno ne costa

            80?

            Forse perché quelli come te che chiedono crt
            ormai sono pochi. Magari ai produttori costa di
            più mantenere aperte le fabbriche per produrre
            quel tipo di schermi piuttosto che investire
            sugli
            lcd.Allora mi devono poter fornire un oggetto di simili caratteristiche allo stesso prezzo.Altrimenti c'e' la fregatura.Una nuova teconologia sostituisce la precedente quando offre un miglior rapporto prezzo/prestazioni.Nel caso dei monitor le prestazioni sono le stesse (anzi, il crt ha un tempo di risposta molto piu' alto) mentre i prezzi sono piu' che raddoppiati.E' una fregatura!
          • mr_caos scrive:
            Re: Speculazioni a danno del cliente
            forse ti è sfuggito che un CRT 24 pollici pesa 25 kg e tiene metà scrivania
          • panda rossa scrive:
            Re: Speculazioni a danno del cliente
            - Scritto da: mr_caos
            forse ti è sfuggito che un CRT 24 pollici pesa 25
            kg e tiene metà
            scrivaniaLa mia scrivania la presi 10 anni fa, apposta per farci stare un crt da 25 kg. E adesso ci tengo ancora un crt da 19 pollici e 25 kg, e ne ho pure un altro in cantina da usare quando questo tirera' le cuoia.
          • shevathas scrive:
            Re: Speculazioni a danno del cliente

            Allora mi devono poter fornire un oggetto di
            simili caratteristiche allo stesso
            prezzo.
            Altrimenti c'e' la fregatura.
            dove sta scritto ? io voglio una 127 nuova come mai la FIAT non le fabbrica più ?
            Nel caso dei monitor le prestazioni sono le
            stesse (anzi, il crt ha un tempo di risposta
            molto piu' alto) mentre i prezzi sono piu' che
            raddoppiati.
            logico che quando il mercato andava sugli LCD le aziende svendevano i CRT che stavano andando fuori mercato a prezzi molto convenienti. Per il resto quando non c'erano LCD i costi dei monitor grandi, oltre 17'' CRT e con un immagine stabile non erano certo 30.
            E' una fregatura!
          • erMedusa scrive:
            Re: Speculazioni a danno del cliente
            "Il primo utilizzo dei cristalli liquidi per uno schermo fu opera di George Heilmeier nel 1965."Sì, il televisore è lo stesso di 40 anni fa. E vale per tutte le tecnologie, oppure pensi che quello che paghi serve solo a coprire i costi?
          • shevathas scrive:
            Re: Speculazioni a danno del cliente
            - Scritto da: erMedusa
            "Il primo utilizzo dei cristalli liquidi per uno
            schermo fu opera di George Heilmeier nel
            1965."e la prima macchina di calcolo automatico è stata inventata da pascal.
            Sì, il televisore è lo stesso di 40 anni fa. E
            vale per tutte le tecnologie, oppure pensi che
            quello che paghi serve solo a coprire i
            costi?assolutamente no, ci vogliono, giustamente, anche mangiare. E tu credi che senza profitto avremmo gli LCD di oggi o staremo ancora con i televisori stile 1970 ?
    • Damage92 scrive:
      Re: Speculazioni a danno del cliente
      - Scritto da: panda rossa
      Ma XXXXX miseria. Ti costa 1, rivendilo a 2 che
      tutti lo
      comprano!C'è una logica sotto il loro ragionamento, che purtroppo funziona meglio della tua idea...Prima probabilmente erano poche le persone interessate ad acquistare un ereader. Per cui il mercato era "saturo". Mettiamo che solo 10 persone avevano bisogno di un ereader. Di queste 10, 8 sono disposte a spendere 200 euro, le altre due no... a te conviene venderlo a 200 (200 x 8), piuttosto che a 100 (100*10).Ora, probabilmente, molta più gente sta comprando. Unisci questo al fatto che c'è un minimo di concorrenza, e vedi come i produttori iniziano ad abbassare il prezzo per farsi concorrenza, fino a che trovano un equilibrio tra costi di produzione, domanda e profitti.Poi gli ereader di ora sono tutti simili, a parte poche differenze. Ma la funzione principale la svolgono tutti. Per questo nessuno può permettersi di pretendere un prezzo più alto.Però nessuno venderà mai a 2. Di solito, in mercato di concorrenza, si trova un punto di equilibrio tra domanda e offerta di beni.Se vendi a 2, magari vendi 2000. Ma se vendi a 100, ne vendi 500. Perché 500 persone sono comunque disposte a pagare 100. Altre 1500 no.A te conviene comunque vendere a 100 che a 2.Poi ci sono altri discorsi che complicano le cose. L'assistenza, gli ordini da gestire, sono costi che si alzano in base al numero di vendite.Poi nella produzione ci sono i costi fissi. Se produci fino a, mettiamo, 100, ti basta un impianto. Per produrre 101 devi investire altri soldi per un nuovo impianto. E ti conviene?Alla fine un bravo imprenditore riesce a trovare il punto di equilibrio. Che non significa vendere tanto, ma guadagnare il massimo col minimo investimento.
      • turycell scrive:
        Re: Speculazioni a danno del cliente

        Se vendi a 2, magari vendi 2000. Ma se vendi a
        100, ne vendi 500. Perché 500 persone sono
        comunque disposte a pagare 100. Altre 1500
        no.
        A te conviene comunque vendere a 100 che a 2.In questo caso specifico c'è un altro fattore di cui tener conto: gli acquisti che verranno fatti sui negozi di Amazon e Barnes&Nobles.Mentre la Apple guadagna sull'iDevice e mantiene l'App Store in pareggio perché è un forte vantaggio competitivo, gli e-reader dedicati non devono necessariamente generare profitti, ma costituiscono "cavalli di XXXXX" per lockare gli acquirenti fuori dai negozi dei concorrenti.(Questo ha molto meno senso in Italia, dove non conosco uno che non pirati *tutto* ciò che consuma. Ma l'Italia è un mercato trascurabile.)
    • Damage92 scrive:
      Re: Speculazioni a danno del cliente
      - Scritto da: panda rossa
      E' necessario l'open anche nell'hardware: non e'
      possibile che il progresso tecnologico venga
      ostacolato dall'avidita' di
      pochi.Su questo sono d'accordo. Il sistema capitalistico ha permesso una grande espansione dell'economia e ha dato la possibilità alle tecnologie di crescere facilmente... ma ci siamo scordati che non siamo noi che esistiamo per i soldi, ma i soldi che esistono per noi!Prima o poi le persone inizieranno a cambiare mentalità e ad adottare filosofie un pò più "uomo-centriche". Nella storia è sempre stato così, il modo di pensare è cambiato diverse volte (anche se le persone, fondamentalmente, sono sempre le stesse).
    • vuvuzelano scrive:
      Re: Speculazioni a danno del cliente
      - Scritto da: panda rossa
      Gli costa 1 e lo rivendono a 100, per poi
      abbassarlo a 50, o addirittura a
      20.

      E' vergognoso!eh si e' una ingiustizia. IO ho pagato un milione di lire una stampante ad aghi 20 anni fa.Ora la potrei comprare a 20euro.Ma che ragionamento e'? ovvio che una cosa appena uscita costa...
      Ma XXXXX miseria. Ti costa 1, rivendilo a 2 che
      tutti lo
      comprano!
      E quando esce il modello nuovo, tutti comprano
      anche il modello nuovo, che tanto costa
      2.Chi ha stabilito che se una cosa costa 1 devo venderla a 2?un discorso un po' da comunista... facciamo 1 a 1 dai. Quello che tuo e mio.
      E' necessario l'open anche nell'hardware: non e'
      possibile che il progresso tecnologico venga
      ostacolato dall'avidita' di
      pochi.eccooo un altro che pensa che open source vuol dire gratis.
      • panda rossa scrive:
        Re: Speculazioni a danno del cliente
        - Scritto da: vuvuzelano

        E' necessario l'open anche nell'hardware: non e'

        possibile che il progresso tecnologico venga

        ostacolato dall'avidita' di

        pochi.

        eccooo un altro che pensa che open source vuol
        dire
        gratis.Open vuol dire che posso guardarci dentro ed eventualmente riutilizzare!Open vuol dire rispettoso degli standard.Open non vuol dire gratis, ma vuol dire che nessuno ci specula sopra.
    • JosaFat scrive:
      Re: Speculazioni a danno del cliente
      Guarda che questi scendono di prezzo, perché sono *librerie*.Per loro vendere l'hardware serve perché è funzionale alla vendita dei libri, che la loro vera fonte di guadagno.
      • panda rossa scrive:
        Re: Speculazioni a danno del cliente
        - Scritto da: JosaFat
        Guarda che questi scendono di prezzo, perché sono
        *librerie*.
        Per loro vendere l'hardware serve perché è
        funzionale alla vendita dei libri, che la loro
        vera fonte di
        guadagno.Gli editori facessero gli editori, gli scrittori facessero gli scrittori e i fabbricanti di ereader facessero i fabbricanti di ereader.Se ognuno facesse il proprio mestiere invece di quello degli altri, tutte queste questioni non ci sarebbero.Chi fa ereader li fa per vendere, chi scrive ha un mezzo in piu' per raggiungere il pubblico, e gli editori faranno la fine dei venditori di lumi a petrolio, dei venditori di ferri di cavallo e dei dinosauri.Non li rimpiangeremo.
        • JosaFat scrive:
          Re: Speculazioni a danno del cliente
          - Scritto da: panda rossa
          Gli editori facessero gli editori, gli scrittori
          facessero gli scrittori e i fabbricanti di
          ereader facessero i fabbricanti di
          ereader.Sono d'accordissimo con te. Purtroppo il mercato si sta invadendo di connubi poco trasparenti e il consumatore medio è sempre più pigro.
          gli editori faranno la fine dei venditori di lumi
          a petrolio, dei venditori di ferri di cavallo e
          dei
          dinosauri.
          Non li rimpiangeremo.Qui sei un po' superficiale. So che lavoro c'è dietro una casa editrice, e sono tutti lavori che un autore non vuole fare e non fa. Nota quante volte autori di grande sucXXXXX (come Stephen King), ringraziano i loro agenti, editor, correttori di bozze e via di sto passo.Forse in futuro avremo più autori-imprenditori di adesso, che producono tutto da soli? Forse. Ma la grandissima maggioranza non pubblicherà nulla senza la "cosmesi" di un editore.
          • panda rossa scrive:
            Re: Speculazioni a danno del cliente
            - Scritto da: JosaFat
            Qui sei un po' superficiale. So che lavoro c'è
            dietro una casa editrice, e sono tutti lavori che
            un autore non vuole fare e non fa. L'autore commissiona ad una agenzia questo tipo di lavoro che lui non vuole fare e non fa.L'agenzia lavora per conto dell'autore e viene pagata a tempo/fatti, non a rendita eterna.
            Nota quante
            volte autori di grande sucXXXXX (come Stephen
            King), ringraziano i loro agenti, editor,
            correttori di bozze e via di sto
            passo.Pure a me i miei committenti mi ringraziano.Ma poi, una volta saldata la fattura, il rapporto commerciale finisce.Io non vivo di rendita.
            Forse in futuro avremo più autori-imprenditori di
            adesso, che producono tutto da soli? Forse. Ma la
            grandissima maggioranza non pubblicherà nulla
            senza la "cosmesi" di un
            editore.L'editore continua a fare l'editore, ma con modalita' diverse dal privilegio di casta sancito da un diritto anacronistico come quello di copia.
          • JosaFat scrive:
            Re: Speculazioni a danno del cliente
            Tu continui a vedere l'autore che diventa imprenditore di sé stesso. Che pubblica da sé i suoi romanzi, e che assume consulenti per effettuare le lavorazioni che non può fare in prima persona.Primo, è inevitabile che un simile modello abbassi la qualità del libro, visto che l'autore non è certo imparziale nei confronti del proprio lavoro, e potrebbe respingere un editing che non gli garba.Secondo, quali e quanti autori adotterebbero un simile modello? Se pressoché tutti gli autori scelgono di cedere i diritti di sfruttamento economico a un editore, ricavandoci massimo il 10% delle vendite, forse è proprio perché i conti se li sono già fatti e gli sta bene così. Sai cosa vuol dire occuparsi di tutta la fase redazionale e organizzativa del lavoro? Credi che uno scrittore sia disposto a sobbarcarselo? E poi, doversi organizzare per la stampa, l'immagazzinamento e la distribuzione dei libri? E soprattutto, per la promozione (che rimane, anche nell'ambito degli ebook)?Parliamo di casi concreti: ci sono autori che pubblicano le loro opere e permettono di scaricarle gratuitamente dai loro siti. Per fare un paio di nomi importanti, Cory Doctorow e i Wu Ming. E nonostante questa loro concezione decisamente alternativa del libro e dei diritti d'autore, entrambi sono legati a un editore. Non solo, ma i Wu Ming sono pure seguiti dall'agente letterario più noto d'Italia, altro che fare da soli.Anche se dovesse essere profondamente rivisto il diritto di copia, vedo ben difficile che l'editore sparisca, anzi. Può, magari in un fiorente mercato di ebook, tornare a fare l'editore nel senso più autentico del termine.
          • panda rossa scrive:
            Re: Speculazioni a danno del cliente
            - Scritto da: JosaFat
            Tu continui a vedere l'autore che diventa
            imprenditore di sé stesso. Che pubblica da sé i
            suoi romanzi, e che assume consulenti per
            effettuare le lavorazioni che non può fare in
            prima persona.E' molto semplice la cosa: in un qualsivoglia meccanismo, ci sono rotelle intercambiabili e rotelle portanti.L'autore e' la rotella portante: senza autore non c'e' opera di ingegno.Gli editori sono rotelle intercambiabili: se una non gira bene la si butta e se ne mette un'altra.L'editore vorrebbe essere lui la rotella portante dell'ingranaggio e fa di tutto per farlo credere, ma non e' cosi'.
            Primo, è inevitabile che un simile modello
            abbassi la qualità del libro, visto che l'autore
            non è certo imparziale nei confronti del proprio
            lavoro, e potrebbe respingere un editing che non
            gli garba.In che senso? L'autore scrive. Se e' bravo il libro ha sucXXXXX, altrimenti no.Considerando che la rete permette di pubblicare e distribuire gratis, non ha nessuna spesa da sostenere, quindi puo' verificare gratis l'impatto sul pubblico e se c'e' un ritorno da' alle stampe.
            Secondo, quali e quanti autori adotterebbero un
            simile modello? Se pressoché tutti gli autori
            scelgono di cedere i diritti di sfruttamento
            economico a un editore, ricavandoci massimo il
            10% delle vendite, forse è proprio perché i conti
            se li sono già fatti e gli sta bene così. A me risulta che sia cosi' perche' l'editore impone questo.Il cartello degli editori impone questo, perche' l'editore ha capito che la sua epoca sta per finire e tiene duro.
            Sai
            cosa vuol dire occuparsi di tutta la fase
            redazionale e organizzativa del lavoro? Credi che
            uno scrittore sia disposto a sobbarcarselo? Che differenza passa col software questo aspetto.Io scrivo software, lo pubblico e me ne frego di tutto.
            E
            poi, doversi organizzare per la stampa,
            l'immagazzinamento e la distribuzione dei libri?http://www.lulu.com/
            E soprattutto, per la promozione (che rimane,
            anche nell'ambito degli
            ebook)?Mai sentito parlare di intenet?
            Parliamo di casi concreti: ci sono autori che
            pubblicano le loro opere e permettono di
            scaricarle gratuitamente dai loro siti. Per fare
            un paio di nomi importanti, Cory Doctorow e i Wu
            Ming. E nonostante questa loro concezione
            decisamente alternativa del libro e dei diritti
            d'autore, entrambi sono legati a un editore. Non
            solo, ma i Wu Ming sono pure seguiti dall'agente
            letterario più noto d'Italia, altro che fare da
            soli.Chi tiene il guinzaglio e chi ce l'ha al collo?
            Anche se dovesse essere profondamente rivisto il
            diritto di copia, vedo ben difficile che
            l'editore sparisca, anzi. Ma pure io.Solo che bisogna ribaltare il punto di vista: io autore offro a te editore il 10% dei ricavi del mio romanzo, se non ti sta bene cambio editore. L'autore sono io!Oppure io autore ti chiedo quanto vuoi per farmi questo lavoro. Me lo fai. Ti pago. Arrivederci e grazie.
            Può, magari in un
            fiorente mercato di ebook, tornare a fare
            l'editore nel senso più autentico del
            termine.Anche. E non sarebbe male.Ma senza tutti questi lucchetti.
          • JosaFat scrive:
            Re: Speculazioni a danno del cliente
            - Scritto da: panda rossa
            E' molto semplice la cosa: in un qualsivoglia
            meccanismo, ci sono rotelle intercambiabili e
            rotelle
            portanti.
            L'autore e' la rotella portante: senza autore non
            c'e' opera di
            ingegno.
            Gli editori sono rotelle intercambiabili: se una
            non gira bene la si butta e se ne mette
            un'altra.Fai discorsi puramente astratti, senza alcun riscontro nella realtà. Portami esempi di autori che pubblicano senza editore, tanto per iniziare.

            Primo, è inevitabile che un simile modello

            abbassi la qualità del libro, visto che l'autore

            non è certo imparziale nei confronti del proprio

            lavoro, e potrebbe respingere un editing che non

            gli garba.

            In che senso?
            L'autore scrive. Certo che scrive, ma hai mai visto un manoscritto appena prodotto da uno scrittore? Credi che così come vengono scritti vengono pubblicati? Ci sono sessioni e sessioni di editing, prima di arrivare al testo definitivo. La maggior parte degli scrittori in Italia sono dilettanti che lo fanno come piacere, non come lavoro. E per rendere un testo grezzo pubblicabile ci vuole lavoro di un professionista, che conosca il suo mestiere.E se il pallino della pubblicazione è nelle mani dell'editore, allora lo scrittore deve giocoforza accettare il lavoro di uno sconosciuto sulla propria opera. Mentre se è l'autore a poter decidere della pubblicazione, se non è d'accordo con l'editing, anziché aggiustare il libro, cambia l'editor.
            Se e' bravo il libro ha sucXXXXX, altrimenti no.Se pensi che il sucXXXXX di un libro sia determinato solo da quanto è bravo l'autore, sei davvero molto lontano dalla realtà.
            Considerando che la rete permette di pubblicare e
            distribuire gratis, non ha nessuna spesa da
            sostenere, quindi puo' verificare gratis
            l'impatto sul pubblico e se c'e' un ritorno da'
            alle
            stampe.Sì, perché se sul tuo sito qualche decina di persone scaricano il tuo libro dicendo che sei bravo, è proprio sicuro che farà grandi cifre se lo stampi. Facciamo finta che un minimo di consenso sulla versione gratuita sia davvero un buon indice per il sucXXXXX nelle vendite (e non lo è), ma sai come è difficile andare a piazzare le tue duemila copie sugli scaffali delle librerie? Chi te li prende? Vai tu dai librai a convincerli a esporli? E poi, quanto pensi di prendere dalle vendite? Non credere che il negoziante ti prenda meno del 30%... e sempre che non ti chieda lui dei soldi per esporre la tua merce.
            A me risulta che sia cosi' perche' l'editore
            impone
            questo.
            Il cartello degli editori impone questo, perche'
            l'editore ha capito che la sua epoca sta per
            finire e tiene
            duro.Impone cosa? Gli editori imporrebbero che i libri possono uscire solo tramite loro? E come fanno a imporre una cosa simile? C'è una legge? Se stampo un libro da me, anziché passare da un editore, mi fanno pagare una multa?Seriamente, il problema è che nessun libraio o distributore prenderebbe libri da un editore sconosciuto (quale sarebbe l'autore editore di sè stesso), a meno di raccomandazioni o mance.
            Che differenza passa col software questo aspetto.
            Io scrivo software, lo pubblico e me ne frego di
            tutto.Ci sono differenze enormi. Prova a scrivere un libro e provare a guadagnarci.
            http://www.lulu.com/Bravo, lulu. E poi "Lampi di Stampa" e tutti gli altri. Hai mai comprato dei libri da loro, magari romanzi? Hai mai visto diventare famoso un libro pubblicato su lulu? O un film tratto da un romanzo pubblicato su lulu?Per libri che vendono poche copie può essere utile, ma non è certo questo a disturbare il mondo delle case editrici.
            Mai sentito parlare di intenet?
            Perché, la pubblicità su Internet non si paga? Pensi mica di poter promuovere a sufficienza un romanzo che deve vendere 500-1000 copie per ripagarsi dei costi, mettendo su giusto un blog o un sito web come milioni di altri?
            Chi tiene il guinzaglio e chi ce l'ha al collo?Hanno un editore oppure no? L'editore ci guadagna, o no?Sta pur tranquillo che alla fine entrambi hanno il loro utile.
            Ma pure io.
            Solo che bisogna ribaltare il punto di vista: io
            autore offro a te editore il 10% dei ricavi del
            mio romanzo, se non ti sta bene cambio editore.LOL! E quanto credi che prenda attualmente l'editore? Lo sai quali sono le percentuali che vanno a distributore, promoter e negoziante? Hai idea del fatto che il costo totale di un libro deve andare a coprire i costi redazionali, di impaginazione e di stampa?
            L'autore sono
            io!
            Oppure io autore ti chiedo quanto vuoi per farmi
            questo lavoro. Me lo fai. Ti pago. Arrivederci e
            grazie.
            Bravo :DCon i tuoi ragionamenti, attireresti solo le case editrici a pagamento. Loro ti farebbero il lavoro di editing a, diciamo, 2000 euro e poi ti pubblicano e vendono il libro, trattenendo il 10% e dandoti tutto il resto. Magari stampano dieci copie, e non si preoccupano neanche di venderle, ormai i soldi del gonzo li hanno presi.
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