GDPR: maggiore collaborazione tra i paesi

GDPR: maggiore collaborazione tra i paesi

La Commissione europea ha proposto nuove norme per velocizzare le procedure che riguardano i casi transfrontalieri di violazione del GDPR.
GDPR: maggiore collaborazione tra i paesi
La Commissione europea ha proposto nuove norme per velocizzare le procedure che riguardano i casi transfrontalieri di violazione del GDPR.

Il GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati) è in vigore da oltre cinque anni, ma sempre più spesso risulta difficilmente applicabile nei casi transfrontalieri. La Commissione europea ha proposto un nuovo atto legislativo per migliorare la collaborazione tra i garanti della privacy dei paesi membri. Secondo l’organizzazione noyb, guidata dal noto avvocato Max Schrems, la novità danneggerà solo i cittadini.

Nuove norme per l’applicazione del GDPR

Quasi tutte le Big Tech hanno una sede legale in Irlanda. Un utente italiano segnala la violazione della privacy (ad esempio da parte di Meta) al garante italiano. Quest’ultimo deve quindi contattare l’omologo irlandese, ovvero la Data Protection Commission (DPC). Come hanno evidenziato casi recenti, le indagini della DPC sono piuttosto lente e poco trasparenti (secondo noyb tende a favorire le aziende).

La procedura, nota come “one-shop stop”, prevede la collaborazione tra l’autorità che opera nel paese dell’utente e quella in cui ha sede legale l’azienda. Se le autorità non raggiungono un consenso è previsto l’intervento del comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB), come avvenuto nel caso di Meta. La collaborazione tra autorità viene principalmente ostacolata dalle diverse procedure adottate nei singoli paesi.

L’obiettivo della proposta presentata dalla Commissione europea è “armonizzare le norme procedurali nei casi transfrontalieri“. Innanzitutto, l’autorità capofila sarà obbligata ad inviare alle controparti interessate una sintesi delle questioni chiave con i principali elementi dell’indagine. Le nuove norme semplificheranno la collaborazione tra le autorità in modo da velocizzare il completamento delle indagini.

Le parti oggetto dell’indagine avranno il diritto di essere ascoltate durante il procedimento. Secondo l’organizzazione noyb, i cittadini avranno meno diritti delle aziende. Inoltre non sono previste misure concrete per velocizzare le procedure, come una scadenza per l’autorità capofila. In ogni caso è molto probabile che l’approvazione delle nuove norme venga posticipata a causa delle elezioni europee del 2024.

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Pubblicato il 5 lug 2023
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