L’interfaccia di Gemini è sempre stata un po’ confusionaria. Pulsanti dappertutto, menu nascosti. Un caos che adesso Google ha deciso di sistemare con un restyling che promette pulizia, ordine e semplicità.
La scorsa settimana erano emerse le prime indiscrezioni su questo rinnovamento. Ora, con la versione v16.51.52 dell’app Google, le cose iniziano a prendere forma. Il team ha sistemato i problemi più evidenti e ha fatto ulteriori modifiche.
Restyling di Gemini, ecco come sarà la nuova interfaccia più pulita
Il cuore del restyling è la nuova casella di input fluttuante su riga singola. Invece di quel blocco ingombrante che occupava metà schermo con pulsanti sparsi qua e là, adesso c’è una barra pulita che galleggia sul fondo. Quando si tocca per iniziare a scrivere, si espande in un layout su doppia riga, anche se questo comportamento potrebbe ancora cambiare prima del rilascio definitivo.
La maggior parte delle persone vuole aprire Gemini, fare una domanda e ottenere una risposta. Non serve bombardarli con diciassette opzioni diverse fin dalla schermata iniziale. Chi ha bisogno di funzioni avanzate, come allegare file, scegliere modelli specifici, attivare modalità particolari, troverà tutto dietro il pulsante “+”. Un tocco e si apre la scheda combinata con allegati e selettore del modello.
Anche la schermata di Gemini, che compare quando si attiva l’assistente, sta ricevendo qualche ritocco estetico. Il testo “Chiedi a Gemini” viene posizionato al centro, lasciando più spazio all’icona “Strumenti”, che era stata individuata nelle versioni precedenti.
Toccando questa icona si apre un menu con varie funzioni AI: Deep Research, Canvas e altre opzioni che Google sta testando. Il problema è che questo contraddice l’obiettivo di pulizia e semplicità. Dopo aver eliminato i pulsanti dalla casella principale per ridurre il disordine, eccoli che rispuntano tutti insieme in un menu laterale. Non è la soluzione più elegante, e probabilmente è per questo che che Android Authority, che ha analizzato il codice, si aspetta ulteriori modifiche prima del lancio ufficiale.
Gemini Labs
Tra le stringhe di codice dell’ultima versione dell’app Google è spuntato un riferimento esplicito a “Gemini Labs“, il posto dove l’azienda mette funzioni sperimentali che hanno bisogno di essere testate ma che non sono ancora pronte per il grande pubblico.
La stringa trovata nel codice è questa:
<string name="assistant_robin_labs_settings_title">Gemini Labs</string>
“Robin” è il nome in codice interno di Gemini, quindi non ci sono dubbi su cosa significhi. L’idea è fornire degli interruttori per attivare o disattivare funzionalità ancora da testare, ma che vengono offerte agli appassionati disposti a provarle nonostante l’instabilità, per dare un feedback. Google lo fa da anni, invece di tenere tutto segreto fino al rilascio ufficiale, apre le porte a chi vuole sperimentare in anticipo.
Disponibilità
Tutti questi cambiamenti non sono ancora stati rilasciati ufficialmente. Le stringhe di codice e le interfacce individuate nella versione v16.51.52 dell’app Google sono lì, nascoste, in attesa che qualcuno a Mountain View prema il pulsante magico che le attiva per tutti.
Google procede sempre con cautela quando si tratta di aggiornamenti che riguardano l’esperienza utente principale. Prima testa con un gruppo ristretto, osserva cosa succede, aggiusta il tiro se necessario, e poi rilascia gradualmente.