Geolocalizzazione USA, scontro nei tribunali

Un giudice statunitense evoca il regime "orwelliano" per impedire alle autorità di accedere alle informazioni della rete cellulare senza mandato. Si muove anche la politica, con iniziative contrastanti

Roma – Le autorità governative statunitensi e l’FBI non possono accedere ai dati di geolocalizzazione su rete cellulare senza opportuno mandato del potere giudiziario: lo ha deciso il giudice distrettuale Nicholas Garaufis, evocando allarmanti paragoni con la distopia orwelliana di 1984 ed esortando il legislatore a muoversi verso l’estensione delle garanzie del Quarto Emendamento della Costituzione alle capacità delle nuove tecnologie.

Le autorità volevano avere garantito l’accesso ai dati della rete cellulare – e in particolare alle informazioni di geolocalizzazione – su un periodo di ben 113 giorni, e davanti al giudice hanno sostenuto l’idea secondo cui bastava la “rilevanza” di tali informazioni in un’indagine criminale per ottenerle.

Niente da fare, ha stabilito Garaufis, per accedere a dati così importanti per la privacy di ogni cittadino occorre un mandato del giudice emesso sulla base di indizi fondati e non su semplici tesi investigative. “Mentre il monitoraggio governativo dei nostri pensieri può essere archetipico dell’intrusione Orwelliana – ha aggiunto il giudice Garaufis – il controllo del governo sui nostri movimenti su un periodo di tempo considerevole attraverso le nuove tecnologie, come la raccolta dei record delle stazioni cellulari senza le protezioni del Quarto Emendamento, pone il nostro paese molto più vicino all’Oceania di quanto la nostra Costituzione permetta”.

Gli USA come l’Oceania di 1984 , dunque, e per impedire che una simile distopia si trasformi in realtà il giudice Garaufis sprona le autorità – e i colleghi giudici in particolari – a prendere in considerazione la necessità di eventuali modifiche al Quarto Emendamento per fornire le opportune garanzie sul giusto processo anche nell’epoca delle tecnologie di comunicazione invasive e onnipresenti.

Le “libertà” investigative del governo sui dati di geolocalizzazione rappresentano una delle questioni più “hot” degli ultimi tempi per la privacy a stelle e strisce, e la Corte Suprema è già stata investita di un caso riguardante i tracciatori GPS “invisibili” dell’FBI posizionati senza alcuna autorizzazione giudiziaria.

Sulla faccenda si muove anche la politica, benché con iniziative contrastanti: c’è chi come il democratico Patrick Leahy vorrebbe garantire uno speciale “nulla osta” per le indagini senza mandato all’FBI, e chi come Ron Wyden (democratico) e Jason Chaffetz (repubblicano) pensa invece a un rafforzamento della privacy con l’obbligo dell’autorizzazione giudiziaria per accedere alle informazioni di geolocalizzazione sui movimenti di un sospetto.

Alfonso Maruccia

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  • ontrario scrive:
    Bisognerebbe abolire tutte ste pagliacci
    Nessuno dovrebbe poter brevettare una sequenza di 1010101010101000101010101010. Anzi nessuno dovrebbe poter brevettare niente! I brevetti uccidono il progresso e le persone.
  • MeX scrive:
    se non ci fossero i brevetti...
    le aziende manterrebbero "sicure" le loro tecnologia cercando di divulgarle il meno possibile.Con i brevetti invece ottengono la "protezione" della loro idea proprio PUBBLICANDO la loro idea.Idea che una volta scaduto il brevetto diventa utilizzabile da CHIUNQUE gratuitamentePer esempio, eccovi il Page Rank di Google:[img]http://1876.voxcdn.com/wp-content/uploads/2011/08/pagerankpat.jpg[/img]
    • hermanhesse scrive:
      Re: se non ci fossero i brevetti...
      Wow, mi mostri anche come funziona l'algoritmo di compressione di Skype?
    • Ego scrive:
      Re: se non ci fossero i brevetti...
      ma l'idea deve essere suffragata da qualcosa di concreto e che alla decadenza del brevetto questo non possa essere rinnovato, non come è sucXXXXX con l'ipod che il creatore l'ha brevettato e siccome non aveva soldi per rinnovare il brevetto apple lo ha comprato e adesso è diventato roba sua, ste cose non vanno bene, quando scade deve rimanere di tutti
      • Sgabbio scrive:
        Re: se non ci fossero i brevetti...
        erri con la storia. Il tizio che citi ha inventato il lettore multimediale portatile digitale.Non ipod, anche perchè i "lettori mp3" esistevano da prima del ipod....
    • markit scrive:
      Re: se non ci fossero i brevetti...
      Ehm, quel page rank pare matematica pura, sai quanti brevetti sta infrangendo, se vogliamo brevettare la matematica? Per questo le idee e la matematica non sono brevettabili, solo che stanno usando il trucco del "non brevetto l'idea, ma l'idea eseguita da un calcolatore, quindi un proXXXXX fisico", che pena.Se parliamo di software, il codice è comunque nascosto e il brevetto sull'idea non fornisce alcun vantaggio per la società (prova a leggerti qualche brevetto sw e poi vedi di che utilità ti sia) ma invece blocca lo sviluppo. Il sw è fortemente incrementale, se ne mini le basi non vai più avanti, bastano una decina di brevetti su concetti chiave (es. compressione, trasferimento dati fra computer, serializzazione, etc.) per bloccare l'intera industria. E difatti è così! Scrivi da solo nella tua stanzetta un qualunque programma non banale uscito totalmente dalla tua testolina e poi leggiti i circa 30.000 brevetti sw depositati negli USA e inizia a tremare, sicuramente ne infrangerai qualche decina. Per quello costituiscono un "campo minato".
    • ABOLIRE IL COPYRIGHT scrive:
      Re: se non ci fossero i brevetti...
      ...la gente starebbe molto meglio.Cibo salute e saperi senza brevetti <b
      http://www.sblocchiamoli.org </b
      P-)
    • Sgabbio scrive:
      Re: se non ci fossero i brevetti...
      hai come al solito travisato nella tua visione pro corporazione/major/anti diritti umani.
      • MeX scrive:
        Re: se non ci fossero i brevetti...
        già sarebbe molto meglio se nulla venisse pubblicato e tutto reso segreto vero? questo si che aiuterebbe l'umanità!
        • ciccio quanta ciccia scrive:
          Re: se non ci fossero i brevetti...
          tutto pubblico e condiviso, le parole le usi e non le paghi e non sono segrete e da migliaia di anni tutti parlano, imparano le lingue e queste si evolvono e nessuno ci ha rimesso un centesimo e tutti ne hanno giovato. Il cacciavite e' brevettato? La ruota? La TV? E tutti ci hanno fatto miliardi comunque. E' condividendo che si migliora e il brevetto NON condivide. Anche la natura costruisce sul gia' esistente e va avanti da miliardi di anni, le corporation sono meglio della natura... permettimi di dubitarne.
        • tucumcari scrive:
          Re: se non ci fossero i brevetti...
          - Scritto da: MeX
          già sarebbe molto meglio se nulla venisse
          pubblicato e tutto reso segreto vero? questo si
          che aiuterebbe
          l'umanità!Chissà come ci siamo arrivati fino al 1710?è un vero mistero!
    • Darwin scrive:
      Re: se non ci fossero i brevetti...
      Se non ci fossero i brevetti non ci sarebbero i classici patent troll che interrompono lo sviluppo brevettando assurdità come uno scrolling (che l'ha brevettato l'azienda per cui lavori).-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 agosto 2011 16.55-----------------------------------------------------------
      • shevathas scrive:
        Re: se non ci fossero i brevetti...
        Se non ci fossero le automobili non ci sarebbero decessi a causa di incidenti stradali. Purtroppo qualsiasi cosa ha vantaggi e svantaggi. Personalmente non sono contrario ai brevetti, è giusto ricompensare le buone idee, ma la possibilità di brevettare semplici idee o desideri è un'assurdità che richiede un profondo ripensamento della materia.
        • ciccio quanta ciccia scrive:
          Re: se non ci fossero i brevetti...
          La miglior ricompensa per una buona idea e' la sua diffusione in quanto buona appunto, non i soldi sul c/c che, al contrario, ne limitano la diffusione e quindi la ricompensa.Il patent trolling e' molto piu' evitabile degli incidenti stradali che sono, appunto, incidenti, mentre il trolling e' volontario.
        • Sky scrive:
          Re: se non ci fossero i brevetti...
          A quanto ne so (e per le battaglie fatte nemmeno troppo tempo fa proprio in UE) si era evidenziata la differenza fra " <b
          algoritmo </b
          " (che potremmo anche chiamare "formula matematica", volendo, non brevettabile) e " <b
          prodotto </b
          " (brevettabile).In questo modo <b
          a += b; </b
          non sarebbe brevettabile, mentre <b
          AutoCAD </b
          , che usa quell'algoritmo, sì. Detto in modo molto banale.Negli USA la gran parte delle cause mi sembra invece proprio riferita agli algoritmi.
      • MeX scrive:
        Re: se non ci fossero i brevetti...
        brevetto che tu hai letto e compreso vero?
        • tucumcari scrive:
          Re: se non ci fossero i brevetti...
          - Scritto da: MeX
          brevetto che tu hai letto e compreso vero?No!Vorremmo che tu ci raccontassi (con parole tue) dove starebbe "nascosta" l'innovazione in quel brevetto!
    • ciccio quanta ciccia scrive:
      Re: se non ci fossero i brevetti...
      Sarebbe meglio e più onesto che non renderle pubbliche ma blindate per decenni e usufruibili solo in cambio di un pacco di soldi o facendo rischiare cause legali solo perché hai avuto la stessa idea. Sono barriere, e come tali bloccano.Anche perché se tu le tieni segrete e io arrivo allo stesso risultato (o simile) non mi puoi dire niente, col brevetto invece sì.
    • p4bl0 scrive:
      Re: se non ci fossero i brevetti...
      - Scritto da: MeX
      le aziende manterrebbero "sicure" le loro
      tecnologia cercando di divulgarle il meno
      possibile.

      Con i brevetti invece ottengono la "protezione"
      della loro idea proprio PUBBLICANDO la loro
      idea.

      Idea che una volta scaduto il brevetto diventa
      utilizzabile da CHIUNQUE
      gratuitamente

      Per esempio, eccovi il Page Rank di Google:

      [img]http://1876.voxcdn.com/wp-content/uploads/201e secondo te in un settore come l'informatica dove 20 anni (se non ricordo male è questa la durata del brevetto) sono ere geologiche è meglio che ci siano cose pubbliche ma inusabili per 20 anni o cose assolutamente non divulgate ma a cui potenzialmente altri possono arrivare in 5 e sfruttarle senza problemi?
    • tucumcari scrive:
      Re: se non ci fossero i brevetti...
      - Scritto da: MeX
      le aziende manterrebbero "sicure" le loro
      tecnologia cercando di divulgarle il meno
      possibile.

      Con i brevetti invece ottengono la "protezione"
      della loro idea proprio PUBBLICANDO la loro
      idea.

      Idea che una volta scaduto il brevetto diventa
      utilizzabile da CHIUNQUE
      gratuitamente

      Per esempio, eccovi il Page Rank di Google:

      [img]http://1876.voxcdn.com/wp-content/uploads/2011) nei paesi civili si brevettano prodotti (non idee).2) Tantomeno poi si brevettano algoritmi e figuriamoci poi formule o leggi naturali.Ad esempio eccoti un pai di oggettini non brevettati ma gratis:f=maF = q(E + mu v X H) Se non li riconosci non importa... ma sappi che se quelli non li conoscesse nessuno avresti qualche "piccola difficoltà"... :D
  • Davide scrive:
    Le giuste parole per cortesia
    "Così il guru dell'open source Richard Stallman, recentemente intervenuto..."Il guru dell'open source?Stallman non ha nulla a che fare con l'open source. Stallman difende il Software Libero.Forse è il caso che, prima o poi, qualcuno si prende la briga di spiegare la differenza. Tanto per mettere i puntini sulle i, che ne dite?
    • ABOLIRE IL COPYRIGHT scrive:
      Re: Le giuste parole per cortesia

      spiegare la differenzaWhy Open Source misses the point of Free Softwarehttps://www.gnu.org/philosophy/open-source-misses-the-point.htmlP-)
    • uno nessuno scrive:
      Re: Le giuste parole per cortesia
      - Scritto da: Davide
      Forse è il caso che, prima o poi, qualcuno si
      prende la briga di spiegare la differenza. Tanto
      per mettere i puntini sulle i, che ne
      dite?Per dirla in soldoni:* Stallman ha inventato il termine Free Software e ha iniziato a fare un discorso sulla libertà, pratico ma idealistico (anche se con molti compromessi: ad esempio se io stabilisco che il mio software non può essere venduto, perchè voglio che chiunque sia libero di usarlo gratis, paradossalmente secondo Stallman sto intaccando le libertà dei poveri capitalisti).* Perens è fondamentalmente d'accordo, a livello pratico, sulle "libertà del software", e anzi aggiunge esplicitamente clausole antirazziste (ad esempio se la tua licenza dice che gli africani non possono usare il tuo programma, non è open source). Queste clausole sono inutili perchè comprese implicitamente nella "libertà 0" di Stallman, ma comunque apprezzabili. Solo che, secondo Perens, è sbagliato parlare di libertà perchè le aziende si spaventano. In più ha registrato il marchio Open Source e ha messo in piedi un organo di controllo (OSI) che stabilisce ufficialmente chi può usare legalmente il marchio open source e chi no.Insomma, difendere la libertà usando la proprietà intellettuale e l'autorità... un concetto abbastanza discutibile, oltre che totalmente inutile ai fini pratici.
      • Davide scrive:
        Re: Le giuste parole per cortesia
        - Scritto da: uno nessuno
        - Scritto da: Davide

        Forse è il caso che, prima o poi, qualcuno si

        prende la briga di spiegare la differenza.
        Tanto

        per mettere i puntini sulle i, che ne

        dite?

        Per dirla in soldoni:
        * Stallman ha inventato il termine Free Software
        e ha iniziato a fare un discorso sulla libertà,
        pratico ma idealistico (anche se con molti
        compromessi: ad esempio se io stabilisco che il
        mio software non può essere venduto, perchè
        voglio che chiunque sia libero di usarlo gratis,
        paradossalmente secondo Stallman sto intaccando
        le libertà dei poveri
        capitalisti).
        * Perens è fondamentalmente d'accordo, a livello
        pratico, sulle "libertà del software", e anzi...Ringrazio coloro che hanno provato a dare una spiegazione.La mia più che una domanda era una provocazione: se neppure chi scrive gli articoli fa attenzione all'uso delle parole, come possiamo pensare che chi legge sia in grado di formarsi un'opinione corretta?Una errata informazione fa più danni di una mancata informazione.
      • collione scrive:
        Re: Le giuste parole per cortesia
        - Scritto da: uno nessuno
        compromessi: ad esempio se io stabilisco che il
        mio software non può essere venduto, perchè
        voglio che chiunque sia libero di usarlo gratis,
        paradossalmente secondo Stallman sto intaccando
        le libertà dei poveri
        capitalisti).e perchè mai? il software è mio mica loro e sono io che stabilisco le regolecosì come loro creano le loro sporche eula
        Insomma, difendere la libertà usando la proprietà
        intellettuale e l'autorità... un concetto
        abbastanza discutibile, oltre che totalmente
        inutile ai fini
        pratici.su questo punto però c'è da notare che senza l'autorità dello Stato non puoi far valere nessun diritto men che meno quelli del free softwarealla fin fine tu programmatore vivi in un contesto dove per proteggere il tuo lavoro e distribuirlo come ti pare, devi sfruttare il potere dello Stato e lo strumento è la proprietà intellettualevoglio dire che nei programmi gpl c'è una bella licenza e tanti bei copyright dentro il discorso anarchico è utopistico nella migliore delle ipotesi
    • AMEN scrive:
      Re: Le giuste parole per cortesia
      - Scritto da: Davide

      Il guru dell'open source?
      Stallman non ha nulla a che fare con l'open
      source. Stallman difende il Software
      Libero.E chi difende noi da queste pippe mentali?
  • ABOLIRE IL COPYRIGHT scrive:
    Cibo salute e saperi senza brevetti
    Cibo salute e saperi senza brevetti <b
    http://www.sblocchiamoli.org </b
    P-)
    • gennarello scrive:
      Re: Cibo salute e saperi senza brevetti
      - Scritto da: ABOLIRE IL COPYRIGHT
      Cibo salute e saperi senza brevettiperò veniamo a mangiare a casa tua
      • uno qualsiasi scrive:
        Re: Cibo salute e saperi senza brevetti
        - Scritto da: gennarello
        - Scritto da: ABOLIRE IL COPYRIGHT

        Cibo salute e saperi senza brevetti

        però veniamo a mangiare a casa tuaSei liberissimo di copiare il cibo, se sei capace di farlo.
        • panda rossa scrive:
          Re: Cibo salute e saperi senza brevetti
          - Scritto da: uno qualsiasi
          - Scritto da: gennarello

          - Scritto da: ABOLIRE IL COPYRIGHT


          Cibo salute e saperi senza brevetti



          però veniamo a mangiare a casa tua

          Sei liberissimo di copiare il cibo, se sei capace
          di
          farlo.E anche di copiare la casa... cosi' non ha neppure bisogno di scomodarsi.
        • Rice scrive:
          Re: Cibo salute e saperi senza brevetti
          Perchè non creare dei brevetti sulle ricette?! E' anche giusto che se pinco pallo ha inventato la pizza o la parmigiana chi vuole usufruire della ricetta ne paghi il copyright!I brevetti moriranno quando tutti capiranno come funzionano e quali danni stanno facendo all' intera umanità.
          • gerry scrive:
            Re: Cibo salute e saperi senza brevetti
            - Scritto da: Rice
            Perchè non creare dei brevetti sulle ricette?! E'
            anche giusto che se pinco pallo ha inventato la
            pizza o la parmigiana chi vuole usufruire della
            ricetta ne paghi il
            copyright!Le ricette sono soggette a diritto d'autore.http://archiviostorico.corriere.it/2006/febbraio/09/Copyright_per_ricette_degli_chef_co_9_060209064.shtml
          • ABOLIRE IL COPYRIGHT scrive:
            Re: Cibo salute e saperi senza brevetti

            Le ricette sono soggette a diritto d'autore.
            http://archiviostorico.corriere.it/2006/febbraio/09/Copyright_per_ricette_degli_chef_co_9_060209064.shtmlQueste pagliacciate mettono bene in evidenza quanto sia necessario <b
            ABOLIRE IL COPYRIGHT </b
            .P-)
          • MeX scrive:
            Re: Cibo salute e saperi senza brevetti
            che c'azzecca il diritto d'autore con i brevetti?
          • ciccio quanta ciccia scrive:
            Re: Cibo salute e saperi senza brevetti
            Fa parte della stessa famiglia delle assurdità che andrebbe sterminata immediatamente!
          • Il Saggio scrive:
            Re: Cibo salute e saperi senza brevetti
            Hai ragione: non c'entrano niente l'uno con l'altro.Parlare di copyright quando si parla di brevetti è come parlare di informatica quando si parla di Apple.
          • ABOLIRE IL COPYRIGHT scrive:
            Re: Cibo salute e saperi senza brevetti

            che c'azzecca il diritto d'autore con i brevetti?Premesso che sono due diversi aspetti della stessa <b
            ridicola </b
            idea secondo cui sarebbe possibile essere proprietari dell'informazione, nello specifico mi riferivo all'articolo:Copyright per le ricette degli chefhttp://archiviostorico.corriere.it/2006/febbraio/09/Copyright_per_ricette_degli_chef_co_9_060209064.shtml <b
            ABOLIRE IL COPYRIGHT </b
            P-)
      • ABOLIRE IL COPYRIGHT scrive:
        Re: Cibo salute e saperi senza brevetti


        Cibo salute e saperi senza brevetti

        <b
        http://www.sblocchiamoli.org </b

        però veniamo a mangiare a casa tuaNon hai capito niente.Stiamo parlando di informazione, che è intrinsecamente priva di proprietari e che può essere duplicata a costa zero, non di cibo fisico.P-)
        • Amerikano scrive:
          Re: Cibo salute e saperi senza brevetti
          Costo zero non direi, serve perlomeno un quantitativo minimo di energia.
          • ABOLIRE IL COPYRIGHT scrive:
            Re: Cibo salute e saperi senza brevetti

            Costo zero non direi, serve perlomeno un
            quantitativo minimo di energia.Ai fini pratici, ovviamente ;-) <b
            ABOLIRE IL COPYRIGHT </b
            P-)
  • ABOLIRE IL COPYRIGHT scrive:
    Il sapere è di tutti
    <i
    ...basandosi sul concetto che un software non è brevettabile... </i
    Di più, è l'informazione stessa, per sua natura, a non poter essere di proprietà di qualcuno. Il sapere è di tutti. <b
    Could Quantum Computing Kill Copyright? </b
    https://www.torrentfreak.com/could-quantum-computing-kill-copyright-110731P-)
    • yogavidya scrive:
      Re: Il sapere è di tutti
      *** ESATTO *** in maiuscolo, coi punti esclamativi and sugar on top!
      • offensivo scrive:
        Re: Il sapere è di tutti
        - Scritto da: yogavidya
        *** ESATTO *** in maiuscolo, coi punti
        esclamativi and sugar on
        top!Guarda che qui su PI il 90% della gente conosce a malapena quattro parole in inglese, figuriamoci se conoscono "with sugar on top".
        • yogavidya scrive:
          Re: Il sapere è di tutti
          Non ci avevo pensato. Sai, è una di quelle espressioni felici in originale e difficili da rendere. Cosa potrei dire? *** ESATTO *** in maiuscolo, coi punti esclamativi e bacio accademico.(ps. però vuoi mettere con espressioni tipo "pretty please with sugar on top?")
        • quasi anonimo scrive:
          Re: Il sapere è di tutti
          però sembra che anche i colti non disdegnino di sguazzare e risplendere in mezzo a questa ignoranza :p- Scritto da: offensivo
          - Scritto da: yogavidya

          *** ESATTO *** in maiuscolo, coi punti

          esclamativi and sugar on

          top!

          Guarda che qui su PI il 90% della gente conosce a
          malapena quattro parole in inglese, figuriamoci
          se conoscono "with sugar on
          top".
          • Nome e cognome scrive:
            Re: Il sapere è di tutti
            - Scritto da: quasi anonimo
            però sembra che anche i colti non disdegnino di
            sguazzare e risplendere in mezzo a questa
            ignoranza
            :p


            - Scritto da: offensivo

            - Scritto da: yogavidya


            *** ESATTO *** in maiuscolo, coi punti


            esclamativi and sugar on


            top!



            Guarda che qui su PI il 90% della gente
            conosce
            a

            malapena quattro parole in inglese,
            figuriamoci

            se conoscono "with sugar on

            top".E cosa c'è di colto nell'utilizzare un modo di dire inglese quando ce ne sono di equivalenti in italiano? Direi anche che si tratta di un comportamento snob, maleducato, borioso e piuttosto volgare.
  • Keymon scrive:
    Il guru dell'open source???
    "Così il guru dell'open source Richard Stallman"Mauro Vecchio vai a dire a Stallman che è il guru dell'open source, poi vedi cosa ti dice...
    • ABOLIRE IL COPYRIGHT scrive:
      Re: Il guru dell'open source???
      <i
      ...Così il guru del <s
      l'open source </s
      <b
      Free Software </b
      Richard Stallman... </i
      https://www.gnu.org/philosophy/open-source-misses-the-point.htmlP-)
    • iome scrive:
      Re: Il guru dell'open source???
      - Scritto da: Keymon
      "Così il guru dell'open source Richard Stallman"

      Mauro Vecchio vai a dire a Stallman che è il guru
      dell'open source, poi vedi cosa ti
      dice...che figura di menta....Vecchio, un'altra tacca dalla parte del "meno" (e con questa ho riempito la sesta pagina)
    • uno nessuno scrive:
      Re: Il guru dell'open source???
      Sono così abituato alle str... BAGGIANATE di PI che non ci avevo nemmeno fatto caso.Probabimlente il "giornalista" in questione non ha la più pallida idea del perchè Richard Stallman e Bruce Perens si odino tra loro più di quanto odino Microsoft.
    • hermanhesse scrive:
      Re: Il guru dell'open source???
      E per fortuna che qualcuno se ne è accorto.... (ROTFL)
    • attonito scrive:
      Re: Il guru dell'open source???
      - Scritto da: Keymon
      "Così il guru dell'open source Richard Stallman"

      Mauro Vecchio vai a dire a Stallman che è il guru
      dell'open source, poi vedi cosa ti
      dice...e del fatto che ci sia stata una correzione ma SENZA uno straccio di "scusate l'errore", ne vogliamo parlare?
  • CHKDSK scrive:
    Chiarimento
    "Stallman ha sottolineato come le conseguenze di un sistema unico dei brevetti - con l'eccezione di paesi come la Spagna e l'Italia - sarebbero disastrose per l'intera economia delle idee legate alla programmazione del software."Perché escluse Italia e Spagna?
    • collione scrive:
      Re: Chiarimento
      perchè stranamente sono gli unici due Paesi a non essersi buttati nel gabinetto dei brevetti unificatida noi il software è ancora opera artistica e non brevettabile
      • Healty scrive:
        Re: Chiarimento
        Uhm...ragazzi, possiamo dire che alla fine almeno su questo siamo meglio noi? XDInsomma, è capace che alla fine i prodotti usciranno da noi ed in spagna e il resto d'europa se li compra qui LOL
      • uno nessuno scrive:
        Re: Chiarimento
        Sei sicuro che siano considerati opere artistiche? Credevo fossero considerati formule matematiche (che comunque in Italia non sono brevettabili).
        • collione scrive:
          Re: Chiarimento
          è lo stessoil diritto d'autore italiano differenzia tra le opere artistiche e letterarie e le opere tecnichenelle prime rientrano tutte le cose che non hanno una diretta rappresentazione fisicanelle secondo rientrano tutte le cose che possono avere una realizzazione tangibile ( un ingranaggio, un chip, una scatola )il problema è che quasi ovunque si è forzato il concetto di software e lo si è fatto rientrare tra le opere che hanno una rappresentazione tangibile e fisicaalmeno in questo l'Italia è avanti
      • Unidraulico scrive:
        Re: Chiarimento
        Beh, penso che la cosa sia involontaria, dato che fino a un paio di anni fa non esisteva la fase di ricerca di anteriorità all'ufficio brevetti italiano.
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