Corona-Warn-App: debutta l'Immuni della Germania

Battezzata Corona-Warn-App, è l'applicazione sviluppata dalla Germania per il contact tracing: il funzionamento è simile a quello della nostra Immuni.
Battezzata Corona-Warn-App, è l'applicazione sviluppata dalla Germania per il contact tracing: il funzionamento è simile a quello della nostra Immuni.
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Come anticipato nei giorni scorsi anche la Germania ha ora la sua applicazione per il contact tracing: si chiama Corona-Warn-App ed è offerta in download a partire da oggi nelle versioni per Android e iOS, a disposizione di chi desidera partecipare volontariamente all’iniziativa. Al momento le lingue supportate sono tedesco e inglese, presto verrà aggiunto anche il turco.

Contact tracing: in Germania c’è Corona-Warn-App

Il software si basa sugli strumenti messi a disposizione da Google e Apple, adottando dunque un approccio decentralizzato alla gestione delle informazioni, proprio come fa Immuni in Italia. Fa leva sulla tecnologia Bluetooth Low Energy per identificare se una persona è entrata nel raggio d’azione di un soggetto potenzialmente in grado di trasmettere la malattia per un lasso di tempo pari ad almeno 15 minuti, mostrandole un avviso e invitandola a prendere le precauzioni del caso, a partire dall’isolamento.

Corona-Warn-App, l'applicazione di contact tracing della Germania

Lo stesso team che si è occupato della creazione (Deutsche Telekom e SAP) ammette che l’efficacia dell’app è pari all’80%, mentre nel 20% dei casi il rilevamento non avviene in modo corretto, soprattutto se gli individui si trovano a una distanza superiore ai due metri.

Il governo tedesco ha reso noto dettagli in merito allo sforzo economico messo in campo per Corona-Warn-App: la fase di sviluppo è costata circa 20 milioni di euro, mentre per mantenere la piattaforma operativa serviranno dai 2,5 ai 3,5 milioni di euro ogni mese.

Nei giorni scorsi abbiamo dedicato un articolo a tutte le applicazioni per il contact tracing in Europa, sia quelle già realizzate sia quelle ancora in cantiere, ponendo l’accento sul fatto che la mancata adozione di un protocollo comune costituisca un ostacolo all’interoperabilità. In alcuni casi, come accaduto con la norvegese Smittestopp, il processo è stato addirittura interrotto e abbandonato poiché le implicazioni sulla privacy dell’approccio adottato sono state considerate spropositate in relazione ai benefici per la collettività.

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