Germania, Yahoo e l'incostituzionalità del diritto d'autore

L'azienda contesta la legge in base alla quale gli editori vorrebbero essere pagati per le notizie riprese dagli aggregatori: oltrepasserebbe gli scopi del diritto d'autore
L'azienda contesta la legge in base alla quale gli editori vorrebbero essere pagati per le notizie riprese dagli aggregatori: oltrepasserebbe gli scopi del diritto d'autore

Secondo Yahoo la nuova normativa tedesca sul diritto d’autore sarebbe incostituzionale: l’azienda ha fatto così ricorso alla Corte Costituzionale federale .

Diversi editori di giornali e magazine tedeschi, capitanati dalla collecting society locale VG Media, si sono uniti qualche settimana fa per fare causa a Google, Microsoft e Yahoo, chiedendo loro l’11 per cento degli introiti generati dai sevizi che sfruttano “direttamente o indirettamente estratti di notizie o contenuti delle loro pagine”.

Alla base della loro offensiva, proprio la nuova normativa tedesca sul diritto d’autore , entrata in vigore ad agosto, che amplia notevolmente i diritti esclusivi degli editori per quanto riguarda l’uso commerciale dei contenuti, con l’eccezione delle singole parole o di piccoli estratti.

Proprio su questa eccezione si gioca la partita tedesca: se cioè essa basta a permettere l’operato dei motori di ricerca e quello degli aggregatori di notizie, che gli editori considerano il loro nemico numero uno.

Secondo i giornali Google, Microsoft e, appunto, Yahoo dovrebbero pagare loro delle royalty per l’uso delle notizie, anche solo per la loro indicizzazione, in particolare nel contesto degli aggregatori di notizie: una tutela che secondo Yahoo oltrepassa la logica e gli scopi del diritto d’autore.

Claudio Tamburrino

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