Giappone, imminente il ban per i cellulari a scuola

Il ministro dell'Istruzione ha annunciato una nuova normativa volta a vietare di portare in classe il dispositivo, croce e delizia degli adolescenti
Il ministro dell'Istruzione ha annunciato una nuova normativa volta a vietare di portare in classe il dispositivo, croce e delizia degli adolescenti

Roma – Dopo il caso italiano , sancito dalla direttiva voluta dall’allora ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni, anche il Giappone sembra voler bandire l’utilizzo del telefono cellulare nelle scuole. A dichiararlo è stato Ryu Shionoya, ministro dell’Istruzione del paese nipponico, che vede nel divieto una buona occasione per far diminuire non solo il bullismo, ma anche l’eccessiva dipendenza generata, soprattutto nei più piccoli, dall’utilizzo del dispositivo mobile.

un cellulare circondato dalle divise scolastiche Il provvedimento, del quale si discute ormai da mesi, dovrebbe essere introdotto a tutti gli effetti a febbraio. La notizia non giunge nuova in molti degli ambienti scolastici del paese che già da tempo, tramite normative locali, hanno autonomamente applicato il divieto di utilizzo per il cellulare. La nuova proposta, spinta dall’alto, avrà valore assoluto e sarà applicata in qualsiasi scuola, sia essa elementare, media o superiore.

Nonostante l’imminenza del provvedimento, mancano comunque riferimenti precisi: “Abbiamo bisogno di esaminare il testo del provvedimento, in maniera da stabilire se i telefoni cellulari non debbano essere portati a scuola o se semplicemente non debbano essere utilizzati” spiega Shionoya. Molto più chiare, invece, le motivazioni che portano a questa decisione.

Primo tra tutti il bullismo che, come da sempre viene dichiarato in Italia, anche nel paese del Sol Levante andrebbe a braccetto con cellulari ed Internet: “Trovo molto allarmante che il bullismo via web stia arrivando sempre più sui cellulari” dichiara il Ministro. “I casi sono numerosi e sempre diversi, e dovremmo riflettere su questo”. Ma non solo: stando alle parole del rappresentante del governo quello del bullismo non è l’unico problema che trova nel cellulare un valido alleato. I cellulari creerebbero dipendenza nei più giovani, alienandoli dalla vita sociale scolastica e distraendoli dall’impegno necessario per lo studio.

La notizia ha fatto il giro di tutto il globo raccogliendo consensi, ma anche dubbi, come quelli espressi sulle pagine di The Japan Times : “Difficilmente un ban può portare ad effetti positivi, poiché in presenza di severe regole, gli alunni troveranno in fretta un modo per aggirarle. Escludere i cellulari dalle classi può aiutare gli studenti a focalizzare l’attenzione dello studio ma, una volta fuori dall’aula, dovrebbero essere lasciati soli”.

Un concetto che può rivelarsi molto più complesso in un paese che da tempo si dimostra molto sensibile alla tutela dei minori, forse anche troppo: basti pensare al cosiddetto guinzaglio tecnologico studiato per controllare in maniera più che pervasiva i ragazzini quando non sono a casa. Ma non è solo il Giappone il paese asiatico in cui i cellulari sono soggetti a soluzioni estreme. Per quanto si tratti di tutt’altro scopo di utilizzo dei dispositivi mobile, suscita clamore la recente notizia che vede il Governo di Pechino intenzionato ad estendere la massiccia campagna di repressione della pornografia anche ai cellulari.

Vincenzo Gentile

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22 01 2009
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