Giappone, la fattoria dei robot

Ambizioso progetto per far tornare a crescere qualcosa sui terreni sconvolti dallo Tsunami

Roma – Il Giappone sta pensando di creare una fattoria gestita dal ministero dell’Agricoltura. La peculiarità è che prevede di farci lavorare solo robot .

Il terremoto e il conseguente tsunami che hanno sconvolto il Giappone hanno lasciato vuoto e devastazione, come testimoniato da Google , che ha sguinzagliato le macchine di Street View per testimoniare le conseguenze della tragedia e spingere a ricordare.

Il progetto guidato dal ministero dell’Agricoltura vuole ora riempire in parte questo vuoto con un progetto ambizioso: coltivare e lavorare un terreno disastrato di oltre 240 ettari allagato durante lo tsunami e ora acquistato dal Governo per quello che è stato ribattezzato “Dream Project”.

L’idea del Ministero è ora quella di lavorarci con trattori automatizzati senza operatori e robot raccoglitori .

Oltre all’impiego dei robot, il progetto punta a creare un ecosistema sostenibile: le emissioni di anidride carbonica delle macchine saranno indirizzate verso le colture ed impiegati per stimolarne la crescita, in luogo dei fertilizzanti chimici.

Sul progetto il governo intende investire il corrispettivo di 40 milioni di euro, a cui devono essere sommati quelli versati da partner tra cui figurano Panasonic, Hitachi, Fujitsu e Sharp, per un totale per il momento di 100 milioni di euro.

Lo sviluppo di una tale tecnologia, sia sul fronte della robotica che su quello dello sfruttamento delle emissioni per la fertilizzazione, potrebbe interessare gli altri agricoltori giapponesi, che ora più che mai sono costretti a vedersela con le conseguenze drammatiche del disastro ambientale.

Claudio Tamburrino

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