Giappone: l'ascensore spaziale si può fare

Un'azienda nipponica afferma di poter costruire l'immane opera. Almeno in teoria: i soldi e la volontà politica restano fuori dalla discussione

Roma – In Giappone si torna a parlare di ascensore spaziale , un’opera senza precedenti che dovrebbe portare turisti e ricercatori nell’atmosfera terrestre come gli ascensori portano gli inquilini ai piani alti dei grattacieli nelle grandi metropoli del Pianeta.

Obayashi Corp. , azienda nipponica specializzata nella realizzazione di costruzioni a grandi altezze, dice che l’idea dell’ascensore spaziale è fattibile : ergendosi fino a 96mila chilometri dalla superficie terrestre, l’opera sarebbe realizzata in nanotubi di carbonio (20 volte più resistenti dell’acciaio) e viaggerebbe verso l’alto a una velocità di 200 chilometri orari.

La cabina di questo spazio-ascensore potrebbe trasportare 30 passeggeri e si fermerebbe a una stazione “intermedia” situata a 36mila chilometri di altezza: qui resterebbero i turisti, mentre i ricercatori e i tecnici potrebbero proseguire fino alla fine del viaggio.

“Gli esseri umani amano da tempo le torri molto alte – ha detto la responsabile del progetto Satomi Katsuyama – Piuttosto che costruirlo dalla Terra, noi lo costruiremo a partire dallo spazio”. Katsuyama ha avuto l’ispirazione per il progetto di ascensore spaziale durante la costruzione di Sky Tree , la più alta struttura mai realizzata in Giappone (634 metri) che il prossimo maggio aprirà i battenti al pubblico nipponico.

Alfonso Maruccia

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  • panda rossa scrive:
    Raccapricciante!!!
    <i
    Questo significa che se si cancellano i file dalla sede d'origine, pensando si tratti di copie ridondanti, in realtà si stanno cancellando i file dalla nuova sede dove sono stati spostati. </i
    Se questo e' il modo con cui il file system del copalasta gestisce i link, e' raccapricciante!Il VERO filesystem del VERO sistema operativo, mette un banalissimo CONTATORE al numero dei link, e quando un file plurilinkato viene cancellato, semplicemente DECREMENTA il contatore, e la cancellazione fisica avviene solo quando il contatore scende a zero, ovvero non ci sono piu' link al medesimo.Se il criterio con cui funzionano i link ai files nel filesystem colapasta e' quello descritto, allora si spiega perche' non c'e' alcun programma di sistema in grado di gestire i link, e pure questo di terze parti e' opportuno non usarlo.
    • Zia Clotilde scrive:
      Re: Raccapricciante!!!
      - Scritto da: panda rossa
      <i
      Questo significa che se si cancellano
      i file dalla sede d'origine, pensando si tratti
      di copie ridondanti, in realtà si stanno
      cancellando i file dalla nuova sede dove sono
      stati spostati. </i



      Se questo e' il modo con cui il file system del
      copalasta gestisce i link, e'
      raccapricciante!

      Il VERO filesystem del VERO sistema operativo,
      mette un banalissimo CONTATORE al numero dei
      link, e quando un file plurilinkato viene
      cancellato, semplicemente DECREMENTA il
      contatore, e ciccio, se non hai capito stiamo parlando di Windows: su Windows QUELLI sono gli hardlink, che puntano al datablock ecc ecc, come dici tu, ma si chiamano hardlink, su windows. Non è che la roba deve essere tutta uguale, nel mondo.
      Se il criterio con cui funzionano i link ai files
      nel filesystem colapasta e' quello descritto,
      allora si spiega perche' non c'e' alcun programma
      di sistema in grado di gestire i link, e pure
      questo di terze parti e' opportuno non
      usarlo.Di sicuro nessuno su Windows si è svegliato con hardlink, junction e symlink (questi da Vista) per molto tempo, infatti i programmi di solito spaccano gli hardlink perché scrivono file temporanei, li rinominano, cancellano l'hardlink e spostano il temporaneo. Quindi il vecchio datablock viene escluso.Non sempre è una XXXXXXXta, l'importante sarebbe poterlo gestire consapevolmente.
  • Sgabbio scrive:
    piccola precisazione
    dite che il software è in alpha, ma dalle immagini ci sta scritto che è una beta.
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