GIMP abbandona SourceForge

Il celebre repository di software FLOSS perde un nome importante: GIMP trasferisce il suo codice altrove per non sottoporre gli utenti al bombardamento di pubblicità e software indesiderato

Roma – Advertising troppo ammiccante, insistenti inviti ad installare software non richiesto, meccanismi subdoli per costringere l’utente ad installarlo ugualmente: GIMP, celebre software open e free dedicato a grafica e fotoritocco, ha abbandonato SourceForge.

GIMP su Sourceforge

L’annuncio è postato in maniera asciutta sulla pagina principale del sito: “SourceForge, un tempo un utile e affidabile servizio su cui sviluppare e ospitare applicazioni FLOSS, ha un problema con gli ad che permette siano visualizzati sulle sue pagine”. La preoccupazione di GIMP si concentra sui grandi, ingannevoli e onnipresenti bottoni verdi che invitano al download delle più impensabili utility inutili.

Ma GIMP non digerisce soprattutto l’ installer adottato dal repository e scritto con codice proprietario, che reca con sé software indesiderato, sapientemente propinato sfruttando gli automatismi sviluppati dagli utenti durante le procedure di installazione. Una politica che SourceForge porterebbe avanti per ottenere guadagni facili, con la collaborazione dei gestori dei progetti ospitati, a cui promette una fetta delle entrate.

SourceForge, da alcuni mesi a questa parte , tradirebbe dunque la fiducia accordata dagli utenti approfittando della loro bassa soglia di attenzione e, forse, spingendosi anche oltre, secondo alcune segnalazioni . Per questo motivo GIMP ha deciso di trasferirsi: “Non abbiamo intenzione di supportare questo tipo di comportamento – si legge nel comunicato – e abbiamo perciò deciso di abbandonare SourceForge”.

I file di installazione per piattaforme Windows, d’ora in poi, saranno disponibili a mezzo FTP, senza intermediari. La pagina SourceForge di GIMP resta per ora operativa, ma solo per redirezionare gli utenti verso la pagina dedicata ai download sul sito ufficiale .

Gaia Bottà

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  • Leguleio scrive:
    Qualcosa si muove?
    Nuova circolare, si possono adottare libri digitali e anche non adottarne affatto, una cosa impensabile fino ad alcuni anni fa:http://www.corriere.it/scuola/14_aprile_09/libri-via-libera-testi-digitali-fai-te-81eb6910-c005-11e3-a6b2-109f6a781e55.shtmlVediamo se avrà conseguenze reali o se rimarrà lettera morta.
  • basement cat scrive:
    E meno male
    Studiare è già faticoso anche senza doversi consumare gli occhi sugli ebook!
  • king volution scrive:
    APPROFONDIMENTO - PARTE II
    <i
    <b
    SEGUE DALLA PARTE I </b
    </i
    Si dice: <i
    "L'opera didattica è registrata con <b
    licenza che consenta la condivisione e la distribuzione gratuite </b
    " </i
    e qui si tocca veramente il fondo davanti allo sconcertante <b
    pressapochismo e alla manifesta ignoranza e incompetenza del legislatore </b
    la disposizione è infatti di una vaghezza e imprecisione estrema, ciò appare chiaramente se si considera che: - esistono svariate licenze "codificate" che consentono la condivisione e la distribuzione, ma queste non sono sempre intese in modo univoco e le modalità "operative" (per condividere e diffondere) possono (e sono) spesso diversissime- per la vigente legge sul cosiddetto "diritto" d'autore, chiunque detenga i diritti su un opera (per es. l'autore/i originario nel momento stesso in cui la crea) può "inventarsi" una sua licenza "personalizzata" in cui stabilisce proprie modalità di condivisione e distribuzione- il decreto NON spiega minimamente cosa intenda per "condivisione" e per "distribuzione"...peccato solo che le differenze tra le diverse possibilità sopra richiamate possono essere ENORMI!prendiamo il caso di un "materiale didattico digitale" (diciamo, per es., degli ottimi appunti validissimi didatticamente e scientificamente, messi in forma di un odt o pdf magari dalla grafica un po' scarna, magari con poche illustrazioni "di pregio", magari con un numero congruo ma non esagerato di esempi e/o esercizi) elaborato dai alcuni docenti con la collaborazione di alcuni alunni, la cui qualità sotto il profilo scientifico e didattico viene "garantita" da un "docente supervisore"... e vediamo alcuni esempi delle situazioni che si possono verificare con l'adozione di alcune licenze (tra le più usate) che ne consentano "la condivisione e la distribuzione gratuite" come previsto dal decreto:es. 1 - il testo didattico viene rilasciato adottando la licenza <b
    CC BY 2.5 Italia </b
    <i
    (This license lets others distribute, remix, tweak, and build upon your work, even commercially, as long as they credit you for the original creation.) </i
    in base alla vigente legge sul cosiddetto "diritto" d'autore, un editore potrebbe prendere il testo, modificarlo con accattivanti immagini aggiuntive, esercizi e altri "gadget didattici", scrivere nel colophon "Autore del testo originario sig. XYZ" (il BY della licenza), aggiungere un bel sistema DRM, trasformare il tutto in un formato proprietario, ri-licenziare il tutto come "tutti i diritti riservati" e poi venderlo... con tanti saluti ai docenti-autori e al ministro...es. 2 - il testo didattico viene rilasciato adottando la licenza <b
    CC BY-SA 2.5 Italia </b
    <i
    (This license lets others remix, tweak, and build upon your work even for commercial purposes, as long as they credit you and license their new creations under the identical terms.) </i
    in base alla vigente legge sul cosiddetto "diritto" d'autore, un editore potrebbe prendere il testo, modificarlo (come nell' esempio precedente), scrivere nel colophon "Autore del testo originario sig. XYZ" (BY), mantenere la stessa licenza (SA) e venderlo...es. 3 - il testo didattico viene rilasciato adottando la licenza <b
    CC BY-NC-SA 2.5 Italia </b
    <i
    (This license lets others remix, tweak, and build upon your work non-commercially, as long as they credit you and license their new creations under the identical terms.) </i
    in base alla vigente legge sul cosiddetto "diritto" d'autore, se chicchessia (anche un editore) volesse prendere il testo, modificarlo ecc., poi però sarebbe obbligato a dovrebbe distribuirlo gratuitamente (NC) e mantenendo comunque la stessa licenza (SA)...in ogni caso poi (soprattutto con il primo e secondo esempio, ma anche nel terzo caso), un ricco e potente editore potrebbe anche dire "l'entità delle aggiunte e modifiche che ho apportato è tale che non si tratta più di un'opera derivata ma questa è una "nuova creazione", per cui io editore adesso sono l'autore di una "nuova" opera originale e quindi ne detengo tutti i diritti"... il/i docenti-autori allora potrebbero dire "ma non è mica vero! ci stai "rubando" l'opera, te ne stai appropriando!"... e il potente editore potrebbe rispondere "voi dite? bene, allora fatemi pure causa"... indovinate un po' come andrebbe a finire, considerando che la legge sul cosidetto "diritto" d'autore è un dispositivo giuridico fatto apposta per consentire l'appropriazione privatistica delle opere immateriali da parte del capitalismo (per scopi di potere e di rendita parassitaria) e che l'editore ha tanti avvocati e tanti soldi mentre i poveri docenti-autori invece non hanno né gli uni né gli altri?(N.B.: queste sono situazioni REALI e DIFFUSE: accadono spesso ed esattamente in questi termini nel campo dei software, dove le potenti multinazionali non si fanno scrupoli a "rubare" il lavoro di molti, e spesso ingenui, sviluppatori...)un suggerimento e, allo stesso tempo, una richiesta a tutti i docenti: <b
    RIFIUTATEVI di produrre qualsiasi materiale didattico a qualsiasi titolo!!! </b
    questo è l'UNICO comportamento che "funziona" e tutto il resto è FREGATURA ASSICURATA perché, con le leggi vigenti (compreso questo decreto) e dato il sistema "economico" attuale, è CERTO che riuscire a produrre materiali didattici che possano essere <b
    veramente </b
    condivisi e distribuiti gratuitamente è solo una pia ILLUSIONEse proprio si volesse realizzare qualcosa:- meglio produrre solo <b
    materiali/appunti "sparsi" </b
    (mai nulla di "organico" = niente pappa pronta per gli squali)- usare la <b
    licenza CC BY-NC-SA 2.5 Italia </b
    (non versioni successive per vari problemi di "allentamenti" giuridici, la versione Italiana per questioni di giurisdizione)- eventualmente (se si vuole) usare una <b
    versione opportunamente modificata/personalizzata della licenza CC BY-NC-SA 2.5 Italia </i
    , che sia realizzata in modo da conservare la licenza "base" (legalmente già "testata") con la "aggiunta" delle parti desiderate (per es. con "addendum" del tipo: "oltre a quanto previsto dalla licenza CC BY-NC-SA 2.5 Italia, sono esplicitamente vietati la distribuzione e qualsiasi utilizzo di questo testo per qualsivoglia scopo didattico o formativo in ambito militare o religioso")che pena
    • foffo scrive:
      Re: APPROFONDIMENTO - PARTE II
      - Scritto da: king volution
      ambito militare o religioso")

      che penaforumfix
    • Leguleio scrive:
      Re: APPROFONDIMENTO - PARTE II

      Si dice: <i
      "L'opera didattica è
      registrata con <b
      licenza che consenta la
      condivisione e la distribuzione gratuite
      </b
      " </i



      e qui si tocca veramente il fondo davanti allo
      sconcertante <b
      pressapochismo e alla
      manifesta ignoranza e incompetenza del
      legislatore </b



      la disposizione è infatti di una vaghezza e
      imprecisione estrema, Siamo d'accordo, ma è un decreto legge convertito che dovrà avere i suoi bravi decreti attuativi. Senza di quelli è come se non esistesse.È normale che un decreto enunci solo i principi generali, delegando i dettagli a legge apposita.
      in base alla vigente legge sul cosiddetto
      "diritto" d'autore, un editore potrebbe prendere
      il testo, modificarlo con accattivanti immagini
      aggiuntive, esercizi e altri "gadget didattici",
      scrivere nel colophon "Autore del testo
      originario sig. XYZ" (il BY della licenza),
      aggiungere un bel sistema DRM, trasformare il
      tutto in un formato proprietario, ri-licenziare
      il tutto come "tutti i diritti riservati" e poi
      venderlo... con tanti saluti ai docenti-autori e
      al
      ministro...Può farlo, certo, ma molto difficilmente verrebbe adottato. Al giorno d'oggi le informazioni viaggiano alla velocità della luce, e si verrebbe a sapere subito che quello stesso libro è disponibile in versione liberamente distribuibile. Se il docente e la scuola responsabile di questa adozione non vogliono finire su tutti i giornali e su tutti i talk show per una settimana come complici di uno sfruttatore, è il caso che adottino la versione libera. Oppure un altro libro.
      un suggerimento e, allo stesso tempo, una richiesta
      a tutti i docenti:

      RIFIUTATEVI di produrre qualsiasi materiale
      didattico a qualsiasi titolo!!! Questo lo dico anche io ogni volta che si riavvia la discussione sui libri in formato elettronico su PI, e indipendentemente delle leggi sul diritto d'autore. Nessuno fa niente per niente, un proverbio popolare sostiene che nemmeno il cane scodinzola senza uno scopo. I libri in formato libero e gratuito non sono impossibili: le persone che li scrivono, sì. :|
    • panda rossa scrive:
      Re: APPROFONDIMENTO - PARTE II
      - Scritto da: king volution

      <b
      RIFIUTATEVI di produrre qualsiasi
      materiale didattico a qualsiasi titolo!!!
      </b
      Ma niente affatto.E' proprio producendo materiale libero e mettendolo in circolazione che verranno estirpati piu' rapidamente tutti quei parassiti della casta editoriale che infestano la scuola.
    • zoomx scrive:
      Re: APPROFONDIMENTO - PARTE II
      Quello che hai scritto potrebbe effettivamente succedere.Però poi il testo a pagamento dovrebbe essere adottato da qualche scuola altrimenti non lo vendi, non è che si tratta di libri che hanno un mercato al di fuori delle scuole.Se le scuole, o il ministero per loro, decidessero di adottare l'edizione gratuita, quella in vendita fallirebbe.
  • king volution scrive:
    APPROFONDIMENTO - PARTE I
    <i
    <b
    (PARTE I) </b
    </i
    Dal testo del decreto: <i
    Art. 6(Contenimento del costo dei libri scolastici e dei materiali didattici integrativi)[...]3-bis) dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:«2-bis. Al medesimo fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi contenuti, di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, [...] <b
    gli istituti scolastici possono elaborare il materiale didattico digitale </b
    per specifiche discipline da utilizzare come libri di testo e strumenti didattici per la disciplina di riferimento; l'elaborazione di ogni prodotto è affidata ad un <b
    docente supervisore che garantisce, anche avvalendosi di altri docenti, la qualità dell'opera sotto il profilo scientifico e didattico </b
    , in collaborazione con gli studenti delle proprie classi in orario curriculare nel corso dell'anno scolastico. <b
    L'opera didattica è registrata con licenza che consenta la condivisione e la distribuzione gratuite </b
    [...]". </i
    <b
    Tutto ciò, più che un testo di legge, appare piuttosto solo come una immensa CA##ATA!!! </b
    Segue una minima parte delle tante possibili osservazioni critiche.Si dice: <i
    " <b
    gli istituti scolastici possono elaborare il materiale didattico digitale </b
    per specifiche discipline" </i
    "gli istituti scolastici"? per la vigente legge sul cosiddetto "diritto" d'autore, l'"autore" originario di un'opera (nonché detentore all'origine dei cosiddetti "diritti") è chi (uno o molti) materialmente "crea" l'opera stessa (ovvero, in questo caso, gli autori sono -PER LEGGE- i vari docenti e studenti che collaborano, e NON possono quindi essere "gli istituti scolastici"...)certo, nulla vieta che il/gli "autore/i" originario/i (per es. i docenti congli studenti che collaborano ecc.) possano decidere *volontariamente* di cedere i LORO "diritti" ad altri (per es. "gli istituti scolastici"), ma questo NON è "automatico": il testo del decreto è in evidente contrasto con la vigente legge sul diritto d'autore!Si dice: <i
    " <b
    l'elaborazione di ogni prodotto è affidata ad un docente supervisore che garantisce </b
    , anche avvalendosi di altri docenti, la qualità dell'opera sotto il profilo scientifico e didattico" </i
    il docente supervisore garantisce??? ma c'è o c'è forse mai stata una qualche legge che prevede che gli autori/editori di testi didattici debbano garantirne la qualità sotto il profilo scientifico e didattico?e perché mai adesso il "docente supervisore" dovrebbe garantire l'opera? tra le tante conseguenze assurde di questa disposizione, basti pensare che se "casualmente" dovesse comparire un qualche "esperto" a dire che una certa opera X garantita dal docente supervisore Y fa schifo, allora sarebbe spianata la strada agli editori per intentare causa contro il docente Y per mancato guadagno a seguito di concorrenza sleale... e sarebbe subito pronta la via anche per i presidi (la scuola va male? colpa del docente Y) e per i genitori (figli bocciati? la didattica del docente Y faceva schifo, colpa sua)... <i
    <b
    = CONTINUA NELLA PARTE II = </b
    </i
    • Leguleio scrive:
      Re: APPROFONDIMENTO - PARTE I

      <i
      Art. 6
      (Contenimento del costo dei libri scolastici e
      dei materiali didattici
      integrativi)[...]
      <b
      Tutto ciò, più che un testo di legge,
      appare piuttosto solo come una immensa CA##ATA!!!
      </b
      </I
      È un decreto legge convertito. Senza decreti attuativi non ha alcun potere.E anche se il ministro ha annunciato che i decreti attuativi verranno emessi presto, c'è da scommettere che una provvidenziale crisi di governo, o altro evento nel corso della legislatura, metta una stop a questa riforma. È sempre andata così. :|
      Si dice: <i
      " <b
      gli istituti
      scolastici possono elaborare il materiale
      didattico digitale </b
      per specifiche
      discipline" </i



      "gli istituti scolastici"?
      per la vigente legge sul cosiddetto "diritto"
      d'autore, l'"autore" originario di un'opera
      (nonché detentore all'origine dei cosiddetti
      "diritti") è chi (uno o molti) materialmente
      "crea" l'opera stessa (ovvero, in questo caso,
      gli autori sono -PER LEGGE- i vari docenti e
      studenti che collaborano, e NON possono quindi
      essere "gli istituti
      scolastici"...)La legge sul diritto d'autore ammette anche l'attribuzione collettiva.
      certo, nulla vieta che il/gli "autore/i"
      originario/i (per es. i docenti congli studenti
      che collaborano ecc.) possano decidere
      *volontariamente* di cedere i LORO "diritti" ad
      altri (per es. "gli istituti scolastici"), ma
      questo NON è "automatico": il testo del decreto è
      in evidente contrasto con la vigente legge sul
      diritto
      d'autore!Fossero questi i motivi di contrasto fra le varie leggi in Italia... :DSe la leggi bene, quella parte non è normativa. È il classico auspicio formulato con il linguaggio dell'articolo di legge. Un'altra piaga della legislazione italiana: molta ideologia, ma poche idee chiare.
      Si dice: <i
      " <b
      l'elaborazione di
      ogni prodotto è affidata ad un docente
      supervisore che garantisce </b
      , anche
      avvalendosi di altri docenti, la qualità
      dell'opera sotto il profilo scientifico e
      didattico" </i


      il docente supervisore garantisce???
      ma c'è o c'è forse mai stata una qualche legge
      che prevede che gli autori/editori di testi
      didattici debbano garantirne la qualità sotto il
      profilo scientifico e
      didattico?Certo che no: nel privato ognuno si comporta come crede. Se il libro è una ciofeca, e non lo adotta nessuno, l'editore ci perde, o addirittura fallisce. Semplice.Certi pressappochismi lo Stato non se li può permettere. Anche se poi accadono lo stesso, anzi, forse più spesso che nel privato.Incidentalmente è questo il motivo per il quale le scuole private hanno una burocrazia e una gestione infinitamente più snella di quella pubblica. Non devono sottostare a una serie infinita di regole e regolette.
      e perché mai adesso il "docente supervisore"
      dovrebbe garantire l'opera?Perché nello Stato un referente in caso di pasticci e controversie ci vuole sempre.
      tra le tante conseguenze assurde di questa
      disposizione, basti pensare che se "casualmente"
      dovesse comparire un qualche "esperto" a dire che
      una certa opera X garantita dal docente
      supervisore Y fa schifo, allora sarebbe spianata
      la strada agli editori per intentare causa contro
      il docente Y per mancato guadagno a seguito di
      concorrenza sleale... No, la legge sulla concorrenza sleale non prevede questo. :)E tra l'altro, questo articolo lascia intendere che tutto il proXXXXX avverrebbe prima dell'adozione del libro, quindi la concorrenza in realtà non è nemmeno iniziata.
      e sarebbe subito pronta la
      via anche per i presidi (la scuola va male? colpa
      del docente Y) e per i genitori (figli bocciati?
      la didattica del docente Y faceva schifo, colpa
      sua)...Questo avviene già ora. Ci si attacca a tutto, pur di far promuovere il pargolo.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 09 novembre 2013 11.52-----------------------------------------------------------
  • bubba scrive:
    questo e' da approfondire
    Suona bello... ma il punto VA sviscerato e monitorato... perche'... beh, siamo in italia. :P Dopo magari ravano nell'interweb ..
  • vituzzo scrive:
    Edifici non sicuri
    Possibile che si parli di WiFi quando molti degli edifici scolastici non sono agibili e mancano i soldi per la carta igienica e le mense?A me sarebbe anche sufficiente una scuola funzionante con libri di carta, lavagne e gessi
    • Sg@bbio scrive:
      Re: Edifici non sicuri
      - Scritto da: vituzzo
      Possibile che si parli di WiFi quando molti degli
      edifici scolastici non sono agibili e mancano i
      soldi per la carta igienica e le
      mense?
      A me sarebbe anche sufficiente una scuola
      funzionante con libri di carta, lavagne e
      gessi"c'è altro a cui pensare"...la solita menata.
      • sgabbio non convenzion ale scrive:
        Re: Edifici non sicuri
        04/10
      • 1987jonny scrive:
        Re: Edifici non sicuri
        Sarà la solita mentalità ma effettivamente mancano carta igienica e saponi per le mani che sono a carico delle famiglie (e per quel che so a queste voci di spesa non sono esenti quelle famiglie in difficoltà economica)
        • panda rossa scrive:
          Re: Edifici non sicuri
          - Scritto da: 1987jonny
          Sarà la solita mentalità ma effettivamente
          mancano carta igienica e saponi per le mani che
          sono a carico delle famiglie (e per quel che so a
          queste voci di spesa non sono esenti quelle
          famiglie in difficoltà
          economica)Prima ancora di carta igienica e sapone, mancano gli insegnanti!Ci sono classi senza insegnante che dall'inizio dell'anno continuano ad andare avanti a supplenze!
          • 1987jonny scrive:
            Re: Edifici non sicuri
            Verissimo, per non parlare della mancanza dell' insengnante di sostengno, fondamentale ove vi sono studenti con forti difficoltà...Trovo alquanto inquietante partire dal wifi viste le condizioni..
      • Voice of Reason scrive:
        Re: Edifici non sicuri
        - Scritto da: Sg@bbio

        "c'è altro a cui pensare"...la solita menata.Esatto, c'è altro a cui pensare. Una scuola non guadagna in qualità ed efficienza grazie al "wifi" o ad altre stupidaggini tecnologiche. Guadagna in qualità grazie a buoni insegnanti. Il fattore umano deve SEMPRE avere priorità rispetto alla tecnologia.Si è insegnato per secoli senza ricorrere ai computer e si può continuare così. Anzi, prima si disabitua i giovani al ricorso alla tecnologia e meglio è: dovrebbe essere ormai chiaro a tutti che i "figli dell'elettronica" soffrono di gravi tare sia a livello mentale che a livello educativo a causa della loro dipendenza da una tecnologia onnipresente e opprimente.Più umanità e meno tecnologia: la strada per la re-umanizzazione passa per la decrescita tecnologica, e questo deve cominciare a scuola.Vietare SUBITO computer, tablet e smartphone nelle scuole. Carte, matite e libri funzionano benissimo.
        • micron scrive:
          Re: Edifici non sicuri
          ... e vieni a scrivere questa menata su una rivista on-line dedita alla tecnologia ed affini?!
        • Claudio Rossi scrive:
          Re: Edifici non sicuri
          Come si fa nel 2013 a definire il "wifi" una stupidaggine. Allora lo è anche l'elettricità. Si è andato avanti con candele e lampade a olio per secoli, che bisogno c'è adesso di usare l'elettricità?! E il gas allora?! Non si potrebbe scaldare e cuocere tutto sul camino come una volta?!VIETARE i computer?! Certo, perché non vietiamo anche gli orologi, le calcolatrici, i righelli e tutto il resto? Ma dici sul serio o stai scherzando? Guarda che le aziende (anche quelle italiane) non ti assumono se non sai usare un computer oggigiorno, e i nostri giovani NON li sanno usare per niente!Più umanità e meno tecnologia dici? Da quando le due cose sono in contrapposizione? Se io so usare bene le tecnologie automaticamente sono disumano secondo te? Poi, francamente, secondo me vivi sulle nuvole. La scuola italiana è imperniata sull'umanità. E' per colpa dell'eccessiva "umanità" che le nostre scuole non fanno più selezione. E' a causa di questo buonismo e "mammismo" eccessivo degli insegnanti che i nostri ragazzi non sanno fare più un tubo di niente e arrivano all'università analfabeti. Ed è per la mancanza di tecnologia che NESSUNA ditta mondiale li vuole!Dove vivi?!
          • Leguleio scrive:
            Re: Edifici non sicuri

            La scuola italiana è imperniata
            sull'umanità. Sull'umanesimo, casomai.
            E' per colpa dell'eccessiva
            "umanità" che le nostre scuole non fanno più
            selezione. Temo che non sia tanto quello. In alcune scuole la selezione si fa eccome (parlo di superiori), non generalizzerei, purtroppo gli strumenti per una selezione "indolore" mancano. Tradotto: a bocciare anche solo due soggetti in una classe, salta tutta la cattedra a causa del numero minimo necessario. E i professori devono cercarsene una loro, anche quando sono di ruolo, non esiste un automatismo che li rimette al loro posto in altra sede. Ovvio che a queste condizione si promuove.Aggiungi che con il 50 % circa di docenti precari, e precari di lungo corso, la voglia di fare un lavoro serio e di forgiare la gioventù viene meno. "Oggi sono qua, domani chissà in quale scuola, ma che me ne importa di bloccare gli alunni che non fanno nulla?" è il ragionamento.
  • Esprit scrive:
    All'arembaggio !!
    Ora si butteranno a pesce i WISP e, come sempre, vincerà la gara quello che darà il servizio peggiore. Poi si scoprirà l'inghippo e la Finanza aresterà qualcuno.Fra qualche anno anche le antenne wi-fi andranno ad ingrossare il magazzino scolastico già pieno di pc non funzionanti, lavagne elettroniche inutilizzate e inutilizzabili, fotocopiatrici nuove ma non funzionanti causa mancanza di soldi per la carte, ecc. ecc.Siamo In Italia ! Evviva !
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