Gioielli, sventata una frode informatica

La Polizia Postale a Bologna individua una gang che comprava gioielli con assegni falsi, craccando i sistemi di verifica

Accedevano ad Internet con l’account di un utente ignaro di tutto e intercettavano le comunicazioni tra le loro vittime e le società di garanzia sugli assegni, il tutto per acquistare gioielli di valore. Questa, in sintesi, l’operazione a cui ha messo fine la Polizia Postale e delle Comunicazioni a Bologna.

Stando alle cronache tre persone sarebbero coinvolte nella truffa: dopo aver concordato l’acquisto di gioielli online, utilizzando peraltro l’account di accesso di un utente inconsapevole di quanto accadeva, si sono recati ad una gioielleria del centro, presentando un assegno per pagare 40mila euro.

La PolPost ha spiegato che i tre non solo avevano falsificato l’assegno ma avevano anche craccato la comunicazione con cui la gioielleria poteva verificare la bontà dell’assegno stesso, intercettando la chiamata e rassicurando tramite un complice sulla copertura dell’assegno emesso.

I tre, di età compresa tra i 25 e i 39 anni, sono stati arrestati a Napoli su mandato del pubblico ministero Antonello Gustapane. A guidare il gruppo secondo gli inquirenti era proprio il più giovane, laureato in economia e commercio e con un master in informatica: sarebbe lui ad aver ideato la frode.

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