Giusto licenziare per file hard-core?

Se lo chiede qualcuno dopo la vicenda di Vasto che ha portato al licenziamento di due dipendenti che usavano i PC per scambiarsi video erotici. In California, intanto, licenziamenti per il download di film e software
Se lo chiede qualcuno dopo la vicenda di Vasto che ha portato al licenziamento di due dipendenti che usavano i PC per scambiarsi video erotici. In California, intanto, licenziamenti per il download di film e software


Chieti – Le agenzie hanno battuto nelle scorse ore una notizia che sta sollevando una certa attenzione: due dipendenti di una società italiana con sede a Vasto sono stati licenziati perché usavano i personal computer aziendali per scambiarsi via internet video pornografici.

I due, impiegati in una grossa azienda industriale di Piana Sant’Angelo di San Salvo, erano separati dall’Oceano: uno lavorava in quella sede, infatti, mentre l’altro si trovava nella sede americana della società.

Il traffico di file a luci rosse è venuto alla luce perché un guasto informatico ha costretto l’azienda a rivolgersi ad una ditta specializzata. I suoi tecnici, durante l’analisi dei problemi del sistema, hanno individuato il materiale sui computer e scoperto come avveniva questo scambio. Una situazione che è stata immediatamente riportata al management della compagnia.

La decisione dell’azienda è stata quella di sospendere i due impiegati e, successivamente, di licenziarli. Una scelta sulla quale ora stanno decidendo se intervenire i sindacati in quanto i tecnici che hanno scoperto il materiale hanno avuto accesso al sistema superando le password impostate sui computer. Un procedimento che i due impiegati hanno definito come violazione della propria privacy.

Va detto che anche all’estero casi di questo genere che portano al licenziamento non sono mancati. Soprattutto in Gran Bretagna in più occasioni sono arrivati alla ribalta delle cronache drastiche decisioni prese dalle aziende per liberarsi di dipendenti che sfruttavano i sistemi aziendali per scambiare file con contenuti erotici.

A pesare sulla vicenda italiana sarà anche la sussistenza o meno di una policy interna chiara e trasparente sull’uso consentito dei mezzi messi a disposizione degli addetti.

Ma proprio ieri è arrivata la notizia di licenziamenti in California per il download di film. Di seguito i dettagli.


Nelle scorse ore Fox Entertainment Group , una delle principali società americane della produzione cinematografia e televisiva, ha confermato il licenziamento di due propri impiegati perché colpevoli, a suo dire, di aver scaricato illegalmente film e software sui computer dell’azienda. Tra questi anche titoli molto noti, come “Daredevil” o “The Matrix Reloaded”.

Stando alle indagini portate avanti da un servizio di vigilanza interna, una delle addette al sistema tecnologico della società è stata “scoperta” nella sua attività illecita mentre era in corso una indagine sui sistemi informatici dovuta a problematiche del tutto diverse.

Una volta scoperti alcuni titoli sul network dell’azienda, gli investigatori di Fox hanno avvertito le autorità federali che hanno scoperto come dal computer di casa l’impiegata archiviava il materiale scaricato sulla rete dell’azienda. Una volta lì, tutti i materiali potevano essere scaricati da amici e conoscenti della donna. I computer che si trovavano nella casa della donna sono stati sequestrati.

La mano dura di Fox si deve al fatto che è una delle aziende più impegnate nella lotta alla pirateria su internet e, nel seguito dell’indagine, i suoi investigatori hanno scoperto un altro impiegato che, in un modo che non è stato precisato, avrebbe operato insieme alla collega per sfruttare a fini illegali i computer della società.

I due sono stati licenziati, ma non si esclude un procedimento giudiziario nei loro confronti. “Ci sentiamo oltraggiati – si legge in una nota diramata da Fox – da persone che dall’interno della nostra stessa società non solo hanno scelto di comportarsi così ma lo abbiano fatto usando la nostra tecnologia”.

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18 03 2004
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