Gli mp3 gratis non sono morti!

Sono molti i mezzi di informazione che da ieri, dopo la sentenza su Napster, hanno annunciato che la musica gratis online è vietata, che l' mp3 gratis è finito, che Napster ha chiuso e via discorrendo. Esempi di mala-informazione


Roma – E ‘ sinceramente imbarazzante quello che sta avvenendo in queste ore sui media (Rete compresa) sulla vicenda Napster, dato prematuramente per morto, e sulla “fine degli mp3 gratis su Internet”.

La disinformazione è pressoché totale, e con mio sommo stupore non ci sono state ancora eruzioni di orticaria o attacchi di panico e isteria presso le varie associazioni, corporazioni, club e circoli del golf “Santi Tenutari dei bollini blu” dell’informazione corretta e nemici della “cyber-disinformazione”.

Fatto sta che chi voleva informazioni veritiere poteva soltanto trovarle on line, sulla stampa di settore, sui siti ufficiali delle aziende interessate, o seguendo la conferenza stampa di Napster. Senza dimenticare che per capire che Napster non era morto bastava, ieri notte ed oggi, lanciare il programma e scoprire che è ancora vivo, pulsa, scarica e scambia musica come prima!

“Assenti” ingiustificati, ancora una volta, i grandi quotidiani cartacei ed i telegiornali dai grandi studi fantascientifici e così poco scientifici, quelli che i bollini blu ce l’ hanno (in tinta con le scenografie) così come hanno squadroni di giornalisti pagati e “imbollinati”.

Le stesse testate che parlavano di “virus in grado di colpire un computer spento” oggi, nel 2001 “Era New Economy-post new-Economy”, insistono nell’usare toni semplicistici e generici per parlare di tutto quel che riguarda Internet. Ignorando perlopiù il quadro complessivo, la situazione reale, quel che avviene nei computer connessi alla rete.


Il solitario di Windows forse rimane ancora oggi l’applicazione più usata nei computer presenti su certe scrivanie, e la navigazione forse si limita allo stagno del sito aziendale o del portaletto partorito dal proprio editore. Forse utilizzano solo la posta elettronica, chissà, eppure ce ne sono di newsletter per tenersi un minimo informati…

Non è possibile, se non abbandonando i sentieri della logica, pensare che un giornalista che si occupa di Internet non conosca siti come Mp3.com o Vitaminic, ad esempio, siti che oggi e domani continueranno a distribuire musica mp3 anche “gratuitamente” senza tenere in alcun conto NapLandia e NapMania.

Non è possibile, se non navigando con il monitor spento o il modem scollegato dalla Rete, ignorare che Napster è solo uno dei modi possibili per scambiarsi files mp3 e che “morto un papa se ne fa un altro”. Scambiarsi e non, come si è sentito, “scaricare a sbafo”.

L’affermazione “morto Napster, morti gli mp3 gratis” equivale per livello di mala-informazione a dire “chiude la Fiat, gli italiani non usano più l’automobile”, “chiude Rete4, finiscono le telenovelas” o, per rimanere in tema informatico, “chiude Hotmail, finisce l’era della posta elettronica”. Un Tg RAI ha urlato dagli schermi: “Vietata la musica gratis su Internet”.

Ma se io, Luca Schiavoni, proponessi un articolo sul Calcio (di cui non capisco un’acca) nel quale affermo che “la Roma perde una partita, quindi è finito il campionato”, il tutto seguito da paragrafi pieni di inesattezze, sentitodire, dichiarazioni mal tradotte e considerazioni fuori da qualsiasi logica e verità? quale testata, quale telegiornale prenderebbe in considerazione il mio articolo, chi mi pagherebbe per dire tali castronerie? Nessuno.

Tanto per chiarire, visto che l’oscurità e la nebbia avvolgono i notiziari di queste ore, Napster non muore, almeno non ora.


Ma il caos sul destino di Napster è stato generale. Una testata online tra le più diffuse e cliccate si è vista costretta a correggere il proprio titolone sparato frettolosamente in homepage. “Napster chiude” si è trasformato dopo qualche ora, come per effetto di un morphing cinematografico, in “Napster dovrà chiudere”.

Napster cambierà, questo è certo, ed una azienda con 50 milioni di utenti (o 60 a seconda dell’edizione del Tg) certo non abbandona questo bacino d’utenza con la facilità e la leggerezza di un battito d’ali di farfalla. Perché di azienda si tratta, e di soldoni si tratta, e la Bmg non è certo un istituto di beneficenza, ed i piani per un Nap$ter a pagamento sono noti a tutti.

Napster evidentemente è riuscito a trasformarsi in un simbolo mediatico che funziona, una di quelle paroline magiche di cui “fa fico” riempirsi la bocca. Se il “simbolo” Napster cambia, però, questo non significa che il concetto cambi o muoia (facendo i dovuti scongiuri) assieme a lui.

Per un Napster che se ne va, o che cambia modello, altre aziende ed altri prodotti continueranno a soddisfare e sfamare un bacino di utenza vasto almeno come l’intera penisola italiana. “Piatto ricco mi ci ficco”, “morto un papa se ne fa un altro”, “chi va al mulino s’infarina” e via di questo passo, i detti popolari valgono anche nel CyberWorld. Davvero qualcuno ha pensato (mi auguro veramente di no!): “Napster, la musica è finita” come drammaticamente titolava ieri a cinque colonne un quotidiano a diffusione nazionale?


La Musica, e soprattutto la diffusione senza barriere e balzelli, il libero scambio di qualsiasi materiale… è appena cominciata! Internet rappresenta anche questa svolta, sotto gli occhi di chi la vuol vedere, e le Major non sono così impensierite ed impaurite da Napster quanto piuttosto dal diffuso sentire che certi modelli di business sono moribondi (e non Napster) e che Internet e la digitalizzazione portano alla luce un incredibile numero di nuovi problemi soprattutto legati all’impossibilità di evitare la copiatura.

Tutto ciò che è digitalizzabile diventa automaticamente interscambiabile e replicabile all’infinito senza alcun controllo.

Napster è solo uno strumento. Se fino al 1999 se ne poteva fare a meno, oggi nessuno piangerà se sviene, cambia, si paga, o muore.

Ad uso e consumo di chi scrive senza capirci un tubo ecco, “gratis”, un comodo decalogo su Napster e la musica mp3 on line con tutto, o quasi, quello che in molti non hanno capito o non hanno mai voluto/saputo scrivere.

Perdonate l’immodestia, ma quando un Tg di Stato, pagato con tasse obbligatorie, si permette di dire “presto il sito Napster sarà a pagamento, la musica gratis on line è finita” allora anche il primo cretino come il sottoscritto riesce a sentire i globuli blu del vero giornalismo scorrere nelle proprie vene.

Tutti quelli che invece usano Napster e i suoi fratelli, che navigano in rete, che leggono Punto Informatico… possono anche evitare di leggere oltre! 😉

1 – Napster : Napster non è un sito Web, ma un sistema di scambio file da utente ad utente tramite un programma software sviluppato da Shawn Fanning che viene distribuito (il programma, non la musica) tramite il sito napster.com. Attenzione: sistema di scambio e non solo di download. Ci si scambia musica da utente ad utente, il sito Napster.com distribuisce solo il software che lo permette.


2 – Gratis : L’utilizzo di Napster, così come la navigazione Web, non è mai gratuito. Usare Napster non è quindi gratuito, occorre un computer, una connessione ad Internet, pagare una bolletta telefonica e disporre di dispositivi per memorizzare la musica scaricata (hard disk, cdrom, mp3 player etc). Per non parlare della cessione dei preziosi dati personali, peraltro richiesta da molte aziende di servizi “gratuiti” online.

3 – Pirateria : è completamente falso affermare che tutto il materiale in circolazione su Napster è pirata. Sono molti gli artisti che da tempo lo utilizzano per autopromozione. Anche il software messo a disposizione da Napster contiene un’intera sezione che segnala numerosissimi gruppi e brani scaricabili liberamente. E non è illegale offrire a chiunque la propria musica o brani di pubblico dominio.

4 – Musica Gratis: la musica “gratis” (vedi punto 2) esiste in Rete distribuita in vari modi. Siti come Mp3.com o Vitaminic (solo per citare due colossi), nel pieno rispetto del diritto d’autore, distribuiscono diverse decine di migliaia di brani musicali e nessun giudice ha reso illegale questa attività svolta sotto gli occhi di tutti, su Internet. Recenti ricerche rivelano che sul sistema Napster circola solo il 30 per cento della musica disponibile tramite Internet.

5 – Altri sistemi : sono ormai decine i sistemi alternativi a Napster, basati anche su modelli di diffusione e di scambio differenti dato che il “modello Napster” basato su un nodo di scambio centrale, non è ovviamente l’unico in grado di funzionare. Cnet, Zdnet, Zeropaid ed anche Punto Informatico parlano spesso dei numerosissimi cloni “successori di Napster” e dei sistemi differenti che, non essendo legati al “nodo” centrale controllato dall’azienda e da Bmg, potranno continuare a funzionare qualunque sia la decisione dei giudici o delle aziende interessate relativamente a Napster.

6 – Mp3 Player : un Mp3 Player non è un accessorio creato per “scaricare la musica da internet” come titola oggi in prima pagina un quotidiano. E ‘ solo un “Walkman” che va “riempito” con Mp3 preventivamente scaricati dalla Rete Internet o ottenuti comprimendo musica da un Cd Audio, ad esempio. Operazione che si può compiere con i software distribuiti ufficialmente e legalmente a corredo degli Mp3 player. Nessun Mp3 player può utilizzare direttamente il software di Napster!


7 – Aziende : Napster, e quel che è diventato anche grazie al tam-tam mediatico ottenuto grazie ai procedimenti giudiziari, è un’azienda di dimensioni tali che non può morire o nascere in un solo giorno. “La Giustizia”, inoltre, si compone di varie fasi di giudizio: ci sono appelli, rinvii etc, come quelli annunciati ieri da Napster. Quindi i media non possono affermare che “Napster è morto”, così come non possono affermare che un indagato per omicidio sia un “Assassino” fino alla sentenza definitiva. Questo è quanto recita, tra l’altro, il codice deontologico tanto amato dalle corporazioni giornalistiche e tanto poco applicato quando si parla di tecnologie.

8 – Bugie : hanno le gambe corte e in rete ancora di più. Se un quotidiano on line può cambiare il titolo in corsa (riparando l’errore), lo stesso non può fare un giornale cartaceo. Le parole sono pietre che possono pesare sulla credibilità. Un noto giornalista del più diffuso quotidiano italiano passerà alla storia del dis-giornalismo, per fare un esempio, per aver sostenuto l’esistenza di “virus che attaccano computer spenti”.

9 – Rettifiche, smentite : lo stesso titolista e forse lo stesso giornalista che oggi farfuglia “è morto è morto è morto la musica è finita gli amici se ne vanno” tra qualche mese scriverà “Napster a pagamento”. Ma non era morto? Quando si sbaglia, le rettifiche sono necessarie e sono una prova di correttezza alla quale ogni tanto farebbe piacere assistere. Ne va, vedi punto 8, della credibilità non solo della firma ma anche della testata.

10 – Fonti “controllate” : non fidarsi mai ciecamente di quello che dicono le fonti, autorevoli e non. Non è tutto oro colato e gli esempi sarebbero centinaia soprattutto quando si parla di internet e tecnologie. Su Internet per fortuna le conferme ce le possiamo trovare da soli, andando sui siti aziendali o semplicemente usando un determinato sistema o software. Se si legge, ad esempio: “Hotmail a pagamento”, basta digitare hotmail.com per trovare conferma o maggiori info su quel che si è appena letto. Stesso discorso per Napster, oggi accessibile (sia il sito che il programma, cioè il sistema di scambio). L’osservazione diretta rimane anche in campo informatico non solo la più valida forma di testimonianza ma spesso anche il modo più semplice per trovare conferme o smentite.

Luca Schiavoni

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  • Anonimo scrive:
    Ti e' andata anche bene
    Pensa che a me dopo due mesi in azienda hanno fatto l'installazione del modem, a distanza di 15gg non mi hanno dato le password xche' sarebbe venuto direttamente un tecnico della EIS da Roma (350km circa) con tutto l'occorrente.Il tecnico e' venuto, e' rimasto quasi 4 ore a sbattere la testa tra il mio pc e gli help desk di Telecom e TIN (xche' il servizio e' offerto da entrambi in partnership) e poi se ne e' andato sconsolato.Entro 24 ore avrei avuto notizie precise, altrimenti c'era sempre il numero "800 187" (che non esiste) a mia disposizione.Sono passati 9 giorni, nessuno si e' piu' fatto vedere o sentire.Aspetto che mi arrivi la fattura di Gennaio con i canoni di Teleconomy Adsl e poi mi faccio quattro risate.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ecco la realtà su ADSL
      Ecco la mia esperienza e le mie conclusioni su TELECONOMY ADSL di mamma telecom :Io ho aspettato circa un mese per l'attivazione e se non mi avessero aiutato i frequentatori del newsgroup it.discussioni.adsl forse sarei ancora senza linea.Il problema secondo me è questo l'abbonamento Teleconomy ADSL è si fornito da Telecom , il problema è che in realta poi nessuno al 187 o in telecom in generale sappia bene come adsl funzioni e le problematiche legate dietro ad esso.In reatà tutta l'infrastuttura ADSL di Telecom è gestita da TIN e da una società chiamata EOL,se non sbaglio, solo loro hanno accesso ai servers ADSL e solo loro sono competenti sia per risolvere i problemi tecnici legati ad ADSL .In realtà il 187 non centra niente , per motivi economici, loro devono curare l'assistenza , questo per contenere i costi visto che Teleconomy ADSL è chiaramente un'offerta molto economica rispetto a tutte le altre presenti sul mercato.Quello che posso consigliare a tutti è questo:se avete problemi con Teleconomy ADSL telefonate direttamente al numero verde TIN , solo loro possono aiutarvi , non solo perchè ne hanno le competenze tecniche ma anche perchè , e di questo ne sono quasi sicuro, solo loro hanno accesso ai servers che gestiscono il servizio.Dunque per concludere Teleconomy ADSL è solo in apparenza gestita dal 187 , in realtà però il "know-how" e l'infrastuttura tecnologica che gestisce il servizio è tuttora in mano a TIN.
  • Anonimo scrive:
    TEMPI CONTENUTI !!!!
    Hi.. .Hi... mi viene proprio da ridere, non per voler disprezzare l'utente privato (anch'io ne faccio parte), ma questo e' niente.Io come azienda ho chiesto l'ampliamento delle mie linee ISDN/56k verso fine novembre. Telecom risponde che entro il 20 Dicembre sarebbero stati completati i valori. Ottimo dico.... !!!!Bene hanno finito di attivare la linea proprio oggi, senza non pochi problemi con i tecnici presso la mia sede. 2 mesi, dico 2 mesi di ritardo per attivare 30 canali, quando rilascio a "Mamma Telecom" fior di milioni per diversi flussi dati che abbiamo preso da lei. E io pago !!!!!Durante questa odissea non so con quanti dirigenti ed operatori Telecom ho parlato e quante palle mi hanno raccontato.......E io pago !!!!!!!!!!
  • Anonimo scrive:
    I "terminali che non funzionano"....
    Qualcuno mi spieghi perche', quando si chiama il 187, nove volte su dieci i loro terminali in quel momento non funzionano? Ma che cesso di sistema e'? Ma chi e' quel fornitore cosi' scalcinato? Perche' non l'hanno ancora denunciato/vampirizzato/cambiato?Viene da dubitare che la causa sia un'altra. Che malfidente che sono! 8-)Qwe Time
  • Anonimo scrive:
    VERAMENTE ESEMPLARE !
    ...un esempio perfetto...è così che NON funziona la telefonia in Italia.... e non è che i privati siano meglio: per lo più, i loro quadri li hanno riempiti con ex-Sip......buonanotte!
  • Anonimo scrive:
    ...cambiare gente cambiare!!!!
    Mi dispiace per te, che ancora pensi alle favole telecom. Io ho un servizio ADSL, discretamente buono con altra societa' non dico nomi non faccio pubblicita', e i problemi che ho avuto sono stati indovinate un po... telecom. Questo dinosauro che ancora gira...Cambia, ne trovi molte di societa' che offrono il servizio ADSL, e di buona qualità. Auguri!
  • Anonimo scrive:
    La regola d'oro...
    Mi dispiace per chi ha subito questi disservizi, ma gli sta bene perchè ha infranto la REGOLA D'ORO, che è: se qualcun'altro offre lo stesso servizio di Telecom, NON PRENDERLO DA TELECOM.A chi si occupa di linee dati è nota da tempo l "regola del tre": se una linea dati Telecom non funziona, le prime tre volte i tecnici TelecomItalia rispondono che "da noi è tutto a posto", tranne poi scoprire che "il modem in centrale era spento, non ce ne siamo accorti perchè era dietro lo sportello del rack" (accaduto!) e d'altronde "ora funziona male, ma meglio così piuttosto che non funziona per niente..." (anche questo accaduto!).Ultima in ordine di tempo: richiediamo una linea ad Unidata, che (ad onor del vero) si fa in quattro per fornircela velocemente; al momento del collaudo si arriva un omino insieme agli operai che hanno installato la linea. L'omino si presenta come Telecom (non ha specificato se quello era il suo nome o il cognome :) e, con molto orgoglio, ispeziona tutto il lavoro e ci intrattiene piacevolmente spiegandoci che in Telecom i tempi sono cambiati, che in realtà sono loro che reggono tutta l'infrastruttura e che la centrale che abbiamo all'anglo della strada "la vedete quella centrale? Quella l'abbiamo fatta noi e l'abbiamo venduta ad Infostrada, le cose che funzionano sono sempre le nostre!". Encomiabile spirito aziendale... Dopo una settimana chiamiamo Unidata chiedendo perchè la linea non era stata attivata; Unidata ci risponde che da Telecom non è arrivata la notifica del collaudo. Chiamiamo Telecom che ci passa "i tecnici"; dove una gentile signorina ci chiede in prima battuta chi era il tecnico che ha effettuato il collaudo, non lo sappiamo, rispodiamo noi, si è presentato come Telecom; dopo aver preso i nostri dati ci risponde poi che lei non sa dove mettere le mani perchè il tecnico che ha supervisionato il collaudo è in ferie e torna la settimana prossima...AH... LA REGOLA D'ORO!
  • Anonimo scrive:
    ma da che mondo è mondo telecom si comporta così
    non posso fare altro che dare solidarietà per il fattaccio...Telecom tratta male i clienti, ultimanente i suoi spot sono stai addidati dal garante come forvianti....tante promesse ma poi....il castomer care, se possiamo chiamarlo così non sà dare risposte e temporeggia con la fatdidca frase " devo sentire un tecnico ", poi la cosa finisce lì e sicuramente il tecnico non viene mai interpellato.Spero solo che con la liberalizzazione dell'Ultimo miglio, la concorrenza possa veramente cambiare le cose per noi utentio al meglio.
  • Anonimo scrive:
    stessa sorte
    Come azienda avevamo chiesto l'installazione di adsl telecom ad ottobre. dopo 60 gg di snervanti attese abbiamo mandato la disdetta.Contattata dada, dopo 15, dico 15 (ripeto perchè sono ancora incredulo) giorni avevo adsl, modem, ip statico. E dada si appoggia su telecom.
    • Anonimo scrive:
      anche a me la stessa cosa....
      Io avevo ISDN, ho chiamato la Telecom per convertire la linea in ADSL, morale della favola...Sono venuti, mi hanno portato via la borchia ISDN dicendomi che in una settimana sarebbero venuti a allacciarmi ADLS, questo e' successo il 20 di dicembre...Pensate che io in questo momento stia viaggiando con ADSL?!?!?!?!Mi faccio una risata che e' meglio....Si fottano, loro, i loro tecnici che non capiscono una mazza, le loro offerte ladre e Colannino che e' un emerito idiota ed e' li a fare il pupazzo a qualche politico ben piu' in alto di lui......grgrgrgrgrrggrrgrgrgrgrggrgrggrgrgrgrgrrgrgrgrgrgrgrgrgrgLADRI!!!!!
  • Anonimo scrive:
    HAI STRARAGIONE!!!
    Grande mail questa...tra le tante che ho letto è una delle più esplicative riguardo l'incompetenza e l'arronganza delle persone che "lavorano" a contatto con i clienti. E' la prima volta che mi sento di discutere nello spazio di PI destinato ai commenti e ho proprio voglia di raccontare la mia storia copiando e incollando un MIO post su it.tlc.provider.disservizi nonchè su i newsgroup dedicati alla tecnologia ADSL: ù"E' la prima volta che sento il dovere di condividere con chi legge la mia negativissima esperienza con Telecom Italia. Tutto è partito circa a settembre quando, presa visione delle crescenti e sempre più vantaggiose offerte sull' ADSL, decisi di fare un ripristino da linea ISDN a linea analogica normale (RTG) per poi fare un contratto ADSL con Infostrada.Ebbene la richiesta di ripristino partì il 7 settembre e solo 3 giorni fa (22 gennaio) dopo che avevo chiamato l'ufficio reclami al 177 e "minacciato" di procedere per vie legali mi è arrivato un tecnico a rimuovermi laborchia. Dato che avevo sempre posticipato la data di sottoscrizione dellevarie offerte di Infostrada in merito all'ADSL mi ero deciso di avvalermi dell'ultima che mi permetteva di non pagare l'attivazione (390.000 lire circa, ora non ricordo con esattezza) fino al 31 gennaio. Così il giorno dopo il ripristino faccio il contratto con Infostrada e oggi mi arriva questa bella e-mail con oggetto "SERVIZIO NON DISPONIBILE, PER LINEA IN CORSO DI TRASFORMAZIONE DA ISDN A RTG." . Chiamo il famigerato 187 e spiego all'operatore l'accaduto. La signorina continuava a tempestarmi di domandetipo "come mai ha tolto ISDN?" alla fine le ho dovuto dire per forza che volevo fare un contratto ADSL con un'altra società telefonica, la risposta è stata "mi sache non ce la facciamo per il 31 gennaio, la pratica viene chiusa dopo 10 -15 giorni, ci sono molti ^dettagli tecnici^ che non sto a spiegarle ma cherichiedono tempo...vede...1 giorno si fa un pezzettino di lavoro incentrale, il giorno dopo viene fatto un altro pezzettino di pratica e cosìvia...insomma ci vuole del tempo". A questo punto sono rimasto senza parolee ho tagliato corto attaccando la cornetta. Questo è ostruzionismo da partedi un'azienda che sta tentando il tutto per tutto attraverso ignoranti emaleducati (sì perchè lo sono stati) operatori, di tenere al guinzaglio iclienti che vogliono trovare altre soluzioni più efficientie vantaggiose. Mavi sembra il sistema????!!!! Quando chiesi a suo tempo l'attivazione della"Super Linea" ISDN 3 giorni dopo avevo tutto pronto, poi vado a chiedere ilripristino e dopo più di 3 mesi , numerosissimi solleciti e soldi (iltecnico che mi è venuto a disinstallare ISDN si è fatto pagare 120.000 lireper 15 minuti, mentre al momento dell'attivazione non ho sborsato una lira)vengo a sapere che sono vincolato da una pratica che non ha più motivo diesistere e mi toccherà anche sborsare i soldi dell'attivazione a Infostradaper ADSL. Ma qui stiamo scherzando!!!!!! Speriamo che qualcuno facciaqualcosa per cambiare le cose perchè altrimenti stiamo veramente mesis male.Saluti"
    • Anonimo scrive:
      Re: HAI STRARAGIONE!!!
      - Scritto da: Nathan Perry
      E' la prima volta che mi sento di discutere
      nello spazio di PI destinato ai commenti e
      ho proprio voglia di raccontare la mia
      storia copiando e incollando un MIO post su
      it.tlc.provider.disservizi nonchè su i
      newsgroup dedicati alla tecnologia ADSL: ù
      "E' la prima volta che sento il dovere di
      condividere con chi legge la mia [...]Be', visto che ci siamo e brevemente ecco una delle mie vicende con Telecom anche se questo riguarda la Fonia.Avendo gia delle linee ISDN ne chiedo altre tre nuove.Be' oltre che ad aver errato l'intestazione, cui ho prontamente protestato con raccomandate ove ma mai si sono disturbati di rispondere, e ancora oltre che aver posto in elenco detti numeri cui avevo chiesto di non porli in elenco orbene dopo 4 mesi arriva la prima bolletta cui vedo che oltre la somma del periodo di fatturazione con tanto di costo e data di attivazione di dette nuove linee mi si sollecitava per dette NUOVE linee arretrati che riguardavano periodi cui non avevo ancora neppure fatto la richiesta!Telefono, mi fanno attendere una vita e poi mi risponde un omino che con fare a dir poco arrogante mi dice e conferma via fax "si conferma che detta X cifra totale non riguardano lei ma in ogni caso vanno pagate perche' se se non paga entro 3 giorni stacchiamo le linee" ove oltre le linee nuove a quel punto mi staccavano anche quelle che avevo gia' "come da art. 35" (art. 35 se ricordo bene).Mi sono a dir poco incazzato, e' stata fatta la diffida, ho chiamato e fatto intervenire il mio avvocato pero' nel frattempo ho dovuto pagare somme che non mi riguardano! E tanto entro i tre giorni!In sintesi mi hanno venduto cose nuove per vecchie!E bada ben che risulta che ho sempre pagato regolarmente.Ora? Be' ora non rimane la via giudiziale che come ben sapete e' lunga, costosa e tortuosa ...by Miki
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